Stemma-Comune-di-SarnanoSarnano
Sotto le ali dell’angelo

Comune di Sarnano
(Provincia di Macerata)
Altitudine
m. 539 s.l.m.
Abitanti
3469 (400 nel borgo)

Patrono
Santa Maria Assunta, 15 agosto
info turismo
IAT, Largo Ricciardi Tel. 0733 657144
Pro Loco, Via Roma 1 Tel. 0733 658563
www.comune.sarnano.mc.it

Lo spirito del luogo

Stemma-Comune-di-SarnanoIl nome
L’ipotesi più accreditata riconduce l’origine di Sarnano a un’assegnazione di terre ai veterani di Augusto. Il nome potrebbe derivare da quello dell’ufficiale dell’esercito romano cui toccò questo territorio nella spartizione. Sarnano sarebbe dunque un prediale, cioè il nome di un terreno (praedium) derivato da quello del suo proprietario, tale Sarnus. Nel nome c’è chi ravvisa la radice retico-etrusca ar, collegata ai corsi d’acqua.

 

La storia
I sec., Sarnano nasce con l’arrivo dei veterani delle guerre d’Augusto, ai quali è assegnato come ricompensa.
VII sec., probabile insediamento longobardo.
1265, affrancandosi dalla signoria dei Brunforte, Sarnano conquista la sua autonomia e diventa libero Comune; nasce la Comunanza agricola, una vera e propria comunità che unisce il nucleo urbano alle campagne circostanti; l’attuale struttura urbana del borgo è riconducibile a questo periodo.
XVI sec., fino a quest’epoca lo sviluppo economico del borgo è legatoal commercio della lana, grazie alla produzione del panno Sarnano; nel Cinquecento raggiunge il massimo splendore, arrivando a una popolazione doppia rispetto all’attuale; incorporato nel ducato dei Da Varano di Camerino, Sarnano passa in seguito allo Stato Pontificio seguendone le sorti fino all’annessione al Regno d’Italia.

La dolce suggestione che c’è nella parola “borgo” trova conferma a Sarnano, ammantato di un’aureola angelicale che non è solo quella del Serafino imprigionato nello stemma, ma anche il volto adorante della Madonna del Crivelli custodita nella pinacoteca e la tranquillità dei Monti Sibillini, con i loro pascoli sterminati e l’aria frizzante. Sorvolato da nuvole di cherubini e circondato dai monti azzurri, il cotto rosso dei tetti si stende come un manto protettivo sulle case e le strade disposte a spirale, per sfociare nella piazza delle meraviglie. Intorno, impervie cime, rossastre pareti di roccia, verdi vallate e boschi di querce e faggi secolari, riattualizzano le memorie e i sentimenti francescani.

A guardarlo dall’alto, con la sua struttura ellittica e i tetti rossi che danno il segno della compattezza, il borgo è una meraviglia. Strade strette e ripide convergono verso la piazza, quasi soffocandola per troppo trasporto. Certo, bisogna distogliere gli occhi dall’espansione edilizia degli anni Settanta, ma la perfezione non esiste. Alla perfezione, però, Sarnano si avvicina: per la calda tonalità del cotto che lo avvolge, per la cinta muraria che lo protegge dagli insediamenti moderni, per l’armonia che emana dall’insieme del costruito, il quale ricalca le forme del castrum medievale ed è uno dei centri storici meglio conservati delle Marche. E così, salendo a spirale, per vie anguste e protettive, dalla base del colle a piazza Alta, silenziosa e magnifica, si respira quella bella atmosfera di Italia centrale, d’idillio marchigiano, anche qui dove la montagna è presente e vorrebbe sfoderare una rudezza che non riesce ad avere.
Protetto ancora a tratti dalle mura originarie, il borgo si presenta come un armonioso nucleo risalente all’epoca del libero comune, la seconda metà del XIII secolo, alla quale appartengono i principali monumenti che si affacciano su piazza Alta: il palazzo del Popolo, la chiesa di Santa Maria Assunta, il palazzo dei Priori e quello del Podestà.
Cominciamo dalla chiesa di Santa Maria Assunta, edificata tra il 1265 e il 1286, e sovrastata da un solido campanile, più vecchio di un secolo. La facciata è abbellita da un portale in pietra bianca finemente scolpito, nella cui lunetta a ogiva è raffigurato il Transito della Madonna. All’interno, di notevole pregio sono lo stendardo ligneo con Annunciazione e Crocifissione di Giovanni Angelo di Antonio, la Madonna con Bambino e Santi di Lorenzo di Alessandro (1483), la Madonna tra angeli di Antonio e Gentile di Lorenzo (XV sec.), i pannelli di polittico con Madonna e Santi di Niccolò Alunno, la Trinità di Paolo Bontulli da Percanestro (1530) e due statue lignee di presepe di probabile scuola tirolese (secolo XV). Si segnala inoltre la tavola con la Madonna della Misericordia di Pietro Alemanno, allievo di Carlo Crivelli, che nel 1494 eseguì anche gli affreschi della cripta.
Luogo centrale della vita sociale, politica e religiosa dal medioevo, piazza Alta, punto più alto del centro storico, si fregia anche degli edifici del potere politico: il palazzo del Popolo, trasformato nel 1831 nello splendido teatro della Vittoria, recentemente restaurato e riportato all’antico splendore. Sono piccoli edifici, il palazzo dei Priori e il palazzo del Podestà, che restituiscono l’avvolgente calore della piazza dove, come in tutto il borgo, domina il cotto, dalle colonne ai pilastri, dalla pavimentazione ai muri portanti, dalle decorazioni alle coperture voltate. Poco più in basso della piazza, da via della Costa si arriva alla barocchetta chiesa di Santa Chiara e a quella di San Francesco, di origine trecentesca ma rifatta in stile neoclassico, con accanto l’ex convento francescano trasformato in Municipio dopo il 1861, la pinacoteca e la Biblioteca con i suoi antichi codici miniati. Legata alla storia del borgo è l’abbazia benedettina di Santa Maria presso Piobbico (1059), oggi intitolata a San Biagio, posta ai piedi della montagna del Sassotetto, sulla riva sinistra del fiume. Da qui nella seconda metà del XIII secolo alcuni monaci si trasferirono a Sarnano, nell’oratorio dedicato alla Madonna che poi diventò la chiesa di Santa Maria della piazza. Della vita dell’antico monastero restano gli affreschi recentemente rinvenuti e attribuiti a un allievo di Matteo di Gualdo, detto Maestro di Piobbico (seconda metà del XV secolo), a Paolo Bontulli (prima metà del XVI secolo) e a Nobile da Lucca (tra XV e XVI secolo). Dell’originaria abbazia rimane solo la chiesa a una navata con copertura a capriate, che sotto il presbiterio conserva una suggestiva cripta. Chiudiamo con le memorie francescane, cominciando dall’eremo di Soffiano, fondato nel 1101 da alcuni mistici che poi edificarono in una grotta la chiesa citata anche nei Fioretti di San Francesco. L’autore dei Fioretti, fra Ugolino da Montegiorgio, visse tre anni nel convento francescano di Valcajano (Roccabruna) di cui si vedono i resti.

