logo-CandeloRicetto di Candelo
La Pompei medievale del Biellese

Comune di CANDELO
(Provincia di Biella)
Altitudine
m. 350 s.l.m.
Abitanti
8040 (100 nel borgo)

info turismo
Pro Loco – Tel. 015 2536728 \ Fax 015 2538957
orario 9-12, 15-18  (no festivi e prefestivi)
Comune – Tel. 015 2534111
Ufficio Accoglienza Turistica – Tel. 0152534203
www.comune.candelo.bi.it

Lo spirito del luogo

logo-CandeloIl nome
È forse da mettere in relazione con le origini pre-celtiche del luogo. Candt = pietra ed elu, un suffisso indicante località presso alture o acque, fanno pensare alla presenza dei Liguri. Il termine Ricetto, invece, deriva dal latino receptum (ricovero, rifugio) e indica un luogo difeso, cinto da fortificazioni.

La storia

988, compare per la prima volta il nome di Candelo (Canderium) nel documento in cui Ottone III ne conferma il possesso feudale a Manfredo. L’anno seguente Ottone III infeuda Candelo alla chiesa vercellese.
1179, i conti di Biandrate cedono alla chiesa vercellese i loro beni in Candelo.
Fine XIII-inizio XIV sec., gli abitanti di Candelo costruiscono il Ricetto su un terreno di signori locali, per il quale all’inizio pagano un censo annuo e che poi riscattano.
1360, si contano nel Ricetto 157 casupole (oggi sono circa 200).
1374, prima fra le terre biellesi, Candelo fa atto di spontanea dedizione ai duchi di Savoia.
Dal 1381 al 1387 è sotto la giurisdizione del capitano di Santhià, poi Amedeo VII di Savoia lo infeuda a Gerardo Fontana.
1496, i Fontana cedono il feudo di Candelo a Sebastiano Ferrero, consigliere e tesoriere delle finanze, prima per il Ducato di Savoia e poi per quello di Milano.
A Sebastiano Ferrero succede il nipote Filiberto, adottato nel 1517 da Ludovico Fieschi, conte di Masserano, con il quale inizia la dinastia dei Ferrero-Fieschi.
1554-58, coinvolto nelle lotte tra Francesi e Spagnoli, Candelo è più volte occupato dalle truppe francesi. In uno dei tanti capovolgimenti della situazione, gli Spagnoli costringono alla resa i Francesi asserragliati nel Ricetto, causando allo stesso gravi danni.
Nel 1561 le fortificazioni e i magazzini del Ricetto sono riparati.
1577, il feudo di Candelo è elevato a contea in favore di Besso Ferrero Fieschi.
1630-32, la popolazione è decimata dalla peste. Dal 1644 al ‘49, nuove occupazioni spagnole provocano incendi e distruzioni.
1785, Carlo Sebastiano Ferrero Fieschi è l’ultimo feudatario di Candelo. Con l’occupazione napoleonica si modifica la struttura politico-amministrativa del borgo.

Il Ricetto è un capolavoro di libertà, il simbolo del senso di autodeterminazione dei candelesi.
È una fortificazione per la difesa del popolo, non una fortificazione usata dai signori per opprimere il popolo. Ricetto vuol dire “rifugio”: per le povere masserizie delle famiglie, per le loro granaglie, per le botti del loro vinello, un po’ aspro ma saporito. Uno storico ha definito il Ricetto di Candelo “la Pompei medievale del Biellese”, non a torto: in questa dissepolta città del silenzio che solo ora sta tornando a vivere, risuonano ancora gli zoccoli sonori dei contadini, il passo ferrato della ronda, i viavai nelle fresche cantine, i su e giù nei depositi di derrate, mentre i cavalieri con i giustacuori di seta e i mantelli di velluto fanno il loro ingresso nel palazzo del principe.

