Cetona-StemmaCetona
Tra gli ulivi e i cipressi della campagna senese

Comune di CETONA
(Provincia di Siena)
Altitudine
m. 348 s.l.m.
Abitanti
2860 (420 nel borgo)

info turismo
Ufficio Turistico, Piazza Garibaldi – Tel. 0578 239143
proloco@cetona.org
Ufficio Turismo e Cultura, Via Roma 41
tel. 0578 237630/1 Fax 0578 238616
biblioteca@comune.cetona.siena.it
www.comune.cetona.si.it

Lo spirito del luogo

Cetona-StemmaIl nome
Archiviata l’ipotesi di un toponimo di origine etrusca, è probabile che il nome del borgo derivi da un’antica pieve paleocristiana, citata nei documenti come baptisterium Sancti Johannis de Queneto o de Queteno, forse in riferimento al torrente Chieteno che scorre poco a sud. In un testo del 1275 tale chiesa è riportata come plebs Sancti Johannis de Scetona.

 

La storia
VII-VI sec. a. C., villaggi etruschi sorgono sulle colline di Chiusi e Sarteano. A Cetona l’insediamento è documentato nei pressi di Camposervoli.
1207, si ha la prima menzione del castello di Cetona.
1260, il borgo passa alla Repubblica di Orvieto, dopo una lunga contesa con quella di Siena.
1418, conquistata dal capitano di ventura Braccio di Montone, signore di Perugia, Cetona viene da questi venduta alla Repubblica di Siena.
1556, fedeli a Siena per quasi un secolo e mezzo, gli abitanti, decimati dalle pestilenze e dalle guerre, si arrendono senza combattere all’esercito imperiale in Toscana quando questo si presenta sotto le mura. Il borgo viene così inglobato nel Granducato di Toscana.
1558-69, Cetona è concessa in feudo dal Granduca Cosimo I alla famiglia Vitelli. Con il marchesato dei Vitelli ha inizio un’epoca d’oro per la cittadina. Tornata in seguito a far parte del Granducato di Toscana, ne segue le sorti fino al Risorgimento e all’unità d’Italia.

È Angela Bianchini, che vive a Cetona da molti anni nella casa che fu del pittore Lionello Balestrieri, a raccontare il fascino di questo angolo di Toscana, che in passato ha incantato intellettuali e viaggiatori come Bernard Berenson, Romain Rolland, Paul Bourget, e che nel presente offre più prosaico riparo, tra le antiche case del borgo o nei casolari in campagna, a personalità del mondo dell’economia, della cultura, della moda. A Cetona le suggestioni di antica civiltà si sposano con la natura circostante, quella di «una montagna che è come il mare, e si può passare ore a guardarla», di una valle punteggiata di ulivi, pini e cipressi. In luoghi così, l’Italia – verrebbe da dire – non è ancora giunta al capolinea. “Già oggi – afferma Guido Ceronetti, scrittore dissacrante che qui a Cetona ha appartata dimora – quasi tutta la campagna, con l’agromeccanica, l’agrochimica, la monocultura, i soldi, l’abbandono, lo spegnersi di infinite sue voci, è ben vigilia di Italoshima” (Albergo Italia, 1985). Ma tra le “visioni d’autunno” capaci di “dare calma e refrigerio all’albergo del malessere” in cui si è ridotta la nostra vita, c’è sicuramente quella della campagna cetonese. Fin che resisterà al fungo atomico del progresso scriteriato.

