Usseaux_stemmaUsseaux
Cinque villaggi tra i monti

Comune di USSEAUX
(Provincia di Torino)
Altitudine
m. 1210 – 2890 s.l.m.
Abitanti
182

info turismo
Comune, via Conte Eugenio Brunetta 53, Tel. 0121 83909,
comune.usseaux@ruparpiemonte.it
Info: Tel. 0121 884400 – fax 0121 83948
info.usseaux@alpimedia.it
www.comune.usseaux.to.it

Lo spirito del luogo

Usseaux_stemmaIl nome
Usseaux è probabilmente il villaggio di nome Occellum attraversato da Giulio Cesare e citato nel De Bello Gallico. Il nome ha forse origini celtiche, da uxellos che significa “alto”. Vi si parla ancora il patouà, una variante dell’occitano alpino, vale a dire la lingua d’Oc parlata un tempo nel sud della Francia.

 

La storia
1064, si ha la prima notizia documentata dell’esistenza di Usseaux, uno dei territori dei conti di Savoia donati all’abbazia di Pinerolo.
1091-1349, il territorio fa parte del Delfinato; nel 1343 il Delfino Umberto II, insieme a 18 rappresentanti delle valli alpine, firma la Carta delle Libertà: nasce così la Repubblica degli Escartons, che comprende cinque valli – Briançonnais, Oulx, Casteldelfino, Val Chisone, Queyras – le cui popolazioni, affrancate dalle servitù feudali, si uniscono per difendersi da una natura ostile e provvedere al loro fabbisogno.
1349-1713, l’esperienza degli Escartons – “les hommes libres” – prosegue sotto il dominio dei Re di Francia e dura fino al trattato di Utrecht, che determina la spartizione del territorio degli Escartons tra Francia a Casa Savoia: a quest’ultima vanno gli Escartons della Val Chisone. Nell’ambiente degli Escartons si sviluppano il valdismo e, poi, la riforma protestante, così che anche a Usseaux convivono per secoli la fede cattolica e quella la valdese; nel 1526, proprio in Val Chisone, a Laux, i Valdesi si riuniscono per discutere le nuove idee
di riforma calvinista, e in breve tutta l’alta Val Chisone, in cui il calvinismo era fortemente consolidato, passa al culto riformato.
1734, Usseaux è concessa in feudo ai Brunetta di Pinerolo.
1747, il 19 luglio, durante la guerra di successione austriaca, l’esercito franco-spagnolo è sconfitto dall’esercito austro-piemontese nella famosa battaglia dell’Assietta, grazie anche al determinante aiuto delle milizie locali.
1848, Carlo Alberto promulga le Lettere Patenti, con le quali riconosce ai valdesi i diritti civili e politici; nello stesso anno, rappresentanti dell’Alta Val Chisone sono inseriti nel Parlamento piemontese.
1861, con l’unità d’Italia gli abitanti dell’Alta Val Chisone, e quindi anche di Usseaux, cominciano ad allontanarsi dalle abitudini francesi: la lingua usata negli atti pubblici e insegnata a scuola diventa quella italiana.

Il sole cala dietro il colle dell’Assietta, rosso del sangue dell’antica battaglia fondativa del Piemonte. I cardi davanti alle case dei villaggi di Usseaux sono indicatori del tempo, si chiudono quando piove. Il vivere lento, qui, è una promessa: le meridiane solari con le scritte in patois ci ricordano che ogni fretta è vana, e ogni minuto è prezioso, ma per l’eternità. Dal profondo del tempo viene l’usanza celtica del totem del capo: un monito per operare bene, a favore della comunità.
A Usseaux nelle gelide sere invernali ci si ritrova ancora nelle tipiche stalle, con volte a botte e pilastro centrale, riadattate a taverna, per mangiare, cantare, raccontare. C’è nostalgia delle veglie, in queste case fatte solo di legno, pietra e terra, che il fiato delle mucche ha incollato e tiene insieme. Questo è il luogo delle rondini, che si danno adunanza nella borgata di Balboutet.
È il luogo dove cattolici e valdesi, dove la croce sabauda e il giglio di Francia, si sono duramente confrontati e poi hanno finito per convivere. E proprio dalle sponde del lago Laux, uno sguardo autunnale verso Usseaux e il Colle delle Finestre ci fa sentire di nuovo uomini liberi, hommes libres, come si definivano i valligiani della République des Escartons.

