Corinaldo-stemmaCorinaldo
Mille metri di mura inviolate

Comune di CORINALDO
(Provincia di Ancona)
Altitudine
m. 203 s.l.m.
Abitanti
4949 (440 nel borgo)

info turismo
IAT, Largo XVII Settembre 1860, 1-2
tel. 071 7978636 / fax 071 7978043
iat1@corinaldo.it
Pro Loco, Via del Velluto 20 – Tel. 071 679047
Ass. Pozzo della Polenta, Largo XVII Settembre 1860 – Tel. 071 679043
www.corinaldo.it | www.corinaldoturismo.it

Lo spirito del luogo

Corinaldo-stemmaIl nome
Trovandosi Corinaldo in prossimità della distrutta città romana di Suasa Senonum, la tradizione legge nel suo nome l’invocazione curre in altum (corri, fuggi verso l’alto) pronunciata dai sopravvissuti alla violenza dei barbari. Più probabile che il toponimo indichi un “colle in alto” o una “curia di Aldo”: in quest’ultimo caso si evidenzierebbe un’origine longobarda.

 

La storia
1000 ca., al fenomeno storico dell’incastellamento si devono probabilmente le origini di Corinaldo, più che alla leggendaria ricostruzione, in posizione collinare, della romana Suasa, incendiata dai barbari di Alarico nell’anno 409.
1360, avamposto strategico conteso dalle fazioni guelfe e ghibelline in lotta per il potere, Corinaldo, passata alla parte ghibellina dopo una lunga milizia nel segno della chiesa, è distrutta dall’esercito pontificio guidato da Galeotto Malatesta.
1367, Corinaldo viene ricostruita ex novo con l’attuale cinta fortificata. Ai Malatesta succedono gli Sforza.
1416, le possenti mura resistono all’assalto del famoso capitano di ventura Braccio da Montone. Anche l’assedio di Sante Garelli nel 1432 è respinto dalla strenua resistenza degli abitanti.
1480, una nuova cerchia di mura con tutti gli elementi fortificativi dell’epoca viene costruita per rendere il luogo inespugnabile, probabilmente con il contributo del celebre architetto militare Francesco di Giorgio Martini.
1503, Niccolò Machiavelli, in missione per conto della Signoria fiorentina, scrive il 1° gennaio da Corinaldo una celebre lettera sul duca Valentino (Cesare Borgia) che anticipa i temi – come il mito del condottiero – poi trattati nel “Principe”.
1517, Francesco Maria, lo spodestato duca di Urbino, cinge d’assedio le mura ma dopo 23 giorni è costretto a ritirarsi. Papa Leone X premia la fedeltà dei corinaldesi elevando il borgo al rango di città.
1640, terminano i lavori nella chiesa del Suffragio. Questo e il successivo sono i secoli d’oro per Corinaldo, che grazie alla protezione dello Stato Pontificio si arricchisce di nuove ed eleganti dimore e di importanti edifici religiosi.
1786, Papa Pio VI conferma a Corinaldo il titolo di città.
1860, annessione delle Marche al regno d’Italia.

Il tempo ciclico della civiltà contadina sembra trovare una sua rappresentazione visiva nella struttura a cerchi concentrici di Corinaldo, dove l’anello delle mura grandi (costruite nel 1480) dilata e racchiude quello delle mura del 1367, che a sua volta ha al centro l’anello del Pozzo della Polenta.
E se i tre anelli murati sono del caldo colore del laterizio, il quarto anello – che li comprende tutti – è una cintura di verde, precisamente di tigli profumati, che avvolge in triplice fila il perimetro fortificato.
La vita che torna a un punto morto a ogni volgere di stagione, nella dura realtà contadina del passato; e la vita che resiste alla morte, riparandosi dietro alte mura di mattoni: Corinaldo sta tutta in questa simbologia che concentra in sé memoria di assedi e fama di mura inviolate. Città d’arte e di fede, in cui si respira l’“antico colore del tempo”.

