Finalborgo-StemmaFinalborgo
Aria da marchesi

Comune di FINALE LIGURE
(Provincia di Savona)
Altitudine
m. 0-300 s.l.m.
Abitanti
12.300 (600 nel borgo)

info turismo
Comune, Via Ghiglieri 6
Tel. 019 6816004 Fax 019 6816377
culturaturismo@comunefinaleligure.it
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Lo spirito del luogo

Finalborgo-StemmaIl nome
Deriva da Burgum Finarii, terra di confine (ad fines) ai tempi dei Romani e centro amministrativo del marchesato dei Del Carretto tra il XIV e il XVI secolo.

La storia
113 a.C., viene costruita la via Julia Augusta, che entra nel finalese dalla Valle di Ponci, dove ancora si notano cinque ponti romani.
XII sec., l’origine del borgo è in genere fatta risalire all’epoca del marchese Enrico I Del Carretto detto il Guercio (morto nel 1185), ma recenti scoperte archeologiche retrodatano la sua fondazione di qualche secolo.
1300 ca.-1598, Finalborgo è governata, dall’alto di Castel Gavone, dalla famiglia Del Carretto, parte della medievale marca degli Aleramici, la quale lascia nella capitale del marchesato palazzi, chiese, castelli, fortificazioni e un convento dagli splendidi chiostri e dai sontuosi saloni. Le mura di cinta sono distrutte nel 1449 dai genovesi (alla cui influenza i Del Carretto cercano sempre di sottrarsi) e riedificate nel 1452.
1598-1713, è il periodo della dominazione spagnola. Il marchesato, venduto alla Spagna, diventa per tutto il Seicento un territorio strategico che permette il controllo del Nord Europa attraverso lo Stato di Milano. Gli spagnoli valorizzano l’importante punto di sbarco della Marina, realizzano nuove vie di comunicazione come la Strada Beretta (1666) e attuano una generale ristrutturazione del sistema difensivo del borgo, grazie al Forte San Giovanni (1640-44) e al rafforzamento di Castel Govone.
1713, il marchesato è ceduto a Genova e il passaggio all’antico nemico chiude la fase di prosperità vissuta sotto la Spagna. Simbolo della fine di un’epoca è la distruzione di Castel Govone da parte dei genovesi nel 1715.
1740, alla morte dell’imperatore Carlo VI, Finale è coinvolta nelle vicende della guerra di successione austriaca che vede in campo austriaci, piemontesi e inglesi contro Borboni, francesi e spagnoli.
1748, la pace di Aquisgrana pone definitivamente Finale sotto Genova e tale rimarrà formalmente sino al 1795 quando, con l’arrivo dei francesi, il marchesato viene abolito e Finale segue le sorti della Repubblica Ligure, e infine quelle dei Savoia e del Regno d’Italia.

Un’antica fontana, una loggia, un portale imponente, un’edicola votiva, un chiostro, il particolare di un portone o una piazzetta raccolta: l’aria di Liguria che si respira a Finalborgo è una brezza marina odorosa di rosmarino e di timo, un silenzio trasparente, traforato di luce. Un vecchio, quieto borgo, questo di Finale, che fu capitale del marchesato, e che ancora conserva, nei bei palazzi, un po’ della boria dei dominatori spagnoli, aggrappata a un ornamento, uno stemma, un portale in ardesia. Se nella splendida balaustra marmorea della basilica di San Biagio, vorremmo essere un angelo che sistema la tovaglia, fuori ci emozioniamo per i colori liguri, sfumati dal tempo. Le tinte e le mezze tinte dei palazzi nelle sere estive assecondano un desiderio fluttuante, tra mare e collina, simile al vivere di qui.

