Deiva Marina
Il volto della riviera

Comune di deiva marina
(Provincia di La Spezia)
Altitudine
m. 15 s.l.m.
Abitanti
1383 (1060 nel borgo)

patrono

San Giovanni Battista, 24 giugno

info turismo

Comune, Corso Italia, 85, tel. 0187/826111
I.A.T./Biblioteca, via di Vittorio, tel. 0187/815858 – 826123
I.A.T/Pro Loco, Corso Italia, tel. 0187/816525

www.comune.deivamarina.sp.it
www.deivamarinaturismo.com

Lo spirito del luogo

Il nome

La prima citazione ufficiale del nome risale al 1191 in documenti dove si parla di una consegna “ in portus de Deva usque ad medium decembrem… de petre vermilie de Paxano…”
Ipotesi sulle origini del nome:
1) Dalle antichissime radici celtiche “awa” – “dewa” (corrente d’acqua) che ha dato origine al toponimo Deiva, un idronimo, rafforzato anche dalla presenza del torrente che vi sfocia.
2) Deiva: toponimo di origine preromana, confrontabile con l’indoeuropeo *dewo- ‘dio’, alla base anche di antroponimi gallici, oppure derivato da «un’altra base ignota, appartenente alla lingua preindoeuropea dei liguri». Idronimi antichi: Deva, (< *Dēuā ‘la dea’), *Devia (< *Dēuiā ‘la dea’), Deuona (< *Dēuonā ‘la dea’), e nomi di persona di origine celtica: Daev], Daeva, Deivarus, Deivo, Deva, Devus, dal gall.(gallico) dēuo- (daev-, deiv-) < *deiu̯o- ‘dio’

La storia

Il primo documento che testimonia insediamenti nella zona di Deiva risale al 774, ma sicuramente nei secoli precedenti nella zona si era insediata una popolazione di origine lombarda.
I primi insediamenti collinari sorsero attorno all’VIII secolo – gli attuali borghi di Mezzema, Piazza, Passano e Caraschi – e saranno proprio alcuni abitanti che nei secoli successivi, spostandosi verso la costa, edificarono un primo borgo – Deiva – in prossimità del mare. Dall’XI secolo è documentato l’inizio dello sfruttamento del territorio circostante il paese.

La successiva maggiore sicurezza dei mari e l’apertura più ampia per gli scambi commerciali marittimi favorì la costruzione di un secondo borgo, Marina. L’intera zona fu poi a lungo un feudo dei locali marchesi Da Passano che nell’omonima località edificheranno un castello; gli stessi marchesi, dopo la dedizione verso la Repubblica di Genova dal 1144, ne divennero alleati e vassalli.

La repubblica genovese incorporò Deiva e Mezzema nella podesteria di Moneglia, mentre Piazza e Passano fecero parte di quella framurese; dal 1680 il territorio fu inglobato nell’unica podesteria monegliese all’interno del Capitaneato di Levanto. La repubblica provvedette inoltre a costruire due torri di avvistamento in prossimità del mare, una rotonda e una quadrangolare, quest’ultima nei pressi della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate. Nel XVI secolo Deiva contava un centinaio di abitanti: in quel periodo rimaneva più popolata Mezzema, posta in una posizione più favorevole e mai soggetta alle piene del Deiva.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrerà dal 2 dicembre nel Dipartimento del Vara, con capoluogo Levanto, all’interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Deiva Marina rientrerà nel VII Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Mesco e dal 1803 centro principale del V Cantone del Mesco nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Nel 1838 contava 733 abitanti, mentre Piazza e Passano raggiungevano rispettivamente le 220 e le 358 unità. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VI° mandamento di Levanto del Circondario di Levante facente parte della Provincia di Genova prima e, con l’istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.

Una passeggiata tra gli stretti vicoli e case decorate alla genovese del centro storico di Deiva Marina, cintato da spessa muraglia, e nell’antico quartiere del “Rovereto” situato a ridosso della parrocchiale intitolata a S. Antonio abate (1739), celata tra le case-torri. Eretta in forme barocche, sontuosa negli arredi interni e nei marmi di rivestimento con il maestoso pulpito marmoreo intarsiato (1750) e l’imponente Organo della storica fabbrica toscana di organari Agati (1864). In esterno, primeggia il bel sagrato policromo (1766), realizzato con tecnica a mosaico di ciottoli composto da Rosa dei Venti centrale e ramage laterali verso le rampe di accesso, fronteggiato in alternanza architettonica dalla torre quadrangolare, un elemento difensivo costruito all’epoca della Repubblica genovese di 12 metri di altezza con tre locali sovrapposti di 25 metri ciascuno, dove all’interno si può visitare una interessante mostra permanente di icone russe, patrimonio artistico del Comune di Deiva Marina.

