stemma-CompianoCompiano
Il borgo dei girovaghi

Comune di COMPIANO
(Provincia di Parma)
Altitudine
m. 520 s.l.m.
Abitanti
1100 (50 nel borgo)

Patrono
Santo Crocifisso, 14 agosto
info turismo
Comune, Tel. 0525 825125
Book-shop, Piazza della Cisterna
www.comune.compiano.pr.it

Lo spirito del luogo

stemma-CompianoIl nome
Compiano prende il nome dal grande “campo piano” o “campo plano”, subentrato a un lago preistorico che ricopriva l’intera vallata del Taro.

 

La storia
XI sec., nei documenti Compiano appare già come un borgo fortificato (la prima rocca è carolingia, intorno all’814) con giurisdizione sull’alta valle del Taro. Intorno al Mille appartiene ai Malaspina e, quindi, al Comune di Piacenza fino al 1258, quando viene ceduto a Ubertino Landi.
1312, con l’investitura imperiale dei feudi di Bardi e Compiano alla famiglia ghibellina dei Landi, inizia quella che sarà la più longeva signoria d’Italia, durata 426 anni.
1532, l’imperatore Carlo V proclama principato il territorio di Compiano, Bardi e Borgo Val di Taro. Il nuovo principe Agostino Landi ottiene nel 1552 il privilegio di battere moneta, dando così inizio al periodo di grande fioritura rinascimentale del castello.
1578, una rivolta per l’introduzione di nuove tasse, fomentata dai duchi Farnese di Parma, nemici storici dei Landi, causa la perdita di Borgotaro e il cambio di residenza urbana dei principi Landi da Piacenza (dove il duca aveva ordinato la confisca dei loro beni) a Milano, centro del potere spagnolo in Italia. Dal 1578 al 1682 il Principato dei Landi consiste unicamente delle due giurisdizioni di Bardi e Compiano, unico esempio italiano di “stato territoriale istituzionale”. Ma già nel 1630, anno della peste manzoniana, finisce il periodo aureo dello Stato di Bardi e Compiano, con il passaggio di consegne da Federico Landi, rimasto senza discendenti maschi, alla figlia Polissena e al di lei marito Gian Andrea, della casata genovese dei Doria.
1682, Bardi e Compiano entrano a far parte dei domini dei duchi Farnese di Parma.
1738, la fine giuridica dei feudi Landi è voluta dall’imperatore Carlo VI: Bardi, Compiano e Borgotaro entrano nell’orbita dei nuovi sovrani di Parma e Piacenza, i duchi Borbone. Nel 1805 il territorio è annesso all’Impero Napoleonico. Anche con la Restaurazione, i feudi rimangono un’appendice del Ducato.
1861, con l’Unità d’Italia l’area dell’ex Stato Landi viene assegnata alla Provincia di Parma.

Il “passaporto della leggera” è, nel gergo ottocentesco dei girovaghi, il misero bagaglio che gli ambulanti si portavano dietro nel loro vagabondare per le strade d’Europa. Fra loro c’erano venditori d’inchiostro, lumini o pomate “miracolose”, burattinai, musicanti, “fieranti con mercerie”.
L’epicentro originario di questi “artisti” era la zona del monte Pelpi, nell’Appennino parmense, tra Bedonia e Compiano, dove aveva sede il Museo degli Orsanti (ora trasferito nel borgo di Vigoleno), intitolato ai montanari che da qui partivano e andavano in tutta Europa a suonare nelle fiere di paese, facendo ballare orsi, scimmie e cammelli. Maria Teresa Alpi, appassionata raccoglitrice di storie, aveva fatto nascere qui il suo Festival dei Girovaghi, dedicato agli artisti di strada, a chi ha fatto della vita errabonda uno stile di vita, a chi gira il mondo a piedi o in bici, a chi scala montagne o va a meditare nel deserto, a chi va a vendere le cose più strane.

