grottammare-stemmaGrottammare
Tra palme e gabbiani

Comune di GROTTAMMARE
(Provincia di Ascoli Piceno)
Altitudine
m. 126 s.l.m.
Abitanti
14.200 (180 nel borgo)

info turismo
IAT, Piazza Fazzini 6 – Tel. 0735 631087
iat.grottammare@regione.marche.it
Comune, via Marconi 50 – Tel. 0735 739230
cultura@grottammare.ap.it | turismo@grottammare.ap.it
Associazione operatori turistici, Tel. 0735 583166
info@grottammare.it  |  www.comune.grottammare.ap.it
Per visite guidate al centro storico e ai musei: tel. 0735 739 224/238

Lo spirito del luogo

grottammare-stemmaIl nome
Già agli inizi dell’XI secolo il castello è indicato con il nome di Grocte o Grupte, e più tardi come Cripte o Grupte a mare. In documenti precedenti si legge, invece, il nome di Supportica o Subportica, identificabile con l’area del vecchio incasato, mentre Grotte corrisponderebbe alla zona delle più antiche fortificazioni, di cui si vedono ancora i resti.

 

La storia
VIII-VI sec. a.C., è documentata una necropoli picena nella zona collinare a ridosso del litorale.
III sec. a.C., in epoca romana il territorio di Grottammare è compreso nell’ager cuprensis VIII-IX sec. d.C., i monaci di Farfa si stanziano nel monastero di San Martino, l’antica Curtes Sancti Martini.
1193, l’imperatore Enrico VI conferma all’abate Gualtiero, rettore del cenobio di Offida, tutte le antiche possidenze, tra cui Gruttam cum pertinentiis suis.
1259, il re Manfredi sancisce la fine dell’autonomia cittadina concedendo il castello di Grottammare cum suo porto al Comune di Fermo.
1299, l’ampliamento del piccolo porto in funzione anti-pirati consente di sviluppare il commercio di cereali, legname, olio e vino; in seguito è restaurata la cinta muraria del castello.
1525, i pirati di Dulcigno espugnano la città; in seguito a questo evento, Grottammare è completamente circondata di mura, fortificata nelle porte, rafforzata con un torrione detto “della battaglia”, posto in corrispondenza del sottostante porto.
XVII sec., Grottammare per il suo clima è scelta come residenza di villeggiatura da nobili personaggi, quali il cardinale Decio Azzolino e il vescovo di Ripatransone Bartolomeo Bacher.
1779, Papa Pio VI affida all’architetto Pietro Augustoni il piano regolatore del nuovo incasato: nascono così le prime costruzioni nell’area della marina, e tra la collina e il mare.
1848-49 Garibaldi a Grottammare fa nuovi proseliti alla causa dell’Unità d’Italia, pur appartenendo la città al territorio pontificio.
1860, pochi giorni dopo la sconfitta dell’esercito pontificio, Vittorio Emanuele II riceve a palazzo Laureati la delegazione partenopea venuta a consegnargli formalmente il Regno delle Due Sicilie.
1868, dall’11 luglio al 29 agosto soggiorna a Grottammare il musicista ungherese Franz Liszt.
1890, il sindaco Ricciotti, l’“architetto del verde”, abbellisce il paese di centinaia di essenze arboree creando il lungomare; lungo l’area costiera si assiste nel tempo a uno sviluppo urbanistico connesso all’incremento del turismo balneare.

Un piccolo centro storico raccolto sul ciglio di un colle, che guarda a mare come una sentinella. Questo è il paese alto, che sovrasta la marina di Grottammare tra pinete e gabbiani, ed è chiamato qui, affettuosamente, “il vecchio incasato”, a indicare quel gruzzolo di rustiche case e viuzze medievali che nemmeno ci si sogna di incontrare, sull’affollata riviera picena. E invece è sorpresa grande scoprire, appena oltre il caos estivo della moderna città, un delizioso borgo raggiungibile tra il profumo degli aranceti e le agavi rigogliose sui pendii. E scrutare, dall’alto delle mura medievali, la vita laggiù, alla marina, filtrata dall’incredibile profusione di palme che rende Grottammare quasi un angolo di tropici, reso leggiadro dagli eleganti villini liberty adorni di giardini. E il mare sempre pulito, silenzioso nonostante la concentrazione di alberghi, affida ai gabbiani il compito di sorvolare gli oleandri per portare nel vecchio incasato la musica del cuore suonata da Franz Liszt.