Fortificazione collettiva sorta per iniziativa della popolazione di Candelo negli anni a cavallo tra XIII e XIV secolo, questo ricetto è il più intatto di tutti quelli del Piemonte e rappresenta la memoria del territorio. La gente di Candelo lo utilizzava come deposito per i prodotti agricoli in tempo di pace e come rifugio in tempo di guerra o di pericolo. Si è conservato grazie alla sua matrice contadina, infatti fino a pochi anni fa nelle “cellule” si faceva il vino e si mettevano al sicuro i prodotti della terra. Il ricetto è a pianta pentagonale, ha un perimetro di circa 470 metri e una superficie di 13 mila mq, è largo 110 metri e lungo 120. In queste ristrette dimensioni trovano spazio circa 200 cellule, oggi quasi tutte di proprietà privata.
La cinta muraria ne segue tutto il perimetro ad eccezione del lato sud, ora occupato dal palazzo comunale in stile neoclassico costruito nel 1819 in stridente contrasto con l’architettura medievale del ricetto. Le mura sono in ciottoli a spina di pesce con un coronamento merlato. Tutto intorno correva il cammino di ronda, ora recuperato e di nuovo percorribile.
Gli angoli del ricetto sono protetti da quattro torri rotonde, in origine tutte aperte verso l’interno per facilitare le operazioni di difesa. I coronamenti in cotto, con decori di mattoni posti a scalare, risalgono a sistemazioni successive. L’unica via d’accesso era protetta, a sud, da una poderosa torre-porta, mentre al centro del lato nord, tra due torri angolari rotonde, si trova ancora la torre di cortina, costruita quasi interamente con grandi massi squadrati. Varcata la torre-porta, ci si trova in una piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino torrente. La costruzione più imponente è il palazzo del principe, fatto costruire da Sebastiano Ferrero nel 1496, quando diventò feudatario di Candelo. Il palazzo presenta una struttura a mastio, oggetto di vari interventi in epoca successiva. Le rue – francesismo con cui si chiamano le strade – sono a ciotoloni inclinati verso la mezzaria e con pendenza da sud a nord per permettere il deflusso delle acque superficiali verso la torre di cortina. L’impianto viario è costituito da cinque assi in direzione est-ovest, intersecati da due ortogonali. La rua principale, al centro, era calibrata in funzione del traffico dei carri; più ridotte sono le rue laterali. Gli edifici, costituiti da una serie di singole cellule edilizie non comunicanti, sono accorpati in nove isolati. Il vano a pianoterra (caneva) è una cantina con pavimento in terra battuta, destinata al vino e alle operazioni connesse, cui si accede dalla strada attraverso un portale. Il vano al piano superiore (solarium) è un ambiente secco ed asciutto, ideale per la conservazione delle granaglie, e vi si accede direttamente dalla rua tramite la lobbia, una balconata di legno che poggia sulle travi di separazione tra caneva e solarium.
I due vani non sono comunicanti per ridurre al minimo le escursioni termiche. La lobbia meglio conservata è quella vicino alla sala consiliare. Dal ricetto, scendendo lungo il tratto erboso a sinistra della torre di sud-ovest, si raggiunge la chiesa di Santa Maria attraverso un viottolo che costeggia la roggia Marchesa, il canale che dal 1561 dà acqua alle campagne circostanti e alle risaie del Vercellese. In questi terreni, fino alla piana del torrente Cervo, si trovavano le fosse per la macerazione della canapa, coltivazione dismessa agli inizi del Novecento. La chiesa, variamente rimaneggiata, è menzionata per la prima volta nel 1182 e conserva una bella facciata romanica costruita con pietre di torrente disposte a spina di pesce. All’interno, sono pregevoli i capitelli quattrocenteschi delle colonne, gli affreschi della fine del XV secolo e il pulpito della metà del XVII.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Passeggiate, trekking e cicloturismo in Baraggia, equitazione, pesca lungo il torrente Cervo.

Il territorio del Comune di Candelo ospita, oltre al Ricetto, un unicum a livello naturalistico, la Riserva naturale della Baraggia, un parco dall’aspetto simile a una savana.
La vegetazione si accende del giallo delle ginestre in primavera, del rosa violetto del brugo a fine estate e dei caldi toni della felce in autunno.
Alla Baraggia si arriva attraverso i declivi erbosi dove, tra acacie e ontani, sorgeva Ysangarda, luogo mitico e insieme reale, perché qui sorgeva una rocca, il cui toponimo, che compare la prima volta nel 1155, è composto dai due termini in lingua germanica Ysen, da isr (= sacro), e gard (= recinto). Aveva pertanto il significato di “spazio sacro”, oltre che riferirsi a un nome femminile di alto lignaggio. Nel 1340 vi fu ultimata una struttura militare che sarebbe resistita fino al 1426.
L’Amministrazione ha creato un suggestivo percorso intitolato Dal ricetto alla Baraggia: lungo la strada della dama Ysangarda. All’interno del Ricetto è presente una sede dell’Enoteca Regionale della Serra con le produzione vitivinicole di pregio del del Biellese e dell’intero Piemonte

