
LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA NEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA.
La Settimana Santa si sta avvicinando e i Borghi più belli d’Italia si preparano a celebrarla, trasformandosi in scenari perfetti per un viaggio tra fede, tradizione e suggestioni senza tempo. In queste piccole perle incastonate tra montagne, colline e mare, la Pasqua assume un significato profondo, arricchito da riti antichi e celebrazioni suggestive che coinvolgono intere comunità. Le vie acciottolate si animano di processioni storiche, fiaccole e canti sacri, mentre il suono delle marce religiose accompagna il raccoglimento e la devozione dei fedeli.
Ogni borgo custodisce le proprie tradizioni: dalle Processioni del Venerdì Santo alle suggestive rievocazioni della Passione di Cristo, con attori e figuranti in costume. Ma la Pasqua nei borghi non è solo spiritualità: è anche un’occasione per scoprire sapori autentici e tradizioni culinarie che si tramandano da generazioni. Ogni regione offre specialità tipiche, dai dolci della tradizione ai piatti del pranzo pasquale, senza dimenticare le usanze che coinvolgono tutta la comunità in un clima di festa.
Tra riti, tradizioni e gastronomia, vivere la Settimana Santa nei Borghi più belli d’Italia significa immergersi in un’atmosfera unica: scopri riti, storie e atmosfere della Pasqua nei Borghi più belli d’Italia … Buona lettura!
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LA SETTIMANA SANTA DI CERIANA (Liguria)

Durante la Settimana di Pasqua, Ceriana (IM) vive uno dei momenti più intensi della sua tradizione religiosa. I riti iniziano il 29 marzo con la Domenica delle Palme, quando il borgo si raccoglie per dare avvio a celebrazioni molto partecipate che coinvolgono l’intera comunità.
Il Giovedì Santo i carrugi si riempiono del suono profondo dei corni, realizzati con corteccia di castagno secondo un sapere tramandato nel tempo, e delle tabulae, tavolette di legno percosse con un bastone di ferro. La sera si celebra la Cena del Signore, accompagnata dai canti penitenziali delle quattro confraternite storiche del paese: Neri, Verdi, Rossi e Azzurri.
Il Venerdì Santo le confraternite percorrono le vie del borgo in processione con torce e stendardi, mentre risuonano antichi Miserere e Laudi. Tra i momenti più suggestivi c’è la processione degli angioletti, con i bambini che portano i simboli della Passione. Le celebrazioni culminano nella Veglia e nella Messa di Pasqua, accompagnate dai cori locali. Tra preghiera e incontro, il paese si ritrova anche nelle piazze, dove si preparano i frisciöi, semplici frittelle che da sempre accompagnano la Settimana Santa.
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GROMO (Lombardia): LA TRADIZIONE DEI “BOCCONI”

Ph Vincenzo Piramide
La Settimana Santa a Gromo rappresenta un momento di profonda spiritualità e tradizione, che culmina nella suggestiva processione del Venerdì Santo. Questo antico rito, tramandato da generazioni, coinvolge l’intera comunità del borgo, trasformando le vie in un percorso di raccoglimento e memoria della Passione di Cristo.
I preparativi iniziano giorni prima della celebrazione: la pubblica illuminazione viene spenta per l’occasione e le vie del borgo si illuminano con il bagliore delicato dei lumini e delle fiaccole, mentre sui cancelli di ferro battuto vengono incollati gusci di lumaca riempiti con olio o grasso e uno stoppino, trasformandoli in piccole fiammelle che rischiarano le viuzze. Il Giovedì Santo, gli abitanti si dedicano alla preparazione dei “bocconi”, stracci imbevuti di benzina sistemati nei secchielli attaccati alle croci, che quando vengono accesi danno simbolicamente “fuoco” alla croce in un rituale di grande impatto visivo e spirituale.
La sera del Venerdì Santo, al calare del sole, la processione notturna prende vita con la statua del Cristo morto che percorre solennemente la via principale del paese. Il mesto suono della banda accompagna il corteo, amplificando l’atmosfera di riflessione e devozione. Ad aprire la processione, un maestoso Crocifisso del Cinquecento, simbolo di fede e protezione; segue la fiumana di persone che accompagna i sei Crocifissi e gli otto simboli della Passione, che precedono la Statua del Cristo morto. Quest’ultima viene portata in processione dai trentatreenni, un gesto simbolico che richiama l’età di Cristo al momento della crocifissione.
Al termine del rito, la tradizione gastronomica si intreccia con quella religiosa: la comunità si riunisce per condividere la “maiassa“, una tipica torta preparata con farina gialla, cipolle (o porri), fichi secchi e mele renette.
Maggiori informazioni: https://www.valseriana.eu/blog/dolore-intenso-e-condiviso/
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RIPATRANSONE (Marche) e il Cavallo di Fuoco.