La naturalezza con cui la pietra delle architetture si fonde con la delicatezza quasi pittorica del paesaggio toscano, costituisce la meraviglia di Cetona. Basta salire per le strette vie lastricate chiamate “coste”, perché costeggiano il monte, o addentrarsi nella “cittadella”, l’antico grumo di case che domina la piazza rinascimentale, per cogliere la poeticità di questo luogo, una “gioia di forme serene” – ha scritto Piero Grassini (Cetona e il suo ambiente, 1986) – capace di evocare gli scomparsi fantasmi del tempo, tra emozioni medievali e suggestioni naturalistiche.
La campagna intorno a Cetona è così bella da apparire quasi una rappresentazione oleografica di un paesaggio rinascimentale.
Le mura, che un tempo avevano tre giri, oggi conservano nel rotondo torrione del Rivellino, risalente alla metà del XVI secolo,
la traccia più importante della terza cerchia. La struttura urbana risente delle vicende guerresche del periodo medievale, quando Cetona doveva barcamenarsi tra Siena e Orvieto che se la disputavano con le armi.
Verso la metà del Cinquecento, la costruzione della piazza, oggi dedicata a Garibaldi, come nuovo accesso al borgo medievale, è la realizzazione di un sogno. Il sognatore e artefice del rinnovamento rinascimentale di Cetona fu Gian Luigi Vitelli detto Chiappino che, nominato marchese dai Medici, volle vestire i panni del buon governatore realizzando questa piazza dalla forma ovale, stranamente troppo grande per un borgo così piccolo. Ad essa fanno da contorno edifici sei-settecenteschi, tra cui l’antico palazzo Vitelli, irriconoscibile esternamente, l’ex chiesa cinquecentesca (oggi sede comunale di mostre) della Santissima Annunziata e in un angolo, anche essa nascosta tra le case, la chiesa di San Michele Arcangelo, eretta nel 1155 ma rimaneggiata nella seconda metà del XVII secolo. Anche il loggiato della piazza, usato un tempo come mercato coperto, fu progettato dal Vitelli.
Uscendo dalla piazza e superato il Rivellino, si prende la stradina in salita su cui si affacciano nobili edifici come, a destra, l’antico palazzo di Giustizia (oggi sede della Caserma dei Carabinieri) e il settecentesco palazzo Sgarroni e, a sinistra, palazzo Minutelli, oggi sede del Municipio e, al piano terra, del Museo Civico. Seguendo l’andamento curvilineo della stretta via si sfocia nella piazzetta della collegiata, la più bella chiesa del borgo, intitolata alla Santissima Trinità. Costruita in origine, tra XII e XIII secolo, ad una sola navata di impianto romanico, si arricchì nel 1571 della navata sinistra con portalino esterno. Il semplice interno custodisce alcuni affreschi del tardo Quattrocento, tra cui una Madonna Assunta della scuola del Pinturicchio (1454-1513).
Salendo verso la Rocca, si attraversa il Rione delle Monache, con le case allineate lungo l’antico tracciato delle mura. Dalle finestre o dalle porte spesso rivestite in pietra, lo sguardo si immerge nella campagna e nei monti, dove i colori dominanti sono l’argento degli ulivi e il verde scuro dei cipressi. In alto, domina la Rocca (oggi di proprietà privata, come il contiguo parco) con il suo maschio superstite sommerso dal verde dei pini e dei cipressi. è questo il nucleo più antico di Cetona, originario del X secolo e trasformato in abitazione nel XVI, con l’aggiunta di nuovi corpi edilizi. Scendendo per tornare alla piazza Garibaldi, si costeggia la seconda cerchia di mura.
La piazza si allarga, dalle parti del loggiato, su una piccola salita alle cui spalle si trova il quartiere settecentesco, sorto per volere del nobile Salustio Terrosi che qui, nel 1750, fece edificare una villa e uno splendido parco di quindici ettari, anch’essi di proprietà privata. Appena fuori del borgo, sono da vedere il convento di San Francesco, iniziato nel 1212 e oggi sede della Comunità di Mondo X, e il romitorio di Santa Maria a Belverde, immerso in un bosco di lecci e cipressi centenari, sotto una rupe di travertino. Fondato probabilmente intorno al Mille, il nucleo attuale risale al 1367 e presenta un’originale struttura interna composta da tre oratori disposti su due piani. All’interno si conservano affreschi trecenteschi di scuola orvietana.

Piaceri e Sapori

Passeggiate, mountain bike, escursioni sul Monte Cetona.