Chiuso tra mura medievali ancora ben conservate, intervallate da torri semicircolari e interrotte solo in corrispondenza delle porte, il Borgo di Finale (così detto per distinguerlo dalla Marina) offre subito al visitatore una sensazione di protezione e raccoglimento. L’antica concezione difensiva e comunitaria sopravvive nel reticolato delle vie, disposte perpendicolarmente tra loro a formare scorci affascinanti in spazi contenuti. Percorsi gli stretti vicoli, ogni piazza è una conquista e una sorpresa, in grado di esibire meraviglie nella “pietra del Finale”, l’ardesia che adorna portoni, si modella in colonne, diamanti, ornamenti.
Se i grandi monumenti (i palazzi rinascimentali e barocchi, la basilica di San Biagio, il complesso di Santa Caterina e -fuori le mura – Forte San Giovanni e Castel Gavone) esprimono, per così dire, la forza e la vanità del borgo, i negozi e le botteghe artigiane ne rappresentano la vivacità. Questo è, infatti, un luogo vivo, abitato, dove le piazze moltiplicano i momenti d’aggregazione e le attività commerciali (un patrimonio di creatività plasmato nella pietra del Finale, nella ceramica, nel vetro e nel ferro) si integrano armoniosamente nel tessuto urbano.
Il borgo è impreziosito dai palazzi quattrocenteschi e di epoca rinascimentale, modificati nel periodo della dominazione spagnola. Il palazzo del Municipio, in origine della famiglia Ricci, è uno dei migliori esempi di architettura del primo Rinascimento in Liguria, come annuncia lo splendido portale; palazzo Cavassola (ospitò papa Pio VII) e palazzo Gallesio illustrano alla perfezione le concezioni decorative della Finale del Seicento; palazzo Brunengo in piazza Aycardi si contraddistingue per la bella loggia a doppia arcata (Loggia di Raimondo) e il grande stemma familiare, ormai poco visibile; denuncia già nella facciata le complesse trasformazioni subite in varie epoche il palazzo del Tribunale nell’omonima piazza, che fu dimora dei Del Carretto, quindi dei Governatori spagnoli e genovesi, sede del Tribunale del Circondario e infine della Pretura; palazzo Aycardi ha una fronte con motivi ornamentali secondo il gusto settecentesco e palazzo Arnaldi vanta una straordinaria facciata in stile rococò, movimentata da stucchi; sulla stessa piazza si affaccia palazzo Messea e in piazzetta Doria si trova palazzo Chiazzari.
Il monumento più importante di Borgo è la basilica di San Biagio, sontuoso esempio di architettura barocca realizzato nel XVII secolo sulla precedente chiesa medioevale (1372), di cui conserva l’abside e l’ardito campanile tardo gotico (1463) a forma ottagonale, leggermente pendente, dalle numerose e sottili bifore su ogni lato. La facciata è rimasta incompiuta in pietra grezza mentre l’interno a tre navate colpisce per la grandiosità e la ricchezza delle decorazioni. Proveniente dalla chiesa di Santa Caterina, come altre opere e pale d’altare, si trova nella navata centrale il mausoleo di Giovanni Andrea Sforza Del Carretto, l’ultimo dei marchesi morto nel 1604. Eccezionali sono le sculture attribuite allo Schiaffino: la balaustra in marmo di Carrara e il pulpito che rappresenta la visione di Ezechiele. Le origini della chiesa di Santa Caterina e del complesso domenicano di Finalborgo si collocano intorno al 1360, dopo la morte del marchese Giorgio I Del Carretto, quando la vedova sentì la necessità di una chiesa gentilizia destinata ad accogliere le spoglie mortali dei membri della famiglia marchionale. Il convento ha subito negli anni profonde modifiche: dal 1863 al 1964 è stato trasformato in carcere, ma la sua bellezza è rimasta intatta, come possono testimoniare, dopo il recente recupero, i due splendidi chiostri rinascimentali realizzati tra il ’400 e il ’500.
Il teatro Aycardi, inserito dal FAI tra i monumenti italiani da tutelare, fu la prima sala di spettacoli costruita in Liguria durante il periodo napoleonico e in quasi due secoli di vita ha ospitato drammi lirici, concerti e spettacoli di prosa, tra cui, nel 1845, l’opera L’empirico e il masnadiero, commissionata ad artisti liguri dalla locale Accademia Filarmonica.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Arrampicate, escursioni, trekking, equitazione e scuola di mountain bike; sport acquatici in estate.

