Trevi-StemmaTrevi
La regina degli ulivi

Comune di trevi
(Provincia di Perugia)
Altitudine
m. 425 s.l.m.
Abitanti
8130 (1070 nel borgo)

Patrono
Sant’Emiliano, 27 gennaio
info turismo

Ufficio Informazioni Turistiche
Via Lucarini, 06039, Trevi (Pg) – Umbria – Italia
Presso Complesso Museale di San Francesco
Tel. 0742 1970830
servizioturisticotrevi@gmail.com

www.comune.trevi.pg.itwww.treviturismo.it;

Lo spirito del luogo

Trevi-StemmaIl nome
Trevi è città antichissima dall’incerto etimo. Citata già in Plinio come Trebiae, il suo nome potrebbe riferirsi alla dea Diana, chiamata Trivia, o nascondere un ancor più arcaico significato d’origine osco-umbra riferito a un luogo particolare.

 

La storia
I sec. a.C., Trebiae in età romana comprende una parte fortificata sulla collina e la civitas in pianura, presso l’attuale Pietrarossa; la bonifica della valle e la costruzione della via Flaminia favoriscono lo sviluppo dell’area e il sorgere di belle ville di campagna lungo il fiume Clitunno.
VI sec., l’impaludamento della valle porta alla decadenza la civitas, che viene abbandonata, mentre si ripopola la sommità del colle.
XI sec., la sede vescovile, fondata nel IV secolo da Sant’Emiliano, è soppressa. Trevi, che è gastaldato sotto i longobardi, diviene in seguito libero Comune, stretto nella morsa tra Spoleto e Foligno. 1214, il duca di Spoleto conquista e saccheggia la città, che viene presto liberata e ricostruita dai suoi abitanti. Trevi subisce poi il dominio di vari capitani; particolarmente funesto è il vicariato dei Trinci di Foligno che dura fino al 1438.
XIV-XVI sec., è periodo florido per Trevi, che diventa importante centro commerciale grazie al suo pregiato olio di oliva, tanto da essere definita “il porto secco”.
Molti i segnali del conquistato ruolo economico e culturale del borgo.
Nel 1460 è eretto uno dei primi Monti di Pietà italiani, nel 1465-68 vengono prosciugate le paludi, nel 1470 si impianta a Trevi la quarta tipografia d’Italia, nel 1509 in San Francesco è costruito uno dei primi organi del Paese.
1784, Pio VI concede a Trevi il titolo di città.

Nelle piazze del borgo e lungo le sue ombrose vie, è ancora possibile udire voci di gente che parla senza gridare, che va senza correre. Dalle finestre accostate e dagli usci aperti sulla strada, si può udire il rumore delle stoviglie in cucina o la musica discreta di una radio. Oppure il silenzio.
Ancora ci si interroga se in cima al colle sorgesse il tempio di Diana: Olim Triviae Templum, riporta un’antica iscrizione sull’architrave di una porta. Sotto scorreva il dio Clitunno, e certo gli dei abitarono qui, circondati da 200 mila ulivi.

