BUON-convento-stemmaBuonconvento
I colori del cotto e delle crete

Comune di BUONCONVENTO
(Provincia di Siena)
Altitudine
m. 145 s.l.m.
Abitanti
3150 (1000 nel borgo)

info turismo
Ufficio Turistico Comunale Tel. 0577 809075
www.museomezzadria.it
Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia,
Tel. 0577 807190
www.museoartesacra.it
www.comune.buonconvento.si.it
www.turismobuonconvento.it

Lo spirito del luogo

BUON-convento-stemmaIl nome
Deriva dal latino bonus conventus e ha il significato di comunità felice, fortunata: una buona adunanza di persone che gode della fertilità della terra e dei vantaggi derivanti dalla vicinanza dei fiumi Arbia e Ombrone, nonché dall’ottima posizione presso il guado del fiume sull’importante via Francigena o Romea. Qui i viandanti interrompevano il viaggio per alloggiare e rifocillarsi.

 

La storia
973, è nominato per la prima volta in un documento il castrum di Suvereto, sorto su preesistenze romane o forse etrusche, e diventato piccolo centro rurale post-longobardo.
XII sec., i conti Aldobrandeschi, signori del castello, costruiscono la torre sulla sommità del colle e i fossati intorno all’abitato.
1201, dopo essersi costituito in libero comune, Suvereto ottiene dal conte palatino la Charta Libertatis con concessioni economiche e politiche.
XIII-XIV sec., lo sviluppo urbanistico prosegue con la costruzione delle mura, del palazzo comunale e di altri edifici di valore architettonico: il comune assume la fisionomia ancora oggi riconoscibile; nel 1237, pur restando feudo dei conti Aldobrandeschi, aderisce alla Lega Ghibellina entrando nell’orbita d’influenza della Repubblica di Pisa.
1399, Suvereto entra a far parte della Signoria di Piombino; trovandosi al confine tra Siena e Firenze, sempre in lotta tra loro, si trova a subire passaggi di soldati, saccheggi e assedi, come quello di Baldaccio d’Anghiari.
XVI-XVIII sec., il declino demografico e il degrado ambientale della Maremma portano la comunità rurale a ridursi a poche unità verso la fine del Seicento: abbandono, miasmi delle ristagnanti acque e malaria fanno nascere la leggenda della Maremma “amara”, “terra senza uomini”; nel 1573 si comincia a costruire, nell’unico punto salubre, la collina a nord di Suvereto, il castello.
1796-99, sulla scia della Rivoluzione Francese e dei moti antifeudali, Suvereto partecipa alla “rivolta delle coccarde” contro il dispotismo del principe di Piombino.
1815, l’ingresso nel Granducato dei Lorena consente a Suvereto di diventare parte della Toscana e di riprendere le attività agricole grazie ai lavori di bonifica; il territorio è coltivato a viti, olivi e cereali.

Un imbroglio in una taverna medievale, come descritto da Boccaccio. Una discussione tra eretici. Un guizzo floreale e modernista sulla facciata di una casa: aria nuova tra le dominanti forme medievali. Il colore del cotto, del mattone, e quello delle crete senesi, i colli argillosi puntellati di fattorie e pievi dove nasce il bianco diamante del tartufo. La severità, la dolcezza e il sorriso che stanno sui volti delle Madonne dipinte dagli artisti senesi su tavole e affreschi conservati al Museo d’arte sacra. I prodotti di una campagna fertile, orgoglio dei Granduchi di Toscana. I passi dei pellegrini sull’antica via Francigena. Il colore delle crete d’autunno, sotto un cielo che non sembra finire mai. Un angolo intimo di paesaggio: un vecchio podere, un cipresso, la curva di una strada bianca. Tutto questo è Buonconvento e il suo territorio.

