stemma_neiveNeive
Profumo di vino

Comune di Neive
(Provincia di Cuneo) – solo centro storico
Altitudine
m. 308 s.l.m.
Abitanti
2930 (300 nel borgo)

info turismo
Comune
Tel. 0173 67004/67110
www.comunedineive.it

Lo spirito del luogo

stemma_neiveIl nome
Il paese deve il proprio nome a una nobile famiglia romana, la gens Naevia, della quale fu possedimento.

 

La storia
100 a.c. Neive fu importante insediamento romano attraversato dalla via Aemilia Scauri costruita nel 100 a.c. dal console Emilio di Scauro.
100 – 300 d.c. La romanizzazione delle nostre terre è avvenuta tra
il primo secolo avanti Cristo e il terzo secolo Dopo Cristo. Successivamente Neive, come le altre province romane, fu soggetto alle invasioni barbariche.
Medioevo Attorno all’anno mille venne costruito sul colle più alto un castello fortificato per difendersi dai Saraceni; nei documenti si parla di “Oppidum Nevearum”.
Sulla sponda sinistra del torrente Tinella, in località Santa Maria del Piano si insediò, sui resti di un tempio dedicato a Diana, un primo nucleo di monaci benedettini provenienti dall’abbazia di San Benigno Canadese. Si iniziò con una “cella” e poi con una “grancia” o azienda agricola, quindi un monastero che ospitò fino a 100 monaci. Di questo monastero si conserva ancora la splendida torre romanica e l’adiacente sacrestia.
1190 Attorno al 1190 Neive faceva parte di un “Comune Consortile” con Barbaresco, Trezzo, SanSisto, Neviglie e Santa Maria del Piano.
1200 – 1700 Dal 1200 in poi il Comune di Neive fu conteso dalle città di Alba e Asti. Successivamente Neive e Asti passarono sotto i Visconti (1387-1512), poi al Re di Francia, all’Imperatore Carlo V e infine a casa Savoia. Il più antico verbale datato 16 maggio 1564 è conservato nell’Archivio Comunale.
1800 Con la Rivoluzione Francese Neive viene annessa all’Impero napoleonico. Tale giurisdizione finisce il 30 giugno 1814, quando Neive torna ai Savoia.
1834 Neive supera i 3000 abitanti.
1865 Il 15 Maggio 1865 è inaugurata la stazione ferroviaria di Neive, con il passaggio del primo treno per Alba. Inizia così lo sviluppo urbano di Neive Borgonuovo.
1879 L’Amministrazione Comunale acquista il fabbricato della “filatura”, per trasformarlo in Uffici Comunali
e Scuole Elementari, la stessa destinazione attuale.

Neive sta a cavallo tra l’ultima Langa del Moscato e le colline del Monferrato. Nel piccolo borgo antico i palazzi color del cotto, alcuni di grazia settecentesca, con i tetti rossi, richiamano i colori delle vigne d’autunno, quando le morbide colline delle Langhe si apprestano a secernere il loro frutto più prezioso.

Come nelle Città invisibili di Italo Calvino, la grazia perduta di tanti luoghi della provincia italiana si può ormai ritrovare solo nelle vecchie cartoline, dove tutto sembra più bello di ciò che esiste adesso. La parte storica del borgo, avvolta ad anelli intorno all’antico ricetto, è tutta da vedere.
Il castello non esiste più, ma è rimasto l’impianto medievale della cittadina con le case dai tetti rossi addossate le une alle altre. Dall’alto del centro storico si gode di una splendida vista sulle vigne circostanti.
Poiché questa è terra di grandi vini, non mancherà una visita alle aziende vinicole, spesso ospitate in dimore signorili come quella settecentesca dei Conti di Castelborgo, la cui cantina sprigiona balsami tra decorazioni e arredi d’epoca. L’ingresso al sontuoso giardino, racchiuso entro le mura meridionali del paese, di questo petit château è opera monumentale dell’architetto neivese Giovanni Antonio Borgese (1751) di cui restano tre archi di doppie colonne e un pregevole cancello in ferro battuto sormontato dallo stemma dei Castelborgo.

Dello stesso architetto è l’arciconfraternita di San Michele, realizzata tra 1759 e 1789 in stile barocco sabaudo, a navata unica con alta cupola centrale. Sul portale della chiesa sono scolpiti i simboli rivoluzionari dei diritti dell’uomo.

La dimora più antica del borgo è Casa Cotto, risalente agli inizi del XIII secolo. Era una casa-forte appartenente a una ricca famiglia di banchieri. Aveva anche una torretta, ora tagliata. Presenta pregevoli soffitti e caminetti d’epoca; durante i restauri sono stati rinvenuti nell’archivolto della porta d’ingresso mattoni di epoca romana. Dello stesso periodo è la vicina Torre dell’Orologio (1224), costruita sotto il dominio del comune di Asti. Nel muro si trova una lapide funeraria romana dedicata a Valeria Terza dal marito Caio Aelio.

Ancora più tarda è la Torre del monastero (secolo X), in stile romanico a pianta quadrata, con due ordini di monofore su ciascun lato e i cinque piani delineati da decorazioni ad archetto. È tutto ciò che resta dell’antico monastero benedettino detto di Santa Maria del Piano che si incontra sulla strada per Mango. Un tempo lo stesso dipendeva dall’abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canadese.

