Sant'Ambrogio_di_Valpolicella-StemmaSan Giorgio
Tra ulivi e vigne della Valpolicella

Comune di sant’ambrogio di valpolicella
(Provincia di Verona)
Altitudine
m. 392 s.l.m.
Abitanti
11756 (356 nel Borgo)

Patrono
Sant’Ambrogio, 7 Dicembre
info turismo
www.comune.santambrogio.vr.it

Lo spirito del luogo

Sant'Ambrogio_di_Valpolicella-StemmaIl nome
San Giorgio di Valpolicella detto anche San Giorgio Inagannapoltron, si svela così come nei tempi antichi, una naturale fortezza che si raggiunge però dopo un cammino lungo e faticoso nonostante la prima impressione di vicinanza. Da ciò deriva appunto il nome “ingannapoltron”. Questo soprannome sembra che risalga al medioevo quando la scherzosa parola “poltron” (persona pigra) fu aggiunta al toponimo “San Giorgio in Ganna”: un attributo che alcuni studiosi fanno risalire a ganne, nome pre-romano pertinente alle Alpi orientali, che significherebbe semplicemente “mucchio di pietre” o “località rocciosa e pietrosa”. Il paese di San Giorgio è infatti legato, sin dall’antichità, ad un’intensa attività di estrazione e lavorazione della pietra.

 

La storia
Nel territorio attorno a San Giorgio le prime tracce dell’uomo sono testimoniate dai cospicui materiali preistorici rinvenuti; essi sono ascrivibili al periodo che vanno dal Paleolitico al Neolitico (da 40.000 a 4.000 anni a.C.). Numerosi altri ritrovamenti entro l’attuale abitato, appartenenti all’età del Bronzo e all’età del Ferro frammisti a vari materiali romani, testimoniano una significativa presenza abitativa tra V e IV secolo a.C. e fino in età romana. Tutti questi dati mostrano come San Giorgio rappresentasse un importante nodo di scambio tra la pianura e l’area centro alpina. L’ipotesi che San Giorgio fosse un importante centro religioso viene dalla molte iscrizioni sacre che sono state rinvenute in questa località e che sono in parte conservate nel locale museo-antiquarium. Al villaggio di San Giorgio è attribuito il titolo di capoluogo religioso del Pagus degli Arusnati, una popolazione di cultura etrusco-retica a cui venne garantita una certa autonomia amministrativa una volta che Verona divenne municipium romano. Aveva inoltre un’importanza strategica per il controllo sulla grande arteria consolare romana, la Via Claudia Augusta Padana, sui traghetti dell’Adige, sulla strata de Alemannia, e sulla fertile pianura. La sua posizione dominante di controllo sulla Valpolicella e sulla Valdadige doveva costituire una particolare importanza per questo sito, che accanto alla curia aveva il suo palatium (centro amministrativo); divenne baluardo difensivo contro le incursioni dei barbari dal nord con i Longobardi (specialmente con Re Liutprando – 712 744), ed era una sorta di chiesa castrense. L’iscrizione del Ciborio, all’interno della pieve, indica, per l’età longobarda, la presenza di un clero residente e di alcuni funzionari pubblici, gli scari, oltre a un gastaldo, da intendersi come amministratori di beni del fisco regio in loco. E’ proprio l’importanza della via fluviale dell’Adige che spiega la rilevanza di San Giorgio nelle strategie di controllo del territorio da parte dell’Impero. Il borgo venne fortificato probabilmente nel corso del X secolo, secondo un processo di “incastellamento”, anche se non si può escludere che strutture difensive fossero qui già presenti dalla tarda antichità o dall’età longobarda. Dal XIII secolo San Giorgio perde la sua importanza strategica, pur mantenendo una certa centralità per la presenza della Pieve. Si assiste ad uno spostamento della popolazione verso gli insediamenti a valle che si sviluppano, in particolare a Sant’Ambrogio di Valpolicella che diventa centro d’immigrazione anche degli scalpellini dalle valli lombarde. Tutto ciò però, ha contribuito a trasmetterci una situazione urbanistica di San Giorgio pressoché inalterata, caratterizzata da un forte accentramento, priva di case o contrade sparse, che rimanda al castrum medioevale. Dopo la caduta degli Scaligeri e dei Visconti, nel 1405 il Vicariato della Valpolicella e quindi anche San Giorgio, passa, conservando i suoi privilegi, sotto il dominio della Repubblica di Venezia fino al 1797; diventa uno dei tre piovadeghi del Vicariato (chiesa con fonte battesimale) e gode di un lungo periodo di tranquillità e benessere. Dalla fine della dominazione veneziana, la popolazione impegnata principalmente nell’agricoltura e nella escavazione e lavorazione della pietra, alternò momenti di pace a progresso (metà anni ‘800) a momenti di emigrazione e di esodo (1876-77 / 1950-70). Ad oggi sono rimaste inalterate le antiche vocazioni di questo territorio, come la produzione agricola (olio extra vergine di oliva e vino) e la lavorazione della pietra; ad esse si è aggiunto il turismo enogastronomico e culturale, ma anche naturalistico.

