Paciano stemmaPaciano
Silenzio, natura e pace

Comune di Paciano
(Provincia di Perugia)
Altitudine
m. 392 s.l.m.
Abitanti
950 (150 nel borgo)

info turismo
Comune, tel. 075 830186
Ufficio Informazioni Turistiche,
tel. 075 830430
www.comune.paciano.pg.it
info@comune.paciano.pg.it

Lo spirito del luogo

Paciano stemmaIl nome
Tre le ipotesi. La più suggestiva è quella che fa derivare il nome dal dio latino Giano, nelle versioni Pax Iani, pace di Giano, Passus Iani, passaggio al tempio di Giano (i cui resti sono ancora visibili lungo l’antica via di collegamento tra Chiusi e Perugia), o Pagus Iani, villaggio dedicato a Giano. La seconda interpretazione è Pagus Dianus, villaggio luminoso, in bella posizione. Infine, Paciano (come in genere i toponimi in -ano) da un nome di origine romana legato al possesso di fondi rustici: Pacius.

 

La storia
IX secolo, è citata in un documento la curtis di Pacciano Vecchio, l’insediamento più antico situato a monte dell’attuale paese e di cui rimane una torre detta “d’Orlando”.
XII secolo, sull’area domina il Comune di Chiusi; solo alla fine del secolo Paciano, con Castiglione del Lago e Panicale, entra nella sfera d’influenza del Comune di Perugia.
1300 ca., nasce Paciano Nuovo (l’attuale borgo) intorno al castello feudale.
1373, Paciano, insieme a Panicale, è donato da Carlo IV al conte di Toscana Guglielmo di Beaufort, nipote di papa Clemente V, ma questo periodo “toscano” dura solo 3 anni.
1416, Paciano si consegna al condottiero Braccio da Montone che vi ricostruisce il castello. 1489, vi si rifugiano gli Oddi, inseguiti dai Baglioni, signori di Perugia. Il borgo passa in seguito alla Santa Sede e alla città di Perugia.
1643, le truppe del Principe Mathias, fratello del granduca di Toscana Ferdinando II, occupano il paese. Ma poi di nuovo il villaggio torna allo Stato della chiesa.
1798, Paciano passa dal governo pontificio alla Repubblica Romana. Nel periodo napoleonico e della Restaurazione diventa comune aggregato a Panicale. 1860, con un referendum sceglie di appartenere al nuovo Regno d’Italia.

Circondato da pregiati uliveti e da una ricca vegetazione boschiva, in felice posizione collinare, con un centro storico quasi completamente recuperato, Paciano potrebbe rappresentare la quintessenza dell’Italia minore, di cui racchiude la storia a partire dagli insediamenti etrusco-romani, poi medievali, fino al dominio pontificio, alla decadenza moderna, all’abbandono delle attività e allo spopolamento. Un cursus honorum, insomma, simile a quello di tanti altri piccoli borghi dell’Italia centrale, cuore e fulcro della residua bellezza del nostro Paese. Le sensazioni tenue e lievi si intrecciano: il colore della pietra, il sapore dell’olio che si esalta crudo sulla bruschetta, la brezza del lago, il paesaggio intorno che sembra dipinto dai pennelli del Perugino ancora sgocciolanti. La vita sembra fluida e trasparente: tutto passa senza far rumore, dolcemente. E come Giano, la divinità romana delle porte e dei passaggi che (forse) le ha dato il nome, Paciano è bifronte, guarda nelle due direzioni: al suo passato, chiuso dentro le mura, e al futuro, che sembra sorridere perché il borgo si ripopola. Alcune botteghe artigiane hanno riaperto le porte, una nuova stagione si annuncia.