Il piccolo comune di Usseaux in Alta Val Chisone è ancora oggi un esempio di realtà agricola e contadina di alta montagna.
È distribuito su cinque borgate, fra le più antiche della valle, in una incantevole cornice alpina: Usseaux – il capoluogo -, Balboutet, Laux, Pourrières e Fraisse. Le case in pietra e legno addossate le une alle altre, le fontane, i lavatoi, le stalle, i forni per il pane, il vecchio mulino, le strade lastricate, i segni ancora evidenti, ma sempre più flebili, della cultura, della lingua e delle tradizioni occitane dei popoli della République des Escartons: ecco cosa si può trovare sui monti dove regna il pzit rei, l’uccellino del re, cioè lo scricciolo. I villaggi alpini di Usseaux meritano una sosta per scoprire una dimensione “altra” della vita, fatta di ritmi lenti, gesti quotidiani ripetuti nel tempo, cui fa da controcanto una natura che sa ancora donare emozioni nel trascorrere ciclico delle stagioni.
Il capoluogo Usseaux è il paese del pane e dei murales.
Una quarantina di dipinti murali – il cui tema spazia dalla vita contadina, al mondo della natura, degli animali e delle favole – si snoda lungo le stradine e i vicoli. Da vedere anche il forno della comunità, che in alcune occasioni ancora viene usato per la panificazione, il grande lavatoio, il mulino ad acqua ristrutturato, la chiesa parrocchiale di San Pietro, e soprattutto la struttura compatta dell’abitato, illeggiadrito dai fiori ai balconi e depurato dalle fatiche di un tempo. L’origine della borgata è settecentesca, con diverse costruzioni che hanno mantenuto la struttura originaria.
Poco lontano dal capoluogo, lungo la strada che conduce a Pian dell’Alpe, Balboutet, per la sua esposizione a sud, è il paese del sole e delle meridiane. Nel piccolo centro agricolo, importante nella vallata per l’allevamento bovino e per la produzione di formaggi, venti quadranti solari realizzati sui muri delle case e una piazza del Sole illustrano le varie tipologie di misurazione del tempo e propongono un percorso didattico sul sistema solare. A far compagnia al passeggero, moltissime rondini, grazie alla presenza di vecchie stalle. Sulla destra orografica del torrente Chisone, Laux è la borgata dell’acqua, adagiata su un piccolo pianoro, con il suo fiabesco laghetto naturale. È tra i villaggi alpini più belli e integri della valle. Al suo interno, la chiesa con l’antica meridiana e la piazza della preghiera ricordano la presenza valdese. Il comune vorrebbe recuperare un’abitazione del 1660 per farne una casa del libero pensiero, un luogo di riflessione in un villaggio simbolo della concordia tra religioni.
C’è, appunto, il progetto di un “sinodo dei filosofi”, che non si potrebbe realizzare che qui, tra lo sgocciolio dell’acqua che ti accompagna ovunque e i profumi di latte e di legna che brucia.
Affacciata alla strada regionale del Sestriere, ecco Pourrières, la borgata dell’Assietta, con l’antica chiesa e il piccolo cimitero e, più a monte, il vallone di Cerogne e il colle dell’Assietta, dove nel 1747 l’esercito dei Savoia vinse una famosa battaglia contro i francesi (5300 morti).
Ultimo borgo a monte è Fraisse, la borgata del legno, circondata da boschi e da un’intensa vegetazione e attraversata dal torrente Chisone, sulla cui sinistra orografica sorge la parte più abitata, dove ancora si concentra qualche falegnameria.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

