Garbagna StemmaGarbagna
L’arte tra le colline di ciliegi

Comune di GARBAGNA
(Provincia di Alessandria)
Altitudine
m. 287 s.l.m.
Abitanti
721

Patrono
San Giovanni Battista
info turismo
Comune
Piazza della chiesa, 4 – Tel. 0131 877645

Lo spirito del luogo

Garbagna StemmaIl nome
Garbagna è il centro più importante della Val Grue. E’ un paese di origine medievale, il cui toponimo deriva dal latino garbus, ovvero cespuglio. Il 29 marzo 945 compaiono le prime notizie archivistiche su Garbagna. Si tratta di un diploma del re d’Italia, Ugo di Provenza, di stirpe carolingia; in questo testo si evince che il re conferisce il paese, del comitato tortonese, al conte Elisiardo, anch’egli provenzale.

 

La storia
Con il re d’Italia Ugo di Provenza, nel X secolo, Garbagna compare, per la prima volta, nei documenti storici. In quel periodo il paese affronta diverse incursioni saracene, alle quali pone fine la politica di re Berengario. Con lui il borgo viene assorbito nella sfera d’influenza di Tortona. L’imperatore Ottone II, con diploma imperiale, conferma al vescovo di Tortona il possesso di Garbagna.
Sono proprio i potenti vescovi di Tortona a decidere di costruire il castello di Garbagna al fine di sorvegliare l’imbocco della val Grue. Nel XIV secolo il castello viene occupato da Anichino di Baumgarten, soldato di ventura al soldo del Marchese del Monferrato che, in seguito, tradisce per passare ai Visconti, i quali, come premio, gli concedono il possesso del castello.
Anichino, nel 1375, vende il castello a Nicolò, della potente famiglia genovese dei Fieschi, conti Palatini e titolari di numerose cariche pubbliche a Genova, che in questo periodo consolidano un grande patrimonio nell’entroterra genovese che confluirà nei Feudi Imperiali.
Nel 1385, a seguito del matrimonio tra Isabella Fieschi e Luchino Visconti, Gian Galeazzo Visconti riesce a recuperare nuovamente il castello e porlo sotto la giurisdizione dei Vescovi tortonesi; in quel momento, infatti, Tortona è nuovamente in mano viscontea.
Quando muore Filippo Maria Visconti, con il vuoto di potere che si crea alla nascita della Repubblica Ambrosiana, i Fieschi riottengono ancora una volta Garbagna e, sotto Gian Luigi “il Vecchio” (1441-1508), si consolida la proprietà del borgo alla nobile famiglia ligure. Gian Luigi inaugura una politica anti-sforzesca e strappa a Milano i possedimenti in Liguria.
Nel 1495, Gian Luigi ottiene direttamente dall’imperatore Massimiliano I la definitiva conferma dei patrimoni della val di Grue, incluso il castello di Garbagna.
Nel 1547 Gian Luigi Fieschi cerca inutilmente di congiurare contro Andrea Doria, governatore di Genova. Gian Luigi si sposa con una Cybo, parente dei Malaspina, che regnano su Massa e Carrara: l’intenzione del Fieschi è creare uno stato che dal Tigullio abbracci il parmense e la Lunigiana.
La congiura contro i Doria, però, si conclude con l’assassinio del preferito di Andrea, Giannettino Doria, e costa ai Fieschi la perdita dei loro fondi. Nel 1548, l’imperatore Carlo V, che sostiene la Repubblica genovese, confisca lo stato dei Fieschi e concede ad Andrea Doria i feudi imperiali.
Nel 1575, l’imperatore Massimiliano II concede a Gian Andrea Doria una serie di privilegi giurisdizionali, quali il poter essere giudicato solo da un tribunale imperiale.
Nel 1797, con la discesa di Napoleone, Garbagna entra nella Repubblica di Genova. Nel 1815, il Congresso di Vienna stabilisce la fine della Repubblica e l’annessione di Garbagna al Regno di Sardegna.
Nel 1818, Garbagna viene separata dalla Liguria ed entra in un mandamento insieme ad Avolasca, Casasco e Dernice, che, dall’Unità d’Italia in poi, confluisce nella provincia di Alessandria.

1. Piazza Doria.
Dedicata al principe Doria, signore di Genova e di Garbagna. Sulla piazza rinascimentale si affacciano il palazzo Doria e l’oratorio di San Rocco. Al centro vi sono quattro ippocastani, piantati nel 1853. Al centro di questi vi è un arco, memoria di un’antica fonte d’acqua, da cui si approvvigionava tutta la popolazione.

