Brisighella-stemmaBrisighella
Città dell’Olio Brisighello Dop

Comune di BRISIGHELLA
(Provincia di Ravenna)
Altitudine
m. 115 s.l.m.
Abitanti
7664 (350 nel borgo)

patrono

San Michele Arcangelo, 29 settembre

info turismo

Ufficio Informazioni Turistiche
Via Naldi, 2 – tel. 0546 81166

iat.brisighella@racine.ra.it

http://www.comune.brisighella.ra.it/

https://www.brisighella.org/

Lo spirito del luogo

Brisighella-stemmaIl nome

Le origini del nome di Brisighella si perdono nella storia. Nei documenti antichi sono varie le grafie – da Braxeghella a Brissichella, così come diverse sono le interpretazioni del toponimo. Alcuni studiosi lo collegano alla base celtico longobarda brix (luogo scosceso); altri propongono il tardo latino brisca (terra spugnosa) e altri ancora ritengono che derivi da brassica (cavolo), una pianta spontanea diffusa in passato nella zona. Il nome Brisighella è utilizzato dal 1550.

 

La storia

Le origini di Brisighella sono molto antiche. Reperti rinvenuti nella grotta “Tanaccia”, in prossimità della strada Monticino-Limisano che conduce a Riolo Terme, dimostrano la presenza di nuclei abitati risalenti al Neolitico e all’Età del’bronzo. In seguito la valle fu occupata da popolazioni di origine celtica, come rivela la necropoli rinvenuta nella frazione di San Martino in Gattara.

Alcuni toponimi fanno invece riferimento a popolazioni galliche: ad esempio citiamo “Rontana” (luogo elevato) e lo stesso ‘Brisighella’, che qualcuno collega alla radice brix (vetta, altura). Esistono però numerose altre interpretazioni, come quella che vuole il nome derivato dal veneto bressichella (briciola), cioè piccola porzione della Serenissima Repubblica posta in Romagna.

Altri ancora sostengono l’origine greca, facendo riferimento a braxica (cavolo), con riferimento a un luogo adatto alla coltivazione dell’ortaggio.
Quando i Romani occuparono queste terre, vi costruirono la via Faentina (allora denominata via Antonina, da Antonino Pio, 13 d.C.), che diramandosi dalla via Emilia valicava l’Appennino. La strada, non più larga di una mulattiera, era percorsa dalle carovane del sale, provenienti da Cervia e dirette a Roma. Ancora oggi ne troviamo memoria nei toponimi della zona. Quartolo, per esempio, è posto al quarto miglio dall’inizio della strada cominciando a contare da Faenza’ “Rio Quinto’ al quinto, così come la Pieve del Thò ovvero in ottavo, indica l’ottavo miglio, e Ponte Nono, il nono.

La nascita dell’attuale nucleo abitato è attribuita per tradizione a Maghinardo Pagani da Susinana, considerato il più grande condottiero medioevale delle Romagne. A lui oggi è intitolato il palazzo Municipale, in stile neoclassico.

Nel 1290, sull’asperità dove si trova la Torre dell’orologio, Maghinardo fece erigere, in opposizione a Francesco Manfredi signore di Faenza, una torre in grossi blocchi di gesso, ai cui piedi si andò sviluppando la Brisighella che ancor oggi possiamo vedere.

Arte, storia e architettura a Brisighella si fondono in maniera emozionante. Si, perché restare anche solo per un istante affacciati dalle balconate della Torre, della Rocca oppure del santuario del Monticino significa godere di straordinari panorami e inconsuete prospettive. E mentre da lassù lo sguardo cade sul sottostante borgo, viene spontaneo il desiderio di scoprire in dettaglio i tesori nascosti dietro quegli incantevoli scorci.

Le ginestre, gli olivi, i cipressi, i colli, le atmosfere nebbiose o notturne, il paesaggio innevato, i vicoli silenziosi del borgo nei meriggi d’estate, l’alba e il crepuscolo, il mutare dei colori al passo con le stagioni, la vita domestica che s’intuisce dalle luci accese nelle case.
Brisighella è il mondo di luce tenue rappresentato da Giuseppe Ugonia (1881-1944), faentino di nascita, che del borgo fece la sua patria e la fonte ispiratrice del suo lavoro d’artista. Attraverso acquerelli, incisioni e litografie, Ugonia ha cantato questa “Fiesole di Romagna”, la sua rocca, le chiese, la campagna e la sua gente, trasfigurando poeticamente e con una tecnica raffinata il microcosmo, le atmosfere, i paesaggi in cui aveva deciso di vivere e dai quali non si sarebbe più allontanato, nonostante la fama internazionale acquisita. Sui colli fra nebbie e ginestre: l’idea di Brisighella è custodita come dentro uno scrigno nelle delicate litografie del suo artista.
I lavori di Ugonia sono conservati al British Museum di Londra, a Washington, Ginevra, Roma, Firenze e, in numero di circa 400, presso il Museo Civico di Brisighella a lui dedicato.

