Cosenza vecchia
Crocevia di Storia e Cultura

Comune di cosenza
(Provincia di Cosenza)
Altitudine
m. 238 s.l.m.
Abitanti
67132 (4860 nel borgo)

patrono

Madonna del Pilerio, 12 febbraio

info turismo

Assessorato al Turismo
Piazza Tommaso Campanella n. 21
Tel. 0984 – 813002/3
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Lo spirito del luogo

Il nome

Deriverebbe da Consentia, nome datole dai Romani per indicare il consenso tra le tribù italiche che aderirono alla Confederazione brettia riconoscendo la città come loro metropoli. Altri identificano nel consensum la confluenza dei due fiumi.

La storia
Adagiata su sette colli, come Roma, a dominio dell’antica valle del Crati nel punto in cui confluisce col Busento, gode di una posizione privilegiata, equidistante dal mare e dalla montagna. Crocevia di genti e di culture, che l’hanno resa antica e poliedrica, ha nel suo centro storico il cuore pulsante della sua storia e della sua Cultura, sin da quando nel IV sec. a.C. fu scelta come metropoli dai Brettii, popolazione di origine italica. Di essi conserva lo spirito libertario insieme all’orgoglio di città nei secoli ricca di personalità importanti e di accadimenti: Romani, Goti, Bizantini, Normanni, Angioini e Aragonesi, sovrani e personaggi illustri vi lasciarono il loro segno tangibile, suggellandone la vocazione culturale e il meritato appellativo di “Atene della Calabria”.
Ma Cosenza è la città in cui la storia si intreccia col mito, come quello del re dei Goti Alarico, che vi morì nel 410 d.C., sulla cui ricca sepoltura, secondo la leggenda alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, ancora oggi aleggia il mistero.
E che dire dell’imperatore svevo Federico II, per cui Cosenza era la sede preferita dopo Palermo e Napoli? Della sua Fiera che è tuttora l’evento di primavera? E del Castello a torri poligonali che realizzò sul colle Pancrazio, che ancora oggi, con i suoi tanti rimaneggiamenti, domina la città?
E del filosofo Bernardino Telesio, “il primo degli uomini nuovi”? Uno dei suoi figli più illuminati, che con i suoi studi naturalistici e filosofici, ha lasciato una preziosa eredità nella sua costante attività nell’Accademia cosentina, fondata da Aulo Giano Parrasio nel 1511, tra le prime in Europa. Lo si sente ancora aggirarsi in quella strada che porta orgogliosamente il suo nome, l’arteria principale del centro storico, che affonda le sue radici nella cinquecentesca Via dei Mercanti, il cui percorso è già di per sé un viaggio nella storia, dove ogni piazza, ogni via, ricorda l’attività che vi si svolgeva un tempo o i prodotti che vi si vendevano: “Fontana nuova”, “Piazza delle uova”, “Piazza dei pesci”. Da qui si diramano vicoli erti, stretti e tortuosi lungo i quali si erge un’edificazione fatta da fabbricati minuti e palazzi signorili e, al centro di tutti, la Piazza grande, con l’imponente facciata del Duomo.
Questa è Cosenza vecchia, che con i suoi vicoli antichi, è uno tra i più belli e grandi centri storici d’Italia, un concentrato tra le più importanti mete religiose e le più prestigiose strutture culturali della città, in grado di proporre un’offerta variegata di percorsi turistici, sfruttando una collocazione unica e un patrimonio monumentale e artistico che attraversa tremila anni di storia, dalle vestigia delle aree archeologiche, ai Musei, ai Teatri, dove non mancano splendidi paesaggi e il verde dell’imponente Villa comunale o del suggestivo Parco fluviale sulle rive del Crati, nonché una ricchezza di prodotti tipici, artigianali ed enogastronomici, che lo rendono una meta turistica d’eccellenza.

• Il Castello normanno-svevo, arroccato sul Colle Pancrazio, guarda Cosenza dall’alto. Rimaneggiato nel tempo, è il monumento simbolo delle tante dominazioni subite dalla città.
• Lungo Corso Telesio si trovano le vestigia della città più antica, in Vico S. Tommaso, nella Biblioteca Nazionale, in Piazza Toscano, i cui reperti sono esposti al Museo dei Brettii e degli Enotri nel Complesso monumentale di S. Agostino.
• La Stauroteca, preziosa croce reliquiario, da tradizione donata alla città da Federico II di Svevia, custodita al Museo Diocesano insieme al tesoro della Madonna del Pilerio, la cui icona miracolosa è conservata in Cattedrale.
• Piazza XV Marzo, un unico sguardo per uno dei più bei scorci: Teatro Rendano, Accademia Cosentina e Biblioteca Civica, Palazzo del Governo e Villa Comunale e, al centro, la statua di Bernardino Telesio.
• Sulla sponda del Crati è un vero e proprio quartiere della creatività, con i BoCs Art, 27 studio-box in legno che ospitano artisti che creano sul posto, le cui opere restano al patrimonio della città esposte nel BoCs Museum, all’interno del Complesso monumentale di San Domenico.

• Gli Eventi trovano nel centro storico il palcoscenico ideale: dal Festival delle Invasioni, alla Stagione Lirica e di Prosa del Teatro Rendano, al Trekking Urbano “5 sensi di marcia”, occasioni per godere della storia e della bellezza in e con tutti i sensi!
• In occasione di S. Giuseppe si svolge la storica Fiera, alla quale partecipano centinaia di espositori provenienti da ogni dove, con stand di vimini, piante, artigianato, dolciumi, prodotti tipici e tanto altro.
• La Sagra dell’Uva, evento che richiama visitatori dall’intera provincia nel Borgo di Donnici, occasione per degustare vini pregiati D.O.C. nelle aziende vitivinicole e specialità gastronomiche, vera prelibatezza della città.