Brisighella-stemmaBrisighella
La Fiesole di Romagna

Comune di BRISIGHELLA
(Provincia di Ravenna)
Altitudine
m. 115 s.l.m.
Abitanti
7490 (350 nel borgo)

info turismo
Ufficio Informazioni, Piazzetta Porta Gabolo, 5
tel./fax 0546 81166  |  iat.brisighella@racine.ra.it
www.comune.brisighella.ra.it
www.terredifaenza.it
www.brisighella.org

Lo spirito del luogo

Brisighella-stemmaIl nome
Nei documenti antichi sono varie le grafie – da Braxeghella a Brissichella e dal 1550 Brisighella così come diverse sono le interpretazioni del toponimo. Alcuni studiosi lo collegano alla base celtico longobarda brix (luogo scosceso); altri propongono il tardo latino brisca (terra spugnosa) e altri ancora ritengono che derivi da brassica (cavolo), una pianta spontanea diffusa in passato nella zona.

 

La storia
1290, Maghinardo Pagani da Susinana erige a scopo difensivo, contro i Manfredi di Faenza, una piccola rocca su un pinnacolo di gesso all’imbocco della valle del Lamone.
1310, i Manfredi, occupato il territorio, erigono una rocca, più ampia e munita, su un secondo vicino picco di gesso; ai piedi della rocca si forma il borgo che mezzo secolo dopo conta circa 200 abitanti.
1410, la valle del Lamone è eletta contea con capoluogo Brisighella, che si dota di propri statuti.
1503, dopo una breve occupazione da parte di Cesare Borgia, Brisighella cade sotto il potere dei Veneziani che rinforzano la rocca dotandola di un imponente torrione e di una forte guarnigione.
1509, nonostante gli apparati di difesa, Brisighella nulla può contro le truppe del Papa che saccheggiano il borgo e la rocca. A parte la breve parentesi napoleonica, dal 1509 fino al 1860 Brisighella appartiene allo Stato Pontificio. Un lungo periodo senza grandi sconvolgimenti che consente un forte progresso economico e sociale grazie alla produzione di sete pregiate, carbone di legna, castagne (marroni) che attraverso i mercanti veneziani arrivano fino in Oriente. Anche i manufatti di lana, in particolare i berretti, molto richiesti sui mercati di Firenze e Bologna, e i prodotti della terra, come l’olio d’oliva, contribuiscono alla prosperità del borgo, che con il tempo si espande al di fuori delle mura.
1860, con la sconfitta degli Austriaci, Brisighella, come tutta la Romagna, passa all’Italia.
1944-45, il luogo è teatro di violenti scontri tra le truppe partigiane e i nazifascisti. Il 10 aprile 1945 lo sfondamento della linea difensiva tedesca sul fiume Senio apre alle forze alleate la strada verso la pianura padana.

Le ginestre, gli olivi, i cipressi, i colli, le atmosfere nebbiose o notturne, il paesaggio innevato, i vicoli silenziosi del villaggio nei meriggi d’estate, l’alba e il crepuscolo, il mutare dei colori al passo con le stagioni, la vita domestica che s’intuisce dalle luci accese nelle case. Brisighella è il mondo di luce tenue rappresentato da Giuseppe Ugonia (1881-1944), faentino di nascita, che del borgo fece la sua patria e la fonte ispiratrice del suo lavoro d’artista. Attraverso acquerelli, incisioni e litografie, Ugonia ha cantato questa “Fiesole di Romagna”, la sua rocca, le chiese, la campagna e la sua gente, trasfigurando poeticamente e con una tecnica raffinata il microcosmo, le atmosfere, i paesaggi in cui aveva deciso di vivere e dai quali non si sarebbe più allontanato, nonostante la fama internazionale acquisita. Sui colli fra nebbie e ginestre: l’idea di Brisighella è custodita come dentro uno scrigno nelle delicate litografie del suo artista. I lavori di Ugonia sono conservati al British Museum di Londra, a Washington, Ginevra, Roma, Firenze e, in numero di circa 400, presso il Museo Civico di Brisighella a lui dedicato.