Spiccano tra gli edifici sacri di Neive le due cappelle cinquecentesche dedicate a San Rocco e a San Sebastiano. La cappella di San Rocco, in particolare, si presenta a pianta quadrangolare, con portico e campanile. È situata appena fuori le mura meridionali, davanti all’arco che costituiva una delle due porte d’accesso al paese e che congiunge oggi la casa Demaria (secolo XVI) con il Castello dei Castelborgo. La cappella fu ristrutturata nel 1783 dal Borgese ma conserva la parte centrale originale. Un piccolo gioiello d’arte salvato dal degrado dagli attuali proprietari è casa Bongioanni dello stesso architetto Borgese (1750), ricca di affreschi, decorazioni e stucchi d’epoca.

Chi fosse interessato a un bell’esempio di arte del Novecento, può recarsi al cimitero nuovo, a poca distanza dal centro storico, per vedere la cappella Riccardi Candiani costruita negli anni Venti in stile neogotico, opera dello scultore torinese Carlo Biscarra. La facciata, ispirata a quella del Duomo di Chivasso, presenta decorazioni in cotto di ispirazione gotica e art nouveau, elegantemente accostate. L’interno, a navata unica, è decorato con affreschi di C. Ferro Milone e ospita le sepolture della famiglia dei Conti di Castelborgo.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Tra le colline ammantate di vigneti intorno a Neive si snodano i sentieri segnalati e attrezzati del Dolcetto e del Barbaresco, da percorrere a piedi, in bicicletta e a cavallo.

Il divertimento più grande, qui, è scollinare per vini: avete presente il film Sideways? Siamo nelle Langhe, in uno dei distretti vinicoli più famosi del mondo, e più precisamente nella zona del Barbaresco, che tocca quattro centri: oltre a Neive e Barbaresco, anche Treiso e Alba, entrambe celebri pure per il tartufo bianco. Alba con le sue torri medievali può essere il punto di partenza per un inebriante on the road tra dolci colline, piccoli borghi e cantine.
La strada sale fino a La Morra (513 m), uno dei punti più panoramici della Bassa Langa, con un bel centro storico di origine medievale. Da La Morra si prosegue a saliscendi tra splendidi vigneti per raggiungere Barolo (415 m), dominato dalla sagoma squadrata del castello Falletti (X secolo) che ospita una ricca enoteca regionale.
Siamo nel cuore del nebbiolo, il vitigno da cui derivano Barolo e Barbaresco e che porta nel nome l’atmosfera tardo-autunnale che inzuppa le colline di nebbia sottile nel periodo della vendemmia. Lasciato Barolo si prosegue lungo la provinciale che offre sempre apprezzabili scorci sulle colline circostanti fino a Monforte (480 m).
Da qui si scende a Dogliani (295 m), nota per il Dolcetto. Ed è sempre per colline disegnate dai vigneti che si risale a Serralunga (414 m), un ininterrotto susseguirsi di cru che fanno sognare gli appassionati di Barolo. Pochi chilometri e siamo a Castiglione Falletto (350 m), antico borgo arroccato sulla cima di un colle. Da qui lo sguardo spazia sui paesaggi della Bassa Langa tanto amati da Cesare Pavese: “Una vigna sale sul dorso di un colle fino ad incidersi nel cielo, è una vista familiare…”. Raggiungiamo Grinzane Cavour con la celebre enoteca regionale allestita in una chiesa, e alla sacralità del vino dedichiamo l’ultima tappa che ci riporta a Barbaresco (271 m). Eccoci di nuovo a Neive, sulle colline descritte da Fenoglio e oggi celebri per il Moscato, da degustare nell’enoteca regionale ospitata nel seicentesco castello di Mango (521 m).

Festa Vendemmiale, prima settimana di settembre. È la manifestazione clou, come si addice a una nota Città del Vino.

Ogni esperienza gastronomica rasenta, a Neive, l’assoluto, potendo scegliere, nel menu ideale, tra bagna caôda, tajarin al tartufo, carne cruda all’albese, coniglio al civèt, torta di nocciole, zabaione al moscato. Per grandi tavolate è adatto il fritto misto alla piemontese – un secondo molto abbondante che funziona da piatto unico – mentre per sobillare le papille gustative va bene la fonduta con sfoglie di tartufo bianco.

Il Barbaresco che vi riempie il calice col suo color rosso granato che sfuma in arancione, non è l’unico frutto benedetto di questa terra. Neive non vive di solo vino – il che sarebbe già tanto, vista la qualità e l’abbondanza – ma produce anche un celebre salame, di gusto dolce e profumato al Barbaresco, ricavato dagli allevamenti di suini sparsi sul territorio, nonché una nocciola Piemonte IGP dal sapore e aroma finissimi, altra splendida coltura di Langa.
In questo ristretto ambito collinare, a cavallo tra Langhe e Monferrato, cresce inoltre il pregiato tartufo d’Alba.

Ospitalità

Langhe Country House  

Accogliente resort con piscina e SPA immerso nelle dolci colline tra Alba e Asti in perfetta armonia con il paesaggio delle Langhe. Splendide suite e ricca colazione.

  Via Pallareto,15
  +39 9
  +39 348 8359862
  info@langhecountryhouse.it
  www.langhecountryhouse.it