La robusta cinta muraria trecentesca, che conserva nella forma architettonica il carattere senese, un tempo racchiudeva tutto il borgo come una farfalla nel bozzolo. Su di essa non esistevano aperture, all’infuori di due porte di accesso munite di robusti infissi in legno con ferrature: porta Senese sul lato nord verso Siena, e sul lato sud Porta Romana, distrutta nel 1944 dai tedeschi in ritirata. Rimasto intatto per secoli, al riparo del fossato e dei merli guelfi del cammino di ronda, il borgo ha subito grandi trasformazioni nell’800, con la costruzione di fabbricati a ridosso delle mura, tra cui il teatro dei Risorti. Il borgo all’interno è attraversato da nord a sud da via Soccini, in ricordo dell’antica famiglia che contava tra i suoi membri un paio di eretici, contestatori nel XVI secolo di alcune dottrine della chiesa. La via in cui nacque, si può dire, il “socianesimo”, è anche la più nobile di Buonconvento, quella su cui si affacciano i palazzi del potere e dei maggiori possidenti. Innanzitutto, il palazzo Podestarile con la torre civica a pianta rettangolare del secolo XIV e i due archi gotici che si aprono sulla facciata, su cui si contano 25 stemmi in pietra degli antichi podestà. S’incontrano poi il palazzo Comunale con la bella fronte in mattoni e l’imponente palazzo Taja, costruito tutto in mattoni nella seconda metà del ’700 da una nobile famiglia. Sul lato sud la facciata è mossa da un grande balcone con ringhiera in ferro lavorato, sormontato da una meridiana solare. Di fronte c’è palazzo Borghesi, risalente al XIV secolo, appartenuto a un’antica famiglia senese i cui stemmi sono sulla splendida facciata. Vicino si nota il palazzo del Glorione, in passato proprietà dello Spedale di Santa Maria della Scala che vi aveva ricavato un ospedale e un ospizio, dato che di qui passava la via Francigena. Ora al piano terreno ha sede il museo della Confraternita della Misericordia, con l’interessante oratorio di San Sebastiano, databile XVI secolo (da notare il cancelletto di ferro battuto, piccolo gioiello di artigianato). Di fronte si trova la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, anch’essa con bella facciata in mattoni. Le sue attuali forme classicheggianti sono il frutto del restauro settecentesco. Una piccola pietra marmorea inserita nella muratura sul lato sinistro della facciata, raffigurante una croce, porta incisa la data del 1103, che potrebbe corrispondere all’anno di fondazione. Nel 1313 in questa chiesa morì l’imperatore Arrigo VII. Le importanti opere che vi erano collocate, dei migliori artisti senesi tra i quali Duccio di Boninsegna, sono custodite nel museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia, che s’incontra proseguendo il cammino, ospitato nell’ottocentesco palazzo Ricci-Socini. La famiglia Ricci nel 1907 decise di ristrutturare l’immobile secondo le teorie moderniste dello stile floreale, affidando il progetto all’architetto Gino Chierici, che intervenne con gusto, realizzando in pieno centro storico una facciata elegante insieme classica e liberty, con decorazioni interne di pregio. Nel borgo antico vi sono altre due vie importanti, una dalla parte di levante chiamata via del Sole e l’altra sul lato di ponente detta via Oscura, entrambe comunicanti con via Soccini e come questa pavimentate con lastre di pietra. In via del Sole i fabbricati hanno una tipologia più modesta, in quanto fino agli anni ‘30 vi abitavano famiglie di vetturali, barrocciai, addetti ai trasporti delle merci. Il tratto iniziale di via Oscura è caratterizzato da un insieme di sovrappassi con archi a tunnel intermittenti che creano atmosfere di chiaroscuro. Questo scorcio è chiamato “chiasso buio” ed è la zona più caratteristica, con una parte della strada a selciato medievale. Ma Buonconvento significa anche liberty, un fenomeno tipicamente urbano che curiosamente ha attecchito anche qui, ponendo il paese all’attenzione del mondo dell’arte e del buon gusto. Il liberty a Buonconvento si risolve – con risultati tutt’altro che provinciali – in uno stile pacato, raffinato, giocato sui materiali, sui cromatismi, sugli effetti decorativi, negli esterni come nella decorazione di interni spiccatamente floreale, ben rappresentata negli affreschi, nelle vetrate e nelle lavorazioni con il ferro battuto. Ne sono esempi il già citato palazzo Ricci-Socini, palazzo Farnetani in via Soccini 51, palazzo Ricci in via Roma 3, l’Asilo Infantile Grisaldi del Taja in via Dante, la palazzina Sensi, d’ispirazione coppedé, e la palazzina Castellani Bettarini, nella stessa via. Sulla Cassia, infine, in direzione di Roma, sorge su una collinetta villa Rondinella, opera dell’architetto Gino Chierici (1910) ricca di decorazioni e preziosa nei materiali usati.

