stemma-AsoloAsolo
La città dei cento orizzonti

Comune di ASOLO
(Provincia di Treviso)
Altitudine
m. 205 s.l.m.
Abitanti
8.990 (500 nel borgo)

Patrono
San Prosdocimo, 7 novembre
info turismo
IAT, Piazza D’Annunzio 2 – Tel. 0423 529046
Ufficio cultura, – Tel. 0423 524637
www.asolo.it

Lo spirito del luogo

stemma-AsoloIl nome
Nel nome c’è già tutta Asolo: dal latino asylum, rifugio, privilegiata residenza scelta da chi desidera lenire gli affanni, vivere in pace, creare. Come accadde a Eleonora Duse, che qui si ritirò, lasciate le scene, a 51 anni, stanca e delusa.

 

La storia
I sec. a.C., Asolo diventa municipio romano. Di origine paleoveneta, Acelum è centro romano di una certa importanza, dotato di acquedotto, teatro, terme, citato da Plinio il Vecchio.
591, un documento attesta l’esistenza di una diocesi asolana già in quest’epoca, confermata poi nell’827 da un altro in cui è citato un vescovo detto Asolensis.969, la continuità della diocesi è interrotta con la sottomissione del castrum de Asilo alla giurisdizione del vescovo di Treviso.
1239, Ezzelino da Romano occupa con la forza i castelli sulle colline tra il Brenta e il Piave, compreso quello di Asolo. Con la fine del tiranno il borgo torna in possesso del vescovo di Treviso, poi nel 1260 diventa comune, tra 1283-1312 passa ai De Camino, poi agli Scaligeri di Verona, ai Carraresi di Padova e infine, nel 1338, alla Serenissima Repubblica di Venezia.
XV sec., Asolo è terra felice, ricca di opifici, perla della Marca Trevigiana. Tra 1489-1510 ospita la corte di Caterina Cornaro, regina in esilio di Cipro, Gerusalemme e Armenia.
1797, crolla la Repubblica di Venezia e Napoleone fa il suo ingresso anche in Asolo.
1808, la dominazione austriaca favorisce la riforma delle istituzioni civili e un ricco programma di opere pubbliche.
1866, Asolo entra a far parte del Regno d’Italia.

Qual è il segreto di Asolo, dove si ritirò Freya Stark dopo aver esplorato mezzo mondo; dove in solitudine Malipiero compose la sua musica che nessuno capiva? Il segreto, forse, sta nell’antica armonia tra luoghi della natura e opere dell’uomo che nel Rinascimento Alvise Cornaro definì “misura veneta”. Non era altro che lo stile del “gentiluomo di campagna”: quello che, in grande, ha permesso la costruzione delle ville venete e, in piccolo, a molte persone sensibili di ritagliarsi tra le preoccupazioni e gli affari quotidiani uno spazio “altro”, dedicato all’arte del vivere. Qui il visitatore, ha scritto Giovanni Comisso, può dissolversi in “un sognare estatico dal quale non vorrebbe più risvegliarsi”.

