Gaeta Medievale
La città medievale
Borgo Ospite

Comune di gaeta
(Provincia di Latina)
Altitudine
m. 2 s.l.m.
Abitanti
21750

patrono

Santi Erasmo e Marciano, 2 giugno

info turismo

I.A.T. Ufficio Informazioni E Di Accoglienza Turistica
Corso Cavour 16
Tel. 0771 462767

Infopoint Pro Loco Gaet
Piazza Traniello 18

Ufficio Pro Loco Gaeta
Via Firenze 2
Tel. 0771 465054

www.comune.gaeta.lt.it

Lo spirito del luogo

Il nome

L’antichissima città, che secondo la tradizione prende nome dalla nutrice di Enea, Caieta, è una delle più belle del Lazio. In quello che sarebbe diventato un luogo di villeggiatura apprezzato da imperatori e patrizi romani, Enea avrebbe sepolto la sua nutrice. Altri collegano il toponimo al termine greco caièta, che gli abitanti della Laconia usavano per indicare una cosa concava, come l’insenatura del Golfo di Gaeta.

La storia

Sono tre le zone in cui è divisa la città: l’antico Borgo, cioè l’area di Porto Salvo; il quartiere medievale di Sant’Erasmo; il monte Orlando. Il Borgo, posto fuori dalle mura, si caratterizza per l’architettura spontanea e la rete regolare dei vicoli che intersecano la strada principale, via Indipendenza. La parte più antica di Gaeta è il nucleo sorto sulle pendici di nord-est del promontorio di monte Orlando nei secoli VIII-IX, che poi si è allargato all’area della Città Ducale (secoli IX-XII) fino a comprendere l’espansione urbana della metà del XVI secolo. In quella che viene chiamata Gaeta Medievale i monumenti più importanti che s’incontrano partendo dal lungomare Giovanni Caboto sono la trecentesca chiesa dell’Annunziata, ristrutturata nel Seicento, con tele di Luca Giordano e Cristoforo Scacco; il palazzo De Vio che ospita il Museo Diocesano e, sul retro di questo, la cattedrale dei santi Erasmo e Marciano, i patroni della città. il ritrovamento del corpo di Sant’Erasmo, nel 917, ha fornito l’occasione per fondare l’edificio, consacrato nel 1106. L’interno è stato rinnovato nel Settecento e la facciata è neogotica (1903); vi si conservano opere notevoli, come il candelabro decorato del XIII secolo e la seicentesca cripta con i corpi dei santi patroni. Vero capolavoro è il campanile del duomo (secoli XII-XIII) con l’originale torricino ottagonale di derivazione islamica, della seconda metà del Duecento. Continuando lungo il porto verso punta Stendardo, si raggiunge la chiesa di San Giovanni a Mare, di antica fondazione (X secolo) e posta al centro del quartiere medievale, riconoscibile per i vicoli stretti e tortuosi e diverse abitazioni dei secoli XII e XIII. Prima di arrivare al Castello si incontrano altre tre chiese: Santa Lucia (IX-X secolo), Santa Caterina (ristrutturata a metà del XIX secolo) e San Domenico, in stile tardogotico (XV secolo). I resti del Castello evidenziano due nuclei: quello angioino (XIII secolo) e quello aragonese (1440 circa). Proseguendo su via Angioina si raggiunge la chiesa di San Francesco – voluta da Ferdinando II di Borbone per ricordare il soggiorno a Gaeta di Papa Pio IX (1848) – che dall’alto di una scalinata domina con la sua facciata neogotica tutto il golfo.
Da San Francesco ci si dirige verso la cima di Monte Orlando dove si ammira un interessante esempio di architettura sepolcrale romana: il mausoleo di Lucio Munazio Planco, uno dei più noti generali di Giulio Cesare, morto a Gaeta nel 22 a.C. Da qui si raggiunge, all’estremità del promontorio, il santuario della Montagna Spaccata, con la chiesa della Trinità, edificata insieme al convento benedettino nell’XI secolo. A sinistra della chiesa si apre la splendida Grotta del Turco, con il mare che entra di nuovo negli occhi del visitatore.

Il polo museale di Gaeta comprende il complesso della Cattedrale con la cripta dei santi patroni Erasmo e Marciano e il complesso della Santissima Annunziata con il Santuario, l’Antico Ospedale, la mostra permanente I tesori dell’Annunziata e la cappella dell’Immacolata detta anche Grotta d’Oro; il Museo del Fronte e della Memoria e, infine, il Museo Diocesano, ospitato nel palazzo De Vio, con importanti opere di scuola napoletana dal tardo Medioevo al Settecento, dal Criscuolo al Conca a Luca Giordano, e il famoso Stendardo della battaglia di Lepanto.

A Gaeta si è scritta la storia d’Italia. I bastioni di Carlo V e il castello angioino-aragonese sono stati il teatro dell’ultimo scontro tra l’esercito borbonico e quello piemontese. La fortezza assediata ha ceduto il 13 febbraio 1861. Un percorso di visita agli imponenti bastioni costruiti alle pendici di Monte Orlando e agli altri luoghi di battaglia, consente di rivivere gli albori dell’Unità d’Italia.

Tra novembre e gennaio Gaeta si illumina con favole di luce è la manifestazione che insieme alle luminarie di Natale rende magica la città: proiezioni artistiche sui luoghi storici e installazioni di luce attirano ogni anno migliaia di turisti.

Il viaggio tra i sapori e gli odori di Gaeta è possibile in ogni stagione dell’anno. Dalle olive ai biscotti artigianali, dalla frittura di paranza al pescato fresco del Golfo di Gaeta, fino alla tiella (un ripieno di prodotti di terra e di mare posto tra due “pizze”, apprezzato da Ferdinando IV di Borbone ma in realtà cibo di contadini e pescatori), è il trionfo della cucina mediterranea.