bienno-stemmaBienno
Fabbri e fucine

Comune di BIENNO
(Provincia di Brescia)
Altitudine
m. 445 s.l.m.
Abitanti
3580 (1400 nel borgo)

info turismo
Bienno Turismo: Tel. 345 0484986
(DA MARTEDì A DOMENICA INVERNALE 9-12:00; 14:30-16:30 ESTATE 9:30-23:00, 15:00-17:30)
Comune, Piazza Liberazione 1 Tel. 0364 40001
www.comune.bienno.bs.it | www.bienno.info
info.biennoturismo@gmail.com | turismo@bienno.info

Lo spirito del luogo

bienno-stemmaIl nome
Il senso originario del nome Buennum è “torrente delle miniere”. Infatti, la seconda parte del nome, ennus, nella toponomastica delle Alpi designa un corso d’acqua, mentre la radice bhu indica la terra (bhumis in sanscrito) o la caverna (pholéo in greco).

 

La storia
850 a.C., daterebbe a questo periodo l’arrivo in zona dei primi artigiani del ferro, mentre in Val Camonica già fioriva l’arte dei graffiti.
I sec. d.C., dopo la conquista romana lo sviluppo dell’economia della media Val Camonica è a Cividate e a Bienno, dove i fabbri lavorano con l’incudine e il martello, ma non conoscono ancora il sistema composto da canale, ruota ad acqua e maglio; la fucina resta l’unità lavorativa centrale della siderurgia.
X sec., con l’arrivo dei Benedettini si cominciano a usare i mulini: si scopre, infatti, che la ruota a pale si adatta perfettamente alla corrente del torrente Grigna. All’anno Mille si fanno risalire le modifiche per rendere la ruota ad acqua adatta per il funzionamento del maglio e la costruzione dei primi tratti del canale artificiale “Vaso Re”.
XVII sec., l’inondazione del Grigna distrugge il “Vaso Re”. In questa situazione la Repubblica di Venezia sostiene la comunità di Bienno riconoscendo l’importanza della “ferrarezza” per lo sviluppo del territorio.
XVIII sec., con la fine della Serenissima e l’avvento del regime napoleonico (1797), la classe industriale di Bienno riprende vigore grazie ai proventi del mercato siderurgico, legato alle numerose guerre che interessano l’Europa.
XIX sec., in Val Camonica il settore siderurgico entra in crisi e il sistema produttivo delle fucine rimane vivo solo a Bienno, dove gli artigiani del ferro sono ancora apprezzati.

Dice Padre Espedito: “In questo borgo ci sono pietre che parlano e raccontano quello che ci sta intorno, ci sono persino il canto dell’acqua e il canto del silenzio che portano a tutta questa ricchezza, a questa memoria”.
La memoria è l’acqua che muove le ruote idrauliche, le quali muovono i magli che plasmano il ferro. Così è sempre stato a Bienno: acqua, pietra, ferro. Siderurgia della mente: forza e compattezza che si leggono nell’impianto urbanistico rimasto inalterato nel tempo, con stretti vicoli e corti acciottolate che si insinuano tra le possenti mura in pietra degli edifici medievali consentendo di collegare con percorsi sorprendenti le varie parti del borgo.

