Vho
Il belvedere di Tortona

Comune di tortona
(Provincia di Alessandria)
Altitudine
m. 210 s.l.m.
Abitanti
27104 (685 nel borgo)

patrono

Santa Maria Assunta, 15 agosto

info turismo

Punto Informazioni Turistiche
Piazza Arzano – Tortona
Tel. 0131 868940
somsvhoese@tiscali.it
iat@comune.tortona.al.it
 www.vho.it
www.comune.tortona.al.it
www.storiediterritori.com

Lo spirito del luogo

Il nome
I primi riferimenti a Vho si trovano negli “Statuta Civitatis Dertonae ” e altri si trovano in alcuni documenti del IX secolo quando la Signora del paese, di nome Teberga, donò i propri beni in Vho (scritto Vau) alla Chiesa Maggiore di Tortona.

 

La storia

Vho è un piccolo borgo situato in posizione panoramica sulle colline tortonesi.

Dai suoi 210 mt slm si gode una vista spettacolare sui campi coltivati e sui vigneti che disegnano i versanti delle colline intorno.

La bellezza e la singolarità del borgo di Vho stanno nella posizione e nel paesaggio che lo circonda. Qui la campagna è tratteggiata sapientemente da filari che scorrono paralleli, si intersecano per poi essere interrotti da campi coltivati che assumono colori e diverse tonalità di verde a seconda della coltivazione, creando una scacchiera naturale di colture e vegetazione.

Nelle giornate più nitide e terse, la vista spazia dai vicini Appennini Liguri (sulle cui pendici si estende il territorio tortonese) alla catena delle Alpi piemontesi, attraversando con lo sguardo la pianura che si allarga nel mezzo.

Il borgo si è sviluppato, come sempre avveniva, attorno al Castello. Questo, circondato da un fossato che lo percorreva perimetralmente, disponeva di un ponte levatoio il quale dava accesso all’arco di ingresso. Passeggiando nelle strade di Vho è facile imbattersi nei riferimenti storici di questo passato: via del Fosso (chiaramente riconducibile al fossato), via di Castel Zenone (proprietari del castello agli inizi del 1700), strada del Pozzo, via Maestra, Piazza Corte del Castello.

Dell’insediamento originario sono ancora visibili l’arco di accesso e parte delle antiche abitazioni, queste ultime restaurate nel rispetto storico e urbanistico del luogo. Il fossato che cingeva l’agglomerato è stato invece interrato agli inizi del secolo scorso per questioni di salubrità, divenendo un’area verde presso cui sostare per ammirare il paesaggio.

Il borgo comprende anche due chiese: la Chiesa di San Salvatore, che si trova nel centro dell’abitato, nell’area limitrofa a quello che un tempo era il Castello, e la ben più antica Chiesa della Purità, che si trova alle porte della frazione.

Chiesa di San Salvatore.

Della prima chiesa del borgo vi sono solo alcune notizie in un documento custodito presso il Duomo di Tortona risalente al 1326. L’odierna parrocchia fu costruita nel 1711 e consacrata il 24 giugno 1722. L’interno, a navata unica, è completamente decorato. Il pavimento è formato da lastre di marmo policromo; le vetrate multicolori di vetro piombato. All’interno si trovano: l’antico fonte battesimale in marmo, statue della Vergine Maria, una delle quali del XVIII secolo, mentre sopra l’ingresso principale si trova l’antico palco del Coro, in legno dipinto.

A Tortona è possibile visitare:

Pinacoteca “Il Divisionismo” – corso Leoniero, 6  – Esposizione permanente che documenta la cultura artistica italiana tra ‘800 e ‘900. Sono esposte tele di Pellizza da Volpedo e opere dei più importanti artisti italiani interpreti della “pittura divisa”: Longoni, Nomellini, Morbelli sono solo alcuni.

Museo Archeologico – Palazzo Guidobono Piazza Arzano (in fase di ultimazione) – raccoglie più di 2000 reperti archeologici provenienti da scavi tortonesi, dalla preistoria fino all’alto medioevo, testimonianza tanto concreta quanto affascinante della storia locale.

 Atelier Sarina – Palazzo Guidobono Piazza Arzano – dedicato al Maestro burattinaio Peppino Sarina, tra i maggiori esponenti dell’ambito del teatro di figura, che visse e operò a Tortona nella prima metà del ‘900.

 

Museo Diocesano d’arte Sacra – via Seminario, 7 – Percorso museale che si articola in diverse sezioni e raccoglie opere provenienti dal Palazzo vescovile, dal Seminario, dalle parrocchie della Diocesi, oltre che dalle Collezioni Civiche.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Carnevale Vhoese”, uno dei più antichi del Tortonese, festeggiato il Martedì Grasso. I primi cenni storici risalgono agli inizi del Settecento, quando la popolazione usava trovarsi il Martedì Grasso per il “banchetto del contado” portando ciascuno vivande da mangiare insieme. Agli inizi dell’Ottocento questa iniziativa si è trasformata nel Carnevale Vhoese. Questa festa non si è mai interrotta, neppure durante le due guerre mondiali, e si è protratta fino ad oggi, divenendo una tradizione. Ogni anno nella piazza della chiesa, vengono distribuiti polenta e salamini; la prima fatta con farina di mais ottofile  – varietà di mais coltivata nel tortonese e macinata rigorosamente a pietra –  e salamini insaccati da norcini locali.

 

Sagra dell’agnolotto Vhoese” manifestazione organizzata a fine estate dalla SO.M.S. (Società Mutuo Soccorso del paese) dedicata al piatto tipico del borgo: l’agnolotto.

L’agnolotto (anlôt) è il piatto tipico della zona. E’ il primo piatto tipico delle grandi festività del passato: una pasta ripiena di stufato di solo manzo, cotto a fuoco lento con vino rosso robusto e corposo. La sfoglia è preparata con farina 00, legata con uova e acqua. Gli “anlôt” sono conditi con il sugo dello stesso stufato con cui è stato fatto il ripieno; è possibile degustarli anche in brodo, sebbene gli amanti di questo piatto li prediligano “annegati” nel barbera, ovviamente dei Colli Tortonesi.

Il Timorasso: è un vitigno autoctono a bacca bianca presente fin dai tempi remoti, ma che solo in anni recenti i viticoltori locali hanno ripreso ad impiantare. Oggi, grazie ad un gruppo di giovani agricoltori, la Doc Derthona Timorasso è uno dei più rinomati vini bianchi piemontesi. Nelle cantine presenti nel borgo è possibile degustare questo vino color dell’oro, tesoro inestimabile della tradizione e della storia del luogo accompagnandolo, magari, con un piatto di salumi o formaggi prodotti nella zona.