È unica e inconfondibile la forma conica e raccolta della città che, assecondando la conformazione del colle su cui sorge, ha suscitato lo stupore dei viaggiatori del passato, tra cui Giacomo Leopardi. Trevi, costruita a cerchi concentrici, sembra una chiocciola che conserva intatto il suo cuore antico fatto di pietra, coppi, legno, tonalità delle terre. Il centro è piazza Mazzini, chiusa ad angolo dal palazzo Comunale del XIII secolo con la torre Civica. Da qui, costeggiando palazzo Valenti (1545), si raggiunge l’ex convento di San Francesco (XIII secolo) oggi trasformato in complesso museale. Al suo interno si trovano la pinacoteca, il Museo Civico, il Museo della Civiltà dell’Ulivo e la Raccolta d’Arte. La chiesa di San Francesco risale al 1288 e fu modificata nel 1354-58 in forme gotiche. Ha un bel portale e l’interno è a navata unica con tre absidi con volte a crociera, di cui la centrale è poligonale. Vi è custodito un Crocifisso su tavola d’ispirazione giottesca (inizio XIV secolo), opera di uno sconosciuto artista, ricordato appunto come il Maestro del Crocifisso di Trevi. L’abside di destra contiene la stele sepolcrale dell’eremita Beato Ventura, morto nel 1310. Usciti dalla chiesa e proseguendo per via Fantosati si raggiunge la medievale porta del Cieco, da cui si risale lungo via Dogali sino a raggiungere in cima al colle la cattedrale di Sant’Emiliano, costruita tra XII e XIII secolo ma interamente rifatta nel XIX. All’interno spicca l’altare del Sacramento decorato da Rocco di Tommaso nel 1522. Tornati a Porta del Cieco, si volta a sinistra per guadagnare piazza Garibaldi, recentemente restaurata, e da lì raggiungere la panoramica “promenade” di viale Ciuffelli, ombreggiata da alberi secolari per circa un km, che unisce il centro al convento francescano di San Martino (fine XV secolo) dove si trova una cappella affrescata dallo Spagna. Scendendo invece da Trevi verso la via Flaminia in direzione sud, si incontra il rinascimentale santuario della Madonna delle Lagrime, con un bel portale a bassorilievi.
L’interno, a croce latina, conserva i monumenti sepolcrali della famiglia Valenti e nel secondo altare a destra, l’ultima opera del Perugino, L’Adorazione dei Re Magi con i Santi Pietro e Paolo (1521). Scendendo nuovamente per via Dogali, si attraversa l’arco di Mastaccio, un’antica porta nella cerchia delle mura romane e altomedioevali, ad apertura ogivale e sormontata da una bifora. Le case ai due lati della via sono tutte d’impianto medioevale. Molti sono i palazzi, costruiti tra XV e XVIII secolo, come villa Boemi (XVI secolo), che conferiscono a Trevi la sua particolare atmosfera. Prima di lasciare il borgo merita una visita il teatro Clitunno, della seconda metà del XIX secolo, con un prezioso sipario del Bruschi.

Piaceri e Sapori

Piscina, tennis, maneggio e scuole d’equitazione, cicloturismo, pesca sportiva, sentieri per passeggiate, bocciodromo.

Il Comune di Trevi fa parte dell’Unione dei Comuni denominata “Terre dell’Olio e del Sagrantino” ed ha avuto la presidenza dell’associazione “Città dell’Olio”. Organizza anche eventi collegati all’olio extra vergine di oliva ed al sedano nero di Trevi.  Gestisce la Raccolta d’arte di San Francesco e il Museo della Civiltà dell’ulivo. Nel centro storico ha sede Villa Fabri immersa nel parco con l’uliveto storico. La ricettività turistica è ottima, i ristoranti propongono piatti locali e il rilassante scenario delle Fonti del Clitunno è a portata di mano.

Raccolta d’Arte San Francesco: Fiore all’occhiello di Trevi, è una tappa imperdibile nella visita del borgo. Ospitato nell’antico convento omonimo dei frati francescani, è diventato sede museale nel 1996 e ad oggi comprende: l’Antiquarium, la Pinacoteca, la Chiesa di San Francesco e il Museo della Civiltà dell’Ulivo. Qui si possono ammirare pitture e sculture datate tra il XV e il XVIII secolo, cimeli e reperti archeologici.

Museo della Civiltà dell’ulivo storia e microcosmo, largo Don Bosco, tel. 0742 381628. Il Museo è dedicato alla cultura dell’olio ed alla coltura dell’olivo. Dotato di reperti, plastici, animazioni, filmati e mezzi multimediali, consente di effettuare un vero e proprio viaggio (con audio-guida) nel microcosmo legato alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione dell’olio.