Piaceri e Sapori

Sarnano è un’attrezzata stazione per gli sport invernali con piste di varie difficoltà, impianti di risalita, scuole di sci, nell’incantevole paesaggio dei Monti Sibillini. Oltre allo sci sui campi del comprensorio Sassotetto – Santa Maria Maddalena, si possono praticare nella bella stagione l’equitazione, il trekking e il cicloturismo grazie a una vasta rete d’itinerari escursionistici segnalati.

Sarnano_Museo dell'avifaunaPinacoteca Comunale: ospita opere di grande interesse, prima fra tutte la splendida Madonna adorante il Bambino di Vittore Crivelli, proveniente dalla vicina chiesa di San Francesco, che sfoggia un raffinatissimo gioco decorativo. Altri dipinti rilevanti di scuola marchigiana sono la Crocefissione di Stefano Folchetti (1513), il Polittico di Vincenzo Pagani (1529) e l’Ultima cena di Simone De Magistris 1607).
Il museo si completa al piano superiore con le tre sezioni distinte dell’Avifauna (circa 700 esemplari di uccelli imbalsamati provenienti dalla collezione dell’ornitologo Luigi Sarnano_Museo delle ArmiBrancadori), dei Martelli (curiosa collezione di 500 pezzi provenienti da tutto il mondo: il più antico è una mazza d’arme del XVI secolo) e delle Armi (si va dalle armi bianche ai primi archibugi, dai fucili a miccia del XVI secolo ai mortai austriaci della I Guerra Mondiale).

Biblioteca Comunale: conserva un importante fondo derivato soprattutto dall’ex convento francescano, costituito da circa cinquemila volumi, tra cui preziosi codici miniati dei secoli XIII-XIV, incunaboli e cinquecentine.

Mostra Mercato Nazionale di Antiquariato e Artigianato Artistico, dall’ultimo sabato di maggio per due settimane: allestita all’interno delle vecchie botteghe e nei palazzi antichi, si snoda lungo l’intero centro storico.

Sarnano Estate: piazza Alta, con la sua particolare acustica e con la sua atmosfera, si trasforma in palcoscenico all’aperto per ospitare manifestazioni e concerti di musica classica.

Palio del Serafino, seconda settimana di agosto: nato come espressione del naturale antagonismo tra le contrade, era una competizione che si svolgeva tutti gli anni nella ricorrenza della festa dell’Assunta; oggi è una delle manifestazioni più belle delle Marche, sia per la rievocazione storica (circa 500 figuranti tra dame e cavalieri) sia per la sfida in sé, che ha per protagoniste le quattro contrade di Brunforte, Poggio, Abbadia e Castelvecchio; al termine dei giochi la contrada vincitrice riceve lo stendardo raffigurante il Serafino, che sarà poi appeso sotto lo stemma della contrada nella chiesa di Santa Maria di piazza fino all’edizione successiva.

Sarnano Borgo diVino, ultimo fine settimana d’agosto e primo di settembre: i vini del Maceratese in mostra lungo le vie del centro storico.

Sapori d’Autunno: secondo fine settimana d’ottobre: fiera-mercato di prodotti tipici con stand gastronomici.

I fagioli con le cotiche, un tempo piatto povero, oggi sono proposti negli agriturismi della zona con fagioli e cotiche di produzione propria, accompagnato da fette di pane casereccio abbrustolito. Presente in gran numero sui Monti Sibillini, il cinghiale finisce in salmì sulle tavole locali, aromatizzato con bacche di ginepro e erbe di montagna.

Anche questa è terra del ciauscolo, il “salame che si spalma” tipico dell’entroterra marchigiano. Il borgo contribuisce al mantenimento delle tradizioni gastronomiche con il più semplice dei prodotti, il pane, che qui si esalta nelle numerose produzioni artigianali che lo vogliono rigorosamente cotto nel forno a legna, così da assumere i profumi unici delle “fascine” dei Monti Sibillini.