La Pieve di San Giorgio di Valpolicella. Al centro del castrum, la chiesa (pieve barbarico-romanica), risale al VII-VIII secolo, il che ne fa uno dei luoghi di culto, tuttora utilizzati, più antichi di tutto il territorio Veronese. Almeno in parte, l’edificio, composto da tre navate e due absidi contrapposte, è stato ricostruito agli inizi del XII sec. come evidenziano le strutture romaniche della parte orientale e del campanile. Dotata di chiostro, sala capitolare e campanile, la chiesa fu costruita su resti di precedenti edifici molto antichi; il Cristianesimo si andò diffondendo lentamente anche in Valpolicella e i luoghi di culto pagano vennero spesso sostituiti o inglobati nelle chiese. Attraverso una piccola porta aperta nella fiancata meridionale della chiesa si esce nel chiostro, edificato accanto alle case del clero; un piccolo gioiello architettonico che si illumina di rosso al tramonto. Dal chiostro si accede alla sala capitolare ora utilizzata come cappella invernale.

L’area archeologica. Dal chiostro della Pieve si accede all’area archeologica sul retro dell’abside orientale; qui sono visitabili i ritrovamenti di alcuni edifici dell’età del Ferro. Uno di questi è affiancato da una cisterna per la raccolta dell’acqua che serviva nella lavorazione dei metalli.

Il Museo-Antiquarium. A fianco della chiesa, sulla piazza del borgo, si trova l’ingresso dell’antiquarium, che raccoglie tutti i reperti della preistoria, dell’età del bronzo e del ferro e dell’età romana trovati nel paese e nei suoi dintorni. Ha una sala dedicata ai fossili custoditi negli strati della pietra sedimentaria su cui San Giorgio stesso sorge.

La via Crucis dei Lapicidi. Accanto al Cimitero, gli allievi della Scuola d’Arte (l’unica scuola d’arte italiana di proprietà comunale) hanno scolpito una via crucis speciale. Le 14 stazioni sono rappresentate da libri aperti in pietra: da un lato è scolpita la passione di Cristo, dall’altro la passione degli scalpellini e dei marmisti del Comune che hanno dovuto emigrare in cerca di lavoro.

Le Marogne. Elemento caratteristico della collina veronese, in particolare in Valpolicella, sono i terrazzamenti realizzati con muretti a secco, detti marogne. Si tratta di un’onerosa operazione di rimodellamento delle pendici dei monti favorita dall’abbondanza di mano d’opera e dalla disponibilità locale di materiale, che aveva il vantaggio i preservare il terreno dall’erosione delle acque.

Le Cave. Nei dintorni di San Giorgio ci sono numerose cave di marmo e di pietra. Si tratta in genere di marmo Rosso Verona detto di S.Ambrogio. L’escavazione procedeva in gallerie che venivano puntellate, man mano che si procedeva verso l’interno, con delle grosse colonne di pietra. A fianco a questo tipo di escavazione c’erano le cave descuerte (cave a cielo aperto) tutt’ora visibili e visitabili anche se in disuso. Ora le cave abbandonate costituiscono uno scenario magico, ricco di storia e vicende delle persone e del territorio.

Piaceri e Sapori

Numerosi sono i sentieri che ricalcano antichi percorsi, alcuni marcati con segnavia CAI come ad esempio il “sentiero della Salute” che congiunge Gargagnago (Borgo dell’Amarone) con San Giorgio e il percorso che congiunge Sant’Ambrogio con San Giorgio attraverso le località di Sengia e Coali. Ci sono poi tutta una rete di percorsi, sentieri e stradelli che da San Giorgio si dirigono verso le località dei dintorni: Ca’ de la Pela, Monte con il suo forte austro–ungarico Mollinary, il Monte Solane, Caranzano e molti altri.