Il borgo è addossato a una rupe gessosa e sovrastato da tre scogli di selenite sui quali si ergono la Rocca, la torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino.
Sul lato opposto era difeso da due linee concentriche di mura ancora percepibili nelle abitazioni che le hanno inglobate. All’interno della parte storica, l’atmosfera medievale è conservata nel saliscendi di strade e viuzze, negli edifici maestosi come nelle case basse e arroccate, nei vicoli in ombra, negli angoli nascosti, nelle piazze e nei cortili animati nei giorni di festa e di mercato. Il cuore del borgo, magico nella quiete notturna, è piazza Marconi, sulla quale si affacciano palazzo Maghinardo, sede del municipio, e l’originalissima via del Borgo, detta anche via degli Asini. Si tratta di una strada sopraelevata, coperta, illuminata da archi a forma di mezzaluna di differente ampiezza, unica al mondo. Nata nei secoli XII e XIII come baluardo di difesa, in seguito fu utilizzata dai birocciai che abitavano nei locali sovrastanti per il trasporto del gesso a dorso d’asino dalle cave poste nella valle circostante. Questi lavoratori avevano i “cameroni”, cioè le stalle per le bestie, di fronte agli archi, mentre le loro abitazioni erano poste nel piano superiore. I carri da trasporto (birocci) erano collocati invece nella piazza sottostante. Sovrasta il borgo la torre dell’Orologio, che fu il primo baluardo di difesa, risalente al 1290. Ricostruita nel 1548, venne danneggiata più volte e ridimensionata nella forma attuale nel 1850. Nel vicinissimo scoglio di selenite si erge la rocca manfrediana, sorta per il controllo della valle del Lamone. Il complesso di questa fortezza si compone del cosiddetto Torrione veneziano (inizi secolo XVI) e del trecentesco Torricino, edificato dai Manfredi di Faenza. Oggi, riportata a nuovo splendore, la Rocca costituisce un pregevole esempio dell’arte militare del Medioevo. Attualmente è sede del Museo della Civiltà Contadina. Dagli spalti della fortezza si ammira un bellissimo paesaggio, così come dal santuario del Monticino, risalente al XVIII secolo, posto sul terzo colle, un tempo noto come Calvario.
Da lì, la vista spazia sul borgo sottostante e sull’intera valle, fino ai confini con la Toscana.
All’interno dell’abitato, appena fuori dell’antica linea delle mura, si trova la collegiata dedicata a San Michele Arcangelo e ultimata nel 1697. La facciata, modificata di recente, è impreziosita da un portale in bronzo, opera dello scultore Angelo Biancini. All’interno si possono ammirare il crocifisso scolpito in legno d’olivo del secolo XVI e l’altare in scagliola policroma di gusto neo-barocco dedicato alla Madonna delle Grazie, rappresentata in una tavola lignea del XV secolo La collegiata conserva anche una magnifica Adorazione dei Magi, tavola dagli squillanti colori del pittore forlivese Marco Palmezzano (secolo XVI) proveniente dall’antica Pieve di Rontana.
Al limitare dell’abitato, lungo la strada che porta a Firenze, sorge la chiesa dell’Osservanza, eretta nel 1525 in nome di Santa Maria degli Angeli. All’interno sono conservate ceramiche di validi artisti e una Pietà del brisighellese Giuseppe Rosetti, detto il Mutino (1864-1939). La chiesa è ricca di stucchi del 1634 e sopra l’altare maggiore esibisce una bella tavola del Palmezzano. Proseguendo lungo la strada per Firenze, troviamo, poco fuori il paese, la pieve del Tho.
Le sue origini sono comprese tra VIII e X secolo. È dedicata a San Giovanni Battista ed è detta in Ottavo, o più brevemente del Tho, perché collocata all’ottavo miglio della strada romana che congiungeva Faenza con la Toscana.
È un affascinante edificio in stile romanico, a pianta basilicale, a tre navate, divise da archi che poggiano sopra undici colonne di marmo grigio e una di marmo di Verona, molto diverse fra loro come spessore e larghezza (forse di materiale di reimpiego di un preesistente tempio dedicato al dio Giove Ammone). Un miliare romano, un paliotto in arenaria del secolo VIII, affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo, un capitello corinzio (acquasantiera) del primo secolo d.C. testimoniano la complessa storia di questo importante luogo di culto.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Passeggiate a piedi, a cavallo, in mountain bike, piscina, bagni termali (la stagione termale va dal 3 maggio al 13 novembre; per informazioni: tel. 0546 81068 – 800 216111, www.termedibrisighella.it).

Nei pressi dell’abitato di Brisighella si trova un moderno stabilimento termale che utilizza acque sulfuree e salsobromoiodiche che trovano applicazione in tutta la gamma della tradizione termale. Brisighella ha inoltre fama di buona cucina, grazie all’uso sapiente dei prodotti del territorio.

