bard stemmaBard
Sotto un tetto di lose

Comune di BARD
(Provincia di Aosta)
Altitudine
m. 400 s.l.m.
Abitanti
100

info turismo
Forte di Bard – Polo Museale e Culturale, Tel. 0125 833811
info@fortedibard.it | www.lovevda.it
Comune: Piazza Cavour, 4 – Tel. 0125 80 31 34
info@comune.bard.ao.itwww.comune.bard.ao.it
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Instagram: comune_di_bard

Lo spirito del luogo

Il borgo di Bard è situato all’imbocco della Valle d’Aosta, a 48 km da Aosta e a 78 km da Torino. Bard è accessibile in auto dalla SS 26 della Valle d’Aosta. Con l’autostrada A5, da sud l’uscita è al casello di Pont-Saint-Martin, mentre da nord l’uscita è quella di Verrès, rispettivamente a 6 e 9 km di distanza da Bard.

Per chi raggiunge la Valle d’Aosta con un treno locale, la stazione di riferimento è Hône-Bard.

bard stemmaIl nome
Il toponimo “Bard” dovrebbe derivare dal celtico “bar” che designa una rocca, un luogo fortificato. Non deriva invece dal vocabolo francese “bar” indicante il barbo, pesce d’acqua dolce che si ritrova sullo Stemma comunale.

 

La storia

La zona attorno all’odierno borgo venne abitata sin dal Neolitico come testimoniano le numerose incisioni su pietre molto grandi. In Epoca Romana da Bard passava la Via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia.

XI secolo: Ottone di Bard costruisce un castello sul promontorio sfruttandone l’ottima posizione per imporre un pedaggio ai viandanti e alle merci. Il primo documento che rivela la presenza di un castello sullo sperone roccioso di appartenenza dei signori di Bard è del 1034.
1150 ca.: lungo la strada di collegamento tra Bard e Donnas viene fondato l’Ospizio Saint Jean de la Pierre dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme che per statuto avevano l’obbligo di fornire assistenza ai pellegrini e ai mercanti che percorrevano la via consolare.
1242: la rocca è espugnata da Amedeo IV di Savoia che trasforma l’originario castello in fortezza.
1661: il duca Carlo Emanuele II fa smantellare le piazzeforti di Verrès e Montjovet e fa trasferire tutta l’artiglieria a Bard, che da questo momento diventa il presidio dei Savoia in Valle d’Aosta.
1800: all’alba del 14 maggio, 40 mila uomini dell’Armée de réserve di Napoleone varcano le Alpi attraverso il Gran San Bernardo per sorprendere l’esercito austro-piemontese che occupa la pianura padana. Le truppe napoleoniche arrivano speditamente sino a Bard, dove sono bloccate dalla guarnigione austriaca a presidio della fortezza. Il borgo cade nelle mani dei francesi il 21 maggio, sorpreso da un attacco notturno. Il comandante del forte, il capitano von Bernkopf, non si dà per vinto, finché, dopo un’intera giornata di bombardamenti, è costretto alla resa. Irritato dall’inattesa resistenza, Napoleone fa radere al suolo la fortezza.
1830-38: Carlo Felice fa ricostruire il forte, sempre in funzione anti-francese. Il progetto, dell’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero, prevede che possa resistere anche a tre mesi d’assedio, con magazzini adatti a contenere le provviste, 50 bocche di fuoco e una guarnigione di 416 uomini (il doppio con sistemazione paglia a terra).

XIX secolo: Caduto in disuso il Forte fu poi adibito a carcere militare e, successivamente, a polveriera dell’Esercito italiano.

1975: il Forte non è più di alcuna utilità per il demanio militare che lo cede alla Regione Valle d’Aosta.

2006: Apertura al pubblico come polo artistico e culturale.

Bard è un luogo magico, di storia, arte e cultura. Grandi personaggi hanno varcato questo Borgo, da Napoleone Bonaparte, a Stendhal, a Cavour (al quale è dedicata la piazza del Municipio). Nei ricordi del giovane Stendhal, che dell’Armée di Napoleone aveva fatto parte, Bard è luogo del suo battesimo del fuoco; Camillo Benso Conte di Cavour vi soggiornò durante la giovinezza, prima di decidere di abbandonare la carriera militare per quella politica. Per alcuni il Borgo di Bard è stato visto come un ostacolo, altri hanno saputo cogliere lo spirito di tranquillità che questo piccolo Borgo trasmette.

Il Borgo medievale di Bard è uno dei più suggestivi e meglio conservati dell’intera Valle d’Aosta. Dalle incisioni rupestri riportate alla luce nel corso di scavi archeologici si evince che il territorio nei pressi del borgo è abitato sin dal Neolitico. Bard, sin dall’antichità, per la sua posizione strategica, è sempre stato un sicuro baluardo contro le invasioni e conserva tuttora lo stile ad archi ricco di bifore con finestre crociate. Di particolare interesse all’interno del Borgo sono Casa Challant, la cui facciata si apre alla piazzetta con finestre in pietra (finestre a crociera) e tracce di pittura; Casa Valperga, sulla cui facciata è presente un’elegante bifora, ora tamponata, affiancata da due finestre a crociera e dipinta con vari stemmi nobiliari; Casa Urbano, sede dell’antico mulino; la cosiddetta Casa Ciuca, in cui si può ammirare un bell’esempio di ‘viret’, un’ardita scala a chiocciola dai gradini che si aprono a ventaglio intorno a un’asse centrale; l’elegante Palazzo Nicole, settecentesco, residenza degli ultimi conti di Bard, sulla cui facciata si notano ancora i fori dei proiettili dell’assedio del 1800. Sulla piazza antistante il comune si trova la Chiesa parrocchiale risalente al XII secolo. La pianta attuale è rettangolare e presenta un’unica navata realizzata verso la metà del XIX secolo. Il campanile è in stile romanico.

