Bovino
Ottocento portali di pietra

Comune di bovino
solo centro storico
(Provincia di Foggia)
Altitudine
m. 647 s.l.m.
Abitanti
4000 (1100 nel borgo)

Patrono
Madonna di Valleverde, 28-30 agosto
info turismo
Comune Ufficio Cultura,tel. 0881 966718 – orario 8-14
Museo Civico, tel. 0881 961025 – orario 8-13
www.comune.bovino.fg.it – www.bovino.museum.com

Lo spirito del luogo

Il nome

Non sono certi l’origine e il significato di Vibinum, il nome della Bovino romana attestato da Plinio e Polibio. Forse deriva dalla lingua osca parlata dalle antiche popolazioni della Daunia e significa “bue”.

 

La storia

323 a.C., la città (fondata dai Dauni) partecipa alle lotte sannitiche contro i Romani, dai quali viene distrutta e ricostruita col nome di Vibinum.
La colonia ottiene da Roma il riconoscimento di municipium e quindi il privilegio di governarsi con proprie leggi.
663, Bovino è distrutta dai Bizantini durante la guerra con i Longobardi, da cui era stata precedentemente conquistata.
Vanno in fiamme le magnifiche opere romane.
876, per opera dell’imperatore Basilio I e dei suoi strateghi bizantini, Bovino comincia a rifiorire. Vengono ricostruite le mura per migliorare il sistema difensivo e le strade sono tracciate con quella configurazione tortuosa e stretta che ancora oggi si osserva nei quartieri più antichi.
967, i Saraceni di Abul Kasem, giunti dalla Sicilia, mettono a ferro e fuoco la città, subito ricostruita dai Bizantini. Ma, pochi decenni più tardi, è di nuovo distrutta dall’imperatore Ottone I.
XI sec., quando i primi Normanni giungono nel Mezzogiorno, Bovino è uno degli ultimi capisaldi bizantini. Drogone, fratello di Guglielmo d’Altavilla, riesce a vincerne la resistenza (1045) e a consegnarla, distrutta, al dominio normanno.
XII-XIII sec. Bovino vive durante la dominazione di Federico II un periodo di tranquillità e prosperità. Poi dagli Svevi passa agli Angioini, e successivamente sotto il dominio di vari feudatari.
XIV-XVI sec., si succedono al comando del feudo di Bovino varie casate gentilizie. Chi lascerà la più feconda impronta è Don Giovanni de Guevara, nobile di Spagna, che dal re Filippo di Spagna ottiene nel 1575 il titolo di Duca di Bovino. Il duca amplia il castello dandogli l’aspetto di palazzo gentilizio.
1656, la peste bubbonica lascia in vita a Bovino appena 1200 cittadini.
XVIII-XIX sec. Bovino subisce la piaga del brigantaggio. Nonostante la massiccia presenza di soldati nella zona, la situazione è così grave da costringere i Borboni a vietare, lungo l’intero tragitto tra Benevento e Bari, che i boschi arrivino ai margini della via maestra.

Faugne è un vento, mezzo ponentino e mezzo meridionale, che si fa strada per Bovino diventando veloce nella corsa fra le gole. Spira improvviso come i cattivi pensieri e familiare come un nonno burbero. Fa dei bovinesi gente facile al cambiamento d’umore, torvi e chiacchieroni, amanti del divertimento e, improvvisamente, solitari. Ma Faugne, bifronte come Giano, se da un verso porta il broncio, dall’altro ha una virtù che lo dissolve: è lui – sorpresa! – il vento profumiere. Prima di arrivare a Bovino raccoglie la menta e il rosmarino, l’origano e il timo, e li mescola col suo lontano sentore di mare.

