IL CARNEVALE NEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA: fra atmosfere gioiose e antiche tradizioni.
Come ogni anno, il Carnevale arriva e porta con sé atmosfere gioiose e il fascino di antichissime tradizioni. È una festa che attraversa culture e secoli, un’occasione per lasciarsi andare alla spensieratezza e alla creatività. Nei Borghi più belli d’Italia, come in tutti i luoghi ricchi di storia, questa festa diventa l’occasione perfetta per riscoprire e riportare alla luce maschere tradizionali, sfilate folcloristiche, leggende popolari e usanze secolari che raccontano l’identità profonda di ogni comunità.
Seppur piccoli e lontani dal clamore delle grandi città, i Borghi sono delle vere chicche che custodiscono ricche tradizioni carnevalesche: dalle mascherate rituali delle zone alpine alle rappresentazioni teatrali nelle piazze medievali, ogni borgo celebra il Carnevale con eventi unici e autentici, in grado di fondere storia, miti e convivialità, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e coinvolgente.
Ecco alcuni dei Borghi più belli d’Italia che festeggiano un Carnevale decisamente particolare.
BAGOLINO E IL “CARNEVALE BAGOSSO”.

Ph Valentina Fusi
Bagolino è un piccolo gioiello in provincia di Brescia. La sua posizione geografica ha contribuito a sviluppare e preservare una tradizione secolare che ancora oggi affascina: il “Carnevale Bagosso”.
Al centro della festa vi sono danze e musiche popolari uniche, eseguite dai “Bälärì” (Ballerini), accompagnati dai “Sonädùr” (Suonatori) e animati dai “Màscär” (Maschere), custodi del patrimonio contadino profondamente radicato nella storia del borgo.
Ogni anno la festa che il Carnevale ripropone è motivo di richiamo, oltre che per i bagossi emigrati, anche per numerosi turisti, attratti dall’atmosfera autentica e dalle radici profonde della celebrazione. Le prime testimonianze di questa festa risalgono infatti al XVI secolo, quando documenti comunali attestano scambi e festeggiamenti tra comunità vicine. Pur non sempre visto di buon occhio dall’autorità ecclesiastica, il Carnevale Bagosso è rimasto immutato nel tempo, rappresentando per gli abitanti un’espressione identitaria forte. Più di una semplice festa, è la sintesi perfetta tra spirito pagano e fede cristiana, simbolo di una comunità legata alle proprie tradizioni.
Da domenica 15 a martedì 17 febbraio non perdere l’occasione di assistere alle sfilate che riempiranno le vie di Bagolino, scandite dal ritmo inconfondibile degli zoccoli chiodati, elemento distintivo dei due costumi tradizionali: il “Ceviòl” per gli uomini e la “Guenel” per le donne.
Più informazioni: https://bagolinoinfo.it/il-carnevale-di-bagolino/

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ETROUBLES IL CARNEVALE DELLA “COUMBA FREIDA”.

Adagiato lungo l’antica via del Gran San Bernardo, Étroubles (AO) è un piccolo borgo valdostano dal forte carattere alpino, che conserva intatto il fascino della montagna e un fortissimo legame con le proprie tradizioni. Tra queste, il Carnevale storico della Coumba-Frèida è senza dubbio uno dei momenti più attesi e identitari dell’anno, capace di coinvolgere l’intera comunità.
In Valle d’Aosta si ha traccia del Carnevale già nel Quattrocento, ma nella valle del Gran San Bernardo è soprattutto memoria viva, tramandata di generazione in generazione. A Étroubles prende avvio dopo l’Epifania, ma è dal giovedì grasso che la festa entra nel suo cuore più rituale.
Protagoniste sono le “landzette”, figure eleganti e colorate, con costumi di velluto ispirati alle divise delle truppe napoleoniche. Sfilano a coppie, adornate di specchi, campanelli e nastri, accompagnate dagli altri personaggi della benda, in un corteo che racconta la vita, la natura e il passare del tempo. il Carnevale di Étroubles si svolgerà giovedì 12 e venerdì 13 febbraio, due giorni in cui le maschere percorrono borgo e frazioni, entrano nelle case, ballano, scherzano e mangiano ciò che viene loro offerto, mantenendo sempre segreta la propria identità.
Per due giorni Étroubles diventa un palcoscenico collettivo, in cui l’intera comunità partecipa: chi sfilando, chi accogliendo le maschere nelle proprie case, chi osservando con emozione. È un Carnevale che non si guarda soltanto: si vive, insieme.
Maggiori informazioni: https://www.lovevda.it/it/banca-dati/2/carnevali/etroubles/carnevale-storico-della-coumba-freida/27316