Sulla rocca che sovrasta il Borgo, si erge imponente, il Forte di Bard.

Il Forte di Bard è diventato, grazie al restauro, il museo di se stesso, ossia un magnifico esempio di architettura militare. Sapientemente ristrutturato, è oggi un polo museale e culturale di tutto rispetto.

Sulle alture sovrastanti il borgo ci sono due piccoli e interessanti villaggi, raggiungibili a piedi dal borghetto di Jacquemet o in auto da Albard di Donnas: si tratta di Albard, con alcune abitazioni di origine medievale e la cappella del XVIII secolo, e di Crous, poche case in pietra tra i castagni.

Piaceri e Sapori

Durante l’anno vengono organizzati vari eventi che includono giochi e percorsi per bambini e ragazzi. Dal punto di vista sportivo, dal Borgo di Bard partono vari sentieri che portano ad Albard e alle frazioni alte di Bard, con vista panoramica sul Borgo e sul Forte di Bard. Molti sportivi raggiungono anche il Comune per le pareti di ottimo granito che offrono la maggior concentrazione di siti di arrampicata di tutta la regione.

Il Forte di Bard è un polo museale di fama internazionale.

La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli: il più basso, l’Opera Ferdinando, quello mediano, l’Opera Vittorio e il più alto, l’Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali.
L’Opera Ferdinando si presenta a forma di tenaglia ed è costituita da due corpi di fabbrica, l’Opera Ferdinando Inferiore e l’Opera Ferdinando Superiore all’interno del quale è ubicato il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere. Il percorso consente al pubblico di scoprire altri duemila metri quadrati di superficie del Forte. Tre le sezioni: il “Museo del Forte e delle Fortificazioni”, “Le Alpi Fortificate (1871-1946)” e “Le Alpi, una frontiera?”.
L’Opera Mortai, collocata alle sue spalle, e l’attigua Polveriera ospitano i locali destinati ai laboratori didattici e sono adibiti anche a mostre temporanee.

A circa metà della rocca sorge l’Opera Vittorio, che ospita Le Alpi dei Ragazzi – area attualmente in fase di riconversione, chiusa al pubblico – che ospiterà a partire dal 2024 laboratori dedicati al tema del cambiamento climatico sulle aree glaciali.

All’interno dell’Opera Carlo Alberto sono situate le Prigioni che ospitano un itinerario storico che guida il visitatore alla scoperta della storia del sito militare, per secoli strategico luogo di transito. Sempre all’interno dello spazio Carlo Alberto si trova il Museo della Alpi, uno spazio museale all’avanguardia che racconta una montagna “vissuta” e trasformata dalla mano dell’uomo. Un racconto nello spazio e nel tempo in cui suoni, video e proiezioni danno forma a scenografie, ricostruzioni e giochi multimediali che accompagnano il visitatore lungo un viaggio di esplorazione per immergersi nella cultura alpina.

Oltre ai Musei il Forte di Bard ospita molte mostre temporanee che spaziano dall’arte, alla storia, all’attualità. Inoltre vengono organizzati anche molti eventi culturali.

Percorrendo la via centrale del borgo si può respirare un’autentica atmosfera d’altri tempi, che diventa ancora più suggestiva nel corso delle manifestazioni e degli eventi organizzati durante l’arco dell’anno. Gli eventi più importanti sono:

  • “Marché au Fort”, una sagra enogastronomica che si tiene ogni anno la seconda domenica del mese di ottobre. La grande mostra-mercato consentirà ai visitatori di poter conoscere e assaporare i fiori all’occhiello della tavola valdostana.
  • “Napoleonica”, la grande rievocazione storica del passaggio di Napoleone Bonaparte con le sue truppe avvenuto nel maggio del 1800 nel corso della Seconda Campagna d’Italia. Tre giornate dense di iniziative che offriranno al pubblico un’esperienza coinvolgente ed immersiva. Più di 300 uomini e donne con abiti dell’epoca, cannoni, cavalli: tutto riporterà agli inizi del XIX secolo.
  • “Medioevo nella terra degli Challant”, una festa itinerante che prevede incontri, eventi ed animazioni in costume storico nei territori della nobil casata. La festa medioevale rievoca l’atmosfera autentica di quel periodo: giochi nel borgo medioevale, intrattenimento, cultura e combattimento.
  • Durante il periodo Natalizio l’intera via del Borgo è decorata a festa con la presenza di più di 300 presepi esposti lungo la via.

 

Ogni anno, inoltre, l’associazione Culturale Borgo di Bard organizza molti eventi e manifestazioni in ambito artistico e culturale.

La ricetta tradizionale che costituisce il piatto tipico di feste e ricorrenze è il fiuor di cousse, ossia i fiori di zucca ripieni e cotti al forno. La ricetta prevede un ripieno di carne trita magra, prosciutto cotto, mortadella, pane bagnato nel latte, prezzemolo, spinaci o coste, parmigiano e uovo.

E’ difficile crederci, ma basta una stretta lingua di terreno semi pianeggiante lungo la Dora e alcuni terrazzamenti sul ciglio della strada romana per dar vita, grazie alla tenacia di pochi coltivatori, a un prelibato cru dal nome suggestivo: il vino dei rocchi di Bard. è un rosso dal colore brillante tendente al granata, dal profumo mandorlato, di vitigno Nebbiolo che può raggiungere i 12 gradi, giustamente famoso già nell’antichità.