Montaione
La Gerusalemme di Toscana

Comune di Montaione
(Città Metropolitana di Firenze)
Altitudine
m. 342 s.l.m.
Abitanti
3.638 (383 nel borgo)

info turismo
Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica (IAT)
Via Cresci 17/19
Tel. 0571 699255
turismo@comune.montaione.fi.it
www.comune.montaione.fi.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Il toponimo Montaione è attestato per la prima volta in un atto di donazione del 1113. L’ipotesi più accreditata ne fa derivare l’origine dalla parola Monte e dall’antroponimo longobardo Ajone.

La storia

Montaione è il paese del turismo verde in Toscana, che totalizza quasi 300.000 giornate di presenza all’anno. Situato tra la Valdelsa e il Volterrano, circondato da colline di boschi di querce e castagno, poderi coltivati a vite e olivo, declivi argillosi orlati di cipressi, il borgo di origine medievale si raccoglie intorno al suo campanile, dominando un ambiente dai connotati tipici del paesaggio toscano d’entroterra. Ai decenni fra XII e XIII secolo risale il suo incastellamento. All’epoca, il borgo era già Comune autonomo benché parte del districtus di San Miniato, per poi fare atto di sottomissione alla Repubblica Fiorentina nel 1369. Protetto da una robusta cinta muraria rafforzata da undici torri, accessibile da due porte principali – Porta Fiorentina e Porta Pisana – il castello presentava un tessuto urbano di forma ovale basato su uno schema viario costituito da tre strade parallele collegate da stretti vicoli ortogonali e dominato dalla piazza centrale. Nonostante talune trasformazioni avvenute nei secoli, ultima delle quali la distruzione delle due porte durante il secondo conflitto mondiale, resta evidente la corrispondenza tra l’attuale struttura urbanistica del borgo e l’impianto medievale del castello: le vie, i vicoli e le piazze, nelle quali un tempo si aprivano le botteghe artigiane, le fornaci e le manifatture del vetro, sono quelle di allora; il perimetro delle antiche mura è tuttora visibile; le porte d’ingresso degli odierni esercizi commerciali sono affiancate da una finestra, come era per le antiche botteghe.
Tra gli edifici più prestigiosi del borgo si annoverano il Palazzo Pretorio e la Chiesa di San Regolo, entrambi affacciati, direttamente o indirettamente, sulla piazza centrale. Già alla metà del XIII secolo il Palazzo Pretorio era il luogo deputato al governo della comunità. Sede podestarile fino al 1772, ha ospitato poi la Civica Magistratura. La sua facciata in pietre e mattoni è infatti adorna di una serie di stemmi in pietra e terracotta invetriata, che rappresentano alcune delle famiglie di notabili succedutesi nei secoli al governo del Comune. Oggi è sede del Museo Archeologico comunale. San Regolo è la chiesa più importante di Montaione. Presente già nel basso Medioevo, ha subito nel tempo molteplici rifacimenti, l’ultimo dei quali finanziato nel XVII secolo dal montaionese Scipione Ammirato il Giovane, letterato e diplomatico presso la corte medicea. L’esterno è contraddistinto da massicci contrafforti congiunti da arcate a sostegno della volta. Due di questi incorniciano la facciata, la quale reca la lapide tombale di Francesco Chiarenti, altro illustre montaionese, scienziato medico e agronomo, accademico dei Georgofili, membro del Triumvirato che governò la Toscana fra 1800 e 1801. All’interno si trovano dipinti sacri databili dal XIII al XIX secolo, tra quali spicca la Madonna del Consiglio attribuita a Guido di Graziano. Di rilievo anche Palazzo Mannaioni, dimora storica risalente al XVI secolo, anche se l’attuale configurazione è quella acquisita nel XVIII secolo. Fu costruito dai Mannaioni, famiglia di notai fiorentini trasferitisi a Montaione, dove prosperarono come tesorieri del Comune, proprietari terrieri legati anche alla manifattura del vetro. Dotato in passato di granai e di un frantoio coperto da possenti volte a crociera, il palazzo ospita oggi un hotel e un ristorante che conserva la suggestiva cantina interrata nel sottosuolo.

  • La “Gerusalemme” di San Vivaldo: uno degli esempi più significativi di riproduzione dei luoghi santi in Occidente a scopo di pellegrinaggio sostitutivo. Una cittadella di cappelle e tempietti, costruita nel bosco dai frati francescani ai primi del XVI secolo, che riproduce in scala la topografia della Gerusalemme del tempo e ospita gruppi scultorei di scuola robbiana ispirati alla Passione e alla vita di Cristo.
  • L’Area Naturale Protetta Alta Valle del Torrente Carfalo: una gola lungo il letto del torrente, nella quale si è conservato un microclima da alta montagna e si trovano pertanto foreste di tassi e faggi, si incontra la salamandrina dagli occhiali e altre specificità floro-faunistiche. Un luogo dove fare escursioni e incontri sorprendenti.
  • Castelfalfi: insediamento longobardo, del quale si ipotizza un’origine quale guarnigione bizantina. Presenta ancora oggi la possente Rocca con i bastioni fortificati e parzialmente evoluta nelle forme della villa, il borgo sviluppatosi nel basso Medioevo e la Pieve Romanica di San Floriano. Il luogo è al centro di un vasto progetto di riqualificazione turistica.
  • Promontorio e Santuario della Pietrina: uno sperone così alto da sembrare irraggiungibile, un tortuoso sentiero nel bosco, una vista a perdita d’occhio che abbraccia Volterra e la Valdera. Ma anche una chiesetta accanto alle torri dirute di un antico castello, una Madonna con Bambino del senese Bartolo di Fredi, trafugata e poi ritrovata, che ritorna ogni anno a settembre da Volterra per la festa solenne che la accoglie.
  • Montaione è città del tartufo, situata nell’area delle Colline Sanminiatesi, una delle zone tartufigene più pregiate d’Italia. In autunno il tartufo bianco di Montaione impreziosisce le tavole dei ristoranti, e a fine ottobre si svolge Tartufesta – Mostra Mercato del Tartufo dei Prodotti Tipici, la festa che celebra i valori del territorio.
  • L’estate a Montaione è l’Estate Montaionese, un programma di eventi che da solo vale una vacanza da queste parti. Concerti di musica classica e jazz, cene in piazza, rassegne gastronomiche, spettacoli per bambini, mercatini di artigianato, festival.