Sistema museale integrato, il monumento, oltre che suggestiva cornice di eventi di rilievo e gioiello medievale è ad oggi anche luogo di cultura: molte cellule, integrate in un sistema museale, creano una ricca offerta di itinerari, visite guidate, laboratori didattici.

Ecomuseo della vitivinicoltura,
ha sede nel Ricetto, epicentro della cultura contadina, dove sono allestite alcune cellule che illustrano la storia dell’economia e della cultura enologica del territorio.
È inserito nell’Ecomuseo del Biellese e nei “Distretti del vino” in omaggio all’antica funzione del Ricetto come “cantina comunitaria”.
Da qui parte un itinerario verso l’Eco-Vigneto, laboratorio didattico sugli antichi metodi di coltura della vite con vitigni tipici e rari, oltre ad un percorso alla scoperta di antiche trattorie e osterie. tel. Comune 015 2534118, visitabile su prenotazione o in occasione di eventi.

Centro documentazione dei Ricetti in Europa:
tel. Comune 015 2534111, su prenotazione.Struttura di ricerca e archiviazione sui ricetti piemontesi ed europei per la loro tutela e promozione nel contesto del Medioevo rurale.

Sala Cerimonie,
è uno spazio suggestivo allestito nel Ricetto che ospita mostre d’arte. tel. 015 2534118.

Artigianato e Gallerie d’arte, all’interno del borgo, le cellule sono anche sede di artisti che vi hanno stabilito il loro atelier: pittura, strumenti musicali, artigianato del legno, della ceramica, del vetro, del ferro.

Piccolo museo delle cose di cucina e pasticceria (privato), espone circa 6000 pezzi tra stampini, utensili, ecc…della pasticceria e gastronomia biellese. Per visite: tel. 015 2536155.

Ufficio Accoglienza Turistica,
punto accoglienza e bookshop all’entrata del borgo con informazioni e materiale illustrativo su Candelo e il Biellese. Aperto tutti i giorni.tel. Comune 015 2534203

Festa di Sant’ Antonio,
con sfilata di cavalli e carrettieri, a metà gennaio.

Carnevale storico con rievocazione della controversia tra i candelesi e Sebastiano Ferrero, a febbraio-marzo.

Candelo in fiore,
allo sbocciare della primavera, il Ricetto si veste di nuovi colori. Tra le rue e gli angoli fioriti: mostre, musica e spettacoli. All’inizio di maggio, con cadenza biennale. www.candeloinfiore.it

Sapor di medioevo,
rievocazione medievale, mostre ed eventi a tema, e stand enogastronomici con prodotti tipici. A cadenza biennale (si alterna con Candelo in fiore).

Concorso Musicale,
3°edizione “Un ricetto in musica” –
1a edizione internazionale. Pianoforte, musica da camera, scuole medie ad indirizzo musicale.

Maggio Musicale,
concerti di musica classica tra le rue del borgo con degustazione di prodotti tipici, maggio – giugno.

Settembre al Ricetto,
pittori nel borgo, mostre e teatro.

Vinincontro,
degustazione di vini, salumi e formaggi accompagnata da musica popolare. Primo fine settimana di ottobre.

La paletta candelese è un salume costituito dalla scapola di suino sgrassata e refilata, salata e massaggiata manualmente e prodotta secondo tradizione in limitate quantità.

È un salame sotto grasso chiamato salam‘d l’ula. Tipici anche i dolci croccanti del Ciavarin.

Ospitalità

RICETTO, B&B MIMOSA

B. & B. Mimosa

Accogliente, familiare e arredato con amore.

  Via Pietro Micca, 36
  +39 015 2538264
  +39 348 2633341
 www.bebmimosa.com

Ospitalità

RICETTO, La Mandria

Agriturismo Tenuta La Mandria

Possibilità di soggiorno e pranzo.

  Via Castellengo
  +39 015 2536078
www.tenutalamandria.com