Torgiano-StemmaTorgiano
L’arte del vino

Comune di torgiano
(Provincia di Perugia)
Altitudine
m. 219 s.l.m.
Abitanti
6.240 (1500 nel borgo)

info turismo
Ufficio Informazioni Turistiche, piazza della Repubblica 9
tel. 075 9886037 – 6211682
infopoint@comune.torgiano.pg.it
www.comune.torgiano.pg.it

Lo spirito del luogo

Torgiano-StemmaIl nome
Dalla fine del Seicento negli atti del Comune compare Torsciano, che la tradizione popolare fa derivare da “torre di Giano”. Più probabili le origini longobarde: Trausan è un’espressione che indica il “cader giù, porre dentro a una grande fossa”, con allusione all’impaludamento della base del colle di Torgiano nell’alto medioevo.

 

La storia
595 d.C., i Goti di Agilulfo distruggono l’insediamento romano formatosi come attivo porto fluviale connesso con la via Amerina, quando il Tevere era navigabile da Città di Castello a Roma; nelle spartizioni del territorio umbro fra Longobardi e Bizantini, l’area occupata da Torgiano è assegnata a questi ultimi.
1274, il 9 marzo il Comune di Perugia, per favorire la sua politica di espansione demografica, agricola ed economica verso la pianura tiberina, delibera la rifondazione del castrum Torsciani nell’area dell’antica pieve di San Bartolomeo; per rafforzare la propria posizione lungo il confine meridionale, Perugia edifica anche il baluardo del castrum Grifonis, l’attuale Brufa; nei decenni seguenti il castello di Torgiano assume sempre più la fisionomia di un borgo fortificato; è in questi anni che Fra Bevignate riceve l’incarico di costruire un Ponte Nuovo poco più a valle della confluenza dei fiumi Tevere e Chiascio.
1426, sono approvati i nuovi Statuti Comunali che sanciscono lo status giuridico di Torgiano, il cui governo è affidato a un vicario al quale sono demandati i poteri amministrativi e giudiziari.
1500, il castello è saccheggiato dall’esercito del Duca del Valentino, nonostante questi sia al servizio dei Perugini; nel 1540, invece, sfugge alle devastazioni che interessano Perugia durante la Guerra del Sale; i torgianesi festeggiano lo scampato pericolo con l’allestimento della prima infiorata; nel corso del Seicento i possedimenti della famiglia Signorelli sono divisi tra i casati dei Baglioni, dei Graziani e degli Ansidei.
XIX sec., mentre in Umbria si registra un generale sfaldamento delle grandi proprietà terriere, a Torgiano si costituiscono due importanti possedimenti di pertinenza dei conti Meniconi Bracceschi e del marchese e futuro cardinale Pietro Ugo Spinola, titolare di una vastissima tenuta tra Perugia e Torgiano.

Vigneti a perdita d’occhio ci dicono che questo non è il borgo di Giano (torre di Giano: Torgiano) ma, piuttosto, quello di Bacco, come annunciano i tralci di vite nell’emblema municipale. Torgiano ha saputo preservare la sua naturale vocazione agricola, incentrandola sulla coltivazione della vite e dell’olivo, che ha permesso la protezione di un ambiente rurale sapientemente indirizzato verso un turismo alternativo e di qualità. Vigneti e oliveti si confondono, si contendono lo spazio per disegnare un paesaggio che è un’opera d’arte. Anche il vino è arte. L’ebbrezza dionisiaca, i ditirambi di Bacco, la ricerca della verità attraverso il furore estatico, sono all’origine di tanti capolavori. A Torgiano il vino prova addirittura a farsi pittura, scultura, a uscire da sé invadendo i vicoli e le piazze. Le brocche che lo contengono, le ceramiche d’autore – tutto riconduce al fuoco della passione che è lo stesso della materia. Gli artisti che animano con le loro opere queste contrade del vino, cercano di coniugare vino e bellezza come si è sempre fatto a partire dal Cantico dei Cantici: “Ah, i tuoi seni sono grappoli di vite”, sussurra l’amato alla sua sposa. E “Meravigliose le tue carezze / Più del vino meravigliose”…

