Framura-StemmaFramura
Tre torri e tre borghi

Comune di Framura
(Provincia La Spezia)
Altitudine
m. 0-754 s.l.m.
Abitanti
671

info turismo
IAT, loc. Setta 41 – Tel. 0187 823004 – 823071
iat@comune.framura.sp.it
stazione FS, Tel. 0187 810522
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Lo spirito del luogo

Framura-StemmaIl nome
E’ solo suggestiva la derivazione del toponimo da “ferra (la) mula”, a causa delle accidentate vie di questo angolo di Liguria, o a indicare una stazione romana di posta nei pressi della via Aurelia. Improbabile anche il riferimento alle opere murarie dei Benedettini che costruirono la pieve di San Martino (i “frati che murano”). Più facile che il toponimo conservi memoria della cerchia muraria a difesa del borgo di Costa, dove questi stessi monaci innalzarono la loro pieve infra murle, come citano le fonti, ossia “fra le mura”.

 

La storia
III sec. a.C., materiali rinvenuti in località Monte Castellaro di Vigo testimoniano la presenza di un castellare ligure pre-romano.
IX sec., in età carolingia nel borgo di Costa è costruita la torre di avvistamento.
XI sec., i signori da Passano consolidano il loro controllo sull’area della Riviera che dalla costa (Levanto, Framura, Moneglia) risale sino alle valli dell’entroterra.
1128, è citata per la prima volta in un documento la pieve di San Martino a Costa di Framura, probabilmente fondata dai monaci di San Colombano di Bobbio (Piacenza) che fra il X e l’XI sec. avevano possedimenti “infra murle”, cioè quasi certamente a Framura; nel 1192 la pieve appartiene alla diocesi di Genova.
1139-1247, la nobile famiglia da Passano stipula trattati con il Comune di Genova che le riconosce privilegi ed esenzioni fiscali.
1173, i Genovesi distruggono il castello dei da Passano, i cui ruderi, rilevati da Gioacchino da Passano nella seconda metà del XVI sec., e poi assegnati alla chiesa gentilizia di Santa Maria della Costa a Levanto, sono sempre appartenuti alla famiglia che, col ramo di Framura, ancora oggi detiene la proprietà del terreno su cui sorgeva il castello.
XVI sec., i Genovesi costruiscono le torri di guardia di Anzo e Setta, in aggiunta a quella di Costa.
1680, la Repubblica di Genova toglie il podestà a Framura, che passa sotto il governo di Moneglia.

Framura è un borgo che non c’è. Non esiste come luogo in sé, ma solo come aggregazione di cinque insediamenti, tre dei quali – Costa, Setta e Anzo – conservano un fascino difficile da dire. Si tratta di piccoli borghi apparentemente simili ad altri sparsi nella Liguria di Levante. Ma qui c’è qualcosa in più. A due passi dalle celebri Cinque Terre, esiste una Liguria che pochi conoscono e che la gelosia di averla tutta per sé vorrebbe tener nascosta. Qui i monti e il mare si incontrano quasi scontrandosi, senza mediazioni. Il mare appare all’improvviso, dietro una distesa di ulivi, un muretto a secco o una lastra d’ardesia. Anche il porto non c’era: si è dovuto inventarlo in mezzo a due scogli che, secondo la leggenda, parlano tra loro. Anche il vento parla, soffiando tra le foglie. E, nella luce pulita, le ombre brillano sulla pieve di Costa con la torre carolingia trasformata in campanile; sulle case di Setta e quelle di Anzo, con le scalinate a mare che attraversano orti profumati di rosmarino, salvia e timo. Le sfumature intense del mare, i contrastanti colori delle sue rocce e gli antichi borghi fanno di Framura il nostro piccolo paradiso segreto.