Poco fuori del borgo murato si trovano il Forte di San Giovanni, costruito dagli Spagnoli intorno al 1640, e i ruderi di Castel Gavone, smantellato nel 1715 dai genovesi. Suggestiva di notte è la torre
dei Diamanti (ca. 1490), così chiamata per il paramento in pietra tagliata a diamante. Dall’alto di questo maniero, i Del Carretto hanno dominato il Finale per oltre due secoli, dal XIV alla fine del XVI. Di questa terra si dice: quattro borghi, un solo cuore. Oltre a Finalborgo, il comune comprende infatti Finalmarina, Finalpia e Varigotti.
La marina è dominata da un castello, ha uno splendido viale di palme e un centro dove fanno sfoggio gli opulenti palazzi della dominazione spagnola, ricchi di ornamenti, stemmi, portali d’ardesia.
Da vedere la basilica di San Giovanni Battista, tra i massimi esempi del barocco Ligure. Finalpia conserva le sue radici rurali, con le case del ‘500 strette intorno all’abbazia benedettina di Santa Maria di Pia (notevoli i chiostri e il campanile gotico). Varigotti è un tipico borgo marinaro con le case sulla spiaggia: un’immagine da cartolina della Liguria. Il borgo vecchio, infatti, ha attratto da sempre pittori e letterati, affascinati dall’atmosfera mediterranea. Dal belvedere di Capo Varigotti si ammira la Baia dei Saraceni, mentre a monte si diparte un sentiero tra i pini marittimi che porta alla chiesetta medievale di San Lorenzo, a strapiombo sul mare. Da vedere nell’entroterra finalese anche la chiesa dai cinque campanili di Perti e, in Val Ponci, i ponti romani di pietra, nonché il ponte detto “delle fate”, oggetto di leggende medievali.

Complesso Monumentale di Santa Caterina, tel. 019 694252: ospita il Museo Archeologico, una sala congressi con 258 posti e l’oratorio de’ Disciplinanti adibito a mostre ed esposizioni.

Il Museo Archeologico del Finale: (tel. 019 690020, aperto tutti i giorni) presenta una ricca collezione di preistoria e archeologia con reperti risalenti fino a 350mila anni fa.

L’oratorio de’ Disciplinanti:
(tel. 019 6816004) si è invece ritagliato un importante ruolo come spazio espositivo di arte contemporanea e custodisce nella collezione permanente le opere donate al Comune di Finale Ligure da artisti come Baj, Luzzati e Scanavino, che nel corso degli anni hanno presentato qui i loro lavori.

Finalborgo con il complesso monumentale di Santa Caterina dispone di uno spazio di grande pregio per l’organizzazione di eventi e congressi. Tra le manifestazioni più rilevanti, ricordiamo le seguenti.

Riviera dei Teatri: stagione di prosa con importanti interpreti nazionali.

Percorsi Sonori: stagione sinfonica che abbraccia gran parte dell’anno e che ospita, per tradizione, il concerto inaugurale del Festival Internazionale di Clusone Jazz.

Salone Agroalimentare, marzo: tre giorni dedicati alle produzioni agroalimentari liguri e, in particolare, allo slow food, con degustazioni, laboratori, convegni, corsi di cucina.
Per informazioni: www.saloneagroalimentareligure.org

Festa dell’Inquietudine, giugno: tre giorni di dibattiti e spettacoli dedicati a indagare le radici e le espressioni creative dell’inquietudine, con la proclamazione dell’Inquieto dell’anno.
Per informazioni: www.festainquietudine.it

Festa del Marchesato, luglio: concerti, sfilate, balli in costume, esibizioni e tornei per rievocare atmosfere medievali all’interno delle mura.

I ravioli di boragine sono dei quadratini di pasta lavorata a mano, con un ripieno di erbe naturali del Finalese.

La testa in cassetta è un insaccato apprezzato dai gourmet per il suo gusto particolare e prodotto artigianalmente dalle macellerie locali.

Ristorazione

Finalborgo, Il Castello

Ristorante Il Castello

Cucina tipica ligure da assaporare tra le mura medievali, anche all’aperto.

  Piazza Del Tribunale, 8
  +39 019 692474
 www.ilcastello-finalborgo.it

Ospitalità

B & B I campi di Lino 

Immerso nel verde e nella tranquillità, in posizione strategica.

 Località San Lazzaro, 23
  +39 340 4032431
icampidilinofinaleligure@yahoo.it

 

FINALBORGO - I LAMOI

I Lamoi – Agriturismo Biologico 

Stupendo frutteto e ricco orto a disposizione dei clienti.

 Via della Pineta
  +39 019 2041386
+39 328 3780206
 info@ilamoi.it
 www.ilamoi.it

B & B Antico pozzo

Situato nel cuore del borgo in un edificio storico.

 Piazza San Biagio, 8
 Tel. 331 1334901 – 39+ 019 7700066

www.finaleligureanticopozzo.it/