Museo Civico “Giuseppe Ugonia”: via Porta Gabolo 6, tel. 0546 85777, chiusura annuale 1 Gen./25 Dic. Raccoglie litografie, incisioni e acquerelli di Giuseppe Ugonia (1881 – 1944), oltre a tele del Guercino e di Nicolò Paganelli.

Museo all’aperto dell’Olio di Brisighella: è un museo che si snoda tra le piante di olivo, all’interno dell’areale dove si produce l’extra vergine D.O.P. Brisighello, tel. 0546 81103.

Parco Museo Geologico “Ex Cava del Monticino”:
attraverso il recupero ambientale di una cava dimessa adibita all’estrazione del gesso, è stato realizzato un Parco-Museo che si propone di rendere visibili le emergenze geologiche della Vena del Gesso Romagnola, tel. 0546 681585.

Lom a Mèrz, fine febbraio – inizio marzo: proposte di degustazione, animazioni a tema campestre, accensione dei grandi fuochi propiziatori.

Trofeo del Buon Salame e Sagra dei Salumi Stagionati, metà aprile: bancarelle, stand gastronomico ed intrattenimenti.

Sagra del carciofo Moretto,
inizio maggio: degustazioni, bancarelle, stand gastronomico ed intrattenimenti per celebrare il Carciofo Moretto di Brisighella.
Trofeo “Lorenzo Bandini”, metà maggio: consegna del prestigioso premio ad un pilota emergente di F1.

Mercatino Serale del Venerdì, inizio giugno – metà settembre: antiquariato, artigianato artistico e prodotti agroalimentari locali d’eccellenza.

Feste Medioevali, ultimo fine settimana di giugno e primo di luglio: originale rappresentazione degli aspetti sacri e profani del Medioevo con cortei, spettacoli, mercati, mostre.

E…state in collina metà luglio – metà agosto: rassegna di spettacoli.

La Magia del Borgo, metà luglio – metà agosto: seminari e concerti strumentali di musica classica nei luoghi più suggestivi del borgo.

Arca dei Savori, tutti i sabato sera di agosto: conferenze e degustazioni.

Antica Sagra del Monticino, metà settembre: mostre, mercati, gastronomia e tradizionale pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Monticino.

Sagra Co.p.a.f. dell’agnellone e del castrato “QC”, penultima domenica di ottobre: stand gastronomico, convegni ed esposizioni ovine.

Fiera delle Biodiversità animali Romagnoli e Sagra della Porchetta di Mora Romagnola, ultima domenica di ottobre.

4 Sagre per Tre Colli: Le delizie del porcello,
prima domenica di novembre.

Sagra della pera volpina e del formaggio stagionato, seconda domenica di novembre.

Sagra del tartufo,
terza domenica di novembre.

Sagra dell’Ulivo e dell’Olio,
quarta domenica di novembre.

Il piatto tradizionale è una minestra ripiena. Su una sfoglia di pasta fresca all’uovo viene steso un velo di ripieno – da qui il nome popolaresco di spoja lorda – a base di ricotta, raveggiolo, parmigiano, uova, noce moscata.
La sfoglia viene quindi ripiegata su se stessa, compressa e tagliata a quadrucci da cuocere nel brodo di manzo e gallina.

Il prodotto principe è l’olio extravergine di oliva che si fregia della Dop europea, ma non si possono dimenticare il formaggio conciato con stagionatura nelle grotte di gesso, la carne di Mora romagnola (un’antica razza suina autoctona) e il carciofo Moretto, tipico della zona dei calanchi.

Ristorazione

Brisighella, Cantina del Bonsignore

Ristorante Cantina del Bonsignore

Locale caratteristico, nei sotterranei di un palazzo storico. Cucina tradizionale con materie prime di stagione.

  Via Recuperati, 4/A
  +39 0546 81889

Ospitalità

Brisighella, Casa della Nonna

B.& B. La Casa della Nonna

Ristrutturato, con vista sui vigneti e uso di cucina.

 Via Faentina, 120
  +39 0546 84852
  +39 348 3607152
 www.bb-lacasadellanonna.com

Ospitalità

Brisighella, Country Hotel

Country Hotel in Brisighella

  Convenzionato con la piscina turistica delle Terme a 50 mtr. Viale delle terme, 19
  +39 0546 81590
 info@lameriadanahotel.it
 www.lameridianahotel.it