Posta a confine tra Puglia e Campania, Bovino ha svolto nei secoli un ruolo strategico nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno. Tracce del suo passato sono visibili nel borgo antico, distrutto e ricostruito più volte, che si caratterizza per l’interessante struttura urbanistica, talvolta poco leggibile a causa del traffico automobilistico che toglie grazia alle architetture e impedisce la concentrazione.
Si possono comunque ammirare ampi tratti della pavimentazione in pietra di fiume, abitazioni in pietra con la tradizionale copertura a embrici, volte a botte in mattoncini, palazzetti nobiliari con le loro romanelle e le caratteristiche corti, un numero altissimo di portali in pietra, opera di maestri scalpellini locali. Le casette bianche, le scalinate ripide dei vicoli, la verde campagna circostante completano il quadro, che è di fragile bellezza, dovendo difendersi da chi semina alterazioni e brutture, ignaro del senso della storia, che qui appare infinita: come dimostrano i resti di mura di cinta romane (nel rione Portella), gli avanzi di mosaici, le statuette di Ercole e i numerosi reperti custoditi nel Museo Civico.
Il borgo racchiude al suo interno sette chiese, tra le quali spicca la cattedrale, sulla cui facciata nel 1231 il maestro Zano, proveniente dalla Gallia, impresse il primitivo stile gotico che inaugurò la stagione del romanico in Puglia. All’interno, i frammenti scultorei bizantini vanno cercati come in un’avvincente caccia al tesoro: nel presbiterio, ad esempio, ci sono i due blocchi posti su colonne d’età romana raffiguranti Daniele nella fossa dei leoni. Degni di nota sono anche il coro ligneo seicentesco nell’abside e i monumenti funebri dei signori di Bovino, ma è soprattutto la facciata romanica, nella semplicità delle linee e dei motivi floreali e zoomorfi, ad incantarci.
La chiesa di San Marco, inaugurata il 18 maggio 1197, conserva dello stile bizantino la lunetta che sormonta il portale e custodisce le monumentali tombe di alcuni vescovi che hanno retto l’antichissima diocesi di Bovino. Sulla sommità di un colle si erge maestoso il castello (o palazzo) ducale con la sua torre normanna risalente all’XI secolo. Opera del conte normanno Drogone, il castello fu poi ampliato da Federico II di Svevia e nel Seicento trasformato in palazzo gentilizio dai duchi di Guevara. Il palazzo ducale, abitato fino al 1961 dai discendenti dei Guevara, ha vissuto i suoi tempi migliori nel Seicento. Nei suoi saloni dalle volte a cassettoni e nel suo giardino pensile, hanno trovato ospitalità Torquato Tasso, Giovan Battista Marino, Maria Teresa d’Austria, Papa Benedetto XIII. Tanta bellezza oggi non è valorizzata: all’interno c’è una scuola e l’ingresso versa in stato di degrado. Ma al museo Diocesano ci si estasia davanti al San Sebastiano di Mattia Preti.
Il centro storico, nonostante diversi episodi di incuria, svela altri tesori, come la chiesa del Carmine, edificata dai Gesuiti nel Seicento; la neoclassica Santa Maria delle Grazie; l’antichissima (1099) chiesa di San Pietro, interessante esempio di architettura romanica con elementi bizantini innestati su residui romani, come nel fonte battesimale; la chiesa del Rosario (costruita nel 1205, con portale del 1754) gotica ed elegante nella sua struttura a una sola navata; le quattrocentesche Chiese dell’Annunziata, situata all’inizio dello storico rione Portella, di San Francesco e dei Cappuccini, sorta nel 1618 per un voto del duca Giovanni di Guevara. Le residenze private sono quasi tutte dotate di splendidi portali, simbolo di potenza della nobiltà locale.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Tennis e percorsi campestri.

 

 

Museo Civico,
presso palazzo Pisani, tel. 0881 961013, feriali 10-13. Raccoglie testimonianze dell’antichissima storia di Bovino.

Museo Diocesano,
tel. 0881 912008. È allestito in palazzo Ducale e consente di visitare le sale più belle della residenza dei Guevara. La collezione comprende il tesoro della cattedrale, ossia quadri, sculture, messali miniati, vasellame in oro e argento, paramenti sacerdotali, crocifissi; tra queste opere spicca il San Sebastiano dipinto da Mattia Preti.

Museo Diocesano – Castello di Bovino,
www.museodiocesanobovino.it

Biblioteca Diocesana,
tel. 0881 961929. Ospitata nel palazzo Vescovile, ha un patrimonio librario di circa 10 mila volumi, frutto dell’accorpamento della biblioteca della Curia e di quella dei Duchi di Guevara.

San Giuseppe,
19 marzo, accensione dei falò in tutti i quartieri.

Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Valleverde,
prima domenica di maggio e 23 maggio.

Estate Bovinese,
luglio-agosto: musica, cinema, mostre d’arte al Museo Civico, folclore; termina il 29 agosto con la festa patronale della Madonna di Valleverde e il corteo della Cavalcata storica.

Concorso pianistico internazionale Florestano Rossomandi,
prima decade di ottobre.

Oltre alle immancabili orecchiette pugliesi condite con sugo di carni miste, la scelta, per quanto riguarda i primi piatti, può cadere sui fusilli con sugo di pomodori freschi e una spolveratina di ricotta grattuggiata; per i secondi, sull’agnello cucinato a cutturiello, in pentola di coccio.

Tutto quanto è fatto con le mani: dalla pasta fatta in casa ai biscotti con le mandorle, dalla lavorazione del ferro o della pietra ai ricami, ai lavori all’uncinetto.

Ristorazione

BOVINO_LA_CANTINA_RISTORANTE

La Cantina Ristorante

Cucina tipica rivisitata nel cuore antico di Bovino, in un ambiente riservato e accogliente.

  Via Barone, 1
  +39 0881-961849
  +39 3897897956
  terraesaporibovino@gmail.com

Ospitalità

BOVINO_PIETRE

Le Pietre del Borgo

  Via Monte Girone, 23-25
  +39 0881 961926
  info@lepietredelborgo.it
  www.lepietredelborgo.it