La struttura urbana di Paciano, di origine duecentesca, presenta una pianta a ventaglio articolata su tre strade parallele collegate da vicoli ortogonali. Il borgo è racchiuso nella cinta muraria trecentesca lunga circa 600 metri, in cui sono incluse otto torri e tre porte di accesso, la Fiorentina, la Perugina e la Rastrella. Per tutto il medioevo il borgo ha costituito un importante castello a guardia del dominio perugino sul territorio del Chiugi. Una passeggiata per i vicoli del centro permette di immergersi in antiche atmosfere.
Entrando da porta Rastrella ci si trova di fronte palazzo Cennini (XIV secolo), ristrutturato dal cardinale Francesco Cennini intorno al 1500. Il palazzo, a pianta irregolare, è diviso in due corpi collegati da un camminamento che si trova sopra la porta. La facciata sud è caratterizzata dalla torre oggi conosciuta come rocca Buitoni. L’edificio è a tre piani, di cui il primo ricco di affreschi del XVI secolo; al suo interno si trovano due cappelle. Superato il pozzo etrusco, ecco due chiese vicine. La chiesa di San Giuseppe risale al Trecento, è interamente in pietra e per tre quarti sotto il piano stradale. Al suo interno è conservato l’antico gonfalone comunale, una tela del 1450 con la Madonna delle Grazie della bottega di Benedetto Bonfigli.
Nel 2000 sotto le intercapedini di protezione sono stati rinvenuti affreschi risalenti al XV secolo. L’edificio ospita anche una piccola raccolta di paramenti sacri.
La chiesa di San Carlo Borromeo è stata costruita nel Seicento per opera del cardinale Cennini, ha un bel portale in pietra serena dell’epoca e contiene un Cristo ligneo del 1620.
In piazza Repubblica il palazzo del Municipio è interamente ristrutturato in pietra e conserva una Madonna col Bambino del XVI secolo. Infine è da notare il seicentesco palazzo Baldeschi, realizzato per volontà dell’Abate Giacomo Baldeschi in pietra locale e mattoni. Fuori del centro storico si trovano: la chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta, sorta intorno al X secolo; la chiesa del Salvatore o “del Ceraseto”, edificata prima del X secolo su un antico tempio pagano (l’affresco dell’altare centrale è di un allievo del Perugino, Gianbattista Caporali); il convento di Sant’Antonio, risalente al XV secolo; la torre d’Orlando, unico resto del castello di Paciano Vecchio; la chiesa di Madonna della Stella, costruita nel 1572, e quella dei Santi Sebastiano e Rocco, ampliata nel XV sec. su antichissimo impianto del VI sec.

Piaceri e Sapori

MTB und Nordic WalkingTennis, equitazione, nuoto, pesca, passeggiate a piedi e in mountain bike.

Il clima mite grazie al vicino lago Trasimeno e la dolcezza del paesaggio che ha ispirato il Perugino conferiscono ai prodotti della terra – olio, vino, frutta, ortaggi – sapori speciali, fedelmente riportati sulle tavole dei ristoranti locali. A ciò si aggiungano l’ospitalità della gente, la qualificata ricettività, la piacevolezza delle passeggiate nel verde. Il comune è compreso in una bella area naturalistica, quella del Monte Pausillo,facilmente raggiungibile a piedi, in bici o a cavallo.

paciano, umbria, italy

paciano, umbria, italy

Museo Parrocchiale San Giuseppe:
tele, affreschi, oggetti d’arte sacra e reperti etruschi. Aperto sab. e dom. chiesa della Concezione e di San Giuseppe: mostra di paramenti sacri.

Fiera di Primavera,
domenica delle Palme.

Qualità Trasimeno,
mostra-mercato di prodotti tipici, fine maggio.

L’Infiorata,
domenica del Corpus Domini.

Estate Pacianese,
teatro, musica e arte, in luglio e agosto.

Mille&UnaUmbria,
festa regionale dell’agriturismo, data da definire.

Festa dell’Olio,
prima decade di dicembre: è l’evento più importante di Paciano; ad esso è collegato, ad anni alterni, il Concorso nazionale di fotografia.

Paciano 09Lo chiamano torciglione per la forma a serpente ed è il tipico dolce natalizio di una cucina insieme semplice e raffinata.
Gli ingredienti sono: mandorle dolci e amare, uova, zucchero, frutta candita, pinoli, chicchi di caffè e liquore alchermes.

Da queste colline dove sovrano è l’ulivo viene un magnifico olio extravergine, apprezzato sulle tavole di tutto il mondo per aroma, gusto, proprietà organolettiche. Da sempre presente nella vita nel borgo, questo prodotto ha ottenuto il riconoscimento dop e segue il ciclo biologico.

Ristorazione

Paciano, La Loggetta

Osteria La Loggetta

Ampio giardino con vista panora- mica sulle colline umbre e sul lago Trasimeno. Cucina tipica, creativa e vegetariana. Eleganti ambienti interni. Giorno di chiusura, martedì.

  Via Marconi, 27
  +39 075 830144
  +39 346 0107239
  info@osterialaloggetta.com
  www.osterialaloggetta.com