Montelupone stemmaMontelupone
La vita quieta

Comune di MONTELUPONE
(Provincia di Macerata)
Altitudine
m. 272 s.l.m.
Abitanti
3600 (800 nel borgo)

info turismo
Ufficio Cultura, Piazza del Comune, 1 Tel. 0733 2249317
Ufficio del Turista, Piazza del Comune, 4 Tel. 0733 2249334
Pro Loco, Via Regina Margherita Tel. 0733 226419
www.comune.montelupone.mc.it
info@comune.montelupone.mc.it

Lo spirito del luogo

Montelupone stemmaIl nome
Secondo la leggenda, il borgo nasce sotto il segno di Ercole Libico. Molto probabilmente il nome deriva dalla potente famiglia longobarda dei Luponi: di un suo membro, Lupo I, si ha notizia intorno al 787.

 

La storia
VI sec. a.C., il rinvenimento nel 1926 di una necropoli documenta l’esistenza di una comunità appartenente alla “civiltà picena”.
729, inizia il controllo della chiesa sul territorio, attraverso il Vescovo di Fermo.
980, da una nobildonna della famiglia Grimaldi ha origine il convento adiacente alla preesistente abbazia benedettina di San Firmano, di cui Montelupone è feudo.
1150, il documento più antico reca il nome del libero Comune, che nel 1202 vanta già buona fama, tanto da sedere al tavolo delle trattative per la firma della pace di Polverigi, al fianco di Fermo e contro Ancona e Recanati.
1258, il borgo è conquistato da Percivalle Doria, vicario del re Manfredi; nel 1294 passa a Tebaldo Mainetti e poi al Chiavelli.
1353, Fra’ Moriale alla testa della sua compagnia di ventura entra in Montelupone, da dove parte per depredare i centri limitrofi; nel 1363 il borgo cade sotto Pierfrancesco di Brancaleone, signore di Urbania.
1407, inizia il dominio dei Malatesta di Rimini, ai quali si devono molte delle fortificazioni ancor oggi visibili; a parte un breve assoggettamento a Braccio da Montone, i Malatesta tengono il borgo fino al 1433, quando è conquistato da Francesco Sforza che ne resta padrone fino al 1447.
1585, l’elezione a Pontefice di Sisto V favorisce Montelupone, di cui è originario il suo segretario Nicola Degli Angeli; il borgo, inserito nella nuova diocesi di Loreto, vive un’esistenza tranquilla sotto l’ombrello protettivo della chiesa.
1799, Montelupone ospita Monaldo Leopardi, in fuga da Recanati e dai briganti che l’infestano; il conte Monaldo è nominato governatore della città e tiene con sé per un breve periodo il figlio Giacomo, allora neonato.
1817, Montelupone è sede di uno dei primi focolai della Carboneria, che riunisce in palazzo Emiliani cittadini delle Marche e della Romagna pronti al moto rivoluzionario.
1860, la disfatta dei francesi a Castelfidardo porta all’annessione delle Marche al Regno d’Italia.

Comunità aperta e dinamica, Montelupone è il borgo “ideale” che sa coniugare passato e futuro. Nella zona esterna sorgono realtà industriali importanti che danno sostanza alla bellezza, portando il borgo ai vertici del benessere. La salubrità dell’aria, le aree verdi, gli itinerari fiabeschi ne disegnano, invece, l’anima ecologica, tenacemente difesa da una rigorosa politica ambientale.
Ciò che piace, di Montelupone, è il quieto vivere di un paese che è attivissimo (23 associazioni di volontariato e una tradizione artigianale di tutto rispetto) e ripete oggi nell’economia quel che ha fatto in passato nel campo dell’arte, aprendo cantieri e costruendo chiese e palazzi con artisti importanti, chiamati dagli ordini religiosi o dai patrizi locali che volevano emulare le città più vivaci dello Stato Pontificio.
Memori della cultura antiquaria che circolava nei conventi francescani delle Marche, gli abitanti traducono il “fare” in amore per il paesaggio, le tradizioni, l’arte, tanto che nel borgo oggi tornano a stabilirsi pittori, scultori, giovani artisti. Il passato riaffiora dalle antiche mura e il presente cerca la sua strada nella rivalutazione dell’artigianato artistico e dei prodotti del territorio: in questo equilibrio vive oggi Montelupone.

