bagolino1Non avremmo mai immaginato di trovare un posto così incantevole tra le vette delle Alpi retiche  a pochi chilometri da un lago di montagna. Bagolino si trova in Lombardia, nella Vallesabbia, vicino al Lago d’Idro; Cerreto e Cafaro le frazioni vicine. Ci siamo fermati poco tempo fa a  pranzo, eravamo rimasti incuriositi, e dato che un amico ci ha dato qualche consiglio abbiamo colto l’occasione.
Bagolino conta duemila anime, prima si arrivava a cinquemila, la crisi viaggia anche in alto, così molti abitanti se ne sono dovuti andare. Conosciuto nell’intera regione lombarda per le alte cime del Monte Maniva (famoso per la sua acqua) la piana del Gaver, il passo di  Crocedomini,  a Bagolino il vero illustre personaggio è il Bagòss, detto anche Bagossino, abbiamo sentito che gli abitanti del posto lo chiamano al femminile: la bagossa.
La storia di questo formaggio si perde nel tempo, caratterizzato ancora da una vecchia ed antica lavorazione che ne mantiene il gusto esclusivo, l’uso dello zafferano che gli conferisce quel colore particolare. Bagòss in dialetto significa ‘di Bagolino’, tutto nasce dai prati verdi delle montagne più alte, le mucche munte due volte al giorno (alle 5 di mattina e alle 5 di sera-ora solare) ed è chiaro di come i sapori della montagna vengono trasferiti nel latte e di conseguenza nel formaggio. Vi sono regole strette legate alla produzione e al pascolo che non può spostarsi oltre il comune di Bagolino. Il periodo migliore per la produzione è in estate; quando le  mucche non sono al pascolo (alpeggio) viene dato loro il fienagione (foraggio conservato sotto forma di fieno). Chiaro che abbiamo assaggiato piatti tipici locali cucinati con questo formaggio: molto buoni! I cosiddetti malfatti, gnocchi dal sapore un po’  legnoso, proveremo a cucinarli anche noi! Le scaloppine al vino con Bagòss, la carne salata (carpaccio) con Bagòss…insomma, le idee di come cucinare questo formaggio non mancano!
La prima impressione delle persone vivono in questo antico borgo è quella di non essere molto loquaci…invece ci siamo dovuti ricredere non appena siamo andati a pranzo. In un posto ottimo  abbiamo fatto  amicizia con Marilena e Sara le proprietarie de  La Trattoria del Viandante. Sono state gentili, ci siamo presentati alle 14.00 e anche se la cucina stava per chiudere ci hanno fatto accomodare, è qui che abbiamo assaggiato per la prima volta i tipici  piatti cucinati col Bagòss. Sara e Marilena anche loro due accanite viaggiatrici, così sorseggiando una grappa secca siamo stati tutti e quattro a parlare del mondo.
Nel pomeriggio avevamo fatto il programma di andare un po’  a vedere cosa c’era in giro, il paese è ben tenuto ed è davvero un classico borgo medievale. Abbiamo visitato la Cattedrale  di San Giorgio Martire al terzo posto come edificio sacro della provincia di Brescia, situata nel punto più alto della città, custodisce  dipinti unici, un tempo  volutamente chiesa di culto per stupire i forestieri che raggiungevano Bagolino. La tela di Francesco Torbido menzionata anche dal Vasari, o quella della Sacra Famiglia realizzata da un allievo di Tiziano. Vista dal di fuori non si direbbe essere così preziosa di opere d’ arte. Uscendo  dal paese in direzione della piana del Gaver siamo stati  al cimitero monumentale, molto suggestivo. Volevamo visitare anche la Chiesa di San Rocco ma sfortunatamente è in fase di ristrutturazione, così ce la siamo goduta solo da fuori. Siamo stati poi nell’ eremo di San  Gervasio e di San Protasio a quasi mille metri d’altezza, se si guarda dal basso sembra lontanissima ed invece non è complicato ne troppo faticoso raggiungerla (da dove si lascia la macchina 15-20 minuti a piedi). I documenti su questa chiesa sono presenti già dalla fine del 1500, dopo il 1779 colui che ci viveva, l’eremita, aveva il compito di avvistare gli incendi e di dare l’allarme. Qui si può visitare anche  la sua casa, dove si trova la cisterna nella quale secondo la tradizione nascono i bambini di Bagolino! Veramente interessante e bello, sia il panorama che la chiesa e la natura…
La scoperta che più ci ha sorpresi mentre leggevamo di questo borgo prezioso è quella di un quadro di Jacopo Tintoretto, nella cattedrale ce n’è uno del figlio Domenico nell’altare di San Basilio. Il quadro di Jacopo Tintoretto si trova all’interno della chiesa nella casa di riposo di Bagolino.