Orta-san-giulio_stemmaOrta San Giulio
L’acquerello di Dio

Comune di ORTA SAN GIULIO
(Provincia di Novara)
Altitudine
m. 294 s.l.m.
Abitanti
1100 (500 nel borgo)

Patrono
San Giulio, 31 Gennaio
info turismo
IAT,
via Panoramica – Tel. 0322 90516
www.comune.ortasangiulio.no.it

Lo spirito del luogo

Orta-san-giulio_stemmaIl nome
Il nome latino del lago era Cusius, con riferimento ai suoi primi abitanti, gli Usii. Nel Medioevo prese il nome di lago di San Giulio, dal santo evangelizzatore.
Il nome Orta deriva dal latino hortus conclusus.

 

La storia
390, il cristianesimo giunge in Riviera con i fratelli Giulio e Giuliano che vi approdano dall’isola greca di Egina. Secondo tradizione, camminando lungo le rive del lago Giulio scorge una piccola isola abitata da draghi e serpenti. Non trovando un passaggio in barca, stende il suo mantello sull’acqua, vi sale sopra e raggiunge l’isola. Qui sconfigge i mostri e costruisce la basilica in cui ancora è sepolto.
590, il re dei Longobardi Agilulfo fa decapitare Mimulfo per non aver opposto valida resistenza all’invasione dei Franchi. Le spoglie di Mimulfo sono tuttora conservate nella basilica di San Giulio.
773, Carlo Magno depone Desiderio, ultimo re dei Longobardi, e restituisce al vescovo di Novara la Riviera.
950, il re Berengario II toglie la Riviera ai vescovi. Costretto Berengario alla fuga dall’imperatore Ottone, la moglie Willa si rifugia nell’isola di San Giulio e, decisa a resistere, vi rinforza le mura del castello, i cui resti sono poi stati identificati nel cosiddetto “muro della regina”. I canonici dell’isola sono ricompensati per la loro fedeltà all’imperatore che con un diploma del luglio 962 conferma e amplia i loro diritti feudali.
1219, è giuridicamente costituita la signoria dei vescovi-conti novaresi sulla Riviera che proseguirà, tra alterne vicende, sino al 1767, quando il vescovo di Novara conferirà ai Savoia il dominio mantenendo per sé solo il titolo di principe di San Giulio e Orta.
1817, il cardinal Morozzo rinuncia per sempre in favore dei Savoia a ogni pretesa feudale sulla Riviera, la quale nel 1861 diviene parte del Regno d’Italia.

I tetti d’ardesia delle case, i giochi d’ombra e i silenzi dei vicoli, le tenue luci d’acquario di certe giornate invernali sul lago o la gloria di certi mattini estivi, lo spazio domestico e misterioso del Sacro Monte simile a un minuscolo paese di balocchi, le stradine come vene di pietra, “rughe” che scendono fino al bordo dell’acqua, i veli di bruma che evaporano intorno all’isola rendendola un fossile incantato: solo i poeti sanno cogliere l’atmosfera di Orta, dove gli stili architettonici si mescolano, dal romanico al barocco, senza note stonate. Sono queste suggestioni a fare la bellezza dell’antico rifugio longobardo, come dimostrano i molti film che qui hanno trovato la loro ambientazione, da La maestrina di Giorgio Bianchi (1942) a Il piatto piange di Paolo Nuzzi (1974).