Una rara città di case che parlano
Racchiudere in poche righe il piacere di una visita ad Asolo, “rara città di case che parlano” (Manlio Brusatin) è impossibile. Si può partire dalla piazza centrale, oggi intitolata a Garibaldi, con l’antica fontana sovrastata dal leone di San Marco. La cattedrale, ricostruita nel 1747, conserva nella facciata la struttura romanica. All’interno, opere notevoli tra cui spicca l’Assunta, capolavoro di Lorenzo Lotto (1506).
La loggia della Ragione costituiva il centro della vita amministrativa; nella sala della Ragione si trovano gli stemmi dei podestà asolani; la facciata verso la piazza porta un affresco del Contarini. Imboccata via Browning si incontrano palazzo Polo con le sue eleganti trifore, casa Tabacchi dove Browning scrisse i versi di “Asolando”, la fontanella Zen (1571) e villa Freya, dimora della famiglia Stark.
Entrando in centro da sud, da Porta Loreggia, e prendendo il Foresto vecchio, ci s’imbatte in casa Malipiero, che ospitò il musicista veneziano, e nella chiesa di San Gottardo. Salendo lungo la bella via Bembo, si costeggiano le mura fortificate che salgono alla rocca e si ritorna in piazza. Da qui si sale a piedi lungo via Regina Cornaro tra due ali di palazzi quattrocenteschi affrescati e dotati di portici. A sinistra c’è il castello della Regina, ora Teatro Duse, con la torre Civica e la più piccola Reata. Scendendo si lascia sulla sinistra via Sottocastello con l’omonima porta e si passa davanti a palazzo Beltramini, ora municipio. Prima di ridiscendere lungo contrada Canova, merita uno sguardo via Belvedere, dove fino al 1547 era ospitata la comunità israelitica.
In via Canova si ammirano casa Duse e, sotto porta Santa Caterina, casa De Maria e la graziosa chiesetta di Santa Caterina con affreschi del Trecento. Più avanti a sinistra palazzo Pasquali, con la lapide a ricordo del soggiorno di Napoleone nel 1797 e, oltre villa de Mattia, la casa detta Longobarda. Sul colle degli Armeni, è notevole il “fresco” di villa Contarini. Salendo per la stretta via Sant’Anna, si arriva in faccia all’omonima chiesa. Nel cimitero, le tombe dell’attrice Eleonora Duse (1858-1924) e dell’esploratrice e scrittrice Freya Stark (1893-1993). Ricordiamo le parole della Duse: “Amo Asolo perché bello e tranquillo, paese di merletti e di poesia”.
Tornando dalla piazza centrale si sale ora per via Dante e, lasciata sulla destra l’elegante villa Scotti Pasini, s’incontra l’ex monastero benedettino di San Pietro. Infine, oltrepassata Porta Colmarion, 276 gradini conducono alla rocca del XIII secolo, sulla sommità del monte Ricco. Dagli spalti, splendida vista sul paesaggio circostante.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

I Colli Asolani sono il punto di partenza per passeggiate ed escursioni intorno alla città che dolcemente circondano.
Dal centro storico si diramano diversi percorsi da fare a piedi o in bicicletta.
In primavera la fioritura dei ciliegi e dei peschi colora il paesaggio. Passeggiare attraverso le valli e i “foresti”, le strade che dalla pianura portano al centro, è sempre un’esperienza piacevole. Nei dintorni sono da vedere grandi capolavori dell’arte italiana: a 5 km Villa Barbaro di Maser, progettata da Andrea Palladio (1550) con affreschi di Paolo Veronese, a 10 km Possagno, con la casa natale e la Gipsoteca dello scultore neoclassico Antonio Canova (1757-1822), lì sepolto; a 5 km. la tomba Brion, opera di Carlo Scarpa, notevole esempio di architettura funeraria; a 14 km Villa Emo, altro capolavoro dell’architettura palladiana.

Museo Civico, via Regina Cornaro 74, tel. 0423 952313: ospita una sezione archeologica, una pinacoteca con opere di Luca Giordano, Bellotto, Canova, statue e cimeli del Canova, una sala dedicata a Caterina Cornaro, un’altra dedicata a Eleonora Duse con costumi di scena, ritratti, copioni, e una sezione dedicata al tesoro della cattedrale.

Archivio Storico: custodisce importanti documenti della Podesteria Veneziana.

Mercatino dell’Antiquariato,
ogni seconda domenica del mese esclusi luglio e agosto.

Malipiero Concerti,
aprile-giugno.

Settimana della Cultura,
aprile-maggio.

Antica Sagra di San Gottardo, maggio.

Palio di Asolo,
giugno.

Calici di Stelle,
agosto.

Giornata del Patrimonio,
settembre.

Asolo Art Film Festival,
agosto-settembre: rassegna di cinema sul tema specifico dell’arte e di biografie d’artista.

Festival Internazionale Musica da Camera,
settembre.

Festa dell’Agricoltura e del Ringraziamento,
ottobre.

Corteo della Regina Cornaro,
ottobre.

Mercatino di Natale,
dicembre.

Che cosa ordinare nelle osterie e nei ristoranti? La cucina di Asolo è semplice e genuina, legata al mutare delle stagioni: risi e bisi, risotti, coniglio in tecia, frittata rognosa col salame, soppressa, pollo alla cacciatora e in umido, polenta e costicine, oca arrosto e al forno, radicchio condito con il lardo, e specialità che risentono dell’influenza veneziana quali sarde in saor e bigoli in salsa.

Il vino Asolo Prosecco Superiore ha ottenuto la certificazione Docg.

Ospitalità

Asolo, Villa Cipriani

Hotel Villa Cipriani

Un’incantevole villa di epoca palladiana provvista di giardino e di una piscina panoramica per una vacanza nel relax. Camere con vista spettacolari. Cucina tradizionale e raffinata.

  Via Canova, 298
  +39 0423 523411
  villacipriani@villacipriani.it