Ancora visibili sulla collina, i resti della rocca dell’XI secolo che domina il vecchio incasato raccontano la storia antica di Grottammare. Le luci soffuse che illanguidiscono la passeggiata ciclo-pedonale a mare, e il vento che spira tra le foglie nei belvedere, restituiscono al luogo i silenzi e le dolcezze che hanno incantato Liszt e altri celebri soggiornanti. Spiovono sulla costa i riverberi delle stradine ombrose illuminate dalle fiaccole, nelle sere del Presepe Vivente, o dai lampioni nelle miti notti estive.
Nel borgo si incrociano due itinerari, quello “sistino” che va alla ricerca dei segni lasciati da Papa Sisto V, e quello che si snoda tra le sculture di Pericle Fazzini. Salendo al vecchio incasato dal parco della Madonnina, si ammira il Ritratto di Mario Rivosecchi, dedicato da Fazzini all’amico poeta. Proseguendo verso la via sotto le mura, tra i profumi degli aranceti, si arriva alla chiesa di Sant’Agostino, dove è collocata una via Crucis dello scultore di Grottammare. Giunti quindi al torrione della Battaglia, fortificazione del XVI secolo recentemente recuperata, si entra nel vivo dell’arte fazziniana, perché vi è custodita una collezione di 250 opere, tra disegni, bozzetti in bronzo e litografie, che testimoniano il complesso percorso artistico dello scultore e culminano nel bozzetto in argento della celebre Resurrezione della Sala Nervi in Vaticano.
Addentrandosi nelle viuzze del borgo s’incontrano la chiesa di San Giovanni Battista, dov’è allestito il Museo Sistino con gli oggetti donati dal Pontefice al suo paese d’origine; la cinquecentesca chiesa di Santa Lucia, costruita per volontà di Sisto V proprio accanto alla sua casa natale (da notare lo splendido organo del 1752, opera di Francesco Fedeli) e il settecentesco teatro dell’Arancio, anch’esso sapientemente restaurato, che in una nicchia della facciata esibisce una statua del Papa realizzata nel 1794 da uno scultore svizzero.
Anche se a malincuore, si può ora lasciare il paese alto, e scendere alla Marina, scartando con l’occhio il guazzabuglio di stili delle strutture alberghiere moderne, e concentrandosi invece sulle forme tipiche del liberty che caratterizzano diversi villini, concentrati soprattutto in Viale Colombo, realizzato nel 1890 col nome di Viale Marino, e oggi ripavimentato in porfido e marmo bianco di Carrara. Qui si affacciano, tra gli altri, il villino Matricardi-Cola (1913) con le sue decorazioni di maioliche, e il Kursaal, famoso per essere stato, anni fa, uno dei locali notturni più prestigiosi di tutta la costa adriatica: oggi ospita il Museo dell’Illustrazione Comica. Fiore all’occhiello della Riviera picena, il lungomare si presenta con la sua lussureggiante fila di palme, importate dalle Canarie nei primi decenni del Novecento.
Se, infine, si è inclini alle fantasie romantiche, si può seguire un terzo itinerario, quello lisztiano. A partire dal settecentesco palazzo Fenili, che ospitò il musicista ungherese, e attualmente è sede della stazione dei Carabinieri, per proseguire nel centro città con la chiesa di San Pio X, progettata dall’architetto Pietro Augustoni nel 1779 insieme all’impianto urbanistico della Marina. Qui Liszt si recava a messa e suonava l’organo Callido sbalordendo i presenti. La piazza, oggetto di una recente riqualificazione, ci riporta al Papa, che troneggia nell’effigie in bronzo di Aldo Sergiacomi (1984). Continuiamo il nostro giro con palazzo Laureati, una delle prime ville della Marina, dove la marchesina Laureati organizzò diversi ricevimenti in onore di Liszt e dove, nell’ottobre 1860, fu ospite il re Vittorio Emanule II. Terminiamo con la vedetta Picena, una villa rustica in posizione panoramica sul colle, dove si tenevano concerti al chiaro di luna e si conserva il pianoforte suonato da Liszt.

Piaceri e Sapori

Sul lato est del lungomare si distende la bellissima pista ciclo-pedonale della Riviera delle Palme che collega Grottammare con Cupra Marittima e San Benedetto del Tronto, per una lunghezza di circa 8 km. Ad aprire il percorso verso Cupra, la scultura in bronzo di Pericle Fazzini Il ragazzo con i gabbiani. E’ possibile, inoltre, fare escursioni in barca e pesca turismo.

Il territorio di Grottammare si dispiega dal mare al retroterra collinare offrendo una notevole varietà di scorci. Dalle morbide linee dei fiumi Aso, Tesino e Tronto, che delimitano da nord a sud un’area spesso incisa in calanchi, il paesaggio, la natura e l’arte si fondono in un insieme prezioso.
A ridosso dei monti, si stagliano colline franose fino alle zone pedemontane, territori del mattone, della pietra e del travertino, di cui sono costituiti i centri minori della vallata del Tronto. Da ogni crinale e da ogni poggio è possibile godere di panorami vastissimi. In meno di mezz’ora si raggiungono città ricche di storia come Ascoli Piceno e Fermo.