“Ai nostri monti ritorneremo…”, canta Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Ai nostri monti. Posto sulla strada che collega l’Emilia alla Liguria, tra i boschi dell’Appennino parmense ricchi di funghi e arboree penombre, Compiano è il tipico borgo castellano di impronta medievale fiorito intorno al baluardo difensivo dell’Alta Val Taro.
Qui la storica famiglia Landi, di parte ghibellina e perciò sostenuta dall’Impero, ha dato vita a un minuscolo staterello di mezza montagna che, bene o male, ha resistito per oltre 400 anni. E anche il castello, cui fa da corona il borgo, sembra non temere il passaggio del tempo, in quanto abitato dall’ultima proprietaria fino al 1987. Edificato su uno sperone roccioso a guardia del corso del fiume Taro, ha pianta trapezoidale ed è chiuso agli angoli da tre torri rotonde “alla piacentina”, a filo delle cortine murarie per offrire minor bersaglio alle artiglierie, e da una torre quadrata più antica.
Oggi si presenta come possente struttura quattrocentesca con ampliamenti sei-settecenteschi. Con il declino dello Stato Landi, sotto il Ducato di Maria Luigia divenne prigione di Stato, in cui furono rinchiusi i carbonari dei moti del 1821. Nel 1900 venne adibito a collegio femminile, per poi tornare abitazione privata per la marchesa Gambarotta.
Il borgo ha vicoli lastricati in salita sui quali si affacciano palazzi nobiliari e case torri; è protetto dalle mura fortificate del castello, al cui destino è stato per secoli legato. Nella piazzetta con belvedere sulla vallata, è da visitare la chiesa di San Giovanni Battista. L’antico municipio e tribunale di Compiano ha una bella facciata con balcone seicentesco.

Piaceri e Sapori

Compiano_cavalliEscursioni a cavallo, passeggiate a piedi e in mountain bike, raccolta funghi, tour dei castelli del Ducato.

Per la sua particolare conformazione strutturale il borgo, compreso in una cinta muraria ben conservata e con il sovrastante castello, è chiamato la “San Marino della provincia di Parma”. È invece “cittadella della cultura” in ragione dell’insediamento del Premio letterario PEN Club e di altre iniziative culturali. Compiano è inoltre inserito in un’incontaminata area appenninica ricca di boschi, di antichi borghi, di sentieri recuperati. Fa infine parte dell’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza (tel.0521824042, www.castellidelducato.it).

Compiano castello internoCastello di Compiano:
tel. 0525 825541, ingresso a pagamento, visite guidate, chiuso lun. All’interno si visitano la Collezione Gambarotta, costituita da arredi e dipinti sei-settecenteschi lasciati in eredità al Comune dall’ultima proprietaria del maniero, la contessa Lina Raimondi Gambarotta, e il Museo della Massoneria, che raccoglie oggetti e documenti della massoneria donati da Flaminio Musa, il quale ha organizzato l’esposizione insieme con la Loggia Massonica Grande Oriente d’Italia di palazzo Giustiniani e il Comune di Compiano.

Festival dei Girovaghi,
giugno-agosto. Attualmente sospeso, il festival è nato nel 2003 da una bellissima idea di Maria Teresa Alpi, fondatrice del Museo degli Orsanti, che voleva radunare a Compiano i cultori della vita errabonda, in omaggio ai girovaghi del passato. Come gli orsanti che dall’Appennino parmense raggiungevano le piazze d’Europa, della Russia o di Istanbul, anche oggi c’è molta gente che ha per motto We are moving, «siamo in movimento».

Antiche Botteghe,
giugno-settembre: sabato e domenica pomeriggio e sera, riaprono le antiche botteghe, con artisti e artigiani che espongono le loro produzioni nelle vetrine e per le strade del borgo.

Premio letterario PEN Club:
istituito nel 1991, si svolge nella prima metà di settembre. Il vincitore viene scelto con votazione segreta dai 250 scrittori del Club. Autori e pubblico assistono allo spoglio delle schede nella piazza di Compiano.

Festa millenaria di San Terenziano,
1° settembre, nella frazione di Isola, con mostra mercato di prodotti biologici locali.

Compiano_CastagnePrimi piatti: gnocchi di castagna con la ricotta. Secondi piatti: vitello alla Valtarese (vitello arrosto con contorno di funghi porcini) e faraona alla castellana (in umido con sapori dell’orto).

Compiano_funghi e castagneI funghi porcini e le castagne costituiscono le materie prime dei boschi dell’alta valle del Taro, presenti in tante ricette della tradizione gastronomica locale.