BORGHI CHE TORNANO A VIVERE, TRA PROGETTI DEL PNRR E TERRITORIO.

Proseguono i progetti di rigenerazione nei borghi dei Monti Prenestini (RM), della Valle del Turano (RI) e di Raggiolo e Chiusi della Verna (AR), finanziati dal PNRR con fondi Next Generation EU, attraverso interventi che stanno producendo risultati concreti sul piano culturale, sociale ed economico.

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Borghi Maestri dei Monti  Prenestini….isole di rigenerazione.

Proseguono gli interventi di rigenerazione nei borghi dei Monti Prenestini nell’ambito del progetto PNRR “Borghi Maestri dei Monti Prenestini…Isole di rigenerazione”, che sta producendo risultati concreti nei Comuni di Castel San Pietro Romano, Capranica Prenestina e Rocca di CaveLe azioni già concluse rafforzano identità locali, servizi culturali e opportunità economiche, restituendo spazi rigenerati e nuove funzioni ai borghi, e delineando una visione condivisa di sviluppo sostenibile fondata su cultura, turismo e comunità.

A Castel San Pietro Romano, tra gli interventi recentemente conclusi, si inserisce l’ampliamento dell’attività “Il Primo Passo” di Matteo Ferracci, nel cuore del centro storico, in Piazza della Vittoria. Nato nel 2021 come wine bar, il locale ha arricchito la sua offerta diventando anche pizzeria.

L’intervento è stato realizzato grazie al Bando Borghi – Linea C, che sostiene lo sviluppo delle imprese locali e la rigenerazione di spazi inutilizzati. La nuova pizzeria trova spazio all’interno di un’antica cantina completamente rinnovata, oggi trasformata in un ambiente moderno e funzionale con 22 coperti, capace di valorizzare la memoria storica del luogo.

Con questa apertura salgono a otto le attività, tra nuove imprese e riqualificazioni, attivate grazie al progetto Borghi Maestri. Castel San Pietro Romano si conferma così un borgo sempre più attrattivo e ospitale, con oltre 50 posti letto dedicati alla ricettività e una rete di ristorazione in continua crescita. Il percorso di sviluppo prosegue: entro il mese di giugno sono previste ulteriori nuove aperture, segno di un fermento imprenditoriale ormai consolidato.

Capranica Prenestina è uno dei centri simbolo della valorizzazione ambientale e naturalistica del territorio, anche grazie al Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini, uno dei suoi principali presidi culturali. Tra gli interventi conclusi nell’ambito del progetto Borghi Maestri dei Monti Prenestini, il museo è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione e rinnovamento degli spazi, inaugurato ufficialmente sabato 2 agosto alla presenza di istituzioni, cittadini e visitatori. 

Il progetto ha previsto la realizzazione di un bookshop moderno e funzionale, che ospita biglietteria, una selezione di libri e gadget tematici e il primo infopoint dedicato ai Monti Prenestini, oltre a una sala polifunzionale destinata alla biblioteca scientifica e alle attività didattiche e culturali. La partecipazione registrata all’inaugurazione ha confermato il forte legame tra il museo e la comunità locale. Con questo intervento, Capranica Prenestina si afferma come centro di cultura e natura, capace di guardare al futuro attraverso la rigenerazione dei propri spazi identitari.

Infine a Rocca di Cave, tra gli interventi conclusi, si celebra l’ingresso ufficiale del Sistema Museale di Rocca di Cave (SMuRC) nell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS), rete riconosciuta dal Ministero della Cultura e punto di riferimento nazionale per la ricerca e la divulgazione scientifica.

Lo SMuRC è un sistema museale integrato che comprende il Museo Geopaleontologico “Ardito Desio”, il Planetario, la Stazione Astronomica, il Giardino dei Dinosauri e la Scogliera Cretacea, riconosciuta come monumento naturale. Il progetto di rigenerazione ha permesso di mettere in rete queste strutture, già inserite nel Sistema Museale RESINA e nel Museum Grand Tour Castelli Romani e Prenestini, dando vita a un polo scientifico-culturale diffuso e con l’ingresso nello ANMS, SMuRC può rafforzare la sinergia tra ricerca, tutela e valorizzazione. 

Scopri di più: https://www.facebook.com/VisitMontiPrenestini

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Borghi Uniti Valle del Turano

Il 2025 ha rappresentato un anno chiave per il progetto Borghi Uniti Valle del Turano, finanziato dal PNRR nell’ambito dell’Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”. Otto interventi di rigenerazione culturale, sociale e produttiva sono stati completati nei comuni di Castel di Tora, Collalto Sabino e Paganico Sabino, restituendo vita a spazi inutilizzati e generando nuove opportunità per residenti, imprese e visitatori. Il 2026 si apre ora come l’anno del consolidamento e della messa a sistema di questi risultati, con nuove attività, servizi e progettualità capaci di rafforzare l’attrattività della Valle del Turano nel medio-lungo periodo.

A Castel di Tora, nel 2025, è stata completata la riqualificazione della Sala Multifunzionale “Gabriella Parca”, uno spazio attrezzato con dotazioni audio-video professionali, pensato per ospitare convegni, spettacoli, proiezioni e laboratori.
La sala, già sede di eventi di rilievo come l’Ideathon GREENGAGE, rappresenta oggi un punto di riferimento per la vita culturale del borgo e per iniziative di respiro sovracomunale.
Inoltre, da non dimenticare, che Castel di Tora è anche il punto di partenza del battello elettrico Thiora, che naviga il Lago del Turano offrendo un modo sostenibile e suggestivo di scoprire il territorio. Dal lago è possibile osservare i borghi affacciati sulle rive, le montagne della riserva naturale, i boschi e il suggestivo borgo di Antuni da una prospettiva insolita. Attivo tutto l’anno, il servizio rappresenta un’esperienza di viaggio lento e accessibile, capace di mettere in dialogo natura, storia e paesaggio.