Ph Giacomo Straccia
Ripatransone (AP) è un incantevole borgo che vanta una ricca tradizione di eventi pasquali; infatti qui gli eventi della Settimana Santa e soprattutto quelli della successiva sono molto sentiti e partecipati.
Dal punto di vista religioso ci sono due importanti processioni che vedono la partecipazione di tutte le Confraternite cittadine e della Banda del paese. La prima, quella della Madonna Addolorata, si tiene il venerdì precedente la Settimana Santa; la seconda è quella del Cristo Morto, che si svolge la sera del venerdì santo (03 aprile 2026).
Il culmine del periodo di festeggiamenti avviene la Domenica in Albis, quest’anno domenica 12 aprile, quando prende vita la rievocazione del Cavallo di Fuoco, che nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento speciale di Patrimonio d’Italia per la Tradizione dal Ministero del Turismo.
La manifestazione folkloristica-pirotecnica, tra il sacro e il profano, risale al 1682 e si lega alla profonda devozione dei cittadini di Ripatransone nei confronti del Simulacro della Madonna di San Giovanni, realizzato a Recanati da Sebastiano Sebastiani e giunto in Città la Domenica in Albis del 1620. L’evento si svolge nelle affollate Piazze Matteotti e Condivi a partire dalle ore 21. Il cavallo, (oggi una sagoma in lamiera) alto e magnifico, addobbato di micce, petardi e girandole, arriva tra la folla da Largo Speranza, preceduto dal suono della Marcia n. 23 composta dal Maestro Vincenzo Guarino, divenuta inno della manifestazione, eseguita dalla banda cittadina. Dopo aver fatto un giro iniziale ancora spento, la coda si infiamma producendo sibili spaventosi, e lo spettacolo vero e proprio inizia.
Nel periodo pasquale uno dei piatti tipici di Ripatransone è la “ciambella strozzosa”, deliziose ciambelle di Pasqua tipiche delle Marche.
Scopri di più: https://www.visitripatransone.it/
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TEMPIO PAUSANIA (Marche) E IL RITO DELLO “SGRAAMENTU”.

Ph V. Ruggero
La Sardegna è una terra antica ricca di storia, eventi e tradizioni millenarie, profondamente legati al mondo della cristianità e della devozione popolare. All’estremità nord-orientale dell’Isola, nel borgo medievale di Tempio Pausania, ancora oggi si rinnovano gli arcaici e suggestivi riti della Settimana Santa.
Le celebrazioni hanno inizio con la solenne Processione della Domenica delle Palme, che si snoda lungo le vie e le piccole piazze lastricate del centro storico fino a raggiungere l’antica Cattedrale quattrocentesca, per la benedizione dei ramoscelli d’ulivo e delle palme rituali, intrecciate a mano secondo una tradizione risalente all’epoca medievale.
Numerosi i momenti rituali del Giovedì santo: dalla benedizione degli oli santi che verranno poi utilizzati per la celebrazione dei Sacramenti, alla lavanda dei piedi, alla preparazione – nella chiesa di Santa Croce, che sorge accanto alla Cattedrale – degli addobbi del santo Sepolcro, con i caratteristici piattini di germogli di grano cresciuto al buio: un’usanza antichissima, che simboleggia il passaggio di Gesù dalle tenebre del sepolcro alla luce della resurrezione.
Il Venerdì santo, con la Via Crucis e il rito dello “Sgraamentu”, è il momento più atteso e intenso della Settimana Santa. La processione – rappresentazione della passione di Cristo – attraversa il centro storico con le statue della Vergine Addolorata e del Cristo Crocifisso, accompagnati da un corteo di penitenti incappucciati vestiti con una tunica bianca e dai cantori che eseguono i canti della tradizione, per concludersi, alla luce fioca delle fiaccole, con il rito dello “Sgraamentu”, lo “schiodamento” e deposizione del Cristo dalla Croce.
La Messa della Domenica di Pasqua è preceduta dall“Intoppu”, suggestivo incontro tra la Madonna e il Cristo risorto, che dopo due processioni separate si incontrano in piazza Gallura e proseguoino riunite, fino alla Cattedrale dove viene celebrata la Messa Solenne cantata.
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BUCCHERI E “U PASSiU SANTU” (Sicilia).

“U Passiu Santu” a Buccheri (SR) è una suggestiva sacra rappresentazione vivente del Venerdì Santo, giunta alla sua 41ª edizione. Ambientata tra le vie del borgo, narra la Passione di Cristo in dialetto siciliano in rima, accompagnata dal suono tradizionale della crotola (campana di legno). Si tratta della rappresentazione vivente della “tragedia che salvò il mondo”. Il racconto avviene in rima dialettale siciliana.
Il silenzio del Venerdì Santo è rotto dal suono della crotola (strumento in legno), che segna il dolore e accompagna i passi della rappresentazione, un evento radicato che unisce fede, tradizione e identità
Scopri di più: https://www.facebook.com/upassiusantu/?locale=it_IT
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ROSETO VALFORTORE E LA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO (Puglia).

A Roseto Valfortore (FG) ogni anno si rinnova uno dei momenti religiosi più intensi e antichi del Sud Italia: la Processione del Venerdì Santo, che quest’anno celebra la 180ª edizione. Un evento che intreccia fede e storia, coinvolgendo profondamente l’intera comunità.
La sacra rappresentazione, nella mattinata del Venerdì Santo, rievoca con grande fedeltà e forte impatto emotivo la Passione di Cristo: oltre cinquanta figuranti animano il corteo, mentre Gesù, la Madonna e San Giovanni sono rappresentati da statue in cartapesta realizzate secondo l’antica tecnica napoletana della “conocchia”.
Tra gli elementi più caratteristici spiccano i tredici soldati romani a cavallo, detti “i Giudei”, insieme ai personaggi della Via Crucis, come la Veronica e le tre Marie, che si aggiungono lungo il percorso rendendo la rappresentazione ancora più coinvolgente. Particolarmente sentita è anche l’asta pubblica che assegna i ruoli principali, mentre i bambini, vestiti di bianco, portano i simboli della Passione: il gallo, i chiodi, il calice e le scalette, contribuendo a creare un’atmosfera unica e toccante.
Il momento culminante è la sepoltura del Cristo, con la processione della “Tomba”: un imponente catafalco alto cinque metri, portato a spalla da dodici portantini e sormontato da piccoli angioletti, simbolo della presenza celeste.
Marzo 2026