  • Via degli Asini


Nel centro storico domina l’Antica Via del Borgo, una strada coperta del XII secolo, sopraelevata ed illuminata da mezzi archi di differente ampiezza, baluardo di difesa per la retrostante cittadella medioevale. Famosa in virtù della sua architettura particolarissima, è nota come “Via degli Asini” per il ricovero che offriva agli animali dei birocciai che l’abitavano.

  • Pieve del Thò


A Brisighella, che ha dato i natali ad otto cardinali, gli edifici sacri sono numerosi: su tutti spicca la Pieve di S. Giovanni in Ottavo, (o Pieve del Thò), eretta attorno al quinto secolo e ricostruita in forma più ampia tra l’XI e il XII, all’ottavo miglio dell’antica via romana che da Faenza portava in Toscana.

 

  • La Rocca

Sorge su uno dei tre pinnacoli gessosi che dominano il borgo. Edificata nel 1310 dai Manfredi, signori di Faenza, rimase a questa famiglia fino al 1500, quando passò per soli tre anni a Cesare Borgia.
Dal 1503 al 1509 appartenne ai Veneziani che costruirono il grandioso maschio e due lati delle mura, poi fece parte dello Stato Pontificio. Alla fine del 1500 i due torrioni furono ricoperti da un tetto.
La Rocca conserva ancora oggi le caratteristiche delle fortezze medioevali: i fori per le catene dei ponti levatoi sopra la porta d’ingresso, i beccatelli e le caditoie, i camminamenti sulle mura di cinta, le feritoie.
Appare come la sede ideale per un museo dedicato al rapporto tra l’Uomo e il Gesso, anche in virtù dell’imponente cornice architettonica (che è stata oggetto di un recente restauro) e della disponibilità di spazi interni rimasti fino ad oggi privi di allestimenti stabili.
Il Museo l’Uomo e il Gesso è un percorso che attraversa la lunga storia del rapporto dell’uomo con questo territorio e con il minerale che lo caratterizza.

 

  • TORRE DELL’OROLOGIO

In origine era il fortilizio fatto erigere nel 1290 da Maghinardo Pagani da Susinana con massi squadrati di gesso, per controllare le mosse degli assediati nel vicino castello di Baccagnano.
Fino al 1500 costituì, insieme alla Rocca, il sistema difensivo del centro abitato.
Danneggiata e ricostruita più volte, la torre fu completamente rifatta nel 1850 e nello stesso anno vi fu posto anche l’orologio con quadrante a sei ore.
Dalla torre si può godere di un’interessante vista sui calanchi, una formazione di argille azzurre, dilavate dagli agenti atmosferici.

 

  • IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL MONTICINO

Qui è venerata una sacra immagine in terracotta policroma di autore ignoto, datata 1626, collocata in origine in un piccolo tabernacolo nei pressi di Porta Buonfante.

Nel 1662 fu traslata in una cappella, dove oggi sorge il Santuario, sul colle che si chiamava allora Monte Cozzolo o Calvario, forse perchè dirupato e scosceso.

Nel 1758 fu edificato l’attuale santuario, oggi chiuso, che nel corso del tempo ha avuto numerosi rifacimenti.

L’odierna facciata fu rifatta su progetto del prof. Edoardo Collamarini nel 1926 in occasione del III centenario della sacra Immagine. Gli affreschi interni risalgono al 1854 e sono opera del faentino Savino Lega.

Sul retro del santuario, la cava da cui fino a pochi anni fa si estraeva il gesso, è diventata un Museo Geologico all’aperto.

  • LA FONTANA VECCHIA

La più antica fonte pubblica del paese, fu costruita nel 1490 dentro le antiche mura, nei pressi della porta Fiorentina e veniva alimentata dalle acque della vicina vena del gesso.
La gente del posto la chiamava “la funtana di tri sbroff” (la fontana dei tre zampilli).