“Il luogo, bizzarramente, si chiama Orta. Uno che sapeva guardare, dice mio padre, l’ha definito un tempo un acquerello di Dio” (M. Werner, Terraferma). Arrivando da Gozzano, il lungolago che annuncia Orta è ricco di dimore ottocentesche in stile neoclassico dai giardini fioriti di azalee e camelie. Si entra nel borgo tra eleganti palazzi sei-settecenteschi coi loggiati aperti sui giardini digradanti a lago. Piazza Motta è un salotto chiuso su tre lati dai portici, all’ombra dei quali prosperano i negozietti mentre
le terrazze dei caffè si spingono con i tavolini a lambire l’acqua.
Lo sguardo viene subito catturato dalle linee nette di una costruzione rinascimentale, il palazzo della Comunità della Riviera (1582), simbolo del lungo autogoverno che caratterizzò questa comunità. Proseguendo per via Olina, s’incontrano casa Olina, l’ospedale del 1602 e, all’incrocio con una piccola salita, casa Monti Caldara (XVII secolo) con belle balconate di ferro battuto, elemento presente in molte case del borgo.
Poco oltre, la seicentesca casa Bossi, oggi sede del Comune, con l’ingresso che si apre su un giardino che termina a lago. Più avanti sorgono l’oratorio di San Rocco (1631), diverse dimore sette-ottocentesche (casa Gippini, Casa Tosi, le ville Durio e Motta), via Bersani, ricca di scorci medioevali.
La salita della Motta ha sul lato destro la quattrocentesca casa detta dei Nani perché sopra l’architrave di legno si trovano quattro piccole finestre, e quasi di fronte, un’altra antica dimora del XVI secolo; a sinistra, il palazzo De Fortis Penotti dalla bella facciata neoclassica e sulla destra palazzo Gemelli, tardo rinascimentale. Il culmine della salita è rappresentato dalla chiesa di Santa Maria Assunta, edificata nel 1485, la cui fisionomia attuale rivela un adattamento settecentesco; stupendo il portale di pietra di Oria con capitelli a motivi floreali e figure di animali. Costeggiando le mura di palazzo Gemelli ci si avvia lungo la salita che porta al cimitero di San Quirico e poi al Sacro Monte. Ultima tappa, l’Isola di San Giulio, che sorge a circa 400 m dalla riva. Visti dal lago, l’alto campanile della basilica, i giardini, le linde casette sembrano formare un palazzo incantato che si alza solitario tra le rovine del castello.
Gran parte della superficie dell’isola è occupata dal Seminario (1844). La basilica ha subito modifiche in tempi diversi. Sul luogo della primitiva chiesa fondata da San Giulio nel 390, fu costruita nell’anno 800 un’altra chiesa, poi danneggiata nel sec. X. Di questa antica struttura rimane l’abside maggiore, mentre le navate furono costruite nei secoli X e XI. Risale agli inizi del XII secolo il magnifico ambone, realizzato in pietra locale scolpita (la stessa del portale della parrocchiale) e considerato una delle più pregevoli testimonianze dell’arte romanica in Italia. Le quattro colonne, diverse tra loro, sorreggono parapetti decorati da una fitta trama di sculture. Da ammirare infine gli affreschi (secoli XIV-XVI). Uscendo dalla chiesa, una strada percorre ad anello tutta l’Isola. Verso il lago le antiche case dei canonici, oggi residenze private.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

BORGO Staz di riferimento distanza da staz. tratta
ORTA SAN GIULIO Orta Miasino 850m Novara – Vogogna Ossola

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Piaceri e Sapori

Per sport acquatici: Canottieri Lago d’Orta, tel. 0322 90138, o Circolo Vela Orta, tel. 0322 905672. Per noleggio imbarcazioni, tel. 0322 90242.

Sacro Monte di Orta, via Sacro Monte, Centro visite tel. 0322 911960. I Sacri Monti sono percorsi devozionali costituiti da una serie di cappelle entro le quali vengono presentate storie di Cristo, della Madonna e dei Santi. Quello di Orta, dedicato a San Francesco, fu eretto su progetto del padre cappuccino Cleto da Castelletto Ticino a partire dal 1590 e raccoglie nelle 21 cappelle, collegate tra loro da silenziosi sentieri nel bosco, la bellezza di circa 900 affreschi e 376 sculture in terracotta. Le opere furono realizzate fino al 1785 da importanti artisti, per lo più in forme rinascimentali e barocche.

Antico Borgo, piazza Motta 10, tel. 337235479, galleria d’arte.

La Motta, via C. Albertoletti 13, tel. 0322 905664, galleria d’arte.

OrtArte, via Olina 30, tel. 0322 911703, galleria d’arte.

Festa patronale di San Giulio,con distribuzione del pane di San Giulio, 31 gennaio. Ortafiori, tradizionale infiorata sulla salita della Motta tel. 0322 911972 dal 25 aprile al 1° maggio, e Concerti dei fiori nella chiesa di Santa Maria Assunta, aprile-maggio.

Peregrinatio, camminata sui sentieri degli antichi pellegrini dal Sacro Monte di Orta al Sacro Monte di Varallo, primo sabato di giugno.

Festival Cusiano di musica antica, tel. 0321 626344: otto giorni di magia e suggestioni sonore del passato in Casa Tallone all’Isola, concerti serali con fiaccole alle porte, costumi d’epoca e candele, giugno.

Ad Altiora, camminata dal Sacro Monte di Orta al Monte Mesma, prima domenica di luglio.

Orta Opera Festival, musica da camera nei giardini di villa Bossi, luglio.

Premio di Televisione e della Comunicazione Europea, luglio.

Settembre musicale, concerti di musica classica nella magica atmosfera di Casa Tallone all’Isola, settembre-ottobre, la domenica pomeriggio.

Natale sul lago, parata di alberi illuminati sulla salita della Motta, concerti e mostre di presepi, luminarie e addobbi, tutto dicembre fino all’Epifania.

Il risotto al pesce persico.

La mortadella di fegato.