Tra gli azzurri Monti Sibillini e il mare del Conero, Montelupone è uno dei piccoli centri delle Marche che meglio ha conservato le testimonianze della sua ricca storia: lo si comprende subito osservando le lunghe mura castellane con le quattro porte d’ingresso, e l’originale pavimentazione in pietra del borgo. Sulla splendida piazza-salotto si affaccia il palazzetto del Podestà (o dei Priori), edificio trecentesco a forma rettangolare in cui si evidenzia l’influenza lombarda.
Il loggiato a cinque archi è sovrastato da altrettante bifore ogivali poste nel salone principale del piano nobile, che custodisce un affresco devozionale di fine ‘500 nello stile espressivo della Controriforma. Parte integrante del monumento è l’imponente torre Civica trecentesca con merlatura ghibellina che accoglie lo stemma più antico della città, l’orologio e la grande campana di bronzo. All’interno del piano nobile si trova la pinacoteca Civica “Corrado Pellini” che custodisce la preziosa Madonna Immacolata del fiammingo Ernest Van Schaych (1631), pervasa di accenti devoti secondo i modelli del classicismo bolognese. Da visitare insieme con il Museo d’Arti e Mestieri Antichi, che ha sede nei sotterranei del palazzo Comunale.
Opera ottocentesca dell’architetto Ireneo Aleandri, il palazzo Comunale si affaccia sulla piazza con il suo loggiato di stile neoclassico. Al suo interno si dischiude il teatro Storico Nicola Degli Angeli, ideato dallo stesso Aleandri ed eseguito nel 1884 da Giuseppe Sabbatini.
Il teatro, d’impronta neoclassica, ha due ordini di palchi e un piccolo loggione, ma si fa ammirare soprattutto per l’etereo soffitto dipinto nel 1887 da Domenico Ferri che crea una farsa burlesca lasciando sospesi in un cielo di nuvole un gruppo di giovani bambini che si fingono angeli musici.
Girovagando per le vie del borgo, salta agli occhi la bellezza dei palazzi nobiliari, un tempo residenze di antiche famiglie, con i loro portali, fregi, antichi stemmi e decorazioni pittoriche all’interno.
In particolare, palazzo Emiliani merita attenzione per il fregio del pittore Biagio Biagetti raffigurante le Quattro stagioni interpretate attraverso il ciclo del grano, dalla semina fino alla produzione del pane: inquadrate da flessuosi tralci di gusto liberty, le scene rivelano l’eclettica cultura del maestro piceno. Passando agli edifici di culto, uno dei monumenti più significativi è la chiesa di San Francesco, eretta nella seconda metà del Duecento e poi rimaneggiata in stile tardo-barocco. Il coro ligneo settecentesco, le quattro statue delle Virtù teologali (1752) e l’organo del 1753 rappresentano la “collezione” di questa chiesa, sul cui altar maggiore era collocata la meravigliosa Madonna del latte di Antonio da Faenza (1525), ora ospitata all’interno della chiesa Collegiata, la quale custodisce anche la cappella Addolorata ridipinta da Cesare Peruzzi tra 1934 e 1941. Qui è da vedere anche la Madonna Immacolata del fiammingo Ernest Van Shayck (1631), pervasa di accenti devoti secodo i modelli del classicismo bolognese. Nella chiesa di Santa Chiara, antico convento delle Clarisse (secoli XV-XVIII) ridisegnato nel ’700, si ammirano le porte intarsiate dall’ebanista Cristoforo Casari nel 1796 e una pala d’altare di Onofrio Gabriello da Messina.
La cinta muraria percorre l’intero perimetro del centro storico per circa un km. In essa sono presenti torri di due tipi: a pianta rettangolare o pentagonale (a puntone), queste ultime testimonianza della dominazione malatestiana. La porta Ulpiana, nel medioevo annessa al castello, è stata restaurata nel ‘500 e modificata nel periodo barocco con l’aggiunta dell’arco decorativo, ma il rivellino è originario del XV secolo.
Fuori le mura, a circa 4 km dal centro, si trova l’abbazia benedettina di San Firmano. Costruita nel IX secolo in stile romanico a tre navate, si presenta con la preziosa lunetta del portale in stile bizantino. All’interno, sotto l’alta scalinata, si trova l’incantevole cripta con le reliquie e la statua del Santo in terracotta policroma. Al recanatese Giacomo di Nicola è attribuito l’affresco raffigurante la Vergine in trono fra i Santi Rocco e Sebastiano, già assegnato alla scuola di Gentile da Fabriano per i toni cortesi della messa in scena.

Piaceri e Sapori

Il gioco di sguardi con l’Adriatico fa sì che il mare, per tornare a sedurre, debba essere un poco abbandonato. Conviene, allora, prendere la strada delle colline e inoltrarsi nella verde valle del fiume Potenza, in piena “terra delle armonie” di leopardiana memoria. Oltre all’affascinante ecosistema del fiume, sono da visitare, nei dintorni, Recanati, il borgo natio di Giacomo Leopardi, Porto Recanati con il quattrocentesco Castello Svevo e i vicoli dove si passeggia accompagnati dall’odore del mare, Loreto e il suo celebre santuario, Macerata città d’arte e Monte San Giusto, che custodisce nel bel centro storico la Crocifissione
di Lorenzo Lotto.