  • PARCO DELLE RIMEMBRANZE

Ideato dal pittore e litografo brisighellese Giuseppe Ugonia; la monumentale fontana è diventata ormai uno degli angoli più caratteristici di Brisighella.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Nei dintorni di Brisighella è possibile svolgere moltissime attività all’aria aperta, fare passeggiate a piedi, a cavallo, in mountain bike.

Nordic Walking Park: È una rete di anelli brevi, sommabili fra loro, adatti a chi desidera iniziare a muoversi coi bastoncini, seguendo la segnaletica dettagliata nelle distanze e nelle difficoltà. Gli itinerari permettono di raggiungere i luoghi più caratteristici della Vena del Gesso, attraverso la storia, la geologia e gli straordinari panorami di Brisighella. Ogni itinerario parte e arriva da un parcheggio dove è possibile lasciare l’automobile. Bastoncini in uso gratuito presso l’ufficio turistico di Brisighella e il Centro Visite Ca’ Carnè.

  • MUSEO UGONIA
    Il Museo comunale Giuseppe Ugonia raccoglie una vasta collezione dell’illustre pittore e litografo, faentino di nascita ma brisighellese di adozione, che alla natura ed alla storia di Brisighella ispirò molte delle sue opere migliori.

All’interno del museo è inoltre è possibile ammirare tele del Guercino e di Nicolò Paganelli, oltre a mostre temporanee di pittori Romagnoli e non, ed una esposizione permanente che raccoglie le opere donate dagli artisti che hanno esposto negli anni.

Biglietto unico con Rocca: 3 Euro
Orari di apertura: http://www.comune.brisighella.ra.it/Turismo/Musei

  • La Rocca Manfrediana di Brisighella conserva ancora oggi le caratteristiche delle fortezze medioevali: i fori per le catene dei ponti levatoi sopra la porta d’ingresso, i beccatelli e le caditoie, i camminamenti sulle mura di cinta, le feritoie.
    Appare come la sede ideale per un museo dedicato al rapporto tra l’Uomo e il Gesso, anche in virtù dell’imponente cornice architettonica (che è stata oggetto di un recente restauro) e della disponibilità di spazi interni rimasti fino ad oggi privi di allestimenti stabili.
    Il Museo l’Uomo e il Gesso è un percorso che attraversa la lunga storia del rapporto dell’uomo con questo territorio e con il minerale che lo caratterizza.

Biglietto unico con Museo Ugonia: 3 Euro
Orari di apertura: http://www.comune.brisighella.ra.it/Turismo/Musei

  • Museo all’aperto dell’Olio di Brisighella: è un museo che si snoda tra le piante di olivo, all’interno dell’areale dove si produce l’extra vergine D.O.P. Brisighello, tel. 0546 81103.
  • Parco Museo Geologico “Ex Cava del Monticino”:  attraverso il recupero ambientale di una cava dimessa adibita all’estrazione del gesso, è stato realizzato un Parco-Museo che si propone di rendere visibili le emergenze geologiche della Vena del Gesso Romagnola, tel. 0546 681585.

Quella di Brisighella è una terra ospitale, ricca di manifestazioni ed eventi che coinvolgono le persone del posto e i numerosi turisti che si recano in visita al Borgo e al suo territorio.

Da Aprile a Dicembre, numerosi sono gli appuntamenti in programma ogni anno: dalle sagre di primavera, alla serata “Brisighella Romantica”, dalle rassegne culturali e musicali  di Brisighella Sogno d’Estate; dalle Feste Medievali all’antica Sagra del Monticino, le “Quattro sagre per Tre colli” e per finire la magia di “Luce di Natale”.

PER INFORMAZIONI SU TUTTI GLI EVENTI ORGANIZZATI A BRISIGHELLA:

0546 81166
iat.brisighella@racine.ra.it

Il piatto tradizionale è la “Spoja lorda”, una minestra ripiena. Su una sfoglia di pasta fresca all’uovo viene steso un velo di ripieno – da qui il nome popolaresco di spoja lorda – a base di ricotta, raveggiolo, parmigiano, uova, noce moscata. La sfoglia viene quindi ripiegata su se stessa, compressa e tagliata a quadrucci da cuocere nel brodo di manzo e gallina.

Il prodotto principe è l’olio extravergine di oliva Brisighello, che si fregia della Dop europea.

Ma non si possono dimenticare altri prodotti tipico come il formaggio conciato con stagionatura nelle grotte di gesso, la carne di Mora romagnola (un’antica razza suina autoctona) e il carciofo Moretto, tipico della zona dei calanchi.

Ospitalità