Nel rispetto della stagionalità e ispirati alla tradizione, i piatti che il Borgo offre sono molteplici e variegati: – minestra di fàe (fave) (in autunno) – paparele e fiagadini (tagliatelle in brodo con i fegatini) – pasta e fasoi (pasta e fagioli) – bigoli con le sardele (sarde) – coniglio in umido – lepre in salmì – brasato all’Amarone – tortel con l’erba amara (frittata alle erbe) – soppressa veronese (salame con l’aglio) – formaggio Monte Veronese della Lessinia – tartufo nero – pissota con l’oio o sulla gradela (focaccia dolce) – brassadele (ciambelle dolci) e nadalin (dolce alle mandorle) – sosole e fritole (dolci di carnevale)

La presenza di ulivi e vigneti porta alla produzione di olio extra vergine di oliva e dei vini DOC e DOCG della denominazione Valpolicella: Amarone e Recioto, Valpolicella, Valpolicella Superiore e Ripasso. Il frutto dell’estate è la ciliegia, mentre cave e laboratori di pietra sono testimoni di un’antica artigianalità e cultura.

ANGIORGIO_SEREGO-ALIGHIERI

Adagiate sulle dolci colline della Valpolicella, terra dell’Amarone, le Possessioni Serego Alighieri appartengono ai discendenti del Poeta Dante dal 1353. Visitarle è un tuffo nella storia di questa nobile famiglia, che da 21 generazioni tramanda la passione per il vino e il suo territorio.

Ristorazione

San Giorgio, Red Zone

Red Zone Art Bar

  Piazza Della Pieve, 15
  +39 045 6801269
  www.redzoneart.com

Ristorazione

SAN Giorgio, Osteria PerBacco

Osteria PerBacco

  Piazza Vitt.Emanuele, 2
  +39 392 0282743
  www.osteriaperbacco.net

Ristorazione

San Giorgio, Trattoria Dalla Rosa

Trattoria Dalla Rosa Alda

  Strada Garibaldi, 4
  +39 045 7701018
 www.dallarosalda.it

Ristorazione

San Giorgio, Bottega dei Corgnan

Bottega De Corgnan

  Via Corgnan, 12
  +39 045 6862272
 www.bottegaitaliana.net

Ristorazione

San Giorgio, Arusnate

Trattoria Al Borgo dell’Arusnate

  San Giorgio Ingannapoltron
  +39 0456801237
  www.borgodellarusnate.com

Ristorazione

San Giorgio, Trattoria

Trattoria Ca’ Dela Pela

Cucina casalinga e tradizionale

  Loc. Ca Dela Pela, 1
  +39 045 6800245

Ospitalità

San Giorgio, B&B Valentina

B. & B. Valentina

  Via Calcarole, 32 Loc. Monte
  +39 338 4892944
  info@bbvalentina.it

Ospitalità

San Giorgio, Casale Bergamini

Antico Casale Bergamini

  Via Stazione Vecchia 764, Gargagnago
  +39 392 8787404
  www.anticocasalebergamini.com

Ospitalità

San Giorgio, Villa dei Pini

B. & B. Villa dei Pini

  Via Chiesa Nuova 47 Fraz. Domegliara
  www.lavilladeipini.com

Ospitalità

San Giorgio, Caspina

Ca’ Spina – il Rustico in Affitto

 Via Sengia 8/b
  +39 339 2603807
  www.caspina.it

Ospitalità

San Giorgio, Albergo Napoleone

Albergo Napoleone

  Via Napoleone 59
  +39 045 6861214
 www.albergonapoleone.com

Ospitalità

San Giorgio, Villa Monteleone

B.&B. Villa Monteleone

  Via Monteleone, 12 Fraz. Gargagnago
 info@villamonteleone.com
  www.bbvillamonteleone.it

Acquisti

San Giorgio, Coali

Azienda Agricola Coali

  Tenuta Savoia – Via Case Sparse Coali, 3
 www.coali.it

Acquisti

San Giorgio, VillaMonteleone

Az. Agricola Villa Monteleone

  Via Monteleone, 12 Fraz. Gargagnago
  +39 045 6800328
 www.villamonteleone.com

Acquisti

San Giorgio, Selun

Az. Agricola Selun di L. Marconi

  Via Calcarole – Loc. Selun
  +39 347 5397697
 www.selun.it marconi@selun.it

Acquisti

San Giorgio, Eleva

Società Agricola Eleva

  Via Conca d’Oro Loc. La Pala
  +39 045 6837282
  +39 334 6205339
  www.vinieleva.it