Frigento
Perla d’Irpinia, panorami e arte

Comune di frigento
(Provincia di Avellino)
Altitudine
m. 911 s.l.m.
Abitanti
3480 (400 nel borgo)

patrono
San Marciano, 14 giugno

info turismo

Uffici del Comune tel. 0825.444004

www.comune.frigento.av.it

protocollo.frigento@cert.irpinianet.eu

Lo spirito del luogo

Il Nome

Il nome ha origini ignote, forse in osco-sannita vuol dire acqua santa per il vicino lago sulfureo Mefite, o dall’espressione latina A populi frequentia (frequentato/affollato), o Frucentum sempre dal latino frux, frugis (per i campi di frumento).

La storia

I Sanniti. Luogo abitato da millenni, Frigento è una delle colonie dei Sanniti.

I Romani. Si mantiene fedele ai Romani in cambio di alcuni privilegi e costruzioni pubbliche.

I Longobardi. Frigento è incluso nel Principato di Benevento. Nel 926 la cittadina è devastata dai Saraceni e nel 986 un violento terremoto la distrugge.

I Normanni. Nel 1078 è infeudato ai signori di Gesualdo. Poi re Manfredi confisca il feudo e lo concede al fedele conte di Maletta. Con l’ascesa al trono di Carlo I d’Angiò, la famiglia Gesualdo riprende il potere, ma Elia II muore senza prole.

Aragonesi e Angioini. Durante le guerre tra Aragonesi e Angioini, nel 1496 Frigento subisce un grande incendio, opera delle truppe spagnole. Passa di mano in mano tra i Gesualdo e i Filangieri e nel 1517 Ferdinando II il Cattolico lo concede a Fabrizio Gesualdo.

La sede vescovile. Frigento è una delle prime città a professare il culto della fede cristiana. Leone I Magno, papa dal 440 al 461, avrebbe eletto San Marciano primo vescovo di Frigento. Di sicuro sotto il pontificato di Leone IX, il nome del vescovo Engellino compare in un atto del 1082. Nel 1466 Papa Paolo II unisce la diocesi frigentina a quella di Avellino e nel 1818 papa Pio VII sopprime definitivamente la diocesi di Frigento.

Il sisma del 1732. Dopo l’evento sismico del 1732 c’è una significativa rinascita artistico-culturale. Poi il borgo dai Ludovisi è infeudato ai Caracciolo, principi di Avellino, fino al 1806, anno dell’eversione della feudalità.

  • La Panoramica Limiti con vista a 360° fino a ricomprendere 5 regioni e 11 province.
  • La Cattedrale All’interno le tele del soffitto dipinte da Antonio Vecchione da Nola nel XVIII secolo.
  • Nell’Ipogeo della Cattedrale si ammirano i resti dell’edificio costruito tra l’VIII e il IX secolo e i cosiddetti scolatoi.
  • Palazzo De Leo, oggi Casa della cultura, ospita il Museo FriMact con due sezioni: archeologica e d’arte contemporanea.
  • I Palazzi storici: una decina di fabbricati settecenteschi con portali sobri ed eleganti in pietra locale (breccia irpina).
  • Nel Municipio si trovano i busti in gesso dello scultore frigentino Carmine Genua (1851-1924).
  • Le Cisterne romane. Poderoso complesso del I secolo a. C. in opus incertum e destinato alla raccolta delle acque piovane.
Piaceri e Sapori

·        Durante la quaresima in Cattedrale sono esposti i Misteri, ottocentesche rappresentazioni in cartapesta della passione di Cristo.

·        Dall’11 al 13 agosto, da 40 anni, una festa al suono dell’organetto.

·        A ferragosto tornano i riti del grano: la sera del 15 i carri covoni vengono trainati dai buoi, il 16 le devote portano sul capo i mezzetti durante la processione di San Rocco.

Pasta casereccia con fusilli, ravioli e cavatelli. Questi ultimi si sposano con il sugo tradizionale di pomodoro e pulièo (puleggio, erba aromatica locale).

L’olio di Ravece “Irpinia Colline dell’Ufita DOP” insaporisce ogni piatto; il vino DOP e IGP bianco (coda di volpe) o rosso (aglianico) lo accompagna; il formaggio pecorino di Carmasciano (Presidio Slow Food) lo rende unico.

Tra i legumi, la cicerchia. Da ingrediente povero a presenza versatile in tavola e protagonista dell’omonima festa in agosto.