Facili passeggiate, con possibilità di pernottamento e ristorazione, permettono di raggiungere i dintorni di Cetona, ricchi di testimonianze storiche e naturalistiche. Meritano una visita le grotte comprese nell’area del Parco di Belverde (23 quelle sinora individuate), un tempo dimora dell’orso delle caverne e in seguito sede di antichi culti preistorici, documentati nel locale Museo civico. Sul Monte Cetona,
alto 1148 msi annida il piccolo eremo francescano di Belverde.

Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona,
via Roma 37, tel. 0578 237632, museo@comune.cetona.siena.it documenta le varie fasi di popolamento umano del territorio dal Paleolitico all’Età del Bronzo.

Parco Archeologico Naturalistico di Belverde, luglio-settembre 10-19 (chiuso lunedì), aprile-giugno e ottobre domenica e festivi 10-13 e 15-17. È possibile visitare alcune delle grotte che si aprono nel travertino, frequentate dai nostri antenati per scopi funerari o di culto.

Archeodromo di Belverde,
tel. 0578 239219: sorta di estensione del Museo per la Preistoria, è un laboratorio didattico all’aperto. Comprende la simulazione di uno scavo archeologico e la ricostruzione di un insediamento dell’età del bronzo e di un accampamento paleolitico, collegati da un itinerario nel bosco che tocca punti panoramici del territorio. Il percorso prende avvio dal Centro Servizi del Parco Archeologico Naturalistico di Belverde fornito di aula didattica, punto informazioni, sosta e ristoro per i visitatori, interamente accessibile ai disabili ad eccezione della grotta. Stessi orari del Parco.

Luoghi d’arte,
Archidoro – Arte contemporanea, via Sobborgo 5, tel. 0578 239123.

Fiera di Primavera,
prodotti tipici, piante e giardinaggio: la penultima domenica di aprile.

Cetona in Fiore,
mostra mercato di fiori e piante: seconda domenica di maggio.

Fiera d’Autunno,
prodotti tipici, piante, giardinaggio: penultima domenica di novembre.

Sagra dell’Olio,
degustazione di olio extravergine di oliva e di vini nelle cantine del centro storico, con convegni sulla gastronomia: a dicembre tra Natale e Capodanno.

Cetona Estate,
programma di spettacoli, concerti, cinema, mostre, teatro: da giugno a settembre.

Sagra del Bico,
un appuntamento gastronomico tradizionale che coinvolge tutta la popolazione del piccolo centro di Piazze, tra fine giugno e i primi di luglio.

Cetona tra Arte e Gastronomia,
itinerario nelle vie del borgo tra sapori ed esposizione d’arte. Ultimo fine settimana di settembre.

Corsa delle Brocche,
manifestazione in costume, con giochi, spettacoli e corteo storico. Ultimo fine settimana di agosto.

CetonaVerde Poesia,
luglio, www.cetonaverdepoesia.it: certame poetico nella piazza del borgo, ideato da Murizio Cucci e Mariella Cerutti Marocco in collaborazione con Mondadori e il comune; Presidente onorario della giuria è Guido Ceronetti.

Cetona_piciI pici con l’aglione, una sorta di grossi spaghetti fatti a mano, conditi con una salsa di pomodoro con molto aglio e peperoncino; in alternativa i pici si possono accompagnare al ragù di carne.

Olio e vino. Cetona aderisce alle associazioni Città dell’Olio e Città del Vino (con il Chianti dei Colli Senesi).

Ospitalità

Cetona, La Frateria

Residenza d’epoca “La Frateria di Padre Eligio” 

Convento francescano del 1212, sette camere d’epoca sospese nel silenzio. Giardino e visite guidate. Ristorante inserito nel vecchio carcere del Convento. I menù sono scritti a mano e i piatti seguono le stagioni e la disponibilità dell’orto.

  Convento S. Francesco, 2
  +39 0578 238261
  info@lafrateria.it
 www.lafrateria.it

Ospitalità

Cetona, Il Pulito

Agriturismo Il Pulito

 Via Provinciale, 142 – 53040 Piazze (SI)
  +39 0578 244088
  +39 338 8595454
  info@ilpulito.it
 www.ilpulito.it