stemma-PoppiPoppi
Nel mistico e guerriero Casentino

Comune di POPPI
(Provincia di Arezzo)
Altitudine
m. 437 s.l.m.
Abitanti
6154 (400 nel borgo)

info turismo
Comune Uff. Turismo,
tel. 0575 502230 / 0575 529682
Castello Conti Guidi, Tel. 0575 520516
www.comune.poppi.ar.it
poppi@casentino.toscana.it

Lo spirito del luogo

stemma-PoppiIl nome
Il toponimo Puppio sembra derivare da un nome latino di persona, Pupius o Puppius, ma non è da escludere l’origine longobarda del nome Poppo.

 

La storia
1195, con l’abate Rodolfo II del monastero di San Fedele si ha la prima citazione di Poppi nella storia; l‘anno dopo Guido Bevisangue, il primo dei conti Guidi di Poppi, è nominato dall’imperatore Arrigo VI “conte di tutta la Toscana”; grazie al progressivo rafforzamento della dinastia dei Guidi, Poppi diventa il capoluogo politico e amministrativo del Casentino, conservando tale ruolo anche sotto il dominio della Repubblica fiorentina, iniziato nel 1440.
1289, l’11 giugno si combatte a Campaldino, nella piana sotto Poppi, una delle più grandi battaglie campali del medioevo, alla quale partecipa anche Dante Alighieri che l’immortala nel V Canto del Purgatorio: Firenze contro Arezzo, ovvero guelfi contro ghibellini; 20 mila sono i combattenti e 5 mila i morti. 1440, a causa del tradimento di Francesco Guidi, che passa con il duca di Milano, i fiorentini mettono sotto assedio il castello di Poppi; la Repubblica vince, i conti Guidi sono esiliati dal Casentino e Poppi passa sotto il diretto controllo di Firenze, seguendone le sorti – prima Repubblica, poi Signoria e infine del Granducato di Toscana -fino all’unità d’Italia nel 1860.
1498-99, Poppi è l’epicentro degli scontri tra Firenze e la Repubblica di Venezia.
1630, la popolazione è decimata dalla peste.

Poppi è Toscana (Pupium agri Clusentini caput, sta scritto nell’affresco di Vasari in palazzo Vecchio a Firenze), ma è una Toscana diversa: è il Casentino, terra di castelli e pievi romaniche, di luoghi danteschi e terrecotte robbiane, dove più forte ancora è l’impronta del medioevo. Se di là, nella Toscana del giglio, c’è un’eleganza fiorentina, geometrica, armonica, rinascimentale, da questa parte, dove l’Arno si apre la strada in mezzo ai monti dell’Appennino, verso i confini di Romagna, tutto è più fosco, più feudale, più boscoso e più mistico. Sono due diverse concezioni, due stati d’animo. L’abbondanza d’acqua e di boschi ha reso questi luoghi prediletti da mistici ed eremiti e fonte d’ispirazione per poeti, anche piuttosto inquieti come Dino Campana. Poi ci si è messa Emma Perodi, nell’Ottocento, con le sue novelle, a fantasticare su questo Casentino medievale, di dame e castelli, di passaggi segreti, di streghe e prodigi. Due passi, allora, per il borgo di Poppi e la sensazione che si prova è quella di un forte residuo di quei tempi, di qualcosa che si è incarnato nelle sue pietre, nel suo castello che troneggia ovunque, nello stupendo gioiello del suo centro storico ornato di portici.