Le sculture nelle piazze e il mosto nei musei. Entrando nel centro storico da piazza Matteotti, dove un tempo si trovava l’antica Porta del Forno, e percorrendo Corso Vittorio Emanuele II, si osserva sulla sinistra l’oratorio della Misericordia, al quale si affianca la mole della chiesa di San Bartolomeo riedificata nel Settecento sulla pieve duecentesca (da vedere all’interno il Cristo deposto dalla croce di Felice Pellegrini, della scuola del Barocci, 1588). Di fronte è il secentesco palazzo Manganelli, già proprietà della famiglia Baglioni, oggetto di restauro integrale; sulla destra, il palazzetto delle Manifatture Stocchi e l’antica residenza della famiglia Falcinelli.
Proseguendo lungo via di Mezzo in leggera pendenza, s’incontra sulla sinistra il palazzo Comunale, che si presenta nelle forme d’inizio Novecento, in angolo con piazza Baglioni. Sull’altro lato della piazza è il barocco palazzo Graziani Baglioni, una delle principali emergenze architettoniche della città, sede del Museo del Vino. Il palazzo, in fase di ristrutturazione, conserva al piano nobile una galleria affrescata di fine Seicento, una ricca biblioteca e numerose sale arredate con mobili d’epoca. Al termine delle mura che delimitano il giardino del palazzo, si notano le antiche Scuderie, oggi sede della Pro Loco. Giunti al termine di Corso Vittorio Emanuele II, sulla destra si trova l’oratorio di Sant’Antonio, che ha affrescata sul lato esterno una Madonna con Bambino attribuita alla scuola di Domenico Alfani, il noto pittore perugino della prima metà del Cinquecento allievo di Raffaello. Proseguendo in piazza Umberto I e prendendo per via Garibaldi, si apprezzano sulla destra l’antica residenza di palazzo Graziani, sede dell’albergo-ristorante Le Tre Vaselle, e, subito dopo, la secentesca chiesa di Santa Maria nel Castello, collegata all’Ospedale medievale aperto sull’omonima piazza. Risalendo la via, sulla destra si trova il Museo dell’Olio, sistemato sui tre piani di un antico edificio destinato fino a pochi decenni fa alla molitura delle olive. Giunti in piazza della Repubblica, sulla destra si può visitare il Macc (Museo arte ceramica contemporanea) in palazzo Malizia, con la mostra permanente delle Vaselle d’Autore e la donazione Nino Caruso; la piazza alle sue spalle è aperta su una panoramica veduta delle mura castellane. Il giro delle mura cittadine, o di quanto è rimasto, permette di cogliere la forma urbanistica dell’antico castrum. Iniziando il percorso da piazza Matteotti, si prende sulla sinistra Viale della Rimembranza che, fra due filari di cipressi, conduce alla medievale torre Baglioni, simbolo di Torgiano, sino a raggiungere la chiesa di Santa Maria dell’Olivello con pregevoli tele dei secoli XVI e XVII. Tornati in piazza, vediamo le mura dell’antico cassero, demolito nel Settecento per lasciare spazio al campanile della chiesa di San Bartolomeo. Proseguendo lungo via Pasquale Tiradossi, dove sono tuttora visibili alcuni tratti di mura castellane, si giunge a un ampio spazio delimitato da un pergolato aperto sulla valle del Tevere.
Raggiunto lo slargo davanti all’antica Porta di Sotto, in basso sulla sinistra si scorge l’antico palazzo abitato dai Signorelli, che al suo interno conteneva un piccolo oratorio. Continuando lungo l’alberata via Giordano Bruno, si ritrovano nella tipica arenaria locale altre porzioni della cinta medievale, dominata dall’imponente cassero esposto a nord, la torre della Jaccera.
Completato il percorso delle mura di fortificazione e tornati nuovamente in piazza Matteotti, si può ripetere la visita del centro storico facendo attenzione, questa volta, alla presenza di numerosi interventi di artisti contemporanei, che hanno voluto rendere omaggio alle origini e alla storia di Torgiano. Dalle sculture di Nino Caruso, noto ceramista (La Fonte di Giano in piazza Baglioni rende omaggio alla divinità romana dalla quale la tradizione popolare fa derivare il nome di Torgiano) alle delicate pitture di Mario Madiai, il borgo cerca di coniugare forma e struttura, arte e territorio.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Percorsi a piedi e in mountain bike nel parco fluviale e lungo i sentieri del vino e dell’olio, equitazione e nuoto.

SOSTA CAMPER
Area gratuita in via Perugia, nella zona degli impianti sportivi a 300 m dal centro storico.

Per scoprire le suggestioni del paesaggio agrario che incornicia l’insediamento medievale di Brufa, è bene visitare il parco di scultura contemporanea che anima la Strada del Vino e dell’Arte.Le sculture che ogni anno gli artisti noti collocano sulla collina di Brufa, frazione di Torgiano, sono la testimonianza dell’incontro dell’arte con l’ambiente naturale che l’uomo trasforma in continuazione. Tra gli artisti che hanno proposto la loro personale interpretazione di questo paesaggio disegnato dai filari di vite, ricordiamo Gino Marotta, Pietro Cascella, Joaquin Roca Rey, Bruno Liberatore, Nino Caruso, Federico Brook, Eliseo Mattiacci.

