Sadali
Nella selvaggia Barbagia

Comune di SADALI
(Provincia del Sud Sardegna)
Altitudine
m. 768 s.l.m.
Abitanti
983

info turismo
Coop. Le Tre Fate
Tel. 320 6253278
www.comune.sadali.ca.it
www.escursionisadali.it

Lo spirito del luogo

Il nome

S’aili è la zona dell’ovile destinata all’alloggio dei capretti: secondo la leggenda il borgo sarebbe stato fondato da un pastore, un custode di capre, in località Mesu Idda, dove si sarebbe sistemato col suo gregge. Più probabile che il toponimo derivi dal fenicio Sad – El, con il significato di “fortezza grande”.

La storia

Sadali sorge nella Barbagia di Seulo a circa 750 metri d’altitudine, al bordo dell’altopiano omonimo. La regione, in gran parte montuosa, è definita “isola nell’isola” per la peculiarità dei suoi paesaggi che disegnano un mondo a parte, selvaggio e straniante. Nel borgo, strette strade in ciottolato su cui si affacciano abitazioni antiche, lasciano spazio d’improvviso ad ampie vedute sulla vallata. Prima di raggiungere il cuore di Sadali s’incontra Casa Podda, l’unico esempio sopravvissuto di casale padronale a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Aperta al pubblico, la dimora ha grandi stanze disposte su tre livelli, decorate con arabeschi e motivi floreali di gusto tardo barocco, ampi spazi destinati alla servitù, arredamenti di pregio. Specchio dell’importanza della famiglia Podda nella Sadali dell’Ottocento, la casa fu abitata fino alla metà del secolo scorso, quando smise di essere il fulcro dell’economia locale.

Il centro storico si sviluppa intorno all’antica parrocchiale di San Valentino, patrono di Sadali. La chiesa ha attraversato quattro periodi distinti, dal romanico fino ai rimaneggiamenti di età moderna. Non distante dalla chiesa si trova la cascata di San Valentino, le cui acque provengono da numerose sorgenti. Si caratterizza per il fatto di trovarsi proprio al centro dell’abitato e di avere accanto un mulino ad acqua secentesco, utilizzato per oltre duecento anni per la macinazione del grano e oggi visitabile. Seguendo il percorso dell’acqua si giunge nel punto più basso del centro storico, nella località chiamata Mesu Idda, dove si trova una voragine naturale, Sa Ucca Manna, “la grande bocca”, che raccoglie le acque delle diverse sorgenti. A differenza dei centri abitati circostanti, che hanno smarrito del tutto le tradizionali forme architettoniche, il centro storico di Sadali si è conservato perché agli inizi del Novecento la popolazione si è spostata in massa in una zona più alta del territorio, abbandonando il borgo così com’era: con le facciate in pietra a vista e con il tradizionale lastricato della pavimentazione.

Il primo impianto della chiesa di San Valentino risale ai secoli V e VI. Gli ultimi lavori di restauro nel 1996 hanno portato alla luce una fornace romana utilizzata per la cottura di laterizi, completamente intatta nel suo interno. Del secondo impianto, trecentesco, restano il grande portone ogivale e le arcate a sesto acuto dell’interno. È degli anni Sessanta l’ultimo rimaneggiamento, con l’aggiunta del campanile. Delle sei cappelle laterali la più interessante è quella dell’Assunta, voluta da Salvatore Locci a cavallo del XVII e XVIII secolo.

Il vecchio mulino ad acqua, alimentato dalla cascata di San Valentino, è l’unico recuperato tra gli otto mulini che erano presenti nel centro storico. Sono stati tutti costruiti nella seconda metà del Seicento per volere di un nobile, il Reggente Locci, e per svolgere il duro lavoro sino ad allora toccato agli asini.

Is Foghidonis, l’evento che apre ufficialmente il Carnevale, è un viaggio tra riti ancestrali. Riscaldano la notte di Sadali i fuochi accesi in onore di Sant’Antonio e San Sebastiano, accompagnati da performance itineranti di teatro, musica e danza. E come da tradizione barbaricina, fa la sua prima uscita in questa occasione la maschera tradizionale degli Urtzos.

Is culurgionis, uno dei piatti tipici della Barbagia, è celebrato ogni prima domenica d’agosto con una sagra. Si tratta di una sorta di raviolo con cuore di patate, menta, aglio e pecorino fresco. La forma a mezzaluna è dovuta alla chiusura dei bordi con le dita.
Sadali è l’unico paese in Sardegna ad avere come patrono San Valentino, festeggiato non il 14 febbraio ma il 6 ottobre, nella stagione più prospera per i raccolti secondo le abitudini agropastorali locali. Con il rito di scuttulai su santu, “scuotere il santo”, i single si affidano a San Valentino per trovare l’amore.