Taggia
La città del ponte a quindici arcate

Comune di TAGGIA
(Provincia di Imperia)
Altitudine
m. 39 s.l.m.
Abitanti
14060 (4000 nel borgo)

info turismo

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica

Villa Boselli,

Via P. Boselli, n. 2

Tel. 0184 43733

uit@comune.taggia.im.it

www.taggia.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Toponimo antico Tabia in Antonini Augusti itinerarium (III sec). L’etimologia è incerta, forse da tabula (tavola) riferita alla fiumara pianeggiante; fantasiosi appaiono il richiamo ad un fondatore eponimo Tages e la ricostruzione dell’acronimo Te Altissimus Benedictus Jesus Adoremus.

La storia

Il borgo medievale di Taggia si trova a 3 km dal mare,all’imbocco della Valle Argentina. Ad accogliere i visitatori è il monumentale Ponte Antico, a 15 arcate per una lunghezza di 275 m. Costruito a partire dal XIII sec presso la riva sinistra del torrente, il Ponte fu allungato fino ai sec XVII-XVIII proprio a seguito dello spostamento di questo. Taggia è oggi un vasto insediamento storico, articolato su di una serie di assi viari costruiti parallelamente a partire dall’alto, dal X fino al XV sec. La cristianizzazione della zona avvenuta nei primi secoli, vide un’importante presenza benedettina, segnalata dai toponimi come ad es. la Grange (azienda agricola benedettina) o dagli stessi titoli di alcune tra le più antiche chiese del borgo (San Martino e Santa Maria del Canneto). La toponomastica tabiese mostra poi la scelta di San Dalmazzo come intitolazione della più importante via dell’abitato: questa collegava il borgo con il quartiere benedettino situato a nord. Qui il tracciatoimboccava l’antica strada per Badalucco e, percorsa tutta la Valle Argentina, valicava le Alpi Marittime, mettendo in comunicazione la dipendenza benedettina di Santa Maria del Canneto di Taggia con la sua abbazia di riferimento a Borgo San Dalmazzo (CN). Taggia veniva così a trovarsi su diuna Via del Sale, itinerarioricco di commerci e scambi culturali con il basso Piemonte. I sec. XII-XIII videro la dominazione dei Marchesi di Clavesana su Taggia, potere ceduto con la vendita dei titoli feudali alla Repubblica di Genova nel 1228.Riferibili a quell’epoca sonoi percorsi viari più arcaici (via Littardi, via Tages) caratterizzati dalla presenza di edifici a schiera con ridotta superficie al suolo, diversi piani di elevato e rinserrati tra loro a costituire un’unica struttura difensiva. Sul perimetro esterno, al colmo del borgo, si aprono ancora alcune porte difensive (sec XII poi rimaneggiate).Nel 1381 Taggia pubblicò i propri Statuti. Entrata nell’orbita della politica genovese, Taggia avviò una fiorente economia commerciale legata ai prodotti del territorio (olio, vino moscatello). Di ciò è evidenza il tracciamento di quella Via Soleri, detta Pantàn, che con i suoi palazzi nobiliari di nuova tipologia (portico e appartamento al piano) segnerà un importante rinnovamento urbanistico (Palazzo Curlo, Palazzo Asdente). Contro i crescenti attacchi della pirateria barbaresca, a metà del XVI sec., Taggia aggiornò le proprie difese con nuove mura e bastioni, alcuni dei quali ancora perfettamente in essere (Bastioni del Ponte e del Ciazzo, Bastione Grosso). Le felici condizioni economiche dei sec XVII e XVIII sono testimoniate dagli imponenti palazzi barocchi di famiglie genovesi radicatesi sul territorio (Palazzo Lercari, Palazzo Spinola) e dalrifacimento dei più importanti luoghi religiosi del borgo: la Collegiata dei S.S. Giacomo e Filippo (1675), le chiese Oratorio dei S.S. Sebastiano e Fabiano (1645, Confraternita dei Bianchi) e della S.S. Trinità (1680, Confraternita dei Rossi). Il passaggio delle truppe napoleoniche, l’annessione al Regno di Sardegna e d’Italia, hanno visto Taggia accomodarsi nel più tranquillo orizzonte di borgo agricolo (olivicoltura e floricoltura) dal vasto patrimonio storico-artistico. Alla vocazione incline al turismo enogastronomico-culturale di Taggia ben si affianca la forte valenza di attrezzata stazione climatica e balneare di Arma, affacciata sul mare con il suo bel litorale sabbioso ed il suo grazioso borgo marinaro stretto intorno alla chiesa di San Giuseppe.

• Panorama dal Castello: l’antica fortezza difensiva del XII sec poi riedificata nel 1560-64, è stata recuperata a teatro all’aperto; il vecchio castello regala oggi un panorama straordinario sull’intero borgo.

• Ponte Antico, a 15 arcate per una lunghezza di 275 m. Costruito a partire dal XIII sec presso la riva sinistra del torrente, il Ponte fu allungato fino ai sec XVII-XVIII proprio a seguito dello spostamento di questo.

• Chiesa Nostra Signora del Canneto: fondata nell’alto medioevo, frutto di diversi rimaneggiamenti, unica superstite dei due edifici sacri del sito (Chiesa di S.Anna demolita), la chiesa affascina con la sua splendida torre romanica.

• Convento dei Padri Domenicani (1460), scrigno di tesori d’arte e di fede, conserva polittici e affreschi di L. Brea, G. Canavesio e L’Adorazione dei Magi ormai concordemente attribuita a Parmigianino

• Basilica della Madonna Miracolosa, riedificata nel 1675 come Collegiata dei S.S. Giacomo e Filippo, è stata elevata a basilica minore; conserva la statua dello scultore tabiese S. Revelli dichiarata miracolosa da Pio IX nel giugno 1856

• Grotta dell’Arma/Santuario dell’Annunziata: comprese nel Comune di Sanremo (fraz. Bussana) esse caratterizzano il panorama di Arma, preservando al loro interno sia un giacimento preistorico risalente all’Uomo di Neanderthal sia il patrimonio di fede della chiesa rupestre.

• Febbraio è il mese dedicato ai festeggiamenti di San Benedetto Revelli, Vescovo di Albenga e Patrono di Taggia. La leggenda narra che egli abbia suggerito agli abitanti del borgo come salvarsi dalle scorrerie dei pirati: da ciò la Festadei Fuochi (Falò e Fùrgari) il sabato più vicino al 12 febbraio; nel 1625 egli avrebbe protetto ancora Taggia dalle mire espansionistiche di casa Savoia. (Corteo storico ultima domenica di febbraio, con riedizione estiva ad agosto).

• Nel weekend più vicino al 22 luglio (S.Maria Maddalena) a Taggia si festeggia S. M. Maddalena del Bosco. Festa arcaica ricalcata sull’antico calendario agricolo e riplasmata dai Benedettini di Taggia sulla figura di S.Maria Maddalena, essa riprende, tra festa campestre all’eremo nei boschi e il centro abitato, il rito del Ballo della morte.

• Ultima domenica di luglio Festeggiamenti di Sant’Erasmo ad Arma: cerimonia religiosa, benedizione del litorale e tradizionale processione in barca con il Santo la domenica pomeriggio; spettacolo pirotecnico sul lungomare la sera.

Ospitalità

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