Museo del Vino, Corso Vittorio Emanuele II 31, tel. 075 9880200, www.lungarotti.it: in venti sale allestite in palazzo Baglioni, e attraverso disegni, incisioni, testimonianze archeologiche, ceramiche artistiche (tra cui un piatto di Mastro Giorgio Andreoli del 1576 e una Testa di Bacco di Luca della Robbia) e una ricca biblioteca, il museo ripercorre la cultura del vino nel tempo, illustrando gli utensili e le tecniche di viticoltura e vinificazione.

Museo dell’Olivo e dell’Olio, via Giuseppe Garibaldi 10, tel. 075 9880300, www.lungarotti.it: di proprietà, come il Museo del Vino, della Fondazione Lungarotti, è suddiviso in sezioni che evidenziano le tecniche tradizionali della coltivazione dell’ulivo.

Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell’Arte, piazza Mancini 18, tel.075 9889208: il parco di scultura contemporanea allestito sulla collina di Brufa è un’originale esperienza artistica che indaga il rapporto tra arti plastiche e paesaggio, celebrando il vino come elemento di continuità con la cultura; gli scultori che hanno disseminato di opere il percorso, intervengono sulla natura trasformandola allo stesso modo dell’agricoltore, ma con consapevolezza e finalità diverse.
Ogni anno il penultimo martedì di agosto si inaugura una nuova scultura da collocare in questo museo a cielo aperto.

Collezione Roca Rey, ex Scuola Primaria di Brufa: 27 opere documentano il percorso dal 1970 al 2000 dello scultore Roca Rey, fondato su un vitalismo magico di memoria precolombiana. Collezione Vaselle d’Autore per il Vino Novello, palazzo Malizia, tel. 075 9886037: raccoglie le “vaselle” in terracotta realizzate da pittori, scultori, ceramisti (tra cui Dorazio, Accardi, Ceccobelli, Heyerdahl) che si cimentano con questo tipico contenitore, capace di mantenere a lungo la fragranza del vino novello.

Carnevale a Signoria, febbraio.

Fuochi di San Giorgio, notte del 23 aprile: si rinnova nelle campagne la remota usanza dei fuochi propiziatori per proteggere il raccolto.

Gustando i Borghi, maggio: una giornata all’insegna della buona cucina, con mostra mercato e degustazioni presso gli agriturismi aderenti all’iniziativa.

Cantine Aperte, ultima domenica di maggio: le cantine associate al Movimento Turismo del Vino aprono le proprie porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati del vino.

Corpus Domini, giugno: le vie del centro sono ricoperte da magnifici tappeti floreali a ricordo della prima infiorata risalente a un episodio della Guerra del Sale nel 1540.

Calici di Stelle, 10 agosto: la sera di San Lorenzo sorgono nelle vie del centro numerosi punti di ristoro, dov’è possibile gustare i piatti della tradizione accompagnati dai vini di Torgiano; musica e fuochi d’artificio finali.

I Vinarelli, il primo lunedì dopo ferragosto: cena conviviale, al termine della quale il vino, grazie agli artisti invitati, si trasforma in colore.

Scultori a Brufa,
23 agosto – 5 settembre: rassegna di arte contemporanea che contribuisce ogni anno ad aumentare la dotazione del Parco delle Sculture di Brufa lungo la Strada del Vino e dell’Arte, esposizione permanente a cielo aperto,testimonianza dell’incontro tra arte e ambiente naturale.

Sagra Musicale Umbra, settembre.

Versando Torgiano, primi due fine settimana di novembre: la manifestazione comprende gli eventi “Vaselle d’Autore per il Vino Novello”, in cui dal 1996 sono presentate ogni anno le nuove interpretazioni della tradizionale vasella realizzate da tre artisti contemporanei, e “Ampolliere di giovani artisti per l’olio nuovo”, riservato a studenti delle Accademie di Belle Arti italiani e stranieri.

Mercatino di Castel Grifone, primo sabato di ogni mese: a Brufa, esposizione di artigianato artistico e antiquariato.

Nel borgo di Giano (per il nome) e di Bacco (per il vino) anche Cerere (il grano) ha la sua parte. Il grano e la farina rappresentano l’elemento base di numerose ricette della tradizione, come la torta al testo, la schiacciata e la torta di Pasqua. Ottima a Torgiano anche la zuppa di legumi e ortaggi.

Torgiano vuol dire vino. I suoi gioielli sono il Torgiano Rosso Riserva, unica Docg dell’Umbria insieme al Sagrantino di Montefalco, e la Doc Torgiano. Ma dove c’è la coltura della vite, spesso è presente anche quella dell’ulivo: così è per Torgiano, che produce un olio ricercato.