Poppi è posto al centro del Casentino, una valle tra le più belle della Toscana. Il borgo medievale è una rara città murata alla cui sommità signoreggia il castello dei Conti Guidi, opera della celebre famiglia di architetti Di Cambio e “prototipo” di palazzo Vecchio in Firenze. Costruito nel XIII secolo, è caratterizzato da una facciata a bifore, al centro della quale si stacca un’alta torre, e circondato da mura di cinta con merli guelfi e da un ampio fossato.
Grazie ai diversi restauri succedutisi nel tempo, il Castello di Poppi si trova oggi in un eccellente stato di conservazione. Ospita al suo interno un museo e la biblioteca antica detta Rilliana, che prende il nome dal fondatore, il conte Rilli-Orsini, vissuto tra XVIII e XIX secolo, ricca di 25 mila volumi antichi, di manoscritti e incunaboli, nonché la biblioteca moderna detta Vettori, dal nome del professor Vittorio, scomparso recentemente, letterato, poeta e scrittore che nel 1995 ha donato al Comune i 30 mila volumi della sua libreria. Ma l’elemento di assoluto rilievo è la cappella dei Conti Guidi con un ciclo di affreschi trecenteschi attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto. Scendendo dal castello si incontra la propositura dei Santi Marco e Lorenzo (secolo XVIII) che ospita opere del Ligozzi e del Morandini. Davanti a questa, nella piazza principale, è visibile un raro esempio di “barocchetto” toscano, l’oratorio della Madonna del Morbo (secolo XVII), edificio a pianta esagonale con cupola a squame cinto da un delizioso portico. Al suo interno si trova una pregevole Madonna con Bambino di Filippino Lippi. Proseguendo per il borgo maestro fiancheggiato da portici – elemento architettonico raro in Toscana – si giunge alla Badia di San Fedele (secolo XI), ricca di opere d’arte che risaltano dalle nude pareti in pietra, tra le quali un Crocifisso giottesco, la splendida tavola trecentesca della Madonna con Bambino e dipinti di Jacopo Ligozzi, Portelli, Davanzati, Francesco Morandini e Solosmeo. Infine, il monastero delle Agostiniane (secolo XVI) conserva pregevoli terrecotte robbiane. La visita può concludersi con una passeggiata lungo la cinta di mura medievali, dalle quali si può ammirare lo splendido panorama della campagna toscana.

Piaceri e Sapori

Parco Zoo della fauna europea, Ponte a Poppi, tel. 0575 504541. Golf (9 buche, in località palazzo), tennis, passeggiate, escursioni, gite a cavallo e in mountain bike nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Il territorio di Poppi è situato all’interno di un’area protetta di interesse primario, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, istituito nel 1993 e ricco di bellezze naturalistiche. Grande e storica riserva di legname per i Granduchi di Toscana, i boschi del Casentino custodiscono, immersi nella pace e nel silenzio, due dei maggiori centri di spiritualità del mondo: l’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012, e la Verna, il Santuario fondato da San Francesco (che qui, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, vi ricevette le stimmate), celebre anche per le quattrocentesche terrecotte dei Della Robbia. Da vedere, nel cinquecentesco monastero benedettino di Camaldoli (tel. Foresteria 0575556013), le cinque tavole del Vasari e l’antico laboratorio galenico o farmacia. Entrambi i luoghi sono raggiungibili da Poppi in una ventina di minuti d’auto.

Castello dei Conti Guidi,
aperto tutto l’anno, tel. 0575 520516, www.castellodipoppi.it
La cappella conserva affreschi delle Storie del Vangelo attribuiti a Taddeo Gaddi, il principale allievo di Giotto.
Il Castello ospita la mostra della battaglia di Campaldino dell’11 giugno 1289 con il plastico del combattimento e 4302 soldatini in stagno e piombo. Al suo interno si trova anche la Biblioteca Comunale, divisa in due sezioni: la storica “Rilliana”, che prende il nome del suo fondatore, il conte Rilli-Orsini, e custodisce 25 mila libri antichi, tra cui 600 incunaboli e 800 manoscritti d’epoca medievale, e la moderna Vettori con circa 30 mila volumi.

Galleria Comunale d’Arte
Contemporanea,
via Cesare Battisti 23, info point tel. 0575 529682.

Galleria d’Arte San Lorenzo,
piazza Bordoni 23, www.sanlorenzo-arte.com

Lanini, via Rilli Orsini, galleria d’arte.

La Spinetta, via Cesare Battisti, oggetti di antiquariato.

Castello dei Conti Guidi,
esposizioni d’arte, spettacoli, eventi culturali, tutto l’anno.

Fiera di Primavera,
produzioni biologiche, artigianato, antiquariato, a Pasqua e Pasquetta.

Festa di San Torello,
patrono di Poppi e protettore della fertilità femminile, seconda domenica dopo Pasqua.

Quodlibet,
rassegna di musica e arte, 15 luglio-30 agosto.

Fiera d’estate, produzioni biologiche, artigianato, antiquariato, 16-17 agosto.

Il Gusto dei Guidi, mostra mercato dei vini di Toscana e dei prodotti tipici casentinesi, terzo fine settimana di agosto.

Fiera d’inverno,
produzioni biologiche, artigianato, antiquariato, 26-27 dicembre.

Il piatto locale è il tortello di patate, che differisce dal raviolo solo nel ripieno: al posto di spinaci e ricotta, qui c’è l’incomparabile tubero Dop del Casentino.

è il celebre “panno lana”, originario di Stia ma diffuso in tutto il Casentino, con tessitura artigianale e un punto vendita anche a Poppi. Il panno Casentino, indossato in origine dai monaci e dai montanari, è giunto a noi in una varietà di tinte che privilegia i tradizionali colori arancione e verde.