Passignano sul Trasimeno
Tranquille acque di lago

Comune di PASSIGNANO SUL TRASIMENO
(Provincia di Perugia)
Altitudine
m. 289 s.l.m.
Abitanti
5711

info turismo
Pro Loco Passignano
Tel. 075 0440043
www.comune.passignano-sul-trasimeno.pg.it

Lo spirito del luogo

Il nome
Piace agli abitanti di Passignano legare il proprio borgo al dio Giano. In realtà il toponimo non deriva dall’esistenza, qui, di un “passo di Giano”, ma dal personale latino Passinius (o Passenius), il proprietario terriero che vi deteneva una villa in epoca romana.

La storia

Piccolo gioiello della riviera settentrionale del Trasimeno, Passignano è un centro turistico disposto su uno scosceso promontorio degradante verso il lago, protetto da un cerchio di colline coltivate a vite e ulivo. Castello conteso per la sua posizione comunicante con Perugia e il nord, Passignano rivela nell’odierno assetto le fasi della sua formazione, iniziata con la costruzione della rocca e continuata fino alle addizioni novecentesche addensate lungo il lago e stimolate dall’insediamento nel 1923 della Società Aeronautica Italiana, poi riconvertita in cantiere navale. Con la crisi delle attività industriali, si è accentuata la propensione dell’economia locale verso il turismo. Sede del servizio provinciale di navigazione, Passignano è collegata giornalmente ai centri rivieraschi e alle vicine Isola Maggiore e Isola Polvese.

Dalla nuova chiesa parrocchiale con fianco rivolto al lago, si entra nel centro storico per raggiungere in piano la cinquecentesca chiesa di San Rocco, di forme rinascimentali con un inconsueto doppio portale. Tornando indietro, si sale alla chiesa di San Bernardino, con facciata del 1573 in arenaria cui si sovrappone l’oratorio del Santissimo Sacramento, a formare un unico edificio. In cima al paese è la rocca, di probabile origine longobarda (V-VI secolo), primo nucleo del successivo castello che si allargò fino alle rive del lago in tre distinte fasi storiche. Di questo impianto si conservano lunghi tratti di mura, la trecentesca torre triangolare di ponente (poi divenuta la torre dell’orologio) e i resti dei bastioni rotondi. Ridotta a chiesa cimiteriale, la pieve di San Cristoforo, citata in un diploma di Federico I nel 1163 ma di più antica fondazione (X- XI secolo), sorge su un preesistente tempio pagano. In uscita dall’abitato, verso la Toscana, si incontra il santuario della Madonna dell’Oliveto, edificato grazie alle elemosine e al lavoro dei fedeli nel 1582-86 su probabile progetto di Mariotto Radi, forse utilizzando i ruderi di un vicino monastero. Ad est del paese si trova la piccola chiesa di San Vito con una piccola torre di probabile origine bizantina.

Salendo la Statale del Niccone, costeggiando colline di ulivi con vista sempre più ampia, si raggiunge l’osservatorio panoramico di Castel Rigone (m. 653 s.l.m.). Il borgo fu fondato probabilmente dal luogotenente di Totila, Rigone, dal quale prese nome, nel 543 d.C. Vi sorge il santuario di Maria Santissima dei Miracoli, costruito alla fine del Quattrocento, uno dei capolavori del Rinascimento umbro. Castel Rigone mantiene ancora i tratti del castello medievale, calati in un suggestivo paesaggio acquatico.

Acquistata dal Comune, la rocca, restaurata, ospita il museo delle barche delle acque interne italiane. Dalla torre, alta 22 metri, si scorge tutto il territorio fino alla Toscana.

Il santuario di Maria Santissima di Castel Rigone, eretto alla fine del XV secolo in seguito a un miracolo, presenta una facciata in arenaria scandita da fasce orizzontali, abbellita dal portale maggiore e minore, dal rosone e dalle finestre.

In località Quarantaia, su una delle più belle colline che contornano questa parte di lago, sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana, databile tra I e II secolo d.C.

Tutti a base di pesce di lago i piatti da richiede nei ristoranti e nelle feste: gli agoni fritti, la regina in porchetta e il tegamaccio.

L’ultima settimana di luglio, il Palio delle Barche rievoca, con l’incendio al castello, i fuochi d’artificio sul lago e le taverne aperte, la lotta tra le famiglie perugine dei Baglioni e degli Oddi a cavallo tra Medioevo e Rinascimento.

Si svolge tra luglio e agosto, con concerti nella piazza Sant’Agostino di Castel Rigone, il Festival internazionale dei giovani concertisti.

La Festa della Padella, l’ultima settimana di agosto, premia la padella più grande del mondo, in grado di friggere due quintali di pesce all’ora.

Tra fine luglio e inizio agosto Castel Rigone con la Festa dei Barbari si trasforma in un villaggio barbarico per ricordare l’arrivo di Totila e del suo luogotenente Rigo.

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