Buccheri
Oasi del Benessere degli Iblei

Comune di Buccheri
(Provincia di Siracusa)
Altitudine
m. 890 s.l.m.
Abitanti
1857 (500 nel borgo)

patrono

Sant’ Ambrogio, 7 dicembre

info turismo

Ufficio Informazioni Turistiche
Via G. Matteotti 1
Tel. 0931 880630

spett.turismo@comune.buccheri.sr.it

 http://www.comunedibuccheri.it/

Lo spirito del luogo

Il nome

Il nome dell’attuale Buccheri è incerto, potrebbe derivare dall’arabo بقرة (baqara) che significa “vacca” che farebbe propendere appunto verso il significato di “luogo destinato al pascolo dei bovini”. Con pertinenza ancora più degradata, viene citata spesso anche l’origine in comune con la parola siciliana vucceri (“macellaio”), che deriva dal francese antico bouchier (“macellaio”). Alternativamente potrebbe derivare dal nome ignoto di una persona o da una famiglia araba, che in passato detenevano il comando del luogo. Altre ipotesi sosterrebbero infine che il nome derivi dal greco antico e cioè dalla combinazione delle parole βοῦς (boûs) e Ἥρα (Hḗrā) come ad indicare il luogo in cui pascolavano le sacre vacche della dea Era.

La storia

Il territorio intorno è ricco di testimonianze archeologiche che dimostrano la presenza dell’uomo in antichissima data: una serie di capanni pastorali, costruiti con tecnica megalitica ricordano tale presenza. II mito ricorda poi che in queste contrade il pastore Dafni pascolava i suoi armenti e quelli degli dei, al suono del flauto. Collocata lungo le pendici del monte Lauro (987 m s.l.m.) vide insediarsi sul suo territorio SiculiRomaniBizantini e Arabi.

Furono i Normanni a colonizzare il territorio ed edificarono il castello sul colle.

Questo presentava due torrioni a difesa dell’ingresso principale rivolto a Sud-Est e una torre centrale, il mastio. Di questo castello restano oggi alcuni importanti resti. I primi signori di Buccheri, di cui si ha notizia, furono i Paternò, che si insediarono nel 1088. Nel 1282 il borgo, già sviluppatosi attorno al castello, passò ad Alaimo di Lentini, investito della contea da Pietro III d’Aragona: il protagonista dei Vespri siciliani vi risiedette saltuariamente insieme alla moglie Macalda di Scaletta. Dagli Alaimo di Lentini il feudo passò alla famiglia Montalto. Primo barone di Buccheri fu Gerardo Montalto, investito nel 1313. Dopo due secoli la signoria del paese passo alla famiglia Morra, e da questa agli Alliata-Villafranca, che governarono fino al 1812.

Il primo nucleo del paese è costituito dalle casette costruite attorno al castello e nell’area lungo il crinale del colle verso est, coincidente con l’attuale quartiere della Badia e del Casale. Qui fu fondata nel 1212 la Chiesa di S. Antonio; nel 1453 il monastero di S. Benedetto e intorno a questa data l’antica Chiesa di S. Maria Maddalena, presso l’ingresso est del paese. Nel corso del XVI e XVII secolo il paese crebbe lungo il pendio sud del castello. Tale tendenza fu accentuata dopo il terremoto del 1693, che distrusse il paese quasi totalmente.

Il centro fu ricostruito sullo stesso sito, ma verso la sottostante valletta, allora attraversata da un canale d’acque, che fu ricoperto verso il 1770. Dopo il terremoto la Chiesa di S. Antonio fu direzionata verso sud (in origine guardava a nord) e la chiesa della Maddalena spostata nell’attuale sito. La chiesa di S. Antonio domina il paese dall’alto di una scenografica scalinata (costruita nel 1911). Nell’interno a tre navate si possono ammirare due interessanti quadri di Guglielmo Borremans dipinti nel 1728, un bel paliotto d’altare cinquecentesco nell’altare della navata sinistra. La chiesa di S. Maria Maddalena risale al ‘400 ed era situata prima del terremoto, ad est del castello, sul colle detto della “chiana”.

