Monforte D’Alba
Patrimonio UNESCO tra “I paesaggi vitivinicoli del Piemonte

Comune di MONFORTE D’ALBA
(Provincia di Cuneo)
Altitudine
m. 528 s.l.m.
Abitanti
1995

Patrono

Madonna della Neve, 5 agosto

info turismo

Ufficio del Turismo di Monforte
Tel. 0173 253013 – 335 6913846
info@monfortetourism.it
www.monfortetourism.it
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Lo spirito del luogo

Il nome

Il Comune deve il suo nome al castello cinto da mura che sorse nell’Alto Medioevo sulla sommità di un colle “Mons Fortis”

La storia

Monforte è di antichissima origine: infatti sono state rinvenute tracce di insediamenti risalenti al neolitico e frammenti d’epoca romana. Nel 1028, secondo gli storici Glabro e Landolfo Seniore, fu espugnato dagli armati inviati dall’Arcivescovo di Milano, Ariberto d’Intimiano, per soffocare l’eresia catara diffusasi in loco coinvolgendo gli stessi feudatari. Gli abitanti di Mons Fortis, fatti prigionieri, furono condotti a Milano e costretti a scegliere tra l’abiura e il rogo; la maggior parte, coerentemente con i propri principi, si lanciò tra le fiamme. Non è azzardato supporre che la presenza del nome Monforte nella toponomastica di Milano sia da ricollegarsi a questa vicenda.
Dopo alterne vicende, il paese divenne, nel XIII secolo, feudo dei marchesi Del Carretto, cui più tardi subentrarono i marchesi Scarampi del Cairo. Nel 1703 fu conquistato dalle truppe di casa Savoia e passò quindi definitivamente al regno di Piemonte e di Sardegna.
Il centro storico di Monforte conserva il caratteristico impianto medievale: la conformazione del rilievo su cui si erge l’abitato ha determinato la disposizione planimetrica a forma di ventaglio; le strade che salgono seguono le linee di massima pendenza e sono incrociate da vie parallele disposte secondo l’andamento delle curve di livello. Una passeggiata nelle sue viuzze medioevali che salgono ripide, una sosta nei suoi locali di ristoro o nei suoi alberghi, dimostrano come questo Comune, già noto nella seconda metà del Novecento per la sua gastronomia, abbia valorizzato il suo centro storico con molta attenzione al restauro e al recupero funzionale dei suoi edifici.
Il fulcro della composizione urbana è costituito dalla residenza dei marchesi Scarampi, situata a fianco della piazza in cui è stato ricavato l’Auditorium Horszowski e dalla quale si ergono la torre Campanaria e le due Confraternite di Santa Elisabetta e di Sant’Agostino. Scendendo lungo la “Via dei Catari”, si percorre l’attraversamento del sottopasso recante la data del 1622 su cui poggiava la navata detta “dei manichei” dell’antica chiesa di Santa Maria. Si oltrepassano l’arco e la porta medievale di accesso alla rocca e, scendendo per via del Carretto, è visibile una meridiana dipinta nel 1834. Visibile, anche, un tratto delle antiche mura all’incrocio con via de Magistris, (già via del Forno, o delle Case Bianche). Ritornati in via del Carretto, si supera, sulla destra, l’antica Piazza d’Assi, cosiddetta perché pavimentata con tavole di legno e dove, un tempo, vi si teneva il mercato.
Il territorio del Comune di Monforte d’Alba presenta delle peculiarità legate alla natura ed al territorio che ne hanno determinato l’inserimento a giugno 2014 nei siti italiani “Patrimonio dell’Umanità” dell’UNESCO tra “I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”. La coltura della vite ha permesso di modellare le colline in un modo unico riconosciuto in tutto il mondo. Buona parte del territorio è inserita fra le zone di eccellenza “core zone” e parte fra le zone di completamento “buffer zone”.