Pinacoteca Civica Corrado Pellini, presso il piano nobile del Palazzetto del Podestà o dei “Priori”,tel. 0733 226015/2249317: scrigno d’arte e di cultura, il museo documenta il genio creativo di pittori marchigiani e artisti quali C. Pellini, C. Peruzzi, B.Biagetti, G. Galantara in arte Ratalanga e il fiammingo Ernest Van Schayck.

Museo d’Arti e Mestieri Antichi,
tel. 0733 226015 – 0733 2249317: ha sede nei suggestivi sotterranei del palazzo Comunale ed è ricco di oggetti, strumenti e attrezzi usati nelle antiche botteghe artigiane e nella vita rurale dell’ultimo secolo.

Museo Storico Fotografico,
via Regina Margherita,4 il Museo ospita due importanti Collezioni la prima vanta 520 macchine, cineprese e attrezzature fotografiche e la seconda oltre 800 foto e stampe d’epoca che illustrano le varie tecniche
di stampa dall’800 fino all’era digitale. Info: 0733 226015

Chiesa della Pietà – Sala Mostre,
piazza del Comune 6, tel. 0733 226015/2249317 piccola e raccolta, la chiesa oggi ospita -Appuntamenti con l’Arte – Mostre ed esposizioni a carattere tematico.

Sagra del Carciofo Marchigiano,
seconda domenica di maggio. La manifestazione chiama a raccolta da quasi 50 anni gli amanti del gustoso carciofo locale, re della gastronomia e insieme protagonista della storia di questo paese, tant’è che la festa che lo celebra si fa risalire al lontano 1441 con sfilate di carri allegorici e spettacoli del folklore tipico marchigiano. Mostre, visite guidate al Borgo, itinerari del gusto, stand gastronomici e cene in piazza.
Info: Pro Loco tel. 0733 226419.

Apimarche, terza settimana d’agosto: mostra mercato di apicoltura e dei prodotti naturali che trae origine dalla fama del miele dei colli intorno a Montelupone. La manifestazione si distingue per la Serata Medioevale “A Cena con i Priori” e per il Festival Etnico del Folklore. Info: 0733 2249317/226015

Estate Monteluponese, luglio-agosto:
le manifestazioni hanno luogo nella piazza-salotto del centro e nel Parco Franchi.

Festa di San Firmano, 11 marzo: le cerimonie religiose si protraggono per diversi giorni e culminano nella solenne processione con le reliquie del santo patrono.

Processione del Venerdì Santo,
il catafalco con il feretro di Gesù è portato per le vie illuminate dalle lampade poste sulle facciate delle case, seguito dalle statue della Madonna e di San Giovanni.

Processione Del Corpus Domini e Infiorata, il corpo di Cristo è portato in processione per le strade del borgo cosparse di fiori d’ogni specie, abbellite da composizioni floreali e profumate di petali e di essenze.

Festa del Voto alla Madonna,
la domenica più prossima al 20 maggio: la festa ha le sue radici nel 1893, quando le suppliche rivolte dagli abitanti del borgo alla Madonna interruppero una grave siccità. Montelupone fece allora voto di ricordare in perpetuo questa grazia con liturgie e una processione solenne. Una tombola in piazza chiude l’evento.

Mostra dell’Artigianato, luglio e agosto.

Mostra dell’Artigianato Artistico e del Modellismo e Hobbistica in formula biennale nel mese di luglio.

Stagione teatrale, presso il Teatro Nicola Degli Angeli, www.nicola degliangeli.it, tel. 0733 226916.

Palio dei Comuni, all’Ippodromo di Monte Giorgio in novembre: corsa di cavalli con la partecipazione dei Comuni limitrofi.

I vincisgrassi prendono il nome da Windischgratz, principe austriaco per il quale questo piatto fu cucinato fu lo stesso principe a dettare la prima ricetta). Si prepara un ragù di carni miste e frattaglie con il quale si condiscono, insieme a besciamella e parmigiano grattugiato, delle lasagne all’uovo preparate secondo la tradizionale ricetta.

Gli azzurri campi di carciofo annunciano il prodotto del borgo: il Carciofo di Montelupone, protetto dal marchio Res Tipica e per il quale è in corso l’iter per il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) dell’Unione Europea. Inoltre c’è il miele dei Colli Monteluponesi, anch’esso in via di ertificazione nell’ambito del progetto regionale Miele Marche DOP. Altri prodotti sono l’olio extra vergine d’oliva, il vino e il vino cotto, il pane a lievitazione naturale, i dolci tradizionali, ma anche le creazioni artigianali in argento, ferro battuto e legno.

Ristorazione

Montelupone, La Taverna dell'Artista

La Taverna dell’Artista

Ristorante/pizzeria cucina tipica marchigiana con bed & breakfast.

  Via Regina Margherita, 8
  +39 0733 226613
 mister.bedini@libero.it
 www.facebook.com/La Taverna dell’Artista