Fu ricostruita nel sito attuale lungo l’asse viario della via Vittorio Emanuele. La facciata si deve all’architetto buccherese Michelangelo Di Giacomo, che vi lavorò fino al 1750. Nell’interno e nella navata di destra è collocata la statua marmorea della Maddalena, scolpita nel 1508 da Antonello Gagini. La chiesa Madre ha una facciata incompleta; notevole nell’altare centrale un crocifisso ligneo del XVI secolo, una tela seicentesca raffigurante San Michele nella navata sinistra e un quadro raffigurante Sant’Ambrogio, patrono del paese, della metà del secolo XVIII.

Isolato su un modesto poggio a ovest del paese, è il piccolo ma suggestivo Santuario della Madonna delle Grazie (secoli XVII-XVIII), un tempo cenobio di Frati eremiti. A otto km da Buccheri, in direzione di Lentini, si incontra la Chiesa di S. Andrea, edificata verso il 1225 per iniziativa di Federico II. È in stile gotico, ad una navata, con ingresso originario ad ovest, per i monaci del convento annesso, e a nord per i fedeli. È uno degli esempi migliori di architettura religiosa del periodo svevo.

Ritornando a Buccheri, da piazza Loreto si raggiunge la grotta di S. Nicola, una chiesa cristiana scavata nella roccia di fondazione antichissima: e ricoperta di affreschi di cui si vedono le tracce ancora oggi. Sull’altipiano del monte Lauro, che sovrasta il paese, sono ancora visibili le numerose neviere, attive fino agli anni 50 del ’900. Le neviere costituivano un vero e proprio commercio locale con le altre città della Sicilia e persino a Malta tramite i nivaroli addetti alla raccolta e allo smercio. La neve veniva venduta agli ospedali ma anche per ragioni culinarie (le granite e i gelati). Dal 1700 e fino ai primi del XIX secolo la proprietà era del principe Alliata di Villafranca. Le neviere di Buccheri sono suddivise in:

  • neviere a grotta
  • neviere a cupola
  • neviere a dammuso

l’ingresso era tipicamente rivolto a nord e la neve veniva caricata dall’alto. Il trasporto avveniva a dorso d’asino e di notte.

Numerosi rifugi di pastori a pianta circolare e costruiti con blocchi squadrati di pietra nera sono le tracce più appariscenti dell’antica civiltà agropastorale iblea.

Lo spirito del luogo si rifà alla forte vocazione turistica ed agricola. Ne è testimonianza tangibile l’eccellente tradizione enogastronomica, con prodotti tipici di eccellenza come l’olio extravergine di oliva, le carni e i salumi, i funghi e il tartufo. Non a caso l’Osservatorio Italiano delle Eccellenze Enogastronomiche, all’interno del concorso “100 mete d’Italia”, ha premiato Buccheri per il progetto “Oro degli Iblei” quale 1° Comune ambasciatore dell’agroalimentare e la “World Food Travel Association” ha recentemente premiato Buccheri come “Miglior Destinazione Culinaria nel Mondo“. Inoltre nell’anno 2015 Buccheri è stato insignito del titolo di Capitale Mondiale dell’Olio Extravergine di qualità nell’ambito del prestigioso concorso internazionale Sol d’Oro di Verona Fiere vinto da tre aziende locali.

Buccheri è anche il paese delle Niviere, strettamente legate agli usi ed ai costumi degli abitanti fino alla seconda metà del 900. Un antico detto recita: “Buccheri cu la nivi è mpastatu rrara è dd’annata ca nun-ha-nnivicatu” (Buccheri con la neve è impastata rara è quell’annata che non ha nevicato).

Sul Colle Terreo sono visitabili i resti del castello Normanno di cui oggi rimangono alcune importanti testimonianze.

Poco distante, tra gli elementi di architettura religiosa, la Chiesa S. Antonio Abate che domina il paese dall’alto di una scenografica scalinata (costruita nel 1911); all’interno della chiesa interessanti i quadri di G. Borremans del 1728. Percorrendo la Via Vittorio Emanuele, incontriamo la spettacolare chiesa di S. Maria Maddalena al cui interno è conservata una magnifica statua marmorea di Antonello Gagini a lei dedicata. Spostandoci in Via Ignazio Barberi troviamo la chiesa Madre, dalla facciata incompleta, con all’interno un crocifisso ligneo del XVI secolo, una tela seicentesca raffigurante S. Michele nella navata sinistra e un quadro raffigurante S. Ambrogio, patrono del paese, della metà del secolo XVIII.