Due sono i principali itinerari di visita del borgo. Il primo parte da via Artigiani per andare alla scoperta del Vaso Re lungo il percorso disegnato dall’acqua. La storia industriale del borgo si fa concreta man mano che s’incontrano i luoghi che l’hanno segnata: le antiche fucine ora Scuola di Fucinatura, l’opificio secentesco della Fucina Museo e l’altrettanto secentesco Mulino Museo – cui si accede scendendo da via Ripa – capace di produrre, con le macine di pietra mosse dall’acqua del Vaso Re, dell’ottima farina da polenta. Proseguendo per via Re si raggiungono l’antico lavatoio e, più avanti, una fucina che ancora utilizza il maglio ad acqua, tratti di canale sopraelevato, lavatoi e paratoie, sino all’origine del Vaso Re, l’opera di presa sul torrente.
Il secondo itinerario si sviluppa nel centro storico di Bienno. Salendo lungo via Contrizio si incontra il palazzo Simoni Fè, il cui nucleo originario risale al XV secolo. Poco oltre c’è la torre Avanzini del 1075, a fianco della quale una stretta via conduce alla piazza su cui si affaccia la chiesa di Santa Maria Annunciata, costruita nel XV secolo tra i vicoli stretti e le alte case. La presenza francescana si legge negli affreschi devozionali sulle pareti, nella danza macabra e nelle immagini del Santo di Assisi. La facciata principale ha pilastri in pietra a vista e un bel rosone in stile gotico, quella di sinistra ha finestre ad arco trilobato. Il campanile è a cuspide con bifore. Gli affreschi della navata, della parte inferiore dell’arco santo e delle volte sono del camuno Giovan Pietro da Cemmo (1490-94). Ma la meraviglia più grande è il presbiterio dipinto nel 1539-40 da Gerolamo Romano detto “il Romanino”. La pala dell’altare (1632) è di Mauro della Rovere, detto “il Fiamminghino”. Tornati in via Contrizio si incontra la casa Bettoni, un palazzotto rinascimentale che ha conservato la struttura originaria.
Alla sommità di via Contrizio si trova l’imponente portale di quella che fu la medievale torre Rizzieri. Si giunge dunque in piazza Castello con l’antica torre Mendeni, e continuando la salita si passa sotto un’altra torre più minuta rispetto alle precedenti. All’apice di via Castello si trova la secentesca chiesa parrocchiale circondata da un ampio sagrato e dedicata ai Santi Faustino e Giovita, le cui statue si trovano in due nicchie in alto. La facciata ha un portale in arenaria di Sarnico. L’interno è a una sola navata, la volta è affrescata dal Fiamminghino, le sculture sono del Ramus. Ai lati della navata si trovano sei altari racchiusi da cancellate del 1647, opera di artisti biennesi. Il pregevole organo è dei fratelli Antegnati. La pala dell’altare è del veneziano Giovan Battista Pittoni e rappresenta il Martirio dei Santi Faustino e Giovita. Di fronte al sagrato della Parrocchiale si erge il palazzo Francesconi con la galleria affrescata dal Fiamminghino.
Bienno si offre anche in modo casuale, inoltrandosi negli stretti vicoli e nei cortili alla ricerca dei passaggi pedonali, spesso a gradini, che collegano in modo suggestivo le diverse parti del centro. Le coperture dei tetti sono per lo più in coppi e i portali sono quasi tutti originali, imponenti e decorati da fregi e stemmi scalpellati nella pietra. I palazzetti rinascimentali sono spesso provvisti di eleganti loggiati. Infine, sulla vetta del Monte Cerreto, poco distante dal borgo, si può vedere un grosso masso, la preda de l’altar, che in epoca preistorica era un luogo di culto.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Tennis, arrampicata, escursionismo sui sentieri del Monte Cerreto (ben segnalati e attrezzati con un percorso vita predisposto dal CAI), passeggiate e mountain-bike sui sentieri del Barberino. Per gli amanti della montagna, Bienno è un’ottima base di partenza per le escursioni, sia in estate, quando è bello raggiungere il Lago della Vacca a quota 2000 m – da cui parte il sentiero n°1, ossia l’Alta via dell’Adamello – sia in inverno, quando gli appassionati di sci alpinismo trovano diverse possibilità di divertimento.

Bienno è un museo all’aperto dove secoli di storia hanno depositato forme architettoniche ancora leggibili. Per questo il comune ha predisposto un percorso di 14 pannelli illustrativi sull’itinerario “Il racconto delle pietre” che si snoda tra i palazzi del borgo che consente di individuare le diverse tipologie edilizie che nel tempo si sono sovrapposte ed intersecate a Bienno. Bienno da anni è sensibile alla sostenibilità ambientale. Nel 2008 è stato costituito “L’ecomuseo del Vaso Rè e della Valle dei Magli” con l’obiettivo di mantenere in vita e rendere fruibile l’enorme patrimonio culturale del territorio legato alla millenaria arte della ferrarezza. Chi, poi, volesse perlustrare i dintorni, può visitare il Barberino: un sistema collinare che separa la Valcamonica dalla laterale Valgrigna e comprende luoghi di interesse naturalistico e artistico, quali eremi e chiese campestri, collegati fra loro da sentieri pedonali. Sulla vetta del colle della Maddalena si erge un’imponente statua di Cristo Re: da lì (20 minuti a piedi da Bienno) si gode di un bel panorama del paese. Continuando a piedi è possibile raggiungere l’eremo dei Santi Pietro e Paolo, da dove la vista si distende sulla vallata. è un luogo appartato, eretto sui ruderi di un monastero fondato nel Duecento, che ispira pace e tranquillità.