2. Oratorio di San Rocco.
Costruito intorno al 1580, a seguito della grande epidemia di peste, presenta una splendida facciata affrescata da Giovan Battista Carlone(1603-1684). Il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco, con la tradizionale processione notturna e l’incanto di torte, donate dai fedeli.

3. Contrada.
Vero cuore pulsante del paese, si snoda tra le case del centro storico. Qui si possono ammirare l’assetto tipico delle antiche botteghe ed il fascino del passato su tutti gli edifici.

4. Chiesa Parrocchiale.
La chiesa di San Giovanni Battista Decollato, santo patrono del paese, venne edificata dal 1714. La chiesa è a pianta ottagonale. Si trovano importanti opere d’arte, come la tela ‘Il Battesimo di Cristo’, di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (1568-1625). Di particolare pregio è l’organo seicentesco. Ogni anno alla festa patronale (ultima domenica del mese d’agosto) si tiene un concerto con organisti di fama internazionale.

5. Castello.
Ubicato sopra l’attuale centro abitato, è perfetto per una passeggiata e come punto panoramico. E’ un complesso medievale, edificato nel IX secolo, di cui sono ancora evidenti la torre di avvistamento, la porta d’ingresso e la cinta muraria.
6. Santuario della Madonna del Lago.
Da Garbagna si raggiunge con una bella passeggiata nel bosco, lunga circa 2 Km. Il vecchio santuario risale al 1300. La leggenda narra che la Madonna apparve ad una pastorella muta e la miracolò con il dono della parola. Ogni venerdì di maggio, mese mariano, qui si celebrano le sante messe. La festa principale è il terzo venerdì di maggio: il Vescovo celebra la messa con la processione.

Piaceri e Sapori

Per una descrizione dettagliata dei musei e delle gallerie di Garbagna si rimanda direttamente al sito del Comune: www.comune.garbagna.al.it

Per una descrizione dettagliata degli eventi di Garbagna si rimanda direttamente al sito del Comune: www.comune.garbagna.al.it

TORTA DI RISO. Questa tradizionale torta è salata. Le famiglie garbagnole usano cucinarla il terzo venerdì di maggio, per festeggiare la Madonna del Lago. Gli ingredienti sono semplici: sfoglia fatta in casa, latte e, ovviamente, riso. Ottima se cotta nel forno a legna. Nei ristoranti del luogo si può trovare anche in altri giorni dell’anno.

CILIEGIA BELLA DI GARBAGNA. Varietà di ciliegie presidio Slow Food. E’ di un rosso intenso, con il picciolo medio lungo, molto croccante. Questo durone è un’ottima sresa, che sotto spirito si conserva bene, rimane integra, non si sfalda e mantiene consistenza e sapore. Ricercatissima come ripieno per i boeri, ma ottima anche per confetture o come materia prima per la produzione di liquori. I fusti degli alberi sono alti e vigorosi e la raccolta avviene ancora manualmente, sono necessari solo una scala e i cesti di giunco, detti cavagne. Sugli alberi salgono i più giovani, mentre gli anziani selezionano le ciliegie migliori. Si sistemano in cassette basse che contengono al massimo cinque chili di frutti.

SALAME NOBILE DEL GIAROLO. Salame ‘nobile’ perche’ nel suo interno vi è la parte ‘nobile’ del maiale, ovvero la coscia. L’impasto è tagliato a grana grossa. Ottimo per le merende serali in compagnia e perfetto se affettato con il coltello. Stagionato al punto giusto fa la ‘goccia’ di grasso.

CASTAGNETTE. Dolcetti secchi tipici. Sono grossi, come dice il nome, un po’ meno di una castagna e ne ricordano la forma. Sono fatti di zucchero, bianco d’uovo e mandorle tritate.

TARTUFO BIANCO E FUNGHI. Questi pregiati frutti della terra sono, per ricchezza di sapore, tra i migliori al mondo. Il tartufo bianco è perfetto se tritato sull’uovo fritto o sui taglierini in bianco. I funghi, invece, si mangiano tritati in insalata verde, tagliati a fette e fritti, oppure in sughetto con i taglierini o la polenta. Si usa farli seccare per consumarli durante l’anno, specialmente nei risotti.

ECCELLENZA ARTIGIANA DEL RESTAURO DEL MOBILE ANTICO.
Il consorzio nasce a Garbagna nel 2003, con l’intento di promuovere non solo l’artigianato d’eccellenza locale, ma anche il territorio delle nostre valli. La presenza di una forte unione di artigiani costituisce infatti uno stimolo e uno strumento importantissimo per le nuove generazioni, affinchè si rendano protagoniste del proprio futuro rimanendo sul territorio e mantenendo vive, nel contempo, antiche tradizioni legate ai mestieri, all’arte, alla storia e quindi alla Cultura.