Diano Castello
La culla del Vermentino

Comune di diano castello
(Provincia di Imperia)
Altitudine
m. 135 s.l.m.
Abitanti
2245

patrono

San Nicolò, 6 dicembre

info turismo

Comune tel. 0183 40771

www.comunedianocastello.it

Lo spirito del luogo

Il nome

Castrum Diani sarebbe sorto nel X secolo come luogo fortificato in posizione collinare per difendere gli abitanti dalle scorrerie dei Saraceni. Il toponimo appare nei documenti per la prima volta nel 1033, quando la zona era parte del Comitato di Albenga e apparteneva al suo vescovo. Il borgo nell’XI secolo entrò nelle proprietà dei marchesi di Clavesana, nel 1172 diventò libero Comune e nel 1228 passò sotto la Repubblica di Genova.

La storia

L’abitato ha forma ovoidale e struttura concentrica, con strade quasi parallele tra loro, intercalate da percorsi secondari perpendicolari a quelli principali. Diano Castello era l’unico borgo fortificato della valle e nella sua cinta muraria si aprivano quattro porte. La visita può cominciare dalla lastricata via Meloria, dedicata alla famosa battaglia navale del 1284 che consacrò la supremazia di Genova sul Tirreno e nella quale si distinsero gli abitanti di Diano. Superato il quattrocentesco palazzo del Comune, molto rimaneggiato nel corso dei secoli, via Meloria presenta ai lati imponenti palazzi gentilizi dei secoli XVI e XVII, dotati di ampie scalinate, portali e decorazioni a ornamento delle facciate. Al termine della strada, le abitazioni si diradano consentendo la vista panoramica sulla vallata e le terrazze coltivate a vigna e ulivo.
Imboccata via Marconi, appare la struttura muraria dell’oratorio di San Giovanni Battista, notevole esempio di architettura romanica del XII secolo. Oltrepassato un terrapieno alberato, adibito a parco pubblico, si incontra un altro edificio religioso di origine tardo medievale, l’oratorio di San Bernardino e Santa Croce, che si presenta però nelle forme assunte con la ristrutturazione della seconda metà del Seicento. All’interno, la vasta navata si conclude in un coro quadrangolare coperto da volte a botte. Dall’oratorio parte via Borgo, una strada angusta ai cui lati il tessuto abitativo compatto e continuo testimonia in modo evidente le caratteristiche medievali; interessanti i portali in ardesia scolpiti con figure ad altorilievo. È invece barocca la chiesa parrocchiale intitolata a San Nicola da Bari, eretta tra il 1699 ed il 1725 dall’architetto Giobatta e dal figlio Giacomo Filippo originari di Candeasco (Imperia). Spicca al centro del presbiterio l’altare di marmo bianco arricchito da preziosi incastri di marmi rari e policromi; l’altare è sormontato dal Crocefisso attribuito allo scultore genovese Anton Maria Maragliano e ha alle spalle un coro ligneo di metà Settecento.
Oltre la parrocchiale comincia una delle zone più suggestive del paese: via Martiri della Liberazione, leggermente scoscesa, delimitata da alte abitazioni che sembrano trattenersi a vicenda per mezzo degli archivolti di collegamento delle strutture portanti. La strada dopo breve tratto si apre in due piccole piazze contigue: piazza de Foresta, più nascosta e modesta, e piazza Clavesana, quasi un gioiello per l’acciottolato riccamente lavorato. Qui sorgeva dall’XI secolo il castello – di cui rimane qualche traccia – dei marchesi di Clavesana, i feudatari del luogo. Al termine della via si apre la piccola piazza dell’Assunta dove, quasi nascosta da fabbricati di recente costruzione, appare l’abside della chiesa di Santa Maria Assunta (prima metà del XIII secolo) dove lo stile romanico è evidente nonostante alcune alterazioni dell’impianto originario. Il campanile addossato alla chiesa è barocco. Dal portico, in cui sono affrescati gli stemmi di alcune nobili famiglie, si scende in una via su cui si affaccia il convento delle Suore Clarisse della Santissima Annunziata. Dalla ripida salita che delimita piazza Matteotti si arriva al sagrato della parrocchiale di San Nicola da Bari, un bel punto panoramico sul mare e sulle colline. La salita termina in via delle Torri, che segna il perimetro occidentale dell’antico borgo e il cui nome ricorda la presenza delle torri che nel Medioevo le famiglie illustri innalzavano accanto alle loro abitazioni come segno di prestigio. Dalla strada si dipartono alcuni piccoli carruggi, sia in salita verso la parte centrale del paese, sia in discesa verso piccoli orti. Quasi a metà percorso, tra scorci suggestivi, appare l’alta facciata della chiesa dell’Assunta.

L’oratorio di San Giovanni Battista conserva all’interno una copertura a capriata lignea, con travi e mensole finemente decorate, del Quattrocento, restaurata nell’Ottocento.

Al complesso architettonico costituito dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli e dal convento dei Frati Francescani si arriva dopo aver percorso un viale acciottolato, ombreggiato da due file di cipressi. Le mura del convento, risalente al Cinquecento, racchiudono un chiostro con al centro un pozzo.

Le manifestazioni principali sono festa patronale di San Nicolò a maggio, l’Infiorata del Corpus Domini, il Premio Vermentino – Borgo Sapore a luglio o agosto, la festa medievale Castrum Diani a settembre, la Mostra dei Presepi a Natale.

Sulle colline e nei terrazzamenti che circondano Diano Castello il vitigno da cui si ricava la Doc Vermentino Riviera Ligure di Ponente ha trovato il suo ambiente più adatto, grazie al clima temperato e al terreno tufaceo. Per questo nella culla del Vermentino il Comune ligure ha istituito nel 1994 il Premio Vermentino, ora abbinato alla manifestazione Borgo Sapore. L’evento, oltre a degustazioni di vino, di olio extravergine e di altre eccellenze agroalimentari del territorio (come il presidio Slow Food Carciofo di Perinaldo) organizzate nei vari stand, prevede numerosi spettacoli di intrattenimento.