Rocca Imperiale
Dove fioriscono i limoni

Comune di ROCCA IMPERIALE
(Provincia di Cosenza)
Altitudine
m. 201 s.l.m.
Abitanti
3.350 (900 nel Borgo)

info turismo
Ufficio Turismo
Tel. 0981 553007
www.roccaimperiale.info
comuneroccaimperiale.segreteria@postacert.it
ufficio turismo.roccaimperiale@gmail.com

Lo spirito del luogo

Il nome

Castrum Carcari era ancora nel 1296 il nome del luogo, divenuto poi Rocca Imperiale in omaggio a Federico II di Svevia che costruì qui il castello. Carcari erano chiamate le fornaci per la calce. È possibile che l’antico nome indicasse una preesistente postazione militare romana, come rivelerebbero le tombe trovate in località Cesine.

La storia

La storia di Rocca Imperiale ha inizio con l’edificazione del castello da parte di Federico II di Svevia tra il 1220 e il 1225. L’abitato si dispiega sulla parte orientale del pendio, a poco più di 200 metri di altitudine e a breve distanza dal mare Jonio. Le case – di cui si ammirano architravi, cornicioni, mensole – sono disposte a gradinata ai piedi della fortezza. La ristrettezza del luogo impone stretti viottoli e ripide salite di accesso al castello, grazie ai quali è preservato l’aspetto medievale del borgo, dominato dalla severa mole delle costruzioni militari. Il lento abbandono del paese – fino agli anni Ottanta noto per la grande produzione di uva proveniente dai vigneti delle Cesine, di olio e di limoni – sembra essersi arrestato. Con lo sfruttamento turistico delle bellezze artistiche e naturali cresce una nuova consapevolezza, e tornano a fiorire i limoni dal profumo straordinario, con alta resa in succo e senza semi, che sono il vanto – con marchio Igp – di Rocca Imperiale. L’individuazione di zone archeologiche di grande interesse ha aumentato la propensione del borgo a viversi come un museo all’aperto, quasi un unicum nell’antica Siritide, la regione storica sotto l’influenza della città magno-greca di Siris.
Il castello svevo, epicentro del feudo, è oggi quasi interamente aperto al pubblico. Da lì si scende in paese per le viuzze, tra le quali si ammira la cappella quattrocentesca dedicata a San Giovanni e, poco oltre, in direzione est, quella del Rosario, del XVI secolo. Proseguendo la discesa, a circa metà del percorso, si trova il più antico edificio sacro di Rocca Imperiale, la chiesa Madre, voluta da Federico II nel 1239. Appena sotto di essa s’incontra un’ulteriore cappella, forse seicentesca e dedicata alla Madonna del Carmine. Imboccando verso sud la “discesa delle Sirene”, si arriva al monastero francescano dei Frati Osservanti, di semplice architettura, come quella che contraddistingue l’Ordine. Dall’annessa chiesa di Sant’Antonio, costruita dai frati per il culto, si prende la strada che esce dal borgo. La meta è la contrada Cesine, dove sorge il santuario Madonna della Nova, protettrice di Rocca Imperiale.

Dotato di chiostro con cisterna, porticatocelle e chiesa, il monastero dei Frati Osservanti ha al suo interno un coinvolgente Museo delle Cere.
È in puro stile romanico la struttura della chiesa Madre, dedicata all’Assunta. I Turchi, sbarcati in quattromila il 29 giugno 1644 per prendere la fortezza, senza riuscirci, la incendiarono per ritorsione. Ma senza intaccare l’elegante campanile del XIII secolo in stile siculo-normanno e il rosone trecentesco.
Merita una visita la cappella del Rosario, per le statue lignee settecentesche di scuola napoletana e per la scultura seicentesca della Madonna del Rosario sull’altare maggiore.

L’ultima domenica di Carnevale si festeggia con la sfilata in maschera e la sagra delle maiatiche (frittelle con peperoni secchi).
Ricchissima l’offerta gastronomica: frizzul ca’ millic (maccheroni con sugo e mollica), laganelli e ceci, arrosto di capretto e di maiale, peperoni e melanzane fritte, muffit (sfogliata con ciccioli di maiale), torta al limone.
Due gli eventi di agosto: il 19, la mostra d’arte Dal tramonto all’alba; l’ultima settimana del mese, Il Federiciano, festival artistico e concorso di poesia.