ortignano-raggiolo-stemmaRaggiolo
Nel verde intenso delle foreste

Comune di Ortignano raggiolo
(Provincia di Arezzo)
Altitudine
m. 483 s.l.m.
Abitanti
878

Patrono
San Matteo – 21 settembre
info turismo
Comune di Ortignano Raggiolo
Via Provinciale 4 – Tel. 0575 539214
www.comune.ortignano-raggiolo.ar.it

Lo spirito del luogo

ortignano-raggiolo-stemmaIl nome

Il toponimo Ortignano  è latino e deriva da Hortius e Hortinius, probabili nomi di persona.

La prima menzione relativa al castello di Ortignano si trova in un documento del 26 agosto 1225 dove l’abate Rainaldo di Capolona fece da arbitro in una lite a proposito di torri poste in Ortignano e Raggiolo. L’atto fu stipulato nella chiesa del castello di Ortignano; da questo documento si ricava che il paese era già allora legato a Raggiolo, legame che durerà nel tempo fino ad oggi, come testimonia la dizione congiunta dei due nomi per definire il territorio del Comune.

 

La storia
Raggiolo ha una storia antica, venne fondato verso il VII secolo da gruppi goti o longobardi, fu concesso in feudo nel 967 dall’imperatore Ottone I a Goffredo di Ildebrando. Posto al confine tra le diocesi di Fiesole e di Arezzo, in una posizione in cui si incrociavano le zone di influenza di Firenze, dei vescovi-conti di Arezzo e dei signori dei varchi appenninici.
Il castello di Raggiolo, menzionato nel 1225, fu sotto la signoria dei conti Guidi dalla metà del XIII secolo. Uno di loro, Guido Novello Il, assunse il titolo di conte di Raggiolo e vi trasferì la sua corte e la sua residenza dal 1301 al 1322, facendone un castello forte e munito. Nel 1440 il castello venne distrutto dalle truppe di Niccolò Piccinino che lo incendiarono uccidendo la maggior parte degli abitanti. Il castello non venne più ricostruito e la muraglia con la fronte prospiciente, posta nel borgo dopo la chiesa, sono quanto resta dell’antico cassero, ancora oggi detto “la bastia”, a testimonianza della colonia di corsi qui dedotta dai granduchi in età moderna per ripopolare la zona.
L’unica testimonianza medievale del paese è la facciata della chiesa di San Michele, ricavata dall’ antico palazzo del conte Guido Novello Guidi di cui conserva alcuni elementi come il bellissimo portale gotico con imponente architrave sormontato da uno stemma consunto della fiorentina Arte della Lana.

Nella verde vale del Casentino in un crescendo di colline che rapidamente diventano montagne, si apre agli occhi del visitatore il territorio del Comune di Ortignano Raggiolo.
Ortignano Raggiolo nasce istituzionalmente con Regio Decreto del 1873 dalla fusione dei due Comuni di Raggiolo e Ortignano, è un Comune montano ad economia rurale che si estende per 36,45 Kmq fra il Monte Pratomagno e la valle del fiume Teggina, affluente dell’Arno.
Qui è possibile immergersi nel verde intenso delle foreste, fra paesi murati, casolari sparsi, in un silenzio dei luoghi in cui domina una specie di sospensione del tempo che produce un senso diffuso di pace.
Dopo pochi chilometri dall’ingresso nel territorio comunale, entriamo nel paese di San Piero in Frassino, un borgo di pianura che per la facilità di accesso è il centro maggiore del comune di Ortignano Raggiolo e ne accoglie la maggior parte della popolazione.
San Piero è detto in Frassino per distinguerlo da altri luoghi omonimi e secondo la tradizione a causa di una grande pianta di frassino che cresceva nei pressi della strada per Uzzano dove oggi c’è il campo sportivo.
Oltrepassato S. Piero in Frassino la visuale si apre su Ortignano nella cui parte alta domina l’antica mole del castello e le cui case sono assiepate sullo scoscendimento del colle.
Da questa posizione si gode un ottimo panorama di boschi e colline, si vede inoltre molto bene il castello di Giogalto e, più lontano, quello di Fronzola.

Sempre da Ortignano si può raggiungere l’abitato di Villa e proseguendo Badia Tega , un piccolo centro il cui nome evoca antiche abbazie scomparse. E’ un paese adagiato sul versante sinistro, a solatio, dell’alta valle del torrente Teggina 2, che scende dal Pratomagno, composto di poche case abitate più che altro nel periodo estivo, situate su di uno scosceso pendio boscoso, e radunate intorno alla piccola chiesa di Sant’Antonio.
Nella parte bassa del paese di Ortignano è la confluenza dei due torrenti principali del fiume Teggina, qui è situato il Palazzo Municipale e da qui la strada provinciale continua verso Raggiolo.
È questo un percorso di particolare bellezza ambientale che si snoda tra i boschi, in rapida salita verso il maestoso monte Pratomagno, che domina l’orizzonte con l’imponenza delle sue antiche giogaie e dei suoi vasti boschi solitari.
Dove la valle si allarga di nuovo, Raggiolo appare improvviso al visitatore, immerso nell’ampia foresta circostante e alto a dominare la valle.
Il paese, addossato sul fianco della montagna, presenta tutte le caratteristiche del paese montano casentinese . Nel silenzio arcano di una natura di particolare bellezza, nella capacità di trasformare l’utilità in armonia e nella rarefatta semplicità, Raggiolo si segnala tra i luoghi eccellenti del Casentino, con i suoi caratteristici borghi ripidi e selciati da cui si colgono belle visioni sul vasto orizzonte.
Bello è ancora oggi il ponte dell’Usciolino, che sovrasta la pozza d’acqua chiara del torrente Teggina e che un tempo permetteva il collegamento di Raggiolo con Quota di Poppi, sono ancora visibili tratti dell’antico selciato.

Piaceri e Sapori

In corrispondenza della fontana del paese che rappresentava anche la piazza, è visibile il Muro delle Parole Dimenticate dove gli antichi ed ormai tramontati vocaboli di piccoli animali nel vernacolo locale riaffiorano tra le pietre del paese; la Stanza del Tempo, un affettuoso gesto degli abitanti nei confronti del loro passato, testimoniato dalla raccolta spontanea di oggetti d’uso quotidiano, strumenti di lavoro immagini…una vera e propria porta sul tempo.
Proseguendo lungo la Via Piana, la strada che attraversa longitudinalmente tutto il paese, giungiamo al Seccatoio del Cavallari, riportato in attività grazie all’attività dell’Associazione la Brigata di Raggiolo, dove risuonano i racconti e le fiabe in occasione della Festa di Castagnatura che si svolge annualmente nel periodo autunnale .
Dal seccatoio si scende verso il torrente fino al Mulino di Morino. L’opificio, oggetto di un intervento di recupero strutturale e funzionale, è stato riattivato ed è possibile assistere alle diverse fasi della molitura.

Dal mulino, attraversato il torrente Barbozzaia, è possibile effettuare due brevi ma significativi percorsi:
– Il Sentiero della Fonte della Diavolina piegando verso destra, che consente di raggiungere, attraverso un percorso nel bosco una piccola sorgente così chiamata per le particolari proprietà diuretiche delle sue acque, oggetto di un cantiere di recupero da parte degli abitanti
– Il Sentiero della Mercatella che costeggiando il torrente consente di rientrare nel cuore del borgo attraverso uno degli antichi percorsi di accesso.

L’EcoMuseo della Castagna di Raggiolo
L’ambiente incontaminato che si può ammirare nel nostro territorio fa parte di un patrimonio culturale e storico che oggi viene valorizzato nell’ Ecomuseo del Casentino e che in Ortignano Raggiolo trova espressione nel sistema della Castagna .
Il sistema della castagna si articola attraverso una serie di spazi, segni ed architetture diffuse nel territorio, con particolare riferimento al paese di Raggiolo:

– Il Museo, Centro di Interpretazione della Castagna, dove, attraverso attrezzi di lavoro, pannelli e una sezione multimediale è possibile ripercorrere un viaggio nel tempo intorno alla civiltà del castagno.
Lo spazio ospita un altro frammento prezioso dell’identità del paese: la Mappa della Comunità di Raggiolo, ovvero come gli abitanti percepiscono il loro ambiente di vita, effettuata con la partecipazione attiva dei residenti;
– la Sala dei Corsi, il luogo di riferimento dell’associazione locale, La Brigata di Raggiolo, dove vengono effettuate molte delle attività culturali e degli incontri che contraddistinguono il calendario delle iniziative del paese, tra cui “I Colloqui di Raggiolo”giornate di approfondimento con il coinvolgimento di studiosi e ricercatori intorno a particolari aspetti della storia del Pratomagno casentinese;

Ospitalità

Raggiolo, Borgo dei Corsi

Borgo dei Corsi

Albergo diffuso immerso nei boschi toscani. Appartamenti attrezzati, piscina, ristorante servizio reception.

 Holiday House – Piazza San Michele, 3
  +39 0575 514428
  +39 347 520114
 www.borgodeicorsi.it

Raggiolo, Le Antiche Pietre

Casa Vacanze le Antiche Pietre

Antica casa e seccatoio del ‘700, sapientemente ristrutturati.

  Via Molino 44/1/2
  +39 346 0382685
  www.leantichepietre.it