  • Palazzo Scarampi
    L’esistenza di un antico castello è documentata in testi dell’XI secolo, ma di esso non restano tracce visibili. Nel 1225 fu edificata una “torre nuova” e nel 1277 venne concluso un atto tra le mura del mastio esistente. Appartenne a vari signori locali, quindi al Comune albese e ai marchesi del Carretto. Gravemente danneggiato nel 1703 dalle truppe savoiarde, che lo conquistarono, passò definitivamente allo stato sabaudo nel 1726 con la cessione dei cosiddetti “feudi imperiali”. L’attuale Palazzo Scarampi venne edificato a cura dei del Carretto dopo il 1706 sul sito del maniero precedente e ristrutturato nel 1833.
  • Auditorium Horszowski.
    Piccolo anfiteatro, utilizzato come auditorium e intitolato al famoso pianista che vi tenne il concerto d’inaugurazione nell’estate 1986. Ospita la rassegna musicale Monfortinjazz.
  • Oratorio di Sant’Agostino e di San Bonifacio
    In stile barocco, l’edificio presenta una facciata in mattoni a vista, divisa in due ordini, ed è scandita da quattro paraste, poggianti su basamento.
    Sul portale in bronzo, realizzato nel 2014 dall’artista svizzero Marcel Mathys, sono raffigurati il Tetramorfo (simbolo dei quattro Evangelisti con l’angelo di Matteo, il leone di Marco, il bue di Luca e l’ aquila di Giovanni) e due Labirinti (rappresentazioni medievali del percorso di penitenza).
  • Oratorio di Santa Elisabetta
    Il piccolo Oratorio barocco è esternamente scandito ad ottagono e presenta una facciata intonacata nel 1827. Paraste marmorizzate ornano l’interno e una decorazione floreale impreziosisce la volta. Nella parete di fondo una profonda nicchia ospita l’altare dietro il quale un’importante cornice barocca racchiude la tela rappresentante S. Elisabetta.
  • Torre Campanaria
    È l’ultima testimonianza, insieme ad un affresco quattrocentesco (ora nella cappella della Casa di Riposo), della chiesa parrocchiale di Santa Maria, già citata in un documento del 1223, e demolita nel secondo decennio del 1900. Il campanile, che ha subito molti rimaneggiamenti nel corso dei secoli, era in origine la torre quadrangolare di vedetta dei primi signori di Monforte, inglobata nella facciata della chiesa costruita successivamente. La parte terminale, cuspidata, presenta le caratteristiche tipiche del gotico. Durante i lavori di restauro è emersa, alla base, un’ampia nicchia con decorazioni barocche che fungeva da fonte battesimale.
  • Le Meridiane
    Due sono ancora visibili: quella in via Del Carretto presenta, al centro, una clessidra alata e, in alto, la scritta “VELOCITER TRANSIT” seguita dal nome dell’autore “A. CHALLANCE FACIEBAT A.D. 1834”; l’altra, in via Vallada, sulla torre annessa al palazzo già Martina, porta in alto la scritta “Soles occidere et redire possunt nobis cum semel occidit brevis lux, nox est perpetua una eterna dormenda”.
    [Il sole può calare e ritornare per noi, quando la breve luce cade resta una eterna notte da dormire] (Catullo, Carme V).
  • La Chiesa Parrocchiale
    Dedicata alla Madonna della neve, fu iniziata nel giugno del 1909, su disegno dell’ingegner Giuseppe Gallo di Torino, e terminata nell’ottobre del 1912. E’ in stile neo-gotico e presenta una pianta a croce latina. Un cenno merita il campanile (m 54), alleggerito in alto da bifore e terminante con una balaustra e una cupola; agli angoli le statue degli evangelisti. All’interno quattro colonne a fascio reggono la volta tripartita. Il Battistero, all’inizio della navata sinistra, presenta ricchi stucchi e statue in legno; quattro cappelle si aprono lungo le pareti laterali. Nel presbiterio, delimitato dalla ricca balaustra in marmo bianco di Carrara e giallo di Siena, si nota l’altare settecentesco in marmi pregiati che venne qui trasportato nel 1912.
    Interessanti le vetrate del coro, nell’abside pentagonale, provenienti da Linnich, in Germania, alla cui base sono visibili gli stemmi dei Del Carretto e degli Scarampi. Gli affreschi che decorano i due bracci del transetto, tra cui “Il miracolo della neve” (all’origine dell’erezione della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma) e le “Storie di Maria”, sono opera di Luigi Morgari. Allo stesso dobbiamo i trittici delle cappelle laterali, mentre gli elementi decorativi non figurativi dell’abside, della volta e del presbiterio sono opera del pittore Fedele Finati.
  • Museo Martina
    In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, nel 2011 è stato inaugurato il Museo civico intitolato al Colonnello Paolo Domenico Martina, protagonista del Risorgimento italiano. Nato nel 1820, il col. Martina alternò le vicende della sua carriera militare alla passione per la viticoltura, per il collezionismo naturalistico e per la musica. Lasciò tutti i suoi beni al comune di Monforte perché venisse istituita una scuola d’agricoltura, che fu realizzata dal 1927 agli anni Cinquanta. Il Museo raccoglie in 5 sale il ricco patrimonio storico, naturalistico e musicale del Colonnello Martina ed è fruibile esclusivamente grazie all’impegno dei volontari dell’associazione MO.MA.LI. che ne garantiscono l’apertura e organizzano iniziative di qualità per la sua promozione.
  • Merendina nella Saracca: Il giorno di pasquetta il centro storico ospita il primo evento della stagione, con musica, intrattenimenti e punti ristoro a cura della Pro Loco.
  • Nel mese di maggio, sarà “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry il protagonista della V^ edizione di Vivolibro 2019, la manifestazione a cadenza biennale ideata dalla Fondazione Bottari Lattes per avvicinare i bambini delle scuole elementari alla lettura e stimolare l’interesse degli alunni alla conoscenza, alla comprensione dell’altro e all’accoglienza delle diversità. La manifestazione è dedicata a personaggi della letteratura per l’infanzia o della narrativa internazionale che hanno saputo fare breccia nell’immaginario dei più piccoli (da Marco Polo a Don Chisciotte, da Pinocchio a Mr Fogg).
  • In occasione della festività di Pentecoste (nel 2019 sarà l’8 giugno) ) ritorna “BAROLO BOYS in fuori gioco”, evento dedicato allo sport e al vino. I produttori del Barolo di Monforte incontrano i produttori di altre tre differenti aree viticole tra le più pregiate del mondo, con convegni e degustazioni nel centro storico.
  • Nel mese di luglio si tiene la rassegna musicale Monfortinjazz, giunta ormai alla 43^ edizione. Il Monfortinjazz, nato nel 1976, ha ospitato molti tra i più noti e apprezzati protagonisti della scena musicale internazionale dando vita, ogni anno, a un appuntamento unico.
  • Nella 4^ domenica di novembre, si tiene la tradizionale Fiera dei “ BERU” (letteralmente “i maschi delle pecore”). La Fiera è una vera e propria”classica” del periodo autunnale in Langa, che affonda le proprie origini a molto tempo addietro a partire dalla sua ormai curiosa denominazione.
  • Per tutta la giornata, il centro è animato da bancarelle pronte ad offrire ai visitatori un panorama di generi di ogni sorta. La Pro Loco prepara per tutti la colazione di langa, il pranzo con polenta e salsiccia e la merenda.
  • La gastronomia
    La cucina è espressione di un mondo agricolo ad economia povera e conserva tuttora la sua tipicità, per quanto risenta, in alcune preparazioni, dell’influsso della vicina Liguria e della Valle d’Aosta, come nella “bagna cauda” e della fonduta. Da una materia prima varia e dalla fantasia dei cuochi è nata una vasta gamma di antipasti, primi, secondi e dolci molto elaborati che richiedono pazienza ed abilità nell’esecuzione.
    Tra i principali: il vitello tonnato, la carne cruda all’albese, le frittate, il fritto misto alla piemontese, la fonduta, la “bagna cauda”, la pasta fatta in casa (tajarin, ravioli al “plin”, gnocchi di patate, lasagne al sangue).
    Da non dimenticare il brasato al Barolo, il bollito misto accompagnato dal “bagnet verd” ed il coniglio alla langarola con i peperoni; completano il pranzo le “tume”, il “bonet”, la torta di nocciole e le paste secche di meliga con lo zabajone.
    Sovrano, su alcuni di questi piatti, il profumato e prezioso tartufo bianco d’Alba.

