Bugnara
L’altare della dea 

Comune di bugnara
(Provincia de L’Aquila)
Altitudine
m. 580 s.l.m.
Abitanti
1193 (360 nel borgo)

Patrono
San Vittorino, 5 settembre
San Magno, coprotettore, 4 settembre
info turismo
Comune, tel. 0864 46114
bugnara@comunedibugnara.it
www.comune.bugnara.aq.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Il toponimo potrebbe derivare da Bonae ara, ossia altare della dea Bona o Cerere, l’antica divinità delle messi e dell’abbondanza preposta alla fecondazione della terra. Infatti, la chiesa della Madonna della Neve sorge sui resti di un tempietto di epoca romana dedicato alla dea, come appare da tracce ancora oggi leggibili all’interno della stessa chiesa, quali un pavimento e una lapide raffigurante le sacerdotesse nell’atto delle loro funzioni.

 

La storia

1000 circa, è costruita la chiesa della Madonna della Neve.
1079, il conte Simone Di Sangro prende possesso del feudo di Bugnara dando avvio alla dinastia e, insieme, allo sviluppo urbanistico (con la costruzione del palazzo ducale) e demografico del paese; pur se con alterne vicende e aspre contese con i feudi circostanti, il dominio dei Di Sangro dura fino al 1759: la duchessa Vittoria Mariconda de Sangro è l‘ultima discendente.
1361, per mantenere buoni rapporti con il clero, i Di Sangro riedificano la chiesa della Madonna della Neve, facendone quasi la cappella privata in cui dare sepoltura ai defunti della famiglia.
1442, è istituita da Re Alfonso I di Aragona la Regia Dogana che rappresenta fonte di buone entrate per lo Stato Regio: Bugnara è infatti importante luogo di passaggio delle greggi che solcano le vie della transumanza.
1706, Bugnara subisce il primo del tanti terremoti che devastano buona parte del territorio; seguiranno quello del 1933 e, soprattutto, quello del maggio 1984, che scarica tutta la sua violenza sulle due maggiori chiese rendendole inagibili per più di un decennio.

Cime innevate d’inverno e pascoli erbosi profumati in primavera fanno da contorno al paese che sembra stretto alla montagna in un abbraccio di boschi e pinete. Quando, all’inizio della stagione estiva, questi si illuminano del giallo intenso delle ginestre, viene in mente il biondo della dea Cerere, che qui aveva un suo santuario: ci resta anche il nome, scritto su una lapide, della sacerdotessa che ne officiava il culto. I profumi del formaggio pecorino ci ricordano che questa è terra di pastori, antica terra di transumanze che sta cercando di non disperdere la sua vocazione, legata alla fecondità del suolo. La dea del grano, la dea Bona, dal suo altare scomparso ci chiede di ritornare alla civiltà rurale, di non tradire più la natura, unica fonte di abbondanza.

Fratturata dai terremoti (l’ultimo nel 1984) e con una vocazione turistica ancora da consolidare, Bugnara all’apparenza si mostra quasi dimessa, senza qualcosa che colpisca in modo particolare. Ma tanta è la voglia di rimettersi in sesto, di recuperare quanto è stato abbandonato all’incuria, che l’amministrazione ha scommesso sull’ingresso nei Borghi più belli d’Italia come volano per il rilancio.
Arrivando a Bugnara si è accolti subito dalla chiesa del Santissimo Rosario che si affaccia sull’omonima piazza. Terminata nel 1602, è in stile tardo barocco, a una sola navata, con soffitti decorati in rilievo. Da notare il massiccio pulpito in legno, i fregi, le dorature, gli stucchi.
Di fianco alla chiesa c’è una bella fontana del XV secolo: la vasca poggia su un piedistallo e la nicchia ad arco è sormontata dallo stemma della famiglia Di Sangro; sul raccoglitor poggia una colomba.
Camminando per i vicoli si intravedono gli elementi del borgo di origine medievale, piacevole là dove si sono conservati i materiali e le forme tradizionali. In breve si arriva al palazzo Ducale, chiamato anche Rocca dello Scorpione. Costruito intorno all’anno Mille, evidenzia nell’imponente struttura architettonica le esigenze difensive cui era destinato, anche se nel tempo fu trasformato per accogliere gli agi e le comodità della vita di palazzo.
Il restauro è già stato programmato.
Allontanandosi un po’ dal paese si arriva alla chiesa della Madonna della Neve, che raccoglie la storia più interessante di Bugnara. Edificata anch’essa intorno al Mille, si presenta in stile gotico, con tre navate. All’interno vi sono statue e affreschi molto antichi, ma ciò che più colpisce è il pavimento originario del tempio romano a spina di pesce, su cui pare sia sorta.
Lo dimostrerebbe la lapide dedicata a Helvia, sacerdotessa della dea Cerere, che merita tutta la nostra attenzione: oltre all’iscrizione, è stato riportato alla luce un bassorilievo che raffigura la sacerdotessa mentre compie i riti. Altre due chiesette sono visitabili nella contrada San Giuseppe e nella frazione torre de’ Nolfi.

Piaceri e Sapori

Trekking attraverso i sentieri montani; escursioni in mountain bike; visita all’area picnic Rifugio Fonte degli Uccelli e all’area attrezzata Sorgente dell’Oppio, ricca di acque oligominerali; escursione lungo il Percorso delle Sorgenti, le 15 esistenti nella montagna di Bugnara.

Nei dintorni di Bugnara ci sono diversi borghi classificati da visitare: Anversa degli Abruzzi, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo Scanno.

Sagra del Formaggio Pecorino,
giugno: la degustazione dei prodotti dei pastori si accompagna alla possibilità di assistere all’intero processo di lavorazione del latte.

Romantica,
agosto: festival internazionale dei fiorai con notte bianca per celebrare l’amore e ammirare l’arte floreale.

Festa della Madonna della Neve,
torre de’ Nolfi, 5 agosto: vi si celebra anche la Sagra del Grano, a ricordo della vocazione agricola del luogo; la rievocazione delle attività connesse al lavoro dei campi, come la mietitura e la trebbiatura, si collega alle origini pagane di Bugnara, sede dell’altare della divinità romana del grano.

Festa patronale di San Magno e San Vittorino,
4 e 5 settembre. Per informazioni: tel. 0864 46114, www.comunedibugnara.it

Le pizzelle sono il dolce tipico di Bugnara. Piatto locale è anche pasta e fagioli.

Formaggio pecorino, vino e olio sono contraddistinti dal marchio DE.C.O (denominazione comunale d’origine) di recente istituzione da parte dell’amministrazione comunale.