Troina
Prima sede vescovile siciliana

Comune di Troina
(Provincia di Enna)
Altitudine
m. 1121 s.l.m.
Abitanti
9202 (1673 nel borgo)

Patrono

San Silvestro monaco basiliano, 2 gennaio

info turismo

Ufficio Informazioni Turistiche

  Via Conte Ruggero n. 6
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  www.enjoytroina.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Troina è una città antichissima. I primi insediamenti nel territorio risalgono al periodo preistorico mentre il primo nucleo del centro abitato risale al IV secolo a. C. Molti studiosi identificano Troina con l’antica Engyon, sede del tempio preellenico dedicato al culto delle Dee Madri. La forma più antica dell’attuale nome è Traghina, derivante dall’aggettivo greco aspro e roccioso. Nei documenti e nelle cronache medievali si ritrovano anche altre forme (Trayna o Drajna).

La storia

Prima capitale normanna di Sicilia
Per la sua posizione geografica, Troina fu un’importante roccaforte militare sia nel periodo greco e romano che durante le dominazioni bizantine e arabe. Durante il periodo normanno, nel 1060, fu scelta dal Conte Ruggero come sede del potere politico e militare negli anni della conquista. In questo periodo storico in Sicilia, arabi, normanni, latini, ebrei e bizantini convivono per il bene comune e alla corte di Ruggero si incontrano poeti, generali e scienziati con lo scopo di sviluppare una società che si afferma come potenza nel Mediterraneo. Nel 1088 vi soggiornò papa Urbano II, che, nominato papa a Terracina, non era potuto entrare a Roma, dove allora dominava l’antipapa Callisto III, sotto la protezione dell’imperatore svevo Enrico IV. A Troina, dove insisteva un castrum munito, il Gran Conte lasciava la giovane moglie, era solito farvi ritorno dopo ogni conquista, vi conservava il bottino di guerra e il tesoro e riceveva le ambascerie; vi accolse papa Urbano II e fece seppellire il figlio (illegittimo) Giordano, morto a Siracusa.

La prima sede vescovile siciliana
A Troina Ruggero d’Altavilla, dopo la conquista nel 1061, istituì la prima sede vescovile siciliana dopo la lunga dominazione araba. Costruita tra il 1067 e il 1078, fu consacrata al culto della Virginis Puerperae. Fin dall’inizio dotata di larghe rendite, fu chiesa palatina e nel 1082 fu eretta a Cattedra vescovile. Nel corso dei secoli ha subito dei rimaneggiamenti che ne hanno modificato l’antica struttura: il primo risale al Quattrocento, il secondo all’età tardo barocca e l’ultimo al 1927. Di tali lavori, la torre campanaria e la facciata della chiesa ne sono una testimonianza. Di recentissima costruzione è il nuovo portone d’ingresso della Chiesa Madre, un’opera in bronzo in cui sono scolpiti gli eventi principali della storia di Troina, della Chiesa e della vita del santo patrono San Silvestro. Architettonicamente la chiesa presenta un impianto a croce latina a tre navate. Le volte a botte e gli archi a tutto sesto decorati con stucchi e accompagnati da una serie di dipinti sulle pareti, donano alla chiesa un immagine classicheggiante.
L’altare maggiore, proveniente dall’Abbazia di Santa Maria degli Angeli, è in marmo policromo. L’abside è affiancata da due cappelle laterali: quella di sinistra dedicata a san Silvestro, monaco basiliano e quella di destra dedicata al SS. Sacramento.

La città-castello medievale
Edificato in alcuni tratti sulle antiche mura fortificate dell’età ellenistica, il castello di Troina era ubicato sull’acrocoro rupestre dell’omonimo monte (1121 m.). La posizione strategica della rupe che domina la sottostante valle, i corsi d’acqua e le vie di comunicazione, lo fece diventare nel periodo normanno residenza privilegiata del Gran Conte in Sicilia e roccaforte della conquista. II castello, inurbato, sorgeva nell’area della cattedrale, compreso nel recinto fortificato esterno del complesso, cinto da mura turrite impostate sui cigli dei dirupi. Fatto fortificare da Ruggero I, nel 1150 il geografo arabo Edrisi lo descrive come un «fortalizio» e «desiderato soggiorno». Il castrum troinese, documentato in alcuni documenti del 1154 e del 1212, venne in parte distrutto nel 1233 da Federico II dopo una rivolta popolare. Delle fortificazioni durante il regno angioino e aragonese poco si conosce.
Lungo poco meno di un chilometro e largo poche decine di metri, la struttura era costituita da tre alte e robuste torri. Nella robusta cinta muraria si aprivano quattro porte: del Baglio a nord, del Guardiano accanto la Cattedrale, di San Nicola ad est e di Ram (sorgente) a ovest.
Venute meno le esigenze difensive e l’importanza militare della città, nel 1409 del castello resiste solo una grande torre (Capitania), sottoposta a regio demanio e definita come «domus plana», edificio smilitarizzato e privo di valore strategico.
Passando sotto la torre campanaria una stradina conduce ad un quartiere che conserva ancora l’assetto medievale e il cui nome, Scalforio, fatto derivare dall’arabo, significa «fuori le mura» e segna la fine della citta-castello fortificata.