I villaggi alpini di Usseaux offrono molte possibilità per passeggiate a piedi,in mountain bike e a cavallo, lungo sentieri e strade militari, oltre a percorsi con le racchette da neve e con gli sci. Poco distanti sono gli impianti olimpici per gli sport invernali di Pragelato e Sestriere. Per gli appassionati della bicicletta, ci sono la strada dell’Assietta e un reticolo di strade militari che offrono percorsi adatti a tutte le esigenze. Si fa pesca sportiva al lago Laux e parapendio al Pian dell’Alpe. Si organizzano, infine, percorsi guidati all’interno dei cinque borghi.

Due parchi naturali, l’Orsiera-Rocciavrè e il Gran Bosco di Salbertrand, rendono questo territorio uno tra i più ricchi di flora e fauna delle vallate alpine piemontesi. Nell’affascinante cornice delle Alpi Cozie, sono innumerevoli i sentieri tematici attrezzati che da Usseaux portano a scoprire aspetti poco noti o dimenticati della cultura di questi luoghi. Si può andare alla ricerca dei mulini per cereali, dei luoghi in cui vengono prodotti il formaggio delle viole o il vino Ramìe, dei sentieri dei minatori, dei luoghi di culto dei valdesi. Imperdibile, poi, a soli 4 km, la visita al Forte di Fenestrelle, la grande muraglia piemontese, la più grande fortificazione alpina d’Europa. tel. 0121 83600, www.fortedifenestrelle.com

Nel vicino comune di Pragelato si possono visitare in borgata Rivet il Museo del costume e delle tradizioni delle genti alpine (tel. 0122 78800) e la Casa degli Escartons (tel. 0122 741028), piccolo spazio museale collocato all’interno di un’abitazione della metà del XVII secolo, testimonianza della tipologia architettonica del territorio dell’alta Val Chisone.

Festa del Piemont all’Assietta,
terza domenica di luglio: si ricorda la battaglia dell’Assietta del 19 luglio 1747 tra le truppe francesi e quelle piemontesi; ogni anno migliaia di persone salgono in montagna per festeggiare l’identità piemontese.

Convegno Cattolici -Valdesi,
primo sabato d’agosto: inaugurato nel 2004 nella borgata Laux, questo incontro ripercorre la storia dei cattolici e dei valdesi nell’Alta Val Chisone, dai conflitti alla convivenza.

Fiera di Balboutet,
23 agosto: la manifestazione zootecnica più importante della valle.

Bosco e Territorio, prima metà di settembre: la manifestazione ospitata con cadenza biennale nella borgata Fraisse, è una vetrina sulla migliore tecnologia per la lavorazione del legno e un’occasione per lo sviluppo di progetti di valorizzazione della risorsa legno.

La cucina locale utilizza i prodotti semplici della montagna, come patate, cavoli, porri, lardo. Piatto tipico sono le calhiette valdesi, a base di patate, salsiccia, cipolla, burro e formaggio.

Il plaisentif, detto “il formaggio delle viole”, ha la caratteristica di essere prodotto con il latte dei primi giorni d’alpeggio, ricco delle essenze dei fiori,
e stagionato per almeno ottanta giorni. Questo formaggio, già apprezzato nel Medioevo, è stato riscoperto grazie a un’antica ricetta.

Ristorazione

USSEAUX, trattoria

Trattoria La Placette

Gradita la prenotazione.

  Via Della Chiesa, 5
  +39 0121 83073
  +39 339 1450496
  www.laplacette.it

Ospitalità

USSEAUX, CASA VACANZE SOUVENIR

Casa Vacanze Souvenir

Atmosfera familiare per una vacanza tra le montagne.

  Via Della Chiesa, 5
  +39 349 3701722
 www.laplacette.it

Ospitalità

USSEAUX, RIFUGIO LAGO DELLE RANE

Rifugio Lago delle Rane

  Loc. Pian dell’Alpe
  +39 347 0243213
  info@rifugiolagodellerane.it
  www.lagodellerane.it