Anversa degli Abruzzi
Il fiordaliso del Sagittario 

Comune di anversa degli abruzzi
(Provincia de L’Aquila)
Altitudine
m. 585 s.l.m.
Abitanti
430
patrono
San Marcello Papa, 16 gennaio

info turismo
Comune, via Giambattista Manso, 5, tel. 0864 49115, fax 0864 490930
Info point, via SS. Maria delle Grazie, 14, tel/fax 0864 49286
(periodo festivi e stagione estiva)
Riserva Naturale Regionale Gole del Sagittario, tel. 0864 49587
(ore 8-14 giorni feriali)
www.comune.anversa.aq.it
info@comunedianversa.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Deriva dai toponimi ad versus (di fronte a, nelle vicinanze) o amnis versus (verso il fiume), come suggerisce la radice etimologica e fonetica a(di)nversa(m) (aquam), dove le acque sono quelle del Sagittario. Con riferimento al periodo normanno, il nome potrebbe anche essere legato a quello di Aversa, la cittadina campana fondata dai Normanni. Nel 1927 è stata aggiunta la specificazione “degli Abruzzi”.

 

La storia

1150, nel “Catalogo dei Baroni” del re normanno Ruggero II, la terra di Anversa, insieme al feudo di Castrovalva, figura come appartenente al conte Simone di Sangro. Nel 1187 è già corte di cause civili e penali. I feudi di Simone sono poi ereditati da Raynaldo di Sangro che li perde per essersi schierato contro l’imperatore Federico II. Le terre di Anversa con il castello normanno (edificato nella prima metà del XII sec. da Antonio di Sangro) ritornano nella disponibilità di questa famiglia solo nel 1250.
1431, la contea passa sotto la signoria dei Caldora di Pacentro e, nel 1479, sotto quella di Niccolò da Procida, che arricchisce la chiesa di San Marcello dello splendido portale. Nel 1493 è venduta alla famiglia dei Belprato, che la tiene fino al 1631, facendole raggiungere sotto la sua guida il massimo splendore.
Nel 1500 l’Accademia letteraria degli Addormentati, fondata da Gianvincenzo Belprato, richiama nel palazzo di Anversa umanisti, scienziati e artisti da molte parti d’Italia. 1656, il borgo è decimato dalla peste propagatasi da Napoli. Il violento terremoto del 1706 completa l’opera di devastazione, tanto che in un documento del 1754 il castello normanno è descritto come “distrutto e di nessuna rendita”. Nel XVIII sec. Anversa appartiene ai Recupito, fino all’estinzione del feudo nel 1806. Qualche anno prima, nel 1799, sotto il vento della rivoluzione francese gli anversani si erano rifiutati, armi in pugno, di pagare le tasse, sollevando enorme scalpore.
1817, il borgo di Castrovalva è unito ad Anversa. Dopo l’Unità d’Italia, il territorio è interessato dal fenomeno del brigantaggio.
1905, Gabriele D’Annunzio vi ambienta La fiaccola sotto il moggio, che definisce “la perfetta tra le mie tragedie”.

Posta all’inizio delle Gole del Sagittario, in un ambiente che i viaggiatori inglesi dell’Ottocento (Richard Craven, Edward Lear) trovavano “pauroso e bello”, Anversa ha colpito anche la fervida immaginazione di D’Annunzio che vi ha ambientato una fosca vicenda all’ombra di un suo imponente rudere, il palazzo dei Sangro. Anversa è una primitiva bellezza che smuove le braci mai sopite di un Abruzzo misterioso e barbarico, nella visione del Vate. Questa è la terra dei Marsi, e marsus era un mago incantatore di serpenti: gli stessi che nello stemma di Anversa si ritrovano avvinghiati a un compasso, evocando iniziazioni esoteriche di sapore rosacrociano o massone. Ma poi c’è il cucù che esce da un povero fischietto di creta, a riportare il tutto alla sua dimensione naïf, che è quella di un paese di antichi produttori di pignatte e giocattoli sonori, di rinomati maestri muratori, di pastori che oggi, attraverso Internet, chiedono l’adozione a distanza delle loro pecore, per salvare un mestiere dimenticato.