Collalto Sabino invece è stato protagonista di diversi interventi strategici di rigenerazione e valorizzazione, ma il più significativo è la trasformazione dell’ex mensa scolastica in Laboratorio di trasformazione agroalimentare, oggi affidato alla cooperativa Atipiche, prima impresa femminile della Valle del Turano. Il laboratorio costituisce il fulcro operativo del progetto, uno spazio dedicato alla produzione di alimenti fermentati come verdure fermentate, tempeh e bevande non pastorizzate, realizzati a partire da materie prime locali e stagionali, nel rispetto di pratiche sostenibili e di processi naturali propri della cultura della fermentazione. Accanto alla produzione, lo spazio ospiterà attività formative, laboratori, corsi ed eventi gastronomici, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sul cibo, creare nuove competenze e generare occupazione, contribuendo alla nascita di filiere locali e al rafforzamento del tessuto economico e sociale del territorio.

Nel 2025 si è inoltre concluso l’intervento di rinnovamento del punto di informazione turistica, oggi uno spazio rinnovato e accogliente, pensato per valorizzare l’ospitalità e l’impegno della comunità nell’accogliere i visitatori. Il centro è stato progettato come luogo inclusivo, capace di rivolgersi a un pubblico variegato, e pienamente accessibile, così da garantire la fruizione a tutti. La sua vocazione è anche culturale: il punto informativo promuove e racconta il patrimonio storico, artistico e identitario del paese, rafforzando il ruolo di Collalto Sabino come destinazione di qualità. Sempre nel 2025 si sono conclusi anche i lavori nei due siti archeologici, restituendo alla comunità e ai visitatori luoghi di grande valore storico, oggi pienamente fruibili e inseriti in un più ampio percorso di valorizzazione del territorio.

Paganico Sabino concentra il maggior numero di interventi completati nel 2025. Il Centro Diurno è stato rifunzionalizzato in spazio di co-working e sala lettura, pensato per attrarre nomadi digitali e favorire il cosiddetto “job-tourism”. La Chiesa dell’Annunziata e la Mola Comunale sono state recuperate e attrezzate per eventi culturali e attività museali, mentre il Monumento della Pietrascritta e la Sala San Nicola arricchiscono il museo esperienziale diffuso del borgo. Importante anche il recupero di sentieri e itinerari naturalistici, che restituiscono alla fruizione pubblica aree di grande valore paesaggistico.

Cuore simbolico e operativo di questo percorso è il Laboratorio della “Pantasima”, dedicato alla valorizzazione della cultura immateriale. Qui hanno trovato spazio progetti di archeologia pubblica, laboratori sulle Pantasimette e corsi innovativi come la formazione per piloti di droni, promossi da associazioni e nuove imprese locali.

Scopri di più: https://borghidelturano.it/

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Laudato Sii: il progetto di Raggiolo e Chiusi della Verna (AR)

Proseguono le iniziative di rigenerazione culturale e sociale nel Casentino (AR) con il progetto “Laudato Sii”, coinvolgendo in modo attivo i borghi di Raggiolo e Chiusi della Verna, dove educazione, memoria e partecipazione diventano strumenti concreti per valorizzare il patrimonio locale e rafforzare il legame tra comunità e territorio. 

A Raggiolo la rigenerazione passa dalla valorizzazione delle tradizioni locali e dalla trasmissione della memoria alle nuove generazioni. I recenti progetti didattici rivolti alle scuole dell’infanzia e primarie hanno riportato bambini e bambine a vivere il borgo come spazio di apprendimento diffuso, attraverso un percorso esperienziale dedicato alla filiera della castagna, simbolo identitario della comunità. Vicoli, boschi, seccatoi, mulini ed ecomusei sono tornati a essere luoghi vivi, capaci di raccontare antichi saperi, mestieri e stili di vita, rafforzando il ruolo del borgo come presidio culturale e educativo del territorio. 

Un ruolo centrale è stato svolto dal Mulino di Morino, oggetto di un intervento di riqualificazione e riattivazione per il potenziamento dei servizi culturali. La rimessa in funzione delle antiche macine in pietra ha restituito al territorio non solo un bene storico, ma uno strumento didattico, turistico ed esperienziale, oggi pienamente integrato nei percorsi educativi rivolti alle scuole di Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo.

Di pari passo continua la rigenerazione anche a  Chiusi della Verna, dove assume anche una dimensione economica e sociale attraverso il rafforzamento delle filiere locali. È in questo contesto che si inserisce l’avvio del progetto dei locker a km zero, installati in aziende del territorio per favorire l’accesso diretto a prodotti locali freschi e di stagione. L’iniziativa promuove una filiera corta, trasparente e sostenibile, capace di valorizzare le produzioni del Casentino, ridurre l’impatto ambientale e rafforzare il legame tra imprese, produttori e comunità. 

Accanto agli interventi materiali, il percorso di rigenerazione è accompagnato da azioni dedicate alla formazione e alla partecipazione attiva delle comunità, promosse nell’ambito del MEC, Musei ed Ecomusei del Casentino. Il ciclo di incontri “Patrimonio in Comune. Le comunità di eredità”, curato dall’EcoMuseo del Casentino, coinvolge cittadini, associazioni e operatori culturali in un processo condiviso di cura e valorizzazione del patrimonio culturale, rafforzando il ruolo delle comunità come protagoniste dello sviluppo territoriale.

Scopri di più: https://www.viviborghi.it/

6 febbraio 2026