Risalendo la Via Ignazio Barberi arriviamo in Piazza Roma dove si trova la Fontana dei Quattro Canali che fù costruita nel sec. XVI ed interamente realizzata in pietra lavica. Effettivamente venne inaugurata nel 1585 e non ha mai smesso di assolvere al suo compito. I quattro mascheroni dai quali zampilla l’acqua continuano a essere testimoni muti di quasi mezzo millennio di storia. Già da parecchi anni risulta inserita come uno dei “Monumenti Storici ” da visitare a Buccheri.

Spostandosi verso il lato sud del centro abitato, sul monte calvario, è possibile raggiungere la piccola Chiesa del “Crocifisso” che domina l’intero abitato del paese quasi a vegliare sulla tranquillità dei suoi abitanti. Nei tempi più antichi, così come oggi, quell’umile posto di preghiera ospitava le funzioni della Settimana Santa. Lì, sulla sommità dell’erta, era il Calvario, ove dalle ultime case conduceva un sentiero segnato dalle cappellette della Via Crucis. Da quel sentiero salivano i fedeli penitenti per ricordare a se stessi il martirio di Gesù. Le ultime cappellette, ormai abbandonate e in rovina, furono demolite nel 1823. Proseguendo in un piccolo sentiero all’interno del Bosco del Crocifisso, ritroviamo un’istallazione di Alfredo Romano, raffigurante la Madonna rivolta verso il cielo, che è speculare ad una medesima istallazione che si trova nella Città di Siracusa, un monumentale Frassino di circa 200 anni ed una delle oltre 24 Neviere.

In direzione Ovest troviamo poi il Santuario della Madonna delle Grazie, una chiesa tardo settecentesca, ma di antichissima fondazione, ricordata nel rivelo del 1474 (contrada S. Maria) e in rogiti notarili fin dal 1537. Dopo il terremoto del 1693 la chiesa fù ricostruita: venne rifatta la facciata, il campanile e si restaurarono le mura e il tetto. Nel 1774 si completarono i lavori con la posa del pavimento di “balatelle” e degli stucchi della volta opera di Nicolao Cultrera di Avola: a suggello della fine dei lavori fu posto sull’arco trionfale lo stemma di Buccheri. Nella chiesa fu trasferito l’altare della Madonna Assunta, da antichissima data presente nella Chiesa di S. Maria di Fontana Murata. Si trattava dell’antichissimo culto della Assunta, praticato appunto nella chiesetta di Fontana Murata (oggi rudere) esistente in mezzo al bosco di S. Maria, e in cui i fedeli si recavano in processione in caso di epidemie (in particolare la scabbia), attraverso l’uso dell’acqua di una fonte vicina ritenuta magica.

A otto km da Buccheri, verso Lentini, potrà essere visitabile la Chiesa di S. Andrea, avamposto templare in stile gotico, utilizzata nel 1225 da Federico II.  La chiesa a pianta rettangolare e navata unica è formata da blocchi di calcare tenero perfettamente intagliati, su cui qua e là si scorgono graffiti e disegni di varia epoca. L’originario ingresso era da ovest, riservato ai monaci del contiguo convento, mentre i fedeli entravano da un ingresso laterale a nord: questo è formato da un bel portale ad arco acuto. Nel set­tecento fu mutato l’orientamento della chiesa con l’apertura di un ingresso nell’abside e lo sposta­mento dell’altare sul lato ovest: La chiesa fu fon­data intorno al 1225 con scopi religiosi e politici: era forte in questa zona, che come detto prendeva il nome di Ragameli (casale del miele), la presen­za dei musulmani. Federico II vi fondò la chiesa e vi insediò i padri Teutonici proprio con lo scopo di combattere i saraceni. Ancora oggi gli anziani di Buccheri ricordano la leggenda secondo cui chi nasceva a S. Andrea era balbuziente (“ciocciu”).

