Frosolone
Pietre parlanti e lame taglienti
Comune di frosolone
(Provincia di Isernia)
Altitudine
m. 890 s.l.m.
Abitanti
2800
Patrono
Sant’Egidio, 1 settembre
info turismo
Ufficio Informazioni Turistiche Vivi Frosolone
Via o Piazza Municipio n. 1
Tel. +39 344 7400799
E-mail: cifrosolone@gmail.com
https://www.vivifrosolone.com/

Il nome
Il nome potrebbe derivare da Frosinone: fonti dell’Abbazia di Montecassino fanno riferimento a una colonia di immigrati proveniente dalla città ciociara. Anche se un’altra fonte fa risalire il toponimo al Frisone, l’uccello che compare nello stemma comunale.
La storia
Prima dell’età romana la zona era abitata da popolazioni di ceppo sannitico, come testimonia la presenza idi mura megalitiche di tipo poligonale, visibile sulla montagna sovrastante il paese, in località “Civitelle”. Il centro abitato ha origini medioevali, tuttavia è solo nel tardo medioevo che Frosolone inizia definirsi come vero e proprio nucleo urbano.
Borgo molisano dal fascino rurale dove ancora possibile sentire il profumo del caciocavallo ed assistere all’arte dei coltellinai. In primavera i prati esplodono dei colori dei crochi e delle margherite calpestate da docili mucche al pascolo. Le balle di fieno raccontano l’estate, l’autunno si legge nei rami delle faggete, l’inverno è il caminetto di una fattoria che fuma. Gerani fioriti si affacciano dalle finestre e dai balconi, e il grande tiglio rende la piazza un po’ francesce. Una vera rarità è rappresentata dall’altare ligneo intarsiato della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, reso ancora più bello dai dipinti manieristi seicenteschi di scuola partenopea.
La scoperta del Borgo può iniziare dalla centrale piazza Alessandro Volta con l’ottocentesca e monumentale Fonte Grossa e i suoi mascheroni a forma di leone. Tutta in pietra calcarea squadrata, espressione dell’artigianato locale, la fontana riporta lo stemma comunale. In paese, tra stradine selciate e portali in pietra che dichiarano l’età delle abitazioni, la prima Chiesa che incontriamo è la parrocchiale di Santa Maria Assunta, leggermente sopraelevata e dalla facciata barocca con doppio orologio e statua frontale. L’interno a una sola aula ma fastoso nei sei altari laterali, presenta due tele di Giacinto Diana (1731-1804). Scendendo dalla doppia scalinata, si accede al palazzo di fronte dove è ospitato il Museo del Costume. Subito accanto vi è il Centro informativo di accoglienza turistica dove chi arriva in paese potrà avere ogni informazione utile e riferimento per scoprire le bellezze del posto. Procedendo lungo Corso Garibaldi, la casetta del pastore rievoca il mondo agro-pastorale scandito dalla transumanza e dalla produzione degli ottimi formaggi. Poche decine di metri più giù, la Chiesa di San Pietro Apostolo custodisce due tele della scultrice Amalia Duprè (1842-1928). Alla fine del corso è possibile visitare il Museo dei Ferri Taglienti, con la sua collezione si lame e la bottega dove, con i maestri artigiani, è possibile assistere all’antica arte di “Forgiar le Lame”. Giunti in Largo Vittoria si resta stupiti dall’aspetto provenzale della piazza, con il grande tiglio che la ombreggia ed i gerani alle finestre. Al centro della piazza, la croce viaria in pietra del 1660, restaurata nel 1825, con due leoni stilofori in stile romanico, rappresenta l’elemento di maggiore pregio del centro storico.
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In paese è possibile praticare diversi tipi di sport grazie ai corsi della piscina comunale e della palestra. La montagna poi offre la possibilità di praticare trekking, escursionismo ed anche arrampicata sportiva presso la Falesia della Morgia Quadra. Per i meno sportivi invece sono consigliabili rilassanti passeggiate sia in paese che in montagna.
– Museo dei Ferri Taglienti
-Museo del Costume
– Casetta del Pastore
-Museo Arti e Mestieri
-Piccolo Museo Occhi a candela
Mostra Mercato Nazionale delle Forbici e dei Coltelli
Sfilata dei carri allegorici il primo agosto con sagra di baccalà e peperoni
Due sono le produzioni di eccellenza: quella di coltelli e forbici- “l’arte dei ferri taglienti” e quella dei formaggi prodotti con il latte delle mucche al pascolo in alpeggio, tra cui Caciocavalli, scamorze, ricotta e la Manteca.




