Sappada Vecchia – Plodn
Nata dal legno

Comune di SAPPADA – PLODN
(Provincia di Udine)
Altitudine
m. 1250 s.l.m.
Abitanti
1340

info turismo
Ufficio Turistico Pro Loco Sappada
Borgata Bach 9
Tel. 0435 469131
prolocosappada@gmail.com
www.comune.sappada.bl.it
www.altedolomiti.it
www.comune.castelrotto.bz.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Il toponimo Sappada viene da Žepod’n, il nome in dialetto tedesco dell’attuale borgata di Cima Sappada. La sua origine potrebbe essere zum poden, “sul pianoro”. Secondo altri Plod’n – Sappada nell’idioma locale – sarebbe collegato al fiume Piave (Plavis) che nasce qui, derivante dalla radice indoeuropea plou, “scorrere” (dell’acqua).

La storia

Di sicuro Sappada appartenne al Patriarcato di Aquileia. È probabile che a fondarla siano stati tirolesi emigrati dalla zona di Sillian, attratti dalle miniere di ferro citate per la prima volta nel 1334 e attive fino a Novecento inoltrato. La colonizzazione cominciò con la costruzione di 14 masi, corrispondenti alle attuali borgate, che in realtà sono 15 perché se ne aggiunse una più tardi. Sappada è un paese nato dal legno: “case che sembrano cataste di travi sorgenti dai prati”, ha scritto un viaggiatore nel 1871. La caratteristica di Sappada Vecchia è l’architettura tradizionale molto ben conservata: si tratta della cosiddetta struttura “a Blockbau” tipica della cultura tedesca: le case sono quasi interamente di legno, a travi orizzontali incastrate agli spigoli e poggianti su un basamento in pietra. Sotto c’è la stalla, sopra il fienile. Il tetto è di scandole. Corrispondono a questa tipologia molte abitazioni, anche quelle di più recente costruzione o restaurate, delle borgate Mühlbach (dove ha sede il Museo Etnografico), Cottern (dove spicca casa s’Krumpm della fine del Seicento), Hoffe (con casa s’Greatlan della prima metà del Settecento), Fontana (con casa s’Paulan del 1737), Kratten (con il bellissimo complesso unifamiliare della seconda metà del Seicento e casa s’Gott Paurn del 1634, una delle più antiche), Soravia (con una stalla-fienile del 1778), Cretta (con la Casa-museo della Civiltà Contadina in una Blockhaus del 1825 costruita interamente in legno con basamento di pietra) e Cima Sappada. Quest’ultima si trova a quasi 1300 metri di quota in posizione panoramica sulla valle ed è un po’ a sé stante. Conserva una Blockhaus di fine Settecento perfettamente mantenuta, Spanglar’s Haus, da qualche anno aperta al pubblico: la casa è rimasta com’era, con l’antico focolare in pietra e l’affumicatoio. Da poco è visitabile anche la vecchia latteria, Zepodar Sende, con il museo ospitato in una casa del 1650 quasi intatta. Poco distante dall’abitato, lungo il corso del Piave, una segheria e un mulino ad acqua sono testimonianze della civiltà rurale.
La conservazione pressoché integrale delle borgate è dovuta alla realizzazione nel 1922 della strada nuova, parallela a quella più antica ma spostata un po’ più a valle. In tal modo si è ottenuta una valvola di sfogo per le nuove costruzioni sulla strada più trafficata, mantenendo inalterata la parte vecchia. Nella borgata Granvilla è da vedere la chiesa parrocchiale di impronta barocca settecentesca, con una pala d’altare del 1802 di Joseph Renzler. È del 1732 la chiesetta di Sant’Osvaldo a Cima Sappada, con portico aperto ai lati come negli edifici religiosi della Carnia. Di chiesette, crocifissi, opere pittoriche e segni del sacro sono disseminate le borgate, così come di fontane (ogni frazione ha la sua) e di piccole cappelle, la più antica delle quali (1726) è in borgata Bach.

Tra le borgate di Sappada Vecchia, Cima Sappada è quella che presenta il maggior numero di sopravvivenze architettoniche del Sei e Settecento, tra cui una casa padronale in muratura. Per il suo aspetto di autentico villaggio alpino con le case in legno, Cima Sappada è stata scelta dal regista americano Terrence Malick come set del suo film Radegund, ambientato ai tempi del nazismo.
Le sorgenti del Piave si trovano nell’alta Val Sesis, a 1816 metri di quota sotto il Monte Peralba e al confine con l’Austria, a soli 8 km da Cima Sappada. Nella zona sono visibili alcune fortificazioni della Grande Guerra.
Una piacevole passeggiata risale il rio Mühlbach che, al termine del percorso, illuminato di notte nei mesi estivi, è scandito da cascatelle e piccoli ponti in legno.

Ristoranti, baite e rifugi propongono tutti la tipica cucina sappadina che, d’impronta germanica, predilige il burro fuso e se ne infischia delle diete. Salumi e formaggi affumicati prevalgono su quelli conservati col sale. Abbinata alla polenta, la ricotta acida insaporita con erbe aromatiche è presente in molti piatti della tradizione, anche come ripieno nei ravioli “pizzicati”. Oggi la ricotta acida è riproposta dalla Latteria Plodar Kelder, che si rifornisce da due stalle.

ll Carnevale è l’appuntamento più atteso dell’inverno. Si svolge in più tappe: la Domenica dei Poveri, la Domenica dei Contadini e quella dei Signori. Il mascheramento è totale e nessuno scopre il volto durante la festa. La pesante maschera di legno che copre il volto, altera la voce facendola rimbombare. La maschera guida è il Rollate, un personaggio imponente, vestito con un pellicciotto di montone scuro che ricorda il manto dell’orso e con pantaloni a righe orizzontali ricavati dalla tela che serviva a coprire gli armenti in inverno.

Le piste da sci sono frequentate soprattutto da famiglie con bambini. Il comprensorio sciistico di Sappada offre cinque seggiovie e otto sciovie per un totale di 20 km di piste collegate tra loro da un servizio di ski bus.