“Le montagne scendono a picco, scheggiate, arse, paurose; il fiume gorgoglia fra i massi, precipita in cascatelle, fugge a rivoli, si raccoglie a laghetti”: questo è lo scenario – descritto da un osservatore nel 1912 – in cui è inserita Anversa. Il paese sorge a circa 600 metri su di un ampio sperone che domina lo sbocco delle gole scavate dal fiume Sagittario. La visita del centro storico può iniziare dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XVI) con il portale rinascimentale in pietra calcarea datato 1540, unico nel suo genere in Abruzzo per il raro motivo iconografico, e un magnifico rosone del 1585, recante nella lo stemma dei Sangro e lo stemma di Anversa, con le serpi attorcigliate alle asticelle del compasso. La pianta a tre navate ed abside rettangolare custodisce la statua policroma di San Rocco, opera di ceramisti locali del 1530, un tabernacolo ligneo a forma di tempietto, intagliato nel XVI sec. e dorato nel 1664, e sull’altare maggiore la copia dello splendido Trittico di Anversa del XVI secolo, purtroppo trafugato nel 1981. Risalendo le strette vie che portano al castello normanno (sec. XII), ridotto, dal terremoto del 1706, a una scenografica quinta di rovine, si incontra una fila di case costruite in solida pietra lavorata, ingentilita da stipiti e archivolti decorati, armoniosi portali e finestre quadrate. I caratteri architettonici sono tipici dei secoli che vanno dal XVI al XVIII, quando Anversa era un fiorente centro dell’economia armentizia e le ricche famiglie locali, pur nel rigore di un’austera e atavica parsimonia, non lesinavano il denaro destinato ad accrescere il decoro delle abitazioni e il prestigio familiare. Fu così che il paese divenne un centro di valenti artigiani e lapicidi. Affascinante è l’atmosfera che si respira tra i vicoli interni e i sottopassaggi ad arco del borgo medievale, individuato nella cinta esterna di case, costruite per la maggior parte sopra dirupi, che circoscrivono il vecchio abitato sormontato dai ruderi del castello.
Da lì si giunge in breve al Belvedere sulle Gole del Sagittario e, percorrendo via Duca degli Abruzzi, alla chiesa di San Marcello, di impianto romanico (sec. XI) con elegante portale tardo gotico, rigoglioso di fantasiose sculture con motivi ornamentali, vegetali e antropomorfi, impreziosito da una lunetta contenente un affresco della Madonna con Bambino e due Santi, uno dei quali porta come segno del martirio una macina da mulino legata al collo. Si prosegue poi per Porta Pazziana, una delle porte superstiti della cinta muraria medievale, e per il terrazzo con bella vista sull’oasi del Sagittario e sul borgo di Castrovalva. Ben visibili dalle Gole del Sagittario, anche se purtroppo celati nei prospetti dalle superfetazioni degli ultimi secoli, sono alcuni edifici a schiera detti le case dei Lombardi, opera di maestranze settentrionali negli anni tra il 1480 e il 1520. Nei pressi si nota un portale del 1666 su cui sono scolpite figure simboliche riferite al culto di San Domenico: il serpe, il pesce, la spada e i ferri da mulo. E molti sono i segni talismanici disseminati nel borgo.
A valle dell’abitato si trovano i resti della chiesa di Santa Maria ad Nives con l’annesso monastero, che già nel sec. IX risultava in possesso dei monaci Benedettini.
Da visitare, infine, la frazione di Castrovalva che si affaccia, quasi dimenticata nel sonno, sulle incantevoli Gole del Sagittario.
Si entra nel borgo attraverso una porta ogivale per ammirare la parrocchiale di Santa Maria della Neve (XVI sec.) e la chiesetta di San Michele Arcangelo, risalente al XII sec.

Piaceri e Sapori

Escursioni nella valle del Sagittario, trekking, visite guidate.

