Monte_Grimano-StemmaMonte Grimano Terme
Vivere secondo natura

Comune di MONTE GRIMANO TERME
(Provincia di Pesaro e Urbino)
Altitudine
m. 560 s.l.m.
Abitanti
1155 (78 nel borgo)

Patrono
San Silvestro, 31 dicembre
info turismo
IAT, Tel. 0541 970556
turismo@comune.montegrimanoterme.pu.it
www.comune.montegrimanoterme.pu.it

Lo spirito del luogo

Monte_Grimano-StemmaIl nome
Deriva dal latino Mons Germanus e fa riferimento ai due castelli di Monte Grimano e Monte Tassi, uniti come fratelli gemelli (germanus in latino significa “fratello”). Oggi Monte Tassi è una frazione del Comune di Monte Grimano Terme. Grimano sarebbe una semplice translitterazione di Germanus.

 

La storia
Epoca romana, Mons Germanus è un piccolo villaggio romano compreso nella regione umbra, con Urbino e Rimini.
962, l’imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I il Grande, in lotta contro feudatari italiani, concede Monte Grimano in feudo a Ulderico da Carpegna, insieme con altri castelli del Montefeltro.
1358, dopo essere stato conquistato alla chiesa dal cardinale Albornoz, Monte Grimano diventa una delle cinque podesterie della “Romandiola Feltresca”; le altre sono Macerata Feltria, San Leo, Monte Cerignone e Pennabilli.
1390, il castello è ceduto ai Montefeltro da Papa Bonifacio IX.
1446, le truppe di Sigismondo Malatesta, duca di Rimini, devastano il castello, liberato solo pochi mesi dopo dal duca Federico da Montefeltro con l’aiuto degli abitanti.
1461, Federico da Montefeltro, con l’appoggio di Papa Pio II, di Alfonso re di Napoli e della Repubblica di San Marino, sconfigge definitivamente Sigismondo e si riprende Monte Grimano e tutti gli altri castelli del Montefeltro.
XVII sec., passati definitivamente sotto lo Stato della chiesa nel 1632, ai cittadini di Monte Grimano è consentito di costruire abitazioni sulle rovine del castello; alcune sono piccole e rozze, altre più grandi e signorili; nei decenni successivi i resti del castello, già trasformati in civili abitazioni, scompaiono del tutto.
1849, nel territorio di Monte Grimano si ferma Garibaldi, in fuga da Roma e dai soldati dello Stato della chiesa.
1860, il paese entra a far parte del Regno d’Italia.
2002, in seguito a un referendum tra i cittadini, viene aggiunto il termine “Terme” al nome di Monte Grimano.

Siamo nello storico territorio del Montefeltro, nella valle del fiume Conca, al confine tra Marche e Romagna. Qui c’è un piccolo borgo di strade strette, sorto nel medioevo intorno a un castello che non c’è più ma che non si fa fatica a immaginare. Ne sono testimonianza gli archi lungo la via che porta alla piazza, i vicoletti ripidi che salgono dal borgo, le grosse pietre bianche o grigie che spuntano dagli intonaci sgretolati delle vecchie case, le cantine costituite da grandi volte. Qui si è adottata la regola del “vivere secondo natura”, mangiando i cibi sani dell’agricoltura locale e curando il corpo con l’acqua termale e le piante officinali raccolte nei boschi vicini.