Proseguendo in direzione Lentini, si incontra una strada che porta alle “Gole della Stretta”, un sito geocarsico che nasce dall’azione erosiva delle acque del San Leonardo. Dopo aver percorso l’estremità settentrionale dei Monti Iblei il fiume bagna i territori tra Francofonte e Lentini, sfociando poi nel Mare Ionio poco più a sud del fiume Simeto.

Le pareti della gola in alcuni tratti assumono un andamento verticale utilizzato spesso dagli scalatori per le arrampicate. Nei versanti della gola sono presenti diverse tombe castellucciane.

A Buccheri poi, da piazza Loreto, si raggiunge la grotta di S. Nicola, chiesa di epoca cristiana scavata nella roccia, ricoperta di affreschi di cui si vedono alcune tracce visibili tutt’oggi.

Piaceri e Sapori

Buccheri ha il complesso boscato più ampio della Provincia di Siracusa che si estende su una superficie di 1.187ha del Demanio Regionale gestito dall’Azienda FF.DD.R.S. e su una superficie di 623ha di boschi del Comune di Buccheri, gestiti anch’essi dalla stessa Azienda.

Di particolare interesse paesaggistico è il vecchio bosco di S. Maria, che si estende sulle pendici orientali di Monte Lauro su una superficie di 115ha circa ricoperta da un bosco misto (pini, cipressi, roverella e castagno) di età intorno a 30 anni.

Qui esistono quattro aree attrezzate dislocate lungo un sentiero panoramico the si snoda attraverso l’area boscata per una lunghezza complessiva di 7 Km. circa. Ogni area è provvista di acqua corrente e di barbecue, e consente la sosta e la colazione di n. 32 persone comodamente sedute ai tavoli di pietra lavica lavorati secondo le tradizioni locali.

Nello stesso Bosco è oggi presente l’unico Parco Avventura degli Iblei, con Piattaforme sugli alberi e passaggi su cavi, tronchi di legno, reti, corde, ponti tibetani e lunghe Zipline per andare da un albero all’altro. Si può scegliere tra diversi Percorsi in altezza contraddistinti dai colori secondo il livello di difficoltà. E poi ancora le Gole della stretta, la ludoteca pubblica, e gli impianti sportivi con campi da calcio, tennis, beach volley, ed a breve padel ed area attrezzata per fitness.

A Buccheri sono oggi presenti due Musei etnoantropologici; uno denominato “Eco Museo”, ubicato in Via A. Gagini  e l’altro “Museo etnoantropologico degli antichi mestieri”, ubicato in Via Matteotti 1 ed inserito nel circuito della Rete Museale Iblea. Al loro interno presenti diversi reperti della tradizione contadina, attrezzature degli antichi mestieri, esposizioni delle varie specie di funghi, molto presenti nel territorio di Buccheri, biblioteche ed aule studio per ragazzi. In generale le due realtà Museali racchiudono la memoria storica di Buccheri e dei paesi iblei.

MedFest e Festival dei Tamburi Medievali

AGOSTO (Il fine settimana successivo al ferragosto)

Tradizionale manifestazione di rievocazione medievale. Il MedFest avvolge tutti in un rito catartico, produce un interscambio fedele solo al divertimento, alla cultura storica, sociale e gastronomica.

I produttori locali, attenendosi alla cucina tipica medievale, propongono pietanze desuete ed antiche, ma pregne di tempi e tradizioni lontane, il tutto contornato da numerosi spettacoli ed esibizioni a tema lungo le vie e le piazze del Borgo più alto degli Iblei.

 

Festival dei Tamburi

Il timbro inconfondibile dei tamburi, basso, rumoroso e profondamente coinvolgente, che fa da apripista al Medfest e che raggruppa diversi gruppi di Tamburi provenienti da ogni parte d’Italia.

 

Buccheri

Best Culinary Destination

Ottobre

Immersi nella natura Ottobrina con escursioni guidate nei boschi, mostre micologiche, trekking urbano ed escursioni culturali del Borgo; pranzo nelle osterie e ristoranti di Buccheri con degustazione dei Prodotti della Tradizione Agroalimentare.

La Via della Luce e l’Atmosfera del Natale    

Dicembre

L’atmosfera che pervade il borgo, il Presepe a grandezza naturale, unico nel suo genere, la luminaria raffigurante la Natività, tra le più grandi di Sicilia, il bosco degli elfi che sa tanto di fiaba, l’illuminazione artistica che dona al Paese un aspetto incantevole, i mercatini di natale e tanto altro che rendo il Borgo un incanto durante l’intera durata delle festività natalizie.