Pinacoteca civica
Istituita nel 2016, è ubicata all’interno dei suggestivi ambienti medievali della Torre Capitania. La prestigiosa collezione, della quale fanno parte alcuni importanti dipinti rinvenuti nelle chiese locali e altre significative acquisizioni, comprende opere di autori di primissimo piano fra i quali Scipione Pulzone, Giacinto Boccanera, Rosa da Tivoli, Willem Scellinks e gli eredi della bottega di Antonello da Messina. Spicca fra tutti un “Ritratto di Paolo III Farnese” di Tiziano, unica opera a sud di Napoli del Vecellio.

Antiquarium archeologico
Istituito nel 2015, espone alcuni tra i più importanti reperti ritrovati nelle campagne di scavi nel territorio troinese. I reperti più antichi risalgono all’eneolitico e riguardano gli oggetti della vita quotidiana di una fattoria preistorica. Di grande valore anche i corredi funebri delle necropoli di età ellenistica e altri reperti di età romana, bizantina e araba.

Museo della fotografia di Robert Capa
Istituito nel 2020, si trova ubicato nel Palazzo Pretura ed espone 62 foto inedite del più grande fotoreporter di guerra di tutti i tempi, acquistate dalla Fondazione Famiglia Pintaura all’International Center of Photography di New York. Riguardano scene di guerra e di vita quotidiana e sono state scattate da Capa nell’estate 1943 durante la conquista angloamericana della Sicilia.

Oratorio del SS. Sacramento
Situato sotto la Chiesa Madre, corrisponde alla cripta e al transetto dell’antica cattedrale normanna. In origine, dedicata al culto di Santa Lucia, era destinata al servizio del palatino. Verso la fine del XVI secolo fu concessa all’Arciconfraternita dei Bianchi che ne fece il proprio oratorio. Nel 1088 papa Urbano II in tale chiesetta celebrò la messa e la predella in pietra innanzi all’altare porta l’iscrizione dell’avvenimento: “Praefuit Urbani II, Praesentia Sedes Sacravit”.

Chiesa di Santa Lucia
Ubicata nel quartiere omonimo, vene fondata nel XVI secolo. Il muro meridionale della chiesa è un frammento della cinta muraria, caratterizzata da strutture a scarpe e da allineamenti basamentali realizzati da grossi blocchi squadrati provenienti dalla fortificazione ellenistica. Al suo interno la chiesa conserva due dipinti del Seicento (San Francesco e San Silvestro) e la statua lignea del Cristo risorto, realizzata da Filippo Quattrocchi nel 1743.

Chiesa di San Nicolò Scalforio
Risalente al periodo medievale, l’edificio possiede una torre campanaria con un sottopassaggio che corrispondeva ad una delle antiche porte di accesso alla citta-castello normanna. La chiesa, a mononavata, ha al proprio interno un pregevole altare principale e quattro laterali risalenti al Settecentesco. Custodisce, inoltre, quattro dipinti e un Crocifisso ligneo di buona fattura.

Chiesa di San Silvestro monaco
E’ il luogo di culto più importante per il borgo di Troina in quanto vi sono sepolte le spoglie mortali del santo patrono San Silvestro monaco. La chiesa venne costruita nel 1625 dai basiliani per ospitare i monaci del cenobio di Sant’Elia. Il tempio ha una struttura basilicale a tre navate. Al centro del transetto si erge la cupola sorretta da un tamburo quadrangolare. La chiesa custodisce la statua in marmo bianco di San Silvestro, riferibile alla scuola del Gagini.

Sagra della vastedda co sammucu
Si svolge ogni anno a metà giugno e celebra la più prelibata eccellenza gastronomica del territorio. La “vastedda co sammucu” è una focaccia ripiena con salame (fellata) e formaggio (tuma) tipici arricchita dalla fragranza dei fiori di sambuco.

Festino di San Silvestro
E’ un ciclo di manifestazioni religiose che si svolge ogni anno a Troina da metà maggio alla prima settimana di giugno ed è dedicato al cives et patronus San Silvestro. Ha il suo inizio con due antichissimi pellegrinaggi ricchi di simbolismi a piedi (Rami) e a cavallo (Ddarata) e si conclude con la processione del simulacro ligneo quattrocentesco di San Silvestro e del fercolo argento che rappresenta uno dei più importanti capolavori siciliani dell’argenteria barocca.

Le escursioni sui Nebrodi
Per gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta non può mancare una escursione nel lago Sartori e nei boschi dei Nebrodi. Luoghi meravigliosi, ricchi di vegetazione, di colori e suoni della natura, di aria pulita e di silenzio che faranno immergere il visitatore in un’atmosfera magica.

Mythos. Rassegna teatrale sul mito classico e contemporaneo
Giunta quest’anno alla seconda edizione, si svolge nel mese di luglio nella suggestiva e aperta cornice naturale della radura del Villaggio Cristo Redentore. Una rassegna incentrata sul mito, che ambisce a conciliare la sua visione classica con le sue riscritture contemporanee, resa possibile grazie alla sinergia tra Comune di Troina e Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA).

Il Premio internazionale “Gino De Agrò – Città di Troina”
Istituito nel 2019, si celebra ogni anno l’ultima settimana di giugno e porta a Troina artisti e intellettuali di fama nazionale e internazionale che incontrano la comunità e i turisti che vengono per l’occasione.

L’artigianato tipico
Tra i prodotti dell’artigiano locale spiccano i manufatti in ferro battuto e in legno intarsiato, l’arte di ispirazione monastica del ricamo e la realizzazione dei tradizionali tammura (tamburi) con pelle conciata e degli scanni (piccole sedie) con le ferule.