Ristorazione

Le Ginestre
Pizzeria Trattoria con piscina

Non solo pizzeria e trattoria con ottimi piatti di pesce ma anche una location ideale per un tuffo fuori stagione.

  Via Ginestra, 5
  +39 0173 78684
  lucaegitto_1996@libero.it
  www.leginestredimonfortedalba.it

Osteria La salita

La bellezza del territorio si sposa con la genuinità di una tavola che ha come protagonisti prodotti di qualità e vini di eccellenza.

  Via Marconi, 2/A
  +39 0173 787196
  info@lasalita.it
  www.lasalita.it

Agriturismo Cascina
Franco ConternoSciulun

Questo antico podere, produce vini prestigiosi e dispone di un agriturismo immerso nel verde lussureggiante.

  Via Bussia, 62
  +39 0173 78627
  agriturismo@francoconterno.it
  www.francoconterno.it

Azienda Agricola Fratelli Manzone

Un sapiente connubio di profumi e sapori nel rispetto della tradizione delle Langhe.

  Località Manzoni, 33
  +39 0173 78110
  manz.one@tiscali.it
  www.manzonefratelli.it

Agriturismo Tra sole e vigne

Un indirizzo che incanta la vista e soddisfa il palato con piatti tipici della cucina langarola.

  Località Manzoni, 33
  +39 0173 78110
  manz.one@tiscali.it
  www.manzonefratelli.it

Felicin Ristorante Albergo
Dimora Storica

Questo storico locale nel cuore delle Langhe è l’ideale per chi ama rilassarsi tra natura e buona tavola.

  Via Vallada, 18
  +39 0173 78225
  felicin@felicin.it
  www.felicin.it