 

U Passiu Santu

Settimana Santa

La Pasqua a Buccheri è un momento di fede e partecipazione molto sentito dalla comunità, che attende ogni anno la messa in scena de “U Passiu Santu” nel giorno del Venerdì Santo.
“U Passiu Santu” è la rappresentazione vivente della Via Crucis in dialetto siciliano.
Le strofe in rima sono recitati da un gruppo di oltre cento comparse e figuranti in costume, che si muovono tra i vicoli e le piazze del centro storico tra spettacolari scenografie e musiche composte appositamente per la rappresentazione.

L’intera Settimana Santa è ricca di appuntamenti religiosi, eventi a tema ed enogastronomia d’eccellenza.

 

I Sentieri di Maggio

Maggio

I visitatori potranno trascorrere tutte le domeniche di Maggio in mezzo alla natura con l’ausilio di guide specializzate o audio guide e con numerose attività previste nell’ambito dei ricchi programmi proposti dalle Associazioni patrocinate dal Comune di Buccheri.

 

Estate Buccherese

Luglio – Settembre

Serate di intrattenimento musicale nel “salotto” buono di piazza Roma, teatro, serate danzanti nella splendida cornice della Villa Comunale di Buccheri, colonia estiva per ragazzi, eventi sportivi, convegni e incontri informativi per giovani e anziani, attività culturali, sono gli ingredienti del Borgo che in estate si trasforma in un villaggio turistico all’aperto.

Si va dai salumi alle olive, dai funghi alla salsiccia, dai primi della tradizione locale a base di erbe selvatiche o zafferano, ai piatti con il Tartufo di Buccheri.

Molto apprezzati i “funciddi”, biscotti realizzati con frutta secca e tipici della tradizione Buccherese.

E poi ancora pani co pipi, pani cu l’uovu, uliva nera, uliva a puddascedda, cudduruni e fave liezzi, tutti piatti della tradizione agroalimentare tradizionale.

Olio extravergine d’oliva con mono cultivar tonda iblea, un olio dal fruttato intenso che nell’anno 2015 ha decretato Buccheri “Capitale Mondiale dell’Olio Extravergine di qualità” in seno al prestigioso concorso internazionale Sol D’Oro di Verona Fiere.

“Pani co Pipi” – prodotto della tradizione agroalimentare Buccherese inserito nell’elenco del MIPAAF – Pane di casa raffermo ammorbidito con un composto liquido di estratto di pomodoro, condito con origano,peperoncino, olio e uova.

“Cuddhuruni” – prodotto della tradizione agroalimentare Buccherese inserito nell’elenco del MIPAAF – Pasta ammorbidita con acqua, rimpastata e condita con olio extravergine d’oliva, origano, peperoncino e basilico fresco.

“Favi Liezzi” –  prodotto della tradizione agroalimentare Buccherese inserito nell’elenco del MIPAAF – fave cotte e condite con cipolla, sedano, olio extravergine d’oliva, salsa di pomodoro, origano, peperoncino fresco o essiccato.

“Funciddhi” – dolce a forma di funghetto elaborato con frutta secca ( noci, nocciole, mandorle), moscato o marsala, uova, zucchero e bucce di mandarino tritate.

“Oliva Nera di Buccheri” – prodotto della tradizione agroalimentare Buccherese inserito nell’elenco del MIPAAF – Olive di varietà Tonda Iblea raccolte a completa maturazione ed “addolcite” con un procedimento di salatura a secco.

“Oliva a Puddhasceddha di Buccheri” – prodotto della tradizione agroalimentare Buccherese inserito nell’elenco del MIPAAF – Olive raccolte a fine settembre addolcite, schiacciate, disossate e condite con aglio, menta fresca, aceto di vino e olio extravergina d’oliva.

“Panifrittu cu l’uovu”  – prodotto della tradizione agroalimentare Buccherese inserito nell’elenco del MIPAAF – pane raffermo bagnato nell’uovo su entrambe le facce e fritto in olio extravergine di oliva con aggiunta di sale e origano.