Museo Etnografico del Ferro,
via Artigiani, Bienno Turismo: Tel. 345 0484986, (DA MARTEDì A DOMENICA INVERNALE 9-12:00; 14:30-16:30 ESTATE 9:30-12:00, 15:00-17:30) www.bienno.info

Mulino Museo,
via Glere, Bienno Turismo: Tel. 345 0484986, (DA MARTEDì A DOMENICA INVERNALE 9-12:00; 14:30-16:30 ESTATE 9:30-12:00, 15:00-17:30) www.bienno.info

PALAZZO SIMONI FE’ PINACOTECA ARCIVESCOVO MORANDINI :
SABATO 15:00-17:00;
DOMENICA 9:30-12:00;15:00-17:30

AREA DIDATTICA NATURALISTICA:
SABATO 15:00-17:00;
DOMENICA 9:30-12:00;15:00-17:30

BOTTEGHE DEGLI ARTISTI:
SABATO 10;00-12:00;15:00-17:00;
DOMENICA 9:30-12:00;15:00-17:30

Alla Scoperta del Vaso Re:
percorso culturale e didattico lungo il canale artificiale usato a partire dal Mille per dare la forza cinetica necessaria al funzionamento di mulini, fucine, segherie. Questa straordinaria opera idraulica ha lasciato tracce nel comune di Bienno e ancora oggi il Vaso Re alimenta un mulino e i magli ad acqua di alcune fucine.

Mostra Mercato dell’Artigianato e dell’Antiquariato

Ultima settimana di agosto. Si svolge nel borgo medioevale, reso fatato dalla luce delle torce, una delle più importanti manifestazioni della valle, cui partecipano centinaia di espositori. Le creazioni degli artigiani e i manufatti artistici sono dislocati lungo il percorso insieme ai punti di ristoro, nella suggestiva cornice del centro storico. Per l’occasione tornano in funzione il mulino storico, la Fucina Museo e l’antica arte della forgiatura, con dimostrazioni dal vivo dei màihster che la ripropongono con i magli alimentati ad acqua dal Vaso Re.

bienno mulinoI casunsei, sorta di ravioli ripieni e conditi con burro fuso, salvia e formaggio, sono squisiti, specie se i latticini vengono dagli alpeggi estivi sui monti attorno a Bienno. Ottima, infatti, è la produzione casearia con latte di malga. Tipica della zona è anche la polenta, da accompagnare alle pietanze a base di carne e cacciagione: gustosissima è quella con la farina prodotta dalle macine in pietra del mulino seicentesco. Il dolce tradizionale è la spongada, una soffice focaccia di farina, uova, burro, zucchero, sale, latte, lievito.

bienno ferroIl ferro è il prodotto attorno al quale si è sviluppato l’antico abitato. La tradizione millenaria della forgiatura del ferro è giunta sino a noi come testimonianza storica rintracciabile ovunque nel borgo, ad esempio nelle cancellate in ferro della chiesa dei Santi Faustino e Giovita. E tuttora operano in paese abili artigiani capaci di manipolare il ferro sotto i colpi del maglio.

Ospitalità

Biennio, Oasi Verde

Fattoria Hotel Oasi Verde

Situato a Prestine, caratteristico borgo della Valle dei Magli. Dispone di piscina, solarium, parcheggio, bar, pizzeria, terrazza ombreggiata con vista sulla vallata. Piatti tradizionali e locali. Accoglienza cordiale e genuina.

  Via dei Tornanti, 4 – Prestine
  +39 0364 300813
  info@hoteloasiverde.it
  www.hoteloasiverde.it

Acquisti

Biennio, PFP

P.F.P. di Bettoni Paolo

Lavorazioni in ferro battuto.

  Via Pizzo Badile, 8
  +39 393 9403227
  info@pfplafucinadelferrobattuto.com
  www.pfplafucinadelferrobattuto.com