Il modo migliore di conoscere il territorio di Framura è partire dal borgo più alto, Castagnola, e scendere a valle verso gli altri, Costa, Setta, Ravecca e Anzo, a piedi. Da quest’ultimo, il più vicino al mare, si arriva in breve alla stazione del treno, da dove un elevatore conduce al porticciolo. Dalla stazione si imbocca, sul tracciato della vecchia ferrovia, una piacevolissima pista ciclabile che arriva fino a Bonassola e a Levanto.
Nella frazione di Castagnola, posta a monte, il suolo franoso ha provocato la perdita di numerosi edifici storici. Rimane il valore paesaggistico di terreni agricoli condizionati dai percorsi medievali di transito e di commercio che si snodavano tra il castello dei signori da Passano, i sentieri che scendevano alla valle del Deiva e quelli che conducevano alla valle del Vara e alla costa di Framura. Nella parrocchiale di San Lorenzo, ricostruita più volte tra XVI e XIX secolo, è conservata una pregevole Deposizione di Luca Cambiaso.
Situato sul declivio di una costa rivolta al mare, il borgo di Costa si presenta al visitatore con la sua possente torre carolingia (IX secolo), che da torre di avvistamento è stata trasformata nel campanile dell’attigua pieve di San Martino, edificata prima del 1128. La chiesa è probabilmente il risultato dell’ampliamento dell’originaria cappella sorta ai piedi del presidio militare. Al suo interno è conservata la pala d’altare della Madonna del Rosario, opera del genovese Bernardo Strozzi, uno dei massimi esponenti del barocco italiano. Quello di Costa è un tipico insediamento di crinale, dal quale è possibile controllare il mare e l’entroterra, guardando sul crinale opposto il castello di Passano.
Scendendo verso il mare, tra profumi di erbe aromatiche e piante di limoni e pompelmi, si incontra il borgo di Setta. Dal punto di vista dell’edilizia civile, è la frazione di maggior pregio architettonico grazie a tracce di murature medievali, archi in pietra da taglio (la cosiddetta “pietra di Levanto”, dal caratteristico colore verdastro) e bifore che datano il borgo al XII secolo. Spiccano inoltre alcuni edifici con giardini pensili appartenuti a famiglie notabili del posto, e la torre di guardia del Cinquecento. La chiesetta è della fine del Settecento. L’abitato di Ravecca sorge a monte di Anzo, di cui appare come l’espansione urbana. Nasce infatti quando i nobili locali, non trovando lo spazio per ampliare le proprie dimore, si allargarono in questa frazione.
Quasi sulla costa, in prossimità dell’antico scalo delle barche, il borgo di Anzo potrebbe, secondo alcuni, corrispondere all’antica Antium, citata nel Periplo di Scillace di Carianda, navigatore e geografo del VI-V secolo a.C. Di ciò non vi è prova, mentre è certo che il luogo è legato al trasferimento in prossimità del mare dei signori da Passano, avvenuto alla fine del XV secolo abbandonando l’antico insediamento del castello di Passano. Le case di Anzo formano un borgo fortificato munito di una torre cinquecentesca e di mura di difesa, oltre che di una cappella e di un castelletto che proteggeva gli abitanti dalle incursioni dei pirati barbareschi. I restauri ottocenteschi hanno fatto di Anzo un luogo di villeggiatura caratterizzato da dimore signorili e giardini mediterranei.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Trekking e mountain bike per percorrere gli antichi sentieri del territorio. Oltre alla ciclabile e al percorso da Castagnola al porticciolo che collega tutti i cinque borghi di Framura, ricordiamo il sentiero che mette in
comunicazione Castagnola con Sant’Agata, cioè con le colline dell’entroterra, e quello che da Costa conduce all’antico castellare di Vigo, un’area già abitata nella tarda età del ferro.

Framura è collegata a Bonassola e Levanto da una bellissima pista ciclo-pedonale. Il percorso, lungo 5 km, inizia sopra il porticciolo, vicino alla stazione ferroviaria, e termina a Levanto, nella zona di Valle Santa. All’inizio del percorso è possibile noleggiare una bici, ma il tracciato è adatto anche a chi vuole camminare in libertà. Lungo la ciclabile, ricavata nelle vecchie gallerie ferroviarie, si aprono splendidi affacci sul mare e si può accedere a diverse calette, come la spiaggia di Porto Pidocchio. Proprio in questa insenatura è stata attrezzata una parete di roccia per gli appassionati di climbing.
Con il nuovo marchio «Baie del Levante» le amministrazioni di Sestri Levante, Moneglia, Deiva Marina, Framura, Bonassola e Levanto, valorizzano il territorio montuoso a picco sul mare, posto al centro del tratto di Riviera di Levante compreso tra Sestri e Levanto.
In questo angolo di Liguria, meno conosciuto ma non meno bello delle vicine Cinque Terre, con grande fatica si pratica un’agricoltura che strappa agli stretti e pendenti terreni tra monte e mare, i buoni prodotti della terra. Coltivare la terra significa, a Framura, coltivare le tradizioni.

Centro di Educazione Ambientale, via Ravecca 12: supporto didattico alle scuole locali, il Centro offre progetti e soggiorni (campus estivi) e crea percorsi tematici naturalistici.

Visite guidate: l’associazione Framura Turismo (info@framuraturismo.it) organizza su prenotazione visite gratuite alla pieve di San Martino e alla torre Carolingia, e percorsi attraverso la storia e il folclore dei borghi di Costa, Setta, Ravecca e Anzo.

Framura_Madonna del MareFesta della Madonna del Mare, prima domenica di agosto: spettacolo pirotecnico nel porticciolo turistico tutto illuminato.

Festa di San Lorenzo, 10 agosto: nella frazione di Castagnola, stand gastronomici con piatti locali e serata danzante.

Festa del Turista, ultimo sabato di agosto: percorso enogastronomico lungo le frazioni di Costa, Setta, Ravecca e Anzo.

Il menu locale comprende tagliolini con le cozze, polpettone di verdure o di acciughe, coniglio impanato, friscioi (frittelle) con fiore di zucchina.

Il «pane di “Framura» è preparato in un antico forno, insieme a biscotti e dolci tipici. Le aziende agricole del territorio producono vini “Colline di Levanto” a denominazione Igt, principalmente bianchi a base di Vermentino e rossi composti da diversi uvaggi, olio extravergine di oliva, miele, marmellate, ortaggi e verdure.

Ospitalità

FRAMURA, Sostio a Levante

Agriturismo Sostio a Levante

Natura e relax a 15 minuti dal mare.

  Località Montebello, 1
  +39 0187 824284
 www.sostioalevante.com