Ph Enrico Romanzi
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RONCIGLIONE E IL “NASO ROSSO”

Ph Michele Boldini
Il Carnevale di Ronciglione, splendido borgo situato nel cuore della Tuscia viterbese, è una delle manifestazioni più vivaci e caratteristiche del Lazio. Anche quest’anno, dall’1 al 17 febbraio 2026, il Borgo si trasforma in un palcoscenico dove storia, tradizione e allegria si fondono in una festa che coinvolge l’intera comunità. Le sue origini risalgono al XVII secolo, quando le prime celebrazioni carnevalesche iniziarono a prendere piede nel piccolo paese, ma è nel corso degli anni che il Carnevale di Ronciglione ha acquisito il suo carattere unico, diventando uno degli eventi più attesi della regione.
Al centro delle celebrazioni ci sono le tradizionali sfilate di carri allegorici, che animano le vie del centro storico: i carri, realizzati con grande maestria e creatività, raccontano storie di satira politica, mitologia e folklore, coinvolgendo spettatori di tutte le età. Ma ciò che rende davvero speciale il Carnevale di Ronciglione è la sua tradizione di “lancio delle caramelle“, un momento di allegria che vede grandi e bambini lanciarsi dolci e coriandoli, creando un’atmosfera di festa contagiosa.
Non meno importanti sono le maschere tipiche, tra cui spicca “Nasorosso”, simbolo del Carnevale di Ronciglione: un personaggio unico che racchiude tradizioni popolari e riti antichi. Ad accompagnare Nasorosso anche il “Re Carnevale” e le “Maschere di Corte”, che con la loro eleganza partecipano a balli e scenette teatrali all’interno del borgo. Ogni edizione del Carnevale di Ronciglione si conclude con il “funerale di Re Carnevale”, una cerimonia simbolica in cui viene bruciato un fantoccio che rappresenta il Carnevale, un rito che segna la fine della festa e il ritorno alla normalità.
Più informazioni: https://www.carnevaledironciglione.org/it/

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BOSA E “CARRASEGARE E ‘OSINCU”.

A Bosa, in Sardegna, il Carnevale è parte profonda dell’identità del borgo. Qui prende il nome di Carrasegare ’Osincu e non è una festa come le altre, ma un tempo condiviso, in cui il paese cambia ritmo, si ritrova e rivive gesti antichi che appartengono alla sua storia e alla sua comunità.
Il Carnevale bosano comincia prima del Giovedì Grasso con Gioggia Laldagiolu: le maschere indossano la giacca al rovescio, si anneriscono il volto con il sughero bruciato e girano per le case cantando trallallera in rima. In cambio ricevono cibo e vino, che finiscono nelle bisacce o infilzati su bastoni preparati per l’occasione. Con il Giovedì Grasso la festa entra nel vivo. La banda del paese apre ufficialmente il Carnevale e dà il via alla sfilata dei carri allegorici, seguita da figuranti di ogni età, dalle scuole agli adulti. Le cantine si aprono, le strade si riempiono di musica e convivialità e la festa scorre senza fretta. La domenica il fiume Temo diventa protagonista con la regata in maschera, uno spettacolo semplice e suggestivo, incorniciato dal castello e dalle antiche concerie.
Il cuore del Carnevale arriva però il Martedì Grasso, con S’Attìttidu. Le prefiche, sas attittadòras, vestite a lutto e con il volto annerito, piangono la morte di Giolzi, il re del Carnevale. Gridano, cantano, si lamentano e coinvolgono chiunque incontrino, mescolando ironia e commozione, parodia e partecipazione. È un rito che dura tutto il giorno e che trascina con sé l’intero paese.
Quando scende la sera, il nero lascia spazio al bianco. Le maschere si coprono con lenzuola e federe, le lanterne illuminano le strade e inizia la ricerca di Giolzi. Il fantoccio viene infine bruciato nel grande rogo finale, un gesto simbolico che chiude il Carnevale e segna un nuovo inizio.
Più informazioni: https://bosacittadeicolori.it/carrasegare-osinku/