Da vedere nei dintorni, in Loc. Piani della Madonna, il santuario millenario (1002) dedicato a NS. dell’Assunta con la sua epigrafe marmorea del V-VI secolo, situato a poca distanza dal castello Da Passano e Oratorio di S. Giovanni, visibili in ruderi, situati nel borgo omonimo di Passano.

Due mulattiere storiche in ciottolato di pietrame locale, conducono verso le suggestive località collinari di Caraschi, Piazza e Mezzema qui, il piccolo borgo, attraversato da un minuscolo rio canalizzato, lascia ancora intravedere tipiche strutture in muratura con volte a botte, raggruppate intorno alla chiesa dove si custodisce l’imponente statua del Santo titolare, San Michele, opera dell’antica e prestigiosa scuola genovese di scultura di A. M. Maragliano

La presenza di una spiaggia sabbiosa attrezzata di oltre 300 metri, offre innumerevoli spunti di svago e opportunità di relax in alternativa a panoramici itinerari di trekking immersi nella natura, in paesaggi ricchi di flora e fauna mediterranea e di fondovalle valorizzati da cavità carsiche e piscine naturali, palestra di arrampicata sportiva e tragitti mare-monti da esplorare in mountain-bike, completati da un percorso ginnico e dal lungo e ombreggiato viale alberato con spazi gioco per i più piccoli ubicato nel centro urbano.