Piaceri e Sapori

Tennis, piscina (comunale e in molti agriturismi), passeggiate ed escursioni nelle Crete Senesi. Sono segnalati circa 600 km di percorsi che, integrati con i sentieri del Treno Natura, costituiscono una fitta rete di collegamento fra i centri abitati, le stazioni ferroviarie e le località di maggiore interesse. Per gli amanti della bicicletta sono individuati facili percorsi sulle più belle strade panoramiche.

Oratorio di San Sebastiano e “La Misericordia” Patrimonio e Testimonianze.
L’apertura dell’Oratorio e del Museo avviene durante le feste patronali e dietro prenotazione al 3487072500.

Buonconvento_MUSEO-MEZZADRIAMuseo della Mezzadria,
tel. 0577 809075, museomezzadria@provincia.siena.it Ospitato nei locali ristrutturati della vecchia “tinaia” di palazzo Taja, il museo si propone di guidare alla scoperta della cultura tradizionale legata alla mezzadria, che ha caratterizzato per quasi un millennio l’economia e la vita della provincia senese.

Museo d’Arte Sacra della Val D’Arbia, via Soccini 18, tel. 0577 807181. Le eleganti sale di palazzo Ricci Soccini ospitano uno dei più importanti musei della Toscana, ricco di capolavori legati al territorio.

Buonconvento_trebbiaCarnevale, sfilate di maschere e carri allegorici organizzate dai quattro Quartieri, lungo le vie del paese.

Crea e Dimostra,
lunedì di Pasqua, 8 dicembre da maggio a ottobre, ultima domenica del mese. Mercatini.

Processione del Venerdì Santo,
Istituita nel 1726, è la rievocazione, con personaggi in costume, della passione e morte di Gesù.

Cose del Passato, dal venerdi al lunedì del periodo pasquale.Fiera Regionale Antiquaria.

Prima Luna d’Estate, terzo sabato di giugno. Una lunga tavolata con piatti tipici ricostruita nella via principale del borgo.

Santissimi Pietro e Paolo,
ultimo fine settimana di giugno. Festa Patronale a Buonconvento.

Trebbiatura sotto le mura,
terza domenica di luglio. Rievocazione storico-culturale sotto le vecchie mura.

Festival delle Crete Senesi, agosto. Rassegna culturale organizzata dal Circondario Crete Senesi Val d’Arbia.

Sagra della Val D’Arbia,
dal terzo sabato alla quarta domenica di settembre. Manifestazione caratterizzata da spettacoli, eventi sportivi, concerti, mercatini dei prodotti tipici, convegni, mostre culturali, di pittura e scultura, degustazione di piatti tipici tradizionali.

Teatro dei Risorti.
Stagione Teatrale e Cinematografica. Ottobre-Maggio.

Crete d’Autunno.
Un mese – quello di novembre – di assaggi, paesaggi e antichi retaggi. Si celebra il tartufo bianco.

“E’ Natale a Buonconvento”,
Tutto il mese di dicembre. Mostre culturali, presepi, gastronomia, concerti, canti tradizionali. Mercatini “Crea & dimostra” e “Soffitte in piazza”: castagne e vino intorno al fuoco.

Il trionfo della toscanità significa tavole imbandite a base di salumi, bruschetta, panzanella, fettunta, pappa al pomodoro, pici con le briciole, pappardelle al sugo di lepre, tagliolini in passato di ceci, arista di maiale con fagioli toscanelli.

Tutti Doc sono i vini: il bianco Val d’Arbia, anche nella versione vinsanto, l’Orcia rosso e bianco, dalle cui uve derivano anche un buon novello e il vinsanto. Profumi memorabili sono sprigionati dal tartufo bianco delle Crete Senesi e da quello marzolo, come indimenticabile è la carne di vitello locale, di razza chianina e la carne dei maiali di cinta senese.