Ph Valentino Selis
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OFFIDA: “LU BOV FINT” E “VLURD”.

Il Carnevale di Offida è tra le celebrazioni carnevalesche più antiche e significative d’Italia – quest’anno celebra i 502 anni – con radici che affondano nel Medioevo e nelle antiche feste dionisiache e saturnali dedicate al rinnovamento della natura. Ogni anno, dal 17 gennaio fino al Martedì Grasso, l’intero borgo marchigiano, in provincia di Ascoli Piceno, si anima con eventi che mescolano storia, tradizione e pura festa popolare.
La manifestazione segue un rituale ben definito: tutto ha inizio il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio, seguito dalla “Domenica degli Amici” e dalla “Domenica dei Parenti”. Nei giorni clou si susseguono i celebri “veglionissimi” al Teatro Serpente Aureo, la mascherata dei bambini del Giovedì Grasso, il travolgente “Lu Bov Fint” del Venerdì e, infine, la spettacolare sfilata dei “Vlurd”, che chiude il Carnevale in un’esplosione di luci e fiamme.
Ciò che rende unico il Carnevale offidano è il suo carattere coinvolgente: qui non si assiste semplicemente a sfilate di carri allegorici, ma si diventa parte attiva di una festa autentica, senza regole o convenzioni sociali, dove il divertimento è protagonista assoluto. Il simbolo di questa tradizione è il “guazzarò”, una tunica bianca con un fazzoletto rosso al collo, indossata dai partecipanti. Un ruolo centrale è affidato alle Congreghe, gruppi mascherati che, tra fanfare e piccole farse dal sapore propiziatorio, celebrano la vitalità e la gioia collettiva, rendendo il Carnevale di Offida un evento imperdibile.
https://www.inoffida.com/programma-carnevale-storico-offida-2026

Ph Alessio Menzetti
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NOVARA DI SICILIA E IL LANCIO DEL MAIORCHINO

Ph Elisa Catalfamo
Nel borgo di Novara di Sicilia il Carnevale rappresenta una delle manifestazioni storiche più importanti del calendario degli eventi novaresi ed è da sempre strettamente legato al Gioco del Maiorchino, con il quale condivide origini e tradizioni. Le due manifestazioni si svolgono nello stesso periodo e costituiscono un momento centrale della vita culturale e sociale del paese, quest’anno dal 12 al 17 febbraio.
Il cuore del Carnevale sono le serate danzanti ospitate al Teatro Comunale “R. Casalaina”, dal Giovedì Grasso al Martedì Grasso, ad eccezione del venerdì. Per l’occasione la platea si trasforma in una grande sala da ballo, mentre i palchetti vengono affittati alle famiglie novaresi. Le serate sono animate da musica da ballo, balli di gruppo e momenti di festa che si concludono con la tradizionale contradanza, espressione tipica del territorio.
Intorno alla mezzanotte le danze si interrompono per il tradizionale schiticchiu, una pausa conviviale dedicata alla degustazione di cibi dolci e salati locali, tra cui il maiorchino e i ravijò. Il Carnevale prevede anche iniziative dedicate ai bambini, con sfilate e animazioni organizzate la domenica o il lunedì di Carnevale.
Il Gioco del Maiorchino consiste nel lanciare il tipicoo formaggio del luogo, una forma di formaggio pecorino-caprino, lungo un percorso prestabilito, secondo regole tramandate nel tempo. Tra gennaio e Carnevale si svolge il torneo, che culmina nella Festa del Maiorchino, oggi celebrata in primavera. Riconosciuto come patrimonio culturale immateriale, il gioco è inserito nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana e nel Registro delle buone pratiche UNESCO, a testimonianza del suo valore storico e identitario.
Maggiori informazioni: https://www.siciliainfesta.com/feste/sagra_del_maiorchino_novara_di_sicilia.htm