Villa Fabri e il parco panoramico Costruita dalle fondamenta sul finire del Cinquecento e inaugurata nel 1603 da Girolamo Fabri. Situata quasi a ridosso delle mura urbiche, sul lato sud di Piazza Garibaldi, che è il sorprendente spazio pianeggiante quasi alla cima del colle, costituisce un felice raccordo tra il paesaggio urbano e la campagna circostante, con terrazze digradanti fino all’oliveto. Le sale con volte dipinte, ottimamente conservate, il parco con piante ornamentali ed esotiche e la posizione splendidamente panoramica con vista sulla valle sottostante fino a Spoleto, ne fanno uno dei luoghi più attraenti di Trevi.

Palazzo Lucarini Contemporary, Centro per l’Arte Contemporanea
palazzo Lucarini, +39 3386772711, info@palazzolucarini.it, è una delle più interessanti rassegne e collezioni permanenti dell’arte italiana e internazionale contemporanea;
prende in considerazione artisti dagli anni Settanta ad oggi.

Teatro Clitunno

Il Teatro Clitunno fu costruito nel 1875 su disegno dell’impresario Domenico Mollaioli con i contributi di privati e del Comune e inaugurato nel 1877 con la rappresentazione dell’opera lirica “Maria di Roan” di Gaetano Donizzetti. E’ a due ordini di palchi con loggione e può ospitare 200 spettatori. Il sipario, firmato e datato 1877, è opera di Domenico Bruschi, uno dei principali protagonisti dell’arte della pittura post unitaria. Rappresenta l’imperatore Caligola che offre sacrifici al dio Clitunno. Nel 1932 accolse diversi lavori di restauro, in occasione dei quali venne modificato il boccascena. Nel 1955, fu trasformato in sala cinematografica. Negli anni 1965 e 1966, ospitò il “Premio Città di Trevi” che vide la presenza delle maggiori personalità dello spettacolo. Acquistato interamente dal Comune fu completamente restaurato negli anni 1987-1993 con i fondi FIO. Oggi il teatro ospita la stagione teatrale e spettacoli di altissimo livello e varie attività culturali. L’interno del teatro è visitabile solo su prenotazione.

Processione dell’Illuminata o di Sant’Emiliano , 27 gennaio: una delle più antiche manifestazioni religiose dell’Umbria, risalente al XIII sec.; sfilano le confraternite e  rappresentanti di arti e mestieri in onore del patrono della città Sant’Emiliano. www.protrevi.com

Stagione di Prosa al Teatro Clitunno, da novembre a marzo: oltre 70 spettacoli l’anno con compagnie di giro del circuito nazionale.

Pic&Nic a Trevi, 4° domenica di aprile, iniziativa a dimensione d’uomo che valorizza e testimonia lo stile di vita “slow”; un pic-nic tra gli ulivi per apprezzare e conoscere ogni minimo particolare delle eccellenze che caratterizzano il territorio. www.picnicatrevi.it

Trevi Benessere, il week end della salute, 3° domenica di settembre, è la prima manifestazione in Umbria dedicata all’equilibrio del corpo. Screening, visite gratuite e attività sportive.  www.trevibenessere.it

Festivol, Trevi tra olio, arte, musica e papille, 4° domenica di ottobre, kermesse dedicata all’olio che festeggia, tra arte e musica, la prima spremitura delle olive e la stagione del sedano nero. www.festivol.it

Ottobre Trevano, Rievocazione medievale durante il mese di ottobre. Cortei storici, gare dei quartieri (Palio dei Terzieri), l’antico mercato rionale (Scene di vita medievali), apertura delle taverne per degustare prodotti tipici locali (Castello, Matiggia, Piano). www.terzieri.it

Mostra mercato del Sedano Nero di Trevi e Sagra della salsiccia, 3° domenica di ottobre: la sagra del celebre ortaggio è l’occasione per degustazioni indimenticabili; da provare il sedano in pinzimonio
e il sedano ripieno. www.protrevi.it