Le caratteristiche rue del borgo medievale sono il punto di partenza per una visita alla Riserva Naturale WWF Gole del Sagittario, che si estende dai 500 metri di quota (a valle dell’abitato di Anversa) fino ai pascoli di montagna di Pizzo Marcello, ai confini con il Parco Nazionale d’Abruzzo, a 1500 metri.
All’interno della Riserva vi sono numerose fonti di acqua purissima con proprietà terapeutiche (le sorgenti di Cavuto) e una ricchissima flora che comprende specie rare come il “fiordaliso del Sagittario” (centaurea scannensis), pianta endemica presente solo qui. Tra le alte pareti rocciose nidificano l’aquila reale, il falco pellegrino e il gracchio corallino; tra i mammiferi sono presenti l’orso bruno e il lupo. è possibile visitare il Giardino Botanico (informazioni in piazza Roma 10, Anversa, tel. 0864 49504) organizzato in diversi settori per consentire la conoscenza della flora autoctona. Nel Giardino Abitato si svolgono le attività didattiche, mentre i sentieri conducono a stagni, rupi, pascoli, sorgenti dov’è possibile incontrare fiori, piante inferiori e officinali, specie rare che svelano la bellezza nascosta della natura. Dalle meraviglie della botanica si può passare a quelle della geologia seguendo appositi itinerari. I picnic sono consentiti nell’area attrezzata. Molti sono, all’interno della Riserva, i sentieri escursionistici segnalati.
La valle del Sagittario è solcata dallo scorrere dell’acqua e del tempo: Scanno, Villalago, Castrovalva, Anversa e Cocullo conservano le tracce di eventi millenari. I reperti e le strutture più antiche risalgono al IV sec. a. C., quando le popolazioni italiche, peligne in questo caso, entrarono in contatto con la potenza romana. Lungo la strada che da Anversa conduce a Cocullo è venuta alla luce la necropoli di Coccitelle: 50 tombe a lastroni con il relativo corredo funerario.

Centro di Documentazione Archeologica.
Raccoglie i corredi funerari trovati nella necropoli pre-romana scoperta in località Coccinelle.
Oltre 2000 anni fa, gli uomini seppellivano i loro cari secondo riti e consuetudini che il tempo ha offuscato. Nelle tombe degli uomini veniva deposta la spada, in quella delle donne gli effetti personali. Accanto alla testa era posta un’anfora, all’altezza del bacino una ciotola, lungo il lato destro del corpo un’olla.

Giardino Botanico Gole del Sagittario:
piazza Roma 10, tel. 0864 49115 – 49504. Aperto da marzo a dicembre con orari diversi. Un museo a cielo aperto per riflettere sull’ordine e la regolarità della vita naturale e per incantarsi davanti a uno stagno, un vecchio, tronco, una siepe, un prato fiorito, rifugi di mondi nascosti.

Giornata delle Riserve Naturali e delle Oasi:
organizzata nel mese di aprile dal WWF Italia, che qui ha un importante presidio.

Anversa Classica;
tel. 0864 49364 (Comune). È il cartellone estivo delle manifestazioni che si svolgono nei luoghi del Parco Letterario Gabriele D’Annunzio. Comprende eventi musicali e teatrali, itinerari e passeggiate dannunziane, letture di poesia, mostre di ceramica popolare ad Anversa e Castrovalva, nella seconda metà di agosto.

Festa patronale:
dedicata alla Madonna della Consolazione, prima domenica di settembre.

Tra i piatti locali meritano una menzione speciale i quagliatelli e fagioli, una minestra a base di pasta con acqua e farina ma senza uova, il capretto “cacio e uovo”, le pizzelle cotte con il “ferro” artigianale e i dolci natalizi come le pizze fritte e i ceci ripieni.

La “pignata”, il recipiente in terracotta (pignatta) usato per la cottura dei legumi, è simbolo di Anversa (gli abitanti erano chiamati “pignatari”) insieme al “cucù”, il fischietto d’argilla dal caratteristico suono. La ricotta affumicata di Anversa è uno dei celebri profumi e sapori della terra d’Abruzzo, certificato dalla medaglia d’oro alle Olimpiadi del formaggio di montagna del 2002.