Questo piccolo borgo del Montefeltro ha un impianto urbano “a chiocciola”, con strade strette che salgono fino al culmine del pendio, da cui si domina la valle del fiume Conca. Il centro storico è stretto tra questo dirupo di quasi trecento metri sopra la vallata, e l’antico castello, di cui rimane la torre civica. Alta 18 metri, questa torre risalente alla prima metà del Quattrocento è il monumento simbolo di Monte Grimano. Le tre campane che vi sono collocate sono del 1613 (la più grande), del 1797 (la media) e del 1811 (la piccola). L’originario stile romanico ha subito un rimaneggiamento nel Settecento con la copertura a cupola.
Si notano nel borgo due sbarramenti corrispondenti alle antiche porte del castello, scomparse come il ponte levatoio. Le mura antiche sono state inglobate nelle abitazioni dal Seicento, dopo, cioè, che fu concesso il permesso di costruire sulle mura stesse. Le mura attuali sono state innalzate agli inizi del Novecento per proteggere dalle frane la strada perimetrale.
All’inizio dell’abitato si erge la dimora secentesca della famiglia Massaioli, oggi palazzo comunale. A metà tra la residenza nobiliare e la villa di campagna, mantiene la scalinata d’accesso al primo piano, il camino e, nel seminterrato, strutture a volta e il pozzo-neviera degli antichi proprietari. La chiesa parrocchiale, dedicata a Papa San Silvestro, è elegante nella chiara semplicità del suo stile neoclassico di fine Settecento. Ne è autore Cosimo Morelli di Imola, architetto dello Stato Pontificio. La chiesa custodisce al suo interno otto tele di grandi dimensioni dal Seicento all’Ottocento. Degni di nota sono anche il Crocifisso del XVI sec. e l’organo a canne del Settecento, opera di organari di Bologna e di Verucchio, restaurato di recente e perfettamente funzionante. Il “salotto buono” della comunità è la piazza Garibaldi, che registra la presenza centrale e isolata della torre civica dopo l’eliminazione ottocentesca di case e manufatti fatiscenti. Non è circondata da palazzi incongrui per stile e altezza, e pertanto è utilizzata per manifestazioni culturali e musicali, grazie anche all’ottima acustica.

Piaceri e Sapori

Escursioni nella natura del Montefeltro e, in paese, piscina termale con centro benessere.

Le Terme di Monte Grimano, che fanno parte del Centro Salute Erbavita, sfruttano acque alcaline, salsobromoiodiche e sulfuree conosciute già nel medioevo e provenienti dalle pendici del monte San Paolo. Questa altura di 900 metri, in parte inserita nel Parco Simone e Simoncello del Monte Carpegna, è ricca di boschi e di pascoli, e offre un panorama su tutta la costa adriatica da Cesenatico a Pesaro e sulla catena degli Appennini. La torre Civica non ospita solo mostre ma anche tre sale di lettura che rappresentano il cuore del progetto “LiberaLibri” e si aggiungono agli altri venti punti di book-crossing (letteralmente “far viaggiare un libro”) sparsi sul territorio comunale sotto forma di casette di legno o collocati presso gli esercizi commerciali. Intorno alle mura che circondano il borgo è stata inaugurata nel giugno 2014 una passeggiata panoramica, frutto dei lavori di riqualificazione che hanno investito il centro storico negli ultimi due decenni. Un altro antico insediamento, testimoniato dai resti del castello altomedioevale, è Monte Tassi, posto su un dirupo di oltre 600 metri s.l.m.

Chiesa parrocchiale di San Silvestro: supplisce alla mancanza di un museo nel borgo con le otto interessanti tele che conserva. Si tratta della Madonna delle Grazie di Andrea Vicentino della scuola del Tintoretto (XVII secolo); di una Annunciazione della scuola del Lazzarini (XVII secolo); della Incredulità di San Tommaso attribuita allo stesso Gregorio Lazzarini, vissuto tra 1655 e 1730; del Riposo durante la fuga in Egitto, tela neoclassica del 1855 firmata I. B. Consoli; di una Ultima Cena, copia secentesca dal quadro di Federico Barocci nel Duomo d’Urbino; della Beata Vergine di Loreto e Santi (XVII secolo); della Regina del Rosario della scuola del Barocci (XVII secolo); della pala della Madonna con Bambino e Santi protettori di Monte Grimano, posta sull’altare maggiore e databile ai primi dell’Ottocento.

Sagra del Maiale, febbraio.

Sagra del Tartufo Nero della Valle Del Conca, luglio.

La Buona Carne del Montefeltro, agosto.

Sagra della Pastasciutta e dei Buongustai, settembre.

Concerto di Natale della Banda Musicale di Monte Grimano – Valle Del Conca, dicembre.

La specialità del borgo sono le tagliatelle al tartufo, realizzate con tartufi coltivati in loco. Anche i secondi piatti a base di carne sono apprezzabili perché la materia prima proviene dalle aziende locali.

A Monte Grimano Terme si producono e vendono le carni di razza marchigiana, si coltiva il pregiato tartufo nero e non mancano vino e olio biologici.