MIC – Museo dell’Illustrazione Comica, piazza Kursaal, tel. 0735 736483: ospita l’esposizione permanente di disegni e fumetti comico-satirici, con opere originali di alcuni tra i fumettisti
e illustratori italiani più conosciuti.

Museo del Tarpato:
la creazione del Museo dedicato alle opere del pittore naif Giacomo Pomili detto “Il Tarpato” (1925-1997), chiude il recupero del complesso monumentale di piazza Peretti che ha già restituito alle funzioni originarie il Teatro dell’Arancio. Allo stesso tempo, completa il percorso di valorizzazione della figura di Giacomo Pomili – definito il Ligabue dell’Adriatico – avviato con l’intitolazione dell’affaccio sul mare nei pressi del Torrione della Battaglia (Largo “Il Tarpato”).

Museo del Torrione,
largo il Tarpato, tel. 0735 735288: le sale espositive del Torrione della Battaglia custodiscono la collezione di bronzi, argenti, disegni, litografie, taccuini dello scultore Pericle Fazzini, acquistate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

Museo Sistino,
piazza F. Peretti: conserva oggetti sacri provenienti dalle chiese di Grottammare, molti dei quali lasciati in eredità da Papa Sisto V, come il calice per le celebrazioni liturgiche.

Estate Grottammarese,
luglio-agosto. Tra le molte iniziative, ricordiamo il festival dell’umorismo

Cabaret Amore Mio (una delle più importanti rassegne comiche nazionali),

il Viaggio con Dante (nato nel 2006, propone un’originale lettura dei canti danteschi accompagnata da musica), il Festival del teatro di strada e il prestigioso Festival Liszt, sorto nel 2003 per onorare la memoria del maestro ungherese a Grottammare, e diventato un’importante vetrina internazionale per virtuosi e interpreti lisztiani. Nei giorni del festival, i ristoranti del borgo antico preparano cene romantiche a lume di candela per far rivivere i le armonie al chiaro di luna di Franz Liszt.

La Sacra Giubilare,
1° luglio (solo quando cade di domenica): rievocazione in costume che si celebra per ricordare l’ammaraggio di fortuna sulla costa di Grottammare, cui fu costretto nel 1177, a causa di un temporale, Papa Alessandro III, diretto a Venezia. Da allora una bolla papale stabilisce che, ogni volta che il primo luglio cade di domenica, ai visitatori dell’abbazia di San Martino negli otto giorni antecedenti o seguenti
la festività, sia concessa una solenne indulgenza.

Fiera di San Martino,
11 novembre: la tradizionale fiera popolare ha perso il suo carattere rurale ed è diventata un’occasione di festa con espositori, bancarelle, stand e molti visitatori.

Presepe Vivente,
26 dicembre, 1 e 6 gennaio: nel centro storico, alla luce delle fiaccole, si svolge una sorta di cammino tra i misteri del Natale, con numerosi figuranti in costume, la ricostruzione degli antichi mestieri e l’animazione delle grotte-cantine, riaperte dopo secoli di oblio.

Tipico di Grottammare è il frustingo, dolce natalizio a base di frutta secca che riunisce sapori e profumi di molti ingredienti, dai fichi secchi all’uva passa, dalle mandorle alle noci e al vino cotto, dai canditi alle spezie. Dei piatti di pesce abbiamo già detto. Tra quelli a base di carne, ricordiamo il timballo e le caratteristiche olive di carne e cremini fritti.

Non può essere che il pesce – cicale, spigole, orate, sanpietro, rane pescatrici – cucinato nei modi più diversi: in guazzetto, all’acquapazza, in brodetto o in gustose fritture di calamari, merluzzetti, vesbane e zanchette.

Ristorazione

Grottammare, Vineria

Vineria Millequattrocentottantuno

Vineria con degustazione.

  Via Santa Lucia, 14
  +39 328 8191162
  vineria@m481.it
  www.m481.it

Ospitalità

Grottammare, Casa Pazzi

Casa Pazzi

Dimora storica per vacanze.

  Via Sotto le Mura, 5
  +39 0735 736617
  +39 333 4240240
www.casapazzi.com

Ospitalità

Grottammare, Mareamare

Residence Mareamare

Moderna struttura sul mare nell’isola pedonale del borgo.

  Lungomare della Repubblica, 14
  +39 0735 736844
 www.mareamareresidence.it