Mercatino del Contadino, ogni 4° domenica del mese in Piazza Mazzini: ortaggi, legumi, patate, formaggi, frutta, erbe aromatiche, miele, olio, marmellate. www.treviturismo.it

Mercatino delle pulci, ogni 4° domenica del mese dalle ore 9.00 al tramonto. Nella Piazza assolata, che guarda il Monte Serano, si incontrano collezionisti, appassionati, hobbisti, per scovare deliziosi oggetti di piccolo antiquariato, artigianato, orologi, cappelli, abiti vintage, vecchie cravatte, papillon … e tante curiosità. www.treviturismo.it

Festival Federico Cesi, luglio e agosto. Evento che promuove la pratica delle arti musicali e rappresentative, colte nella dimensione storica di fucina creativa, in un contesto di incontro e crescita sociale.

Trevi, capitale dell’olio, per esaltare il prelibato oro giallo esige che il pranzo cominci con un antipasto misto di bruschette, pomodoro, patè di asparagi e di olive. Per passare agli strangozzi al tartufo e, come secondo, alla tagliata di petto d’anatra. Ad accompagnare una cucina così ricca, il Trebbiano, vino dall’aroma inconfondibile e di limitata produzione che forse da Trevi prende il nome.

 

Ricetta “Sedano nero ripieno alla trevana”

 

Ingredienti per 4 persone

2 sedani, 400 gr di carne macinata mista (vitello, maiale, salsiccia di Trevi), 100 gr di Parmigiano grattugiato, 8 uova, Olio extravergine d’oliva, Olio di semi di girasole, Sale e pepe q.b.

Per il ragù: 250 gr di pomodori pelati, 400 gr di carne macinata mista (come sopra), Carota, cipolla, olio d’oliva per il soffritto.

Procedimento

Pulire il sedano nero facendo attenzione a non romperlo, eliminare le foglie e le coste esterne più dure. Lessare per una quarantina di minuti e far raffreddare. A parte, preparare il ripieno con la carne macinata mista, un uovo e un pugno di Parmigiano grattugiato.

Farcire i sedani, legarli con lo spago da cucina, passarli nella farina e nell’uovo e poi friggerli in olio di semi di girasole fino a doratura. Fare scolare su carta assorbente, togliere lo spago, disporre i sedani su una pirofila imburrata e spennellata di ragù e infine condire con il sugo di carne e abbondante Parmigiano. Cuocere in forno per 20 minuti a 180 gradi.

Eccellente è l’olio extravergine di oliva, uno dei migliori d’Italia (alcuni dicono del mondo). Trevi è al centro della Fascia Olivata Assisi-Spoleto, area riconosciuta quale Sistema Agricolo di Importanza mondiale dalla FAO (c.d. Sito Giahs), paesaggio rurale e storico riconosciuto dal Mipaaf e candidata quale paesaggio culturale Unesco. Altra prelibatezza del territorio è il saporito sedano nero di Trevi, dal cuore polposo e tenero.

Ristorazione

La Taverna del Sette

Ristorante in pieno centro a Trevi,  specialità carni alla brace. Grande camino nella sala principale. Cappelletti al tartufo di Norcia fatti in casa e piccione ripieno all’umbra arrosto. Giardino interno per l’estate. Camere e appartamenti disponibili per pernottare.

  Vicolo del Sette, n.8
  Tel. 0742 780741
  info@tavernadelsette.it
  www.tavernadelsette.it

Ospitalità

Residenza La Bifora

Appartamenti e camere ben arredate, in pieno centro storico, a due passi dalla piazza principale. È possibile mangiare nel nostro ristorante tipico la “Taverna del Sette” in vicolo del Sette, 8, dove potete degustare specialità regionali

Via Tiberio Natalucci, s.n.c
+39 0742 780741
+39 339 8108970
info@residenzalabifora.it
www.residenzalabifora.it