Ph Catena Pantano
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SANTA FIORA E IL CARNEVALE DI MARRONETO

Il 14 febbraio alle ore 17, a Marroneto, frazione del Comune di Santa Fiora (GR), si svolge il tradizionale Carnevale Morto, una delle manifestazioni popolari più particolari e sentite del Monte Amiata.
Si tratta di un rito collettivo che segna la fine del Carnevale e l’arrivo della Quaresima. Una tradizione antica, recuperata dagli abitanti del paese negli anni Ottanta, che ancora oggi coinvolge tutta la comunità. Qui non ci sono carri allegorici o maschere colorate: il Carnevale viene messo in scena, si ammala e muore, in una rappresentazione ironica e allo stesso tempo profondamente simbolica.
Il protagonista è il Carnevale, un giovane elegante e spensierato, accompagnato dal Gaudente e dalla Compagnia dei Gobbi, personaggi vestiti di stracci che rappresentano il popolo e il tempo della rinuncia che sta per arrivare.Il corteo attraversa le vie del paese tra musiche, balli e canti popolari, partendo e tornando in piazza Padella, passando per via della Sabbia e piazza Renaiolo. All’improvviso, durante i festeggiamenti, il Carnevale si sente male, cade a terra agonizzante e, nonostante l’intervento del dottore, muore. Seguono il pianto disperato del Gaudente, l’estrema unzione impartita dal prete e la lettura del testamento, spesso ironico e pungente, che prende di mira la vita politica e sociale del borgo.
La farsa raggiunge il suo apice quando il Carnevale, ormai sostituito da un fantoccio, viene adagiato in una bara e portato in processione in una goliardica marcia funebre. I Gobbi, tra danze e lamenti, accompagnano il rito finale: il fantoccio viene bruciato in piazza, tra l’emozione e la partecipazione della folla, in un gesto simbolico che segna la fine degli eccessi carnevaleschi e l’ingresso nel tempo della Quaresima.

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MONEGLIA E IL CARNEVALE DELLA ZUCCA.

Il 21 febbraio 2026 Moneglia si prepara a vivere una giornata all’insegna dell’energia, del divertimento e della tradizione, tra mare d’inverno e colori di Carnevale.
La giornata si apre al mattino con un appuntamento ormai imperdibile per i più coraggiosi: alle ore 10.00, presso la Spiaggia Centrale, va in scena il Cimento della Zucca. Un tuffo nelle acque ancora fredde regalerà emozioni e brividi, seguiti da un momento di convivialità con polenta fumante e buon vino, offerti dal Gruppo Alpini e dal Gruppo Marinai di Moneglia, per riscaldare corpo e spirito.
Nel pomeriggio, il borgo si trasformerà in un’esplosione di colori, musica e allegria grazie alla XXXI edizione del Carnevale della Zucca. La grande sfilata di maschere, carri allegorici e gruppi animerà le vie del paese tra giochi, scherzi, animazione, truccabimbi e tante golosità tipiche del periodo, come bugie e dolci da gustare in compagnia.
Grande attesa, come sempre, per la premiazione delle maschere più belle, con ben otto categorie in concorso:
- Miglior carro
- Miglior gruppo
- Miglior costume maschile
- Miglior costume femminile
- Miglior coppia
- Miglior costume bambino
- Miglior costume bambina
- Miglior passeggino
Se pensi di avere fantasia, originalità e spirito carnevalesco da vendere, non perdere l’occasione di metterti in gioco: iscriviti al Carnevale della Zucca e prova a conquistare uno degli ambitissimi titoli!
Più info: www.prolocomoneglia.it

4 febbraio 2026