Sospesa fra cielo e mare, forse anche un po’ nel tempo… Deiva è la Riviera che non ti aspetti: ricca di storia, cultura e vestigia di un tempo lontano, oltre che di bellezze naturali e scorci panoramici.
Una spiaggia lunghissima, di sabbia fine e piccoli ciottoli colorati, in proporzione diversa a seconda delle correnti e delle maree, racchiusa tra due corone di scogli. Il mare, aperto all’orizzonte, limpido ma aspro, quasi selvaggio, così che bastano tre passi e il fondo sembra sfuggire da sotto i piedi. Il clima mite, appena accarezzato dalla brezza o dal ponentino.
È il biglietto da visita di Deiva Marina e dell’intero territorio, motivo di interesse per i turisti che arrivano da ogni parte del mondo e di orgoglio per gli abitanti; un passepartout che, tuttavia, può diventare persino un po’ ingombrante, poiché rischia di distogliere lo sguardo dalla qualità profonda di una terra ricca di storia e di cultura, situata al crocevia di itinerari che spaziano dal Parco Naturale delle Cinque Terre, stupefacente paesaggio creato dal sudore dell’uomo, strappando palmo a palmo la terra al mare, all’ Alta Via dei Monti Liguri, itinerario escursionistico costellato di antichi borghi la cui suggestione resiste intatta allo scorrere del tempo, al golfo del Tigullio, che offre, accanto alle località turistiche più rinomate, angoli tranquilli e lontani dal clamore e piccole baie nascoste, dono quasi inaspettato per il viaggiatore che sa cercare.
Si arriva a Deiva da monte, scendendo a lenti tornanti dall’Aurelia verso il mare, oppure seguendo la costiera da Sestri Levante, attraverso i tunnel dell’antica ferrovia, lungo un percorso scandito dalla regolare alternanza di momenti d’ombra e squarci di luce. In entrambi i casi, è un avvicinamento lento, graduale, sospeso come un assaggio, fruizione parcellizzata in istanti, in frammenti di immagini che l’occhio non fa in tempo a ricomporre. È sorprendente, infine, riuscire ad abbracciare con lo sguardo tutta la vallata, indugiando su ogni particolare più minuto, oppure trovarsi di colpo a due passi dal mare, aprire i polmoni all’aria che sa di iodio e gli occhi ai colori, ai rosa e ai gialli pastello delle case e alle sfumature blu e verdastre del Mediterraneo.
L’abitato è diviso in due parti: il centro storico, a ridosso della collina, le case quasi arrampicate ad essa e strette tra di loro in un abbraccio secolare, a formare un mosaico intricato ed intrigante di tegole e intonaco, finestre profilate alla genovese e ringhierine in ferro battuto, gerani rosso cupo sui balconi e Madonnine beneauguranti sopra gli usci, e la Marina, interamente costruita a partire dal dopoguerra, con la sua linda geometria di strade e di piazze. Sono due realtà differenti e interconnesse, due mondi diversi accostati, forse per caso, forse per dispetto.
Al centro del nucleo più antico, si erge la chiesa parrocchiale settecentesca, dedicata a Sant’Antonio abate e motivo di particolare interesse per il sagrato, il tipico tappeto di pietra ligure “a risseu” (una sorta di mosaico di ciottoli levigati, disposti a formare disegni marinareschi). Di fronte alla chiesa si trova una torre tardo medievale a pianta quadrata, coronata di merli aggettanti. Una seconda struttura a pianta circolare si ergeva vicino al mare e ne sono oggi visibili le rovine coperte di edera. Entrambe le torri furono costruite come presidio militare e come reazione al pericolo delle incursioni di pirati turchi e barbareschi. Il complesso funzionava probabilmente come elemento di raccordo in un sistema di comunicazione a vista, in triangolazione con altre postazioni di guardia.
Seguendo un itinerario naturalistico e storico insieme, si può risalire dal centro storico di Deiva verso le alture, incontrando le frazioni di Mezzema, Piazza e Passano, piccoli agglomerati di case sparsi sulla collina, i cui abitanti scesero poi a valle a fondare il nuovo centro. La testimonianza più interessante dell’antichità degli insediamenti in queste zone è la chiesa di N.S. dell’Assunta, ritenuta la prima chiesa plebana del comprensorio, fatta edificare da Ita e Oberto, forse capostipiti dei domini da Passano, intorno al 1002 in un’ampia terrazza pianeggiante oggi poco distante dall’abitato di Piazza. L’edificio è noto per la presenza al suo interno di una delle più significative testimonianze scritte dell’evangelizzazione del territorio: un’antica iscrizione della fine del VII-VIII secolo incisa su lastra marmorea, che riporta il testo di una pretesa “lettera di Gesù Cristo mandata dal cielo”, ed è conservata assieme alla lapide di intitolazione della chiesa stessa. Il testo latino dell’iscrizione paleocristiana richiama duramente i credenti al rispetto del riposo domenicale, minacciando le peggiori calamità e punizioni per i non osservanti.
Salendo ulteriormente, si incontra il monte San Nicolao, che domina la vallata di Deiva. Sul versante settentrionale, a ca. 800 metri sul livello del mare, recenti scavi condotti dalla Cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Genova hanno portato alla luce un complesso ospitaliero medievale costituito da una chiesa a navata unica e transetto triabsidato, databile intorno al XII – XIII secolo, e da un attiguo locale di più ridotte dimensioni. Poco più a sud, sono stati trovati i resti di un edificio più grande, a pianta rettangolare, probabilmente destinato all’accoglienza dei pellegrini e dei viandanti che percorrevano le Vie Francigena e Romea
Queste testimonianze, tuttavia, non sono le uniche che il territorio ha regalato, e neppure le più antiche, poiché l’area del Monte Carmo, presso la frazione di Mezzema, ha restituito punte di freccia in diaspro, frammenti di ceramica e piccoli manufatti in pietra che risalgono al periodo compreso tra l’età del Rame e quella del Bronzo. Tracce di frequentazione databili all’età del Bronzo sono state individuate anche in altre zone del territorio comunale.

Nei periodi autunnale e invernale è possibile assistere alla Castagnata, sagra gastronomica dedicata a elaborazioni culinarie arcaiche legate al consumo di questo frutto nel passato, e alla ormai trentennale rappresentazione del Presepe Vivente con il coinvolgimento di molti figuranti impegnati in rassegne di produzioni artigianali tipiche liguri.

La bella stagione, porta con sé l’evento clou rappresentato dalla festa patronale di San Giovanni Battista, che annovera una fiera di merci varie e gli spettacoli offerti dal tradizionale falò della vigilia nel greto del fiume e dai fuochi artificiali sul mare. Una nutrita programmazione estiva serale propone un vasto programma di eventi legati a rassegne artistiche, musicali e letterarie inserite, in particolare, nei contenitori culturali “Deiva dialoga con l’arte”, “Festival Nuove Terre” o promosse di concerto con la Regione Liguria.

Nei locali di ristorazione e presso gli esercizi commerciali, si possono gustare stuzzicanti preparazioni culinarie della tradizione locale, caratterizzate da aromi e sapori delicati sapientemente amalgamati in armonia nell’insieme finale, legati a ingredienti semplici e a prodotti offerti dalla terra e dal mare