Arroccato in posizione strategica tra la Marca di Ancona e lo Stato di Urbino, il borgo di Corinaldo ha il suo simbolo nelle imponenti mura rimaste praticamente intatte dal Quattrocento.
Se ne può percorrere l’intera cerchia, lunga 912 metri, con una suggestiva passeggiata.
Le porte, i baluardi, le torri di difesa, i merli ghibellini a coda di rondine, i camminamenti di ronda contrassegnano il paesaggio di questo raro esempio di città fortificata dove ad apparire incongrui sono i segni della modernità, come le automobili o i fili della luce. Perfetto set di un film di cappa e spada, Corinaldo ha il suo centro nella piaggia, una scalinata di cento gradini verso cui convergono le case in mattoni rossi disposte a spina di pesce. L’ordito urbanistico della città comprende numerosi palazzi gentilizi e notevoli edifici civili e religiosi. Lo sviluppo artistico dei secoli XVII e XVIII è dovuto principalmente alla presenza di grandi personalità come il pittore Claudio Ridolfi, che a Corinaldo visse lungamente e morì, e l’organista Gaetano Antonio Callido, che qui ha lasciato due eccezionali organi a canne, uno dei quali donato al convento delle suore Benedettine dov’era monaca di clausura la figlia. Tra gli edifici pubblici, sono da vedere il palazzo Comunale, bell’esempio di architettura neoclassica con il lungo loggiato che dà su via del Corso, l’ex convento degli Agostiniani, costruito nella seconda metà del Settecento e ora utilizzato come albergo, il teatro Comunale (1861-69) intitolato a Carlo Goldoni e la casa del Quattrocento, che ospita la Pro Loco ed è la più vecchia del borgo. Le chiese rivelano tutta la spiritualità del luogo, rinforzata dalla lunga appartenenza allo Stato Pontificio. La collegiata di San Francesco ha origini antiche (1265) ma si presenta a noi nelle forme della ricostruzione secentesca e, ancor di più, settecentesca, quando fu edificato il convento (1749) e venne innalzata la nuova chiesa (1752-59).
Il santuario di Santa Maria Goretti, con l’ex monastero ora adibito pinacoteca civica e Biblioteca comunale, ingloba con fattezze settecentesche l’antica chiesa medievale di San Nicolò. L’interno è un bell’esempio di tarda architettura barocca e custodisce numerose opere d’arte, tra cui una grande cantoria lignea che racchiude uno splendido organo di Callido del 1767.
La chiesa del Suffragio, terminata nel 1640, fu in seguito demolita e ricostruita per essere riaperta al culto nel 1779. Conserva il dipinto di Claudio Ridolfi che era stato collocato sull’altare maggiore il giorno della prima inaugurazione, il 6 gennaio 1641. Un altro organo di Callido si trova nella cantoria lignea sopra la porta d’ingresso della chiesa dell’Addolorata, consacrata nel 1755. In piazza San Pietro il campanile è quanto resta dell’omonima chiesa, demolita nel 1870 perché pericolante. Al suo posto troneggia un grande cedro del Libano, piantato, pare, da un anticlericale affinché non vi si ricostruisse un altro edificio religioso. E ora torniamo alle mura. Il primo impatto del visitatore è con la quattrocentesca torre dello Sperone, alta 18 m. e di forma pentagonale, attribuita all’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e più volte restaurata.
Tra le torri, spiccano anche quella dello Scorticatore (dove le mura raggiungono i 15 metri di altezza), quella del Mangano e quella del Calcinaro, che prendono il nome dalla professione che svolgeva chi vi abitava. Dal torrione della rotonda, invece, che fa parte dell’aggiunta rinascimentale terminata nel 1490, proseguendo verso il giro di ronda si accede ai Landroni, un corridoio porticato derivato dalla sopraelevazione degli edifici seicenteschi lungo via del Corso.
Da lì si ritorna alle mura, che inglobano alcune imponenti porte bastionate.
La parte più interessante della cerchia muraria è forse quella di porta San Giovanni, in quanto conserva inalterati molti elementi di difesa. L’architettura militare dell’epoca presenta in questo tratto tutto il suo corredo di saettiere, archibugiere, beccatelli, piombatoi e merlature. Girando verso il pozzo del Bargello si raggiunge la terrazza sopra la torre di porta San Giovanni, da cui si può ammirare – come ha fatto il principe Carlo d’Inghilterra nel 1987 – il centro storico e la campagna sottostante, arrivando con lo sguardo fino al Monte Conero nei giorni limpidi.

Guarda tutti i video sulla pagina ufficiale Youtube de I Borghi più belli d’Italia.

Piaceri e Sapori

Tennis, piscina, pista di pattinaggio, 2 campi da calcio, palazzetto dello sport, piste ciclo-pedonali, escursioni nelle vicine città d’arte.

Corinaldo fa parte del Consorzio che si occupa del Parco Archeologico di Suasa, la città romana sorta nel III secolo a. C. nella valle del fiume Cesano su un’antica via di tramite tra la costa adriatica e i valli appenninici, in un territorio precedentemente occupato dai Galli Senoni. Gli archeologi hanno trovato una domus della metà del I sec. a. C. da cui sono affiorati pavimenti a mosaico. Il Parco si trova a circa 4 km da Corinaldo, in località Pian Volpello. Corinaldo è famosa nel mondo cattolico per essere la città natale di Maria Goretti, martirizzata a soli 12 anni nel 1902 e canonizzata nel 1950. La città mantiene viva la memoria della santa bambina: nel centro storico è possibile visitare il Santuario a lei dedicato, dove si trova la reliquia che Mamma Assunta volle in questo borgo e dove sono sepolti sia lei che Alessandro Serenelli, l’assassino perdonato da Maria Goretti.
A poca distanza dal centro è rimasta intatta la casa dove è nata la Santa: testimonianza di fede ma anche di cultura contadina, con gli arredi originali e gli strumenti del lavoro ai quali nel tempo si sono aggiunte numerose immagini e testimonianze su Maria Goretti. Il borgo è anche un punto di partenza per itinerari di fede: in 40 minuti si arriva all’Eremo di Fonte Avellana, fondato intorno al Mille da San Romualdo in uno scenario di boschi Incantati, e in un’ora si è ad Assisi e a Loreto. In un’ora d’auto circa si raggiungono Urbino e le spettacolari grotte di Frasassi. La spiaggia di Senigallia con la sua sabbia finissima è raggiungibile in soli 15 minuti.

Civica Raccolta d’Arte Claudio Ridolfi, Largo XVII Settembre 1860, 1-2, tel. 071-7978636.Situata presso l’ex convento degli Agostiniani, custodisce opere di pittura, scultura e suppellettili di uso liturgico, tra cui 18 reliquiari con busto in legno scolpito e dipinto, raffinata esecuzione di intagliatori siciliani del primo Seicento.Conserva inoltre un gruppo di opere contemporanee dell’artista Nori de’ Nobili.
Sala del Costume e delle Tradizioni popolari, Largo XVII Settembre 1860, tel. 0716 79043. Vi sono conservati i migliori costumi utilizzati per la festa del Pozzo della Polenta, realizzati da sarte locali su modelli rinascimentali, nonché antichi attrezzi per la lavorazione dei tessuti.

Chiesa di Madonna del Piano, percorso espositivo. Il sito, posto alla base del colle su cui sorge il centro medievale, è interessato da un’indagine archeologica e consente oggi un percorso all’esterno e all’interno della chiesa, illustrato da pannelli e dai materiali esposti nella sala dedicata alla ricostruzione del paesaggio antico, alle attività produttive e alla vita nel monastero, di cui sono emersi i resti dell’antico chiostro.
Info: tel. 071 7978636

Stagione di prosa,
invernale ed estiva. Attenta anche al teatro per ragazzi, porta in scena compagnie amatoriali, professionisti di fama e danzatori di livello internazionale.

La Festa dei Folli – 25 aprile e giorni precedenti.
La festa più pazza e colorata che si sia mai vista, un ricco weekend che vede numerose attrazioni: la folle corsa colorata, gare di musici, sbandieratori ed arcieri, artisti di strada e tanta musica. Ingresso libero.”

Contesa del Pozzo della Polenta,
mese di luglio. Si tratta della rievocazione storica dell’assedio del 1517, alla quale partecipano – ogni anno dal 1979 – circa 300 figuranti in costume d’epoca, tamburini, sbandieratori, arcieri e chiarine. Il rione che si aggiudica il palio dovrà poi preparare i costumi per la sfilata dell’anno successivo. Gli abiti, utilizzati una sola volta, vengono esposti dopo la sfilata nella Sala del Costume.

Corinaldo jazz.
Rassegna di musica jazz estiva ed invernale alla quale partecipano le principali formazioni italiane ed internazionali.

Corinaldo Estate,
da giugno a settembre: manifestazioni e spettacoli promossi dal Comune con la collaborazione delle tante associazioni.

Halloween,
ultima settimana di ottobre. Una manifestazione ispirata a streghe, spiriti e fantasmi e che allo stesso tempo riproduce la goliardia di una festa di carnevale: grinta, energia, esperienza e passione gli ingredienti di questa festa che offre taverne, spettacoli e tanto divertimento ad ingresso gratuito..

Dall’antipasto al dolce, sono molte le specialità marchigiane che attendono di essere gustate nei ristoranti di Corinaldo, all’interno di suggestivi locali medievali o in piacevoli terrazze al sole. Tra i primi piatti spiccano i passatelli, da provare in brodo o asciutti, i vincisgrassi, gustosa versione locale delle lasagne e la polenta, alla quale Corinaldo ha legato la più famosa delle sue storielle, quella del pozzo.
Se tra i secondi c’è un tripudio di carni arrosto, come il coniglio o l’oca al forno, è sui dolci che Corinaldo si distingue.
Solo qui infatti, nel periodo autunnale, potrete trovare le pecorelle: piccoli rettangoli di una sfoglia semplice, fatta di farina, olio, zucchero e vino bianco che racchiudono un ripieno ricchissimo di gusto, con mosto ristretto, pangrattato, noci, buccia d’arancia e cannella.
Biscotti della tradizione del periodo natalizio, le pecorelle accompagnavano i giocattoli portati in dono ai bambini dalla Befana per l’Epifania.

I vigneti del rinomato Verdicchio dei Castelli di Jesi sulle colline intorno a Corinaldo danno un vino delicato, di colore paglierino tenue, dal sapore asciutto, armonico, ottimo per piatti a base di pesce. Prodotto d’elezione di questa zona, il vino prodotto qui è frutto del lavoro di piccoli produttori con aziende quasi sempre a gestione familiare. Si accompagna ad esso la produzione di un ottimo olio extra-vergine di oliva, prevalentemente delle varietà Frantoio e Leccino, accanto al Raggia. Quest’ultima cultivar è utilizzata per produrre un olio extra-vergine monovarietale dal caratteristico gusto piccante con sentore di mandorla, abbinamento perfetto per primi piatti, pesce arrosto, insalate e pizza.

Corinaldo, Ai 9 Tarocchi

Ristorante-Pizzeria-Pub Ai 9 Tarocchi 

Locale storico all’interno della cinta muraria.

  Viale Dietro Le Monache, 8
  +39 071 7976277
 info@ai9tarocchi.it
 www.ai9tarocchi.it

Ristorazione

Corinaldo, Nova Taberna

Nova Taberna – Trattoria, Wine Bar

Specialità carne, menù vegetariano ampia scelta di vino di qualità.

  Via La Piaggia, 6
  +39 327 0979781
  novatabernacorinaldo@gmail.com

Acquisti

Federico Mencaroni Vini

La cantina Mencaroni offre vini di qualità caratterizzata per buona parte da vitigni a bacca bianca come: Verdicchio, Malvasca e Biancaneve. La restante da Montepulciano , Sangiovese, Merlot

  Via Olmigrandi, 72
  +39 071 7975625
  fmencaroni@gmail.com
  www.mencaroni.eu