stemma-vogognaVogogna
Fiore di pietra

Comune di VOGOGNA
(Provincia di Verbano Cusio Ossola)
Altitudine
m. 223 s.l.m.
Abitanti
1743

info turismo
Comune – Tel. 0324 87200
Castello, – Tel. 0324 878845
ven-sab-dom ore 15-19
villa Biraghi, sede del Parco Nazionale Valgrande
www.comune.vogogna.vb.it

Lo spirito del luogo

Pacentro-StemmaIl nome
Il toponimo trarrebbe origine dall’antico popolo che abitava queste terre prima dei Romani: i Galli Agoni. Vogogna, quindi, da Vallis Agonum, villaggio degli Agoni.

 

La storia
196, una lapide testimonia la presenza romana a Vogogna.
970, primo atto notarile in cui compare il toponimo Vogogna.
1014, l’imperatore Arrigo II dona il contado dell’Ossola al vescovo di Novara.
1328, Vogogna diventa capitale dell’Ossola Inferiore dopo che vi si trasferiscono i superstiti di Vergonte, distrutta da un alluvione. Nel 1342 passa sotto il controllo dell’arcivescovo di Milano e viene destinata a baluardo a difesa del ducato. Nel 1348 i Visconti vi costruiscono il castello e ristrutturano mura e rocca.
1375, la rivalità tra Domodossola, capitale dell’Ossola Superiore, e Vogogna, culmina con il sacco di quest’ultima da parte degli avversari. Nel 1411 Vogogna respinge gli invasori svizzeri ma nel 1416 si allea con questi contro l’Ossola Superiore.
1450-1535, signoria degli Sforza. Sotto il governo dei Borromeo (1416-1600) Vogogna vive il suo periodo di splendore.
1535-1706, dominio spagnolo e decadenza di Vogogna.
1706-1743, dominazione austriaca.
1743-1789, Casa Savoia si impossessa dell’Ossola.
1789-1814, Vogogna è sotto la dominazione francese.
1819, Vogogna perde la giurisdizione sull’Ossola Inferiore e diventa semplice comune.

Circondato da fortificazioni militari, questo borgo un tempo florido sull’antica strada del Sempione, conserva angoli e scorci suggestivi e l’inaspettato vigore di un Medioevo sulle cui strade è bello camminare. Il grande poeta Mario Luzi parlava dello “stillare del tempo nel mistero dei paesi”, un’immagine che ben si adatta a Vogogna. Qui ogni cosa, dalle “beole” dei tetti agli acciottolati che ancora accompagnano i nostri passi, dal grigio della pietra al verde dei monti, richiama fulgori passati, profondità di favola, come la rocca che sembra nata da nuda roccia. Le antiche ombre evocate, che scendono giù nel pozzo della storia fino ai Celti, ricompongono oggi il quadro di un paese che vuole vivere nel futuro e nel castello ha allestito un centro multimediale di portata nazionale.

“La visita all’antica capitale dell’Ossola Inferiore può iniziare, poco fuori del centro storico, dall’oratorio di San Pietro, la prima parrocchiale, di probabile origine longobarda, che custodisce preziosi affreschi quattrocenteschi. Nel cortile, il mascherone celtico da cui zampilla fresca acqua sorgiva è copia dell’originale custodito nel palazzo Pretorio. Da San Pietro si prosegue sulla statale e, protetti dal marciapiede, si riprende dopo una curva l’antico tracciato romano e medievale che porta in paese. Si attraversa il rione San Carlo con i suoi edifici sei-settecenteschi e s’imbocca la vecchia via De Regibus per raggiungere lo slargo dove sorgeva la seconda parrocchiale, crollata col suo campanile nel 1975. Si è salvato il portale rinascimentale, ora incastonato nella nuova torre campanaria che affianca la chiesa consacrata nel 1904. Superato un ponticello, in corrispondenza della scomparsa Porta Superiore, si entra nel cuore del borgo, un tempo interamente murato. Sulla sinistra appare il torrione del castello mentre percorrendo la strada principale sulla quale nel Medioevo si affacciavano le botteghe, si arriva al Pretorio. Via Roma ha sulla destra una serie di edifici abbelliti da balconate secentesche, a sinistra un piccolo porticato, dove stava la casa del gabelliere indicata da un bel portale scolpito. Il Pretorio è un palazzetto gotico sostenuto da archi acuti poggianti su tozze colonne, edificato nel 1348 e sede fino al 1819 del governo dell’Ossola Inferiore. Intorno al Pretorio si trovano le dimore più signorili, come villa Biraghi Lossetti (1650) a fianco della chiesetta di Santa Marta. Dalla piazzetta del Pretorio si scende lungo via Lossetti verso la Porta Inferiore, abbattuta nel 1837. Bello lo scorcio di cui si gode da vicolo Santa Marta. Scendendo poi nell’antica piazza Camillo, già al di fuori della cinta muraria, sulla destra si nota il retro di casa Marchesa, la più antica abitazione nobiliare nel borgo (1350). Il percorso piega quindi sulla destra lungo ciò che rimane delle antiche mura (via Sotto le Mura). Da qui si risale sul terrapieno dei contrafforti in via Sopra le Mura per ammirare l’angolo inferiore del borgo, chiamato in dialetto “Cantun Suta”.
Un buio passaggio arcuato porta al settecentesco palazzo dell’Insinuazione, da dove si raggiunge la suggestiva piazzetta del Pozzo. Da qui si risale in via Roma per imboccare, sulla sinistra, il viottolo che conduce nell’altra parte del borgo, il “Cantun Sura”, le cui case addossate le une alle altre sembrano stringersi intorno al castello, raggiungibile attraverso una bella salita in parte a gradoni.
Il castello Visconteo con la sua torre rotonda domina Vogogna dalla metà del XIV secolo. Fu edificato nel 1348 da Giovanni Visconti, Vescovo di Novara oltre che signore ed Arcivescovo di Milano, il castello venne progettato allo scopo di difendere tanto il piccolo centro di Vogogna quanto l’intera valle.
Ad ulteriore fortificazione del borgo fu costruita anche una cinta muraria che racchiude in se tutta la parte centrale del paese.
Oggi di queste mura perimetrali non rimane quasi più traccia, mentre il castello Visconteo, con le sue torri e le caratteristiche mura merlate, ha saputo conservare nel tempo la sua possente maestosità medioevale.
Terminata la visita, si prosegue per il sentiero che lo costeggia e risale il torrente, per avere la visione migliore dell’imponente edificio e dell’antico borgo con i suoi tetti in pietra, le “beole”. Una passeggiata di una ventina di minuti lungo la mulattiera porta alla vecchia frazione di Genestredo, dalle caratteristiche abitazioni rurali in pietra ricche di motivi medievali. Un’indicazione sul sentiero invita a raggiungere la rocca di origine longobarda che, ridotta a romantico rudere, continua a dominare dall’alto l’Ossola Inferiore.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Sentieri natura e trekking.

Vogogna è sede del Parco Nazionale della Valgrande, la zona selvaggia più estesa d’Italia (15 mila ettari di superficie, 13 comuni coinvolti) a due passi dalla dolce regione dei laghi (lago Maggiore e lago d’Orta). Uno splendido paesaggio verticale di montagna che culmina nel Monte Rosa (4637 m.) fa da corona al Parco e alla Val d’Ossola. Sono possibili escursioni in scenari suggestivi, a partire dalla mulattiera che dal castello porta in 20-25 min. alla frazione montana di Genestredo, sino ai sentieri che collegano la piana dell’Ossola alle aree interne del Parco attraverso gli alpeggi abbandonati.

Castello Visconteo e palazzo Pretorio: esposizioni d’arte. Informazioni: 0324 87200 – 878845.

Museo dello Scalpellino, presso il Castello Visconteo. tel. 0324 878845.

Palazzo Arcangeli,
periodiche esposizioni d’arte. Informazioni: prof. Christiaan Veldman, tel. 0324 878802. Si svolgono anche workshop d’arte internazionali, sedute di terapie naturali, corsi d’arte (mosaico, ceramica, acquerello)
e conferenze su salute e ambiente.

Sacra Rappresentazione della Passione: il Venerdì Santo degli anni pari.

Il Borgo tra Arte e Sapori,
aprile: rassegna enogastronomia lungo le vie della vecchia Vogogna. Informazioni: tel. 0324 87200. Mostra sull’arte incisoria, maggio: a cura dell’Associazione Culturale Ossola Inferiore.

Eventi musicali e teatrali,
Castello Visconteo,
luglio-agosto. Informazioni: tel. 0324 87200.

Concerto delle Settimane Musicali, terza settimana di agosto: musica classica nel borgo antico.

Festa Patronale della Madonna Addolorata, settimana del 15 settembre.

Arredi Sacri nelle chiese e negli oratori vogognesi, settembre.

Montagna e Dintorni, novembre: dieci giorni dedicati alla riscoperta delle montagne del Verbano Cusio Ossola.

Presepe Vivente: ogni anno a Natale il borgo si anima, sotto i vecchi portici e dentro il castello, con i tableaux vivants che ricostruiscono angoli e scene di quella “Palestina della memoria” che fa da sfondo alla Natività.

Gli gnocchi all’ossolana sono tra i piatti più noti della cucina locale. Si ricavano da un impasto di farina di castagne, zucca e passata di patate lesse, e si condiscono con burro fuso e formaggio nostrano.

Tra i prodotti alimentari caratteristici